CITAZIONE (Lolio @ 26/9/2007, 01:46)
Mi dispiace di quanto avvenuto, la mia modifica (fatta 25 minuti dopo la prima scrittura, quando il tuo intervento non c'era, forse lo stavi scrivendo) voleva solo ammorbidire le mie espressioni contrariate.
E sono contrariate (bizzarria è un eufemismo) per il semplice fatto che affermazioni non scientifiche vengano condite con frasi come queste:
Ok. L'importante è aver chiarito 
Perdonami anche tu per il mio intervento.
CITAZIONE (livingreen @ 26/9/2007, 10:04)
Del resto, avendo lavorato in una grande antrale a biomasse, ti posso garantire che diossine ed IPA non vengono nemmeno considerati. Ma ci sono.
In effetti hai sollevato un problema che il più delle volte è noto solo poche persone.
Già tempo fa questo problema si è cercato di affrontarlo in una precedente discussione (vedi Gassificatori biomassa = diossina) ma non ha avuto molto seguito. 
La diossina, o meglio la famiglia delle diossine, si formano in presenza di cloro la cui origine può essere da cloruro inorganico (es. NaCl) oppure in composti organici clorurati (es. PVC). La loro formazione può avvenire sia in processi in cui è presente la combustione e sia in assenza di combustione.
Nel nostro specifico caso, la biomassa, è possibile riscontrare tracce propio durante il processo di combustione soprattutto quando la temperatura non è sotto controllo; la bassa temperatura ne favorisce la formazione.
Le diossine hanno un alto punto di ebollizione quindi geralmente non si trovano in forma gassosa ma in forma solida nel particolato anche se, recenti studi, stanno rilevando la possibilità che una piccola percentuale sia presente nei fumi sotto forma gassosa.
Tuttavia la biomassa non è certo la maggiore responsabile per l'emissione di diossine.
Parte delle diossine (note circa 200) sono classificate come POP ovvero "Persistent Organic Pollutants" ...inquinanti organici persistenti....e sono particolarmente nocive per la salute perchè possono essere cancerogene. Ma non dimetichiamo effetti simili nell'ambiente.
Essendo composti non volatili, la pericolosità per l'uomo deriva principalmente dall'alimentazione in quanto accumulandosi nei tessuti animali/vegetali possono muoversi all'interno della catena alimentare. Una volta nei tessuti le diossine interferiscono a livello cellulare...o meglio a livello di DNA con un recettore chiamato "AhR" la cui inibizione porta alla morte cellulare o a errori nella trascrizione del DNA stesso con possibile evoluzione in cancro.
Anche l'esposizione agli IPA a seguito di combustioni incomplete può causare danni alla salute in quanto possono svolgere una attività cancerogena. Ma lo studio sugli IPA a livello medico è piuttosto indietro.
Ricordo comunque che sia le diossine e sia gli IPA sono stati classificati come cancerogeni dall'organizzazione mondiale della sanità.
Ely