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Discussione: emissioni caldaie

  1. #26
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    Si, certamente! Basta che non sia un elenco mono marca e chi lo fa non sia un venditore. Comunque sono sempre qui a vigilare eventuali abusi.
    Prendete il posto dove siete nati, metteteci la centrale a gas a ciclo combinato più grande d'italia, la seconda discarica di rifiuti del Piemonte, una nuova centrale ad olio di palma, la rete di teleriscaldamento mai terminata e la vostra salute messa a rischio... Poi provate a pensate al vostro futuro...

  2. #27
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    A dir la verità non è che abbia una lista di prodotti che rispondono ai requisiti in quanto ho poca esperienza sulle caldaie a biomassa e, nei pochi interventi fatti, ho previsto quasi sempre caldaie con potenza inferiori a 35 kW che quindi non devono per forza rispettarre i limiti di cui al piano stralcio della regione Piemonte.
    Inizio a inserire quello che so (ovviamente non fidatevi ad occhi chiusi e verificate con la casa costruttrice)
    - Baxi MultiHeat 40 (si può installare in zone di mantenimento ma non in zone di piano)
    - Caldaie Tatano (non dovrebbero avere le certificazioni delle emissioni o perlomeno cosi mi è stato detto per cui direi che ad oggi non si possono installare in Piemonte)
    - Caldaie austriache e tedesche a pellets non dovrebbero avere problemi ma devono essere verificate caso per caso.

  3. #28
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    grazie birillo1981,
    puoi citare qualche caldaia austriaca o tedesca?
    ho invitato un mio conoscente(non legato alle aziende) a vedere questa discussione,spero che si unisca...lui dovrebbe avere informazioni interessanti...
    ciao

  4. #29
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    Question Regione Piemonte

    Quote Originariamente inviata da sermi Visualizza il messaggio
    °°°°°ho invitato un mio conoscente(non legato alle aziende) a vedere questa discussione,spero che si unisca...lui dovrebbe avere informazioni interessanti...
    Siamo in trepida attesa.... in allegato si può vedere il "Piano Stralcio" con le leggi d'appoggio e le suddivisioni territoriali, ma non si trova nessun documento pubblicato sui generatori di calore ammessi come per esempio ha fatto la V.d.A. ma ci si riferisce genericamente a rese ed emissioni.....

    DOMANDE: chi ha queste documentazioni? Termotecnici Periti Tecnici ed Ingegneri che si occupano delle certificazioni energetiche?

    Non sarà il privato che deve leggersi quanto pubblicano le case costruttrici?
    Ci si deve fidare? ...se poi son sballate o da una verifica non rispondenti, chi è responsabile?

    Come sempre è un gran casino
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  5. #30
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    direi che quello che fa fede è la certificazione della caldaia fatta da un enete certificatore.
    Non penso che nessuno si metterà mai a fare la prove di emissione su una caldaia installata, basta che abbia la certificazione necessaria.
    Tenete conto che sono gli installatori che hanno in gestione l'impianto a dover verificare la rispondenza ai requisiti e nel caso di segnalazione di caldaia installata non in regola il cliente ha un tot di girni per sostituirla (mi sembra 180 ma vado a memoria)

  6. #31
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    Le norme Europee indicano i requisiti "minimi" che un prodotto deve avere per rispondere all'uso per cui viene venduto. Le Nazioni, le Regioni, le Province, i Comuni, non possono creare sistemi che consentono l'utilizzo di prodotti che non rispettano tali requisiti minimi e neppure possono evitare l'installazione di specifici prodotti. Possono invece, in base alle loro necessità ambientali o di altro genere, rendere le specifiche dei prodotto ancora più stringenti. Pertanto se un comune, una provincia, una regione decide che per poter installare un determinato prodotto nel proprio territorio, tale prodotto debba rispettari limiti più stringenti rispetto a quanto previsto dalla norma Europea, questi valori devono essere rispettati. Riguardo alla norma specifica dei generatori a biomassa da inserire nei locali caldaia, UNI EN 303 - 5, essa è l'unica norma Europea facoltativa. Come sapete, le norme nazionali UNI sono facoltative mentre le norme Europee EN sono legge e quindi obbligatorie. Come dicevo la 303 - 5 è l'unica norma Europea facoltativa. Su questo non intendo aggiungere altro. Dico solo che quando i termocamini e le caldaie a pellet andavano certificati con le norme facoltative, quasi tutti i costruttori mostravano certificati a valanga, dal momento che da primo Luglio 2007 è entrata in vigore la norma Europea obbligatoria, sono sparite le certificazioni e ancora oggi visitando fiere del settore, non tutti i prodotti sono muniti delle relative targhe e delle relative certificazioni. Saluto tutti cordialmente. Luigi Savino

  7. #32
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    Buongiorno a tutti , vorrei fare chiarezza sul quesito della possibile installazione di caldaie non a norma con la normativa emissioni della regione Piemonte .

    Anche se mi occupo della vendita di caldaie a biomassa austriache , diamo corrette informazioni agli utenti .
    In regione Piemonte non possono beneficiare della detrazione irpef del 55% quelle caldaie con valori inquinanti superiori a quanto indicato nel piano stralcio , diversamente si può installare qualsiasi caldaia rinunciando al recupero fiscale del 55% .

  8. #33
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    Quote Originariamente inviata da LuGa59 Visualizza il messaggio
    In regione Piemonte non possono beneficiare della detrazione irpef del 55% quelle caldaie con valori inquinanti superiori a quanto indicato nel piano stralcio , diversamente si può installare qualsiasi caldaia rinunciando al recupero fiscale del 55% .
    Ciao LUCA, concordo pienamente su quanto da te esposto, ti potresti informare su questa suggestiva ed ermetica valutazione sconosciuta ai più?

    """la 303 - 5 è l'unica norma Europea facoltativa"""

    Strano che questa sia facoltativa e tutte le altre obbligatorie visto anche cosa specifica l'iter normativo e la relativa successiva pubblicazione per le UNI EN

    UNI CEN= Raccomandazioni
    UNI ISO= Adozione volontaria
    UNI EN= Recepimento "obbligatorio" di norma Europea che diventa
    vincolante all'atto della pubblicazione.

    °°°
La versione definitivamente concordata tiene conto delle osservazioni raccolte durante l'inchiesta pubblica. 
Nel caso di norme nazionali, il progetto finale viene esaminato dalla Commissione Centrale Tecnica per approvazione, mentre a livello europeo ed internazionale, viene sottoposto al voto degli organismi di normazione nazionali al fine di essere ratificato e pubblicato come norma. 
A livello europeo ogni membro CEN ha l'obbligo di recepire le norme EN (che diventano UNI EN in Italia) eventualmente pubblicandole nella propria lingua, e ritirando quelle nazionali esistenti sul medesimo argomento. Tale obbligo non esiste invece per le norme ISO che possono essere volontariamente adottate (con la sigla UNI ISO in Italia).°°°
    .
    .
    Ma la base rimane pur sempre questa se si vuole accedere ad incentivi o agevolazioni,
    da notare l'eccezione: "ovvero i più restrittivi limiti fissati da norme regionali, ove presenti"

    °°°Impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse
    L’art. 1, comma 2, del DM 11 marzo 2008, prevede che, se l’intervento di riqualificazione energetica di cui all’art 1, comma 344, della Finanziaria 2007, include la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, tali generatori devono contestualmente rispettare le seguenti ulteriori condizioni:
    a) avere un rendimento utile nominale minimo conforme alla classe 3 di cui alla norma Europea UNI-EN 303-5;
    b) rispettare i limiti di emissione di cui all'allegato IX alla parte quinta del Dlgs 152/2006 (Codice Ambiente) e successive modifiche e integrazioni, ovvero i più restrittivi limiti fissati da norme regionali, ove presenti;
    c) utilizzare biomasse combustibili ricadenti fra quelle ammissibili ai sensi dell'allegato X alla parte quinta del medesimo Dlgs 152/2006, e successive modifiche e integrazioni.°°°

  9. #34
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    Quote Originariamente inviata da LuGa59 Visualizza il messaggio
    diamo corrette informazioni agli utenti .
    In regione Piemonte non possono beneficiare della detrazione irpef del 55% quelle caldaie con valori inquinanti superiori a quanto indicato nel piano stralcio , diversamente si può installare qualsiasi caldaia rinunciando al recupero fiscale del 55% .
    Mi spiace ma non stai dando corrette informazioni:
    Se il piano stralcio vieta l'installazione l'installazione di caldaie che non rispondono a certi requisiti, non è vero che si possono installare lo stesso senza però poter usufruire delle detrazioni fiscali.
    Il piano stralcio tra l'altro è uscito con un anno di anticipo rispetto alla finanziaria 2008 che ha introdotto la possibilità di portare in detrazione le caldaie a biomassa.

  10. #35
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    Exclamation quanto recita il D. Lgs. 152/06 è OBBLIGATORIO!!

    Quote Originariamente inviata da DR Nord Est Visualizza il messaggio
    allora, a titolo informativo, è possibile post-installare sulle caldaie a biomassa un particolare filtro che consente di rientrare e stare sotto i parametri dettati dalla legge 152
    .
    Confesso che non ci sto capendo più nulla: stare sotto la soglia emissiva di quanto stabilito e previsto dal D. Lgs. 152/06 è una disposizione di legge vincolante ed obbligatoria per ogni caldaia oltre i fatidici 35 kW.
    Dopo la data di entrata in vigore della legge non si poteva più mettere in esercizio qualsivoglia impianto senza rispettare suddetti limiti, e tutto ciò a prescindere dalla richiesta o meno per l'agevolazione del 55%.
    .
    QUINDI?.......da addetto ai lavori potresti chiarirci questo punto?

  11. #36
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    Predefinito caldaie fuorilegge?

    Quote Originariamente inviata da DR Nord Est Visualizza il messaggio
    domanda: sopra i 35 kw, tutt'ora le caldaie vendute in italia e in europa, stanno tutte sotto la 152? qualsivoglia impianto come dici tu?
    .
    Non son io preposto a controllare o giudicare questo, so solo che se così fosse sarebbero semplicemente FUORILEGGE con tutto ciò che ne potrebbe conseguire!.....e qui lascio all'immaginazione di ognuno prospettare i tanti possibili scenari personali....

  12. #37
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    Quote Originariamente inviata da DR Nord Est Visualizza il messaggio
    ogni provincia può stabilire quali parametri far rispettare.
    ASSOLUTAMENTE NO, o almeno non nel modo che "cerchi" di far leggere tra le righe...
    Non può essere peggiorativo di una norma di LEGGE, al limite impone norme più severe e restrittive...QUINDI?...

  13. #38
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    Cambiando discorso, io non ho mai fatto un confronto tra i limiti del D.Lgs 152 ed il piano stralcio della Regione Piemonte ma mi sa che quest'ultimo ha valori più restrittivi.
    Ciao
    Ultima modifica di CaloRE; 14-04-2009 a 14:00

  14. #39
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    Ti posso dire che esistono alcuni prodotti che rispdono ai requisiti richiesti, non so se sia possibile indicarne i modelli ed i tipi, comunque ti dico che
    ho già accertato la rispondenza dei seguenti:
    - Verner Bionatic per pellets, triticale, cereali in genere, nocciolino, ed altri
    - Verner Focus a legna
    - KWB a pellets e cippato
    - Kuenzel a pellets
    - Kuenzel a legna
    - Pasqualicchio mod. Compact per pellets, nocciolino e misto cereali e pelelts
    - Pasqualicchio a legna versione a gasificazione
    - Multi Heath a biomassa in genere compreso, pellets, cippato, cereali
    - Solo Innova a legna
    . ed altre
    Tedesco

  15. #40
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    Per quanto riguarda la Baxi Multi Heat mi sembra che non risponde ai requisiti richiesti per le zone di Piano o sbaglio?

  16. #41
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    L'argomento è molto interessante perché sicuramente la questione investirà progressivamente le varie regioni italiane, visto che le ARPAT impongono ai sindaci di attuare misure restrittive in caso di sforamento.
    Lo scorso anno a Lucca e dintorni i Comuni furono costretti a imporre la restrizione dell'uso delle fonti di riscaldamento secondarie a combustibile solido, che tradotto inn italiano voleva dire che se avevi solo la stufa o caldaia per riscaldarti potevi utilizzarla, ma se avevi caminetti anche di ultima generazione o stufette a pellet,\in presenza di un impianto metano/GPL non le potevi accender più.

    Mi interessai agli abbattitori elettrostatici contattando le due aziende che avevano partecipato al bando della Regione Trentino Alto Adige, ma le risposte non furono esaustive.

    Da utilizzatore posso confermare che le Mescoli Combifire 2 PB/CB 28, PB/CB35 e PB/CB50 sono certificate UNI EN 303-5 2004 in classe 3, ma non possiedo dati sulle emissioni.
    Per ora.

  17. #42
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    posso aggiungere che anche le arca aspiro e regovent a legna e la granola automatica a pellet sono certificate in classe 3.ciao

  18. #43
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    beh, tutte le caldaie un pò serie sono certificate in classe 3..... a meno che non sia il ferramenta sotto casa a produrle

  19. #44
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    per completezza di informazione riporto anche la classificazione delle bongioanni a legna: la pirovas(in ghisa, fiamma rovesciata) è in classe 3, la thermovas(in ghisa, fiamma tradizionale) è in classe 1, lo stesso discorso vale per le caldaie a legna biasi(pirowood e thermowood),visto che sono le stesse identiche caldaie(cambia il marchio e basta...).ieri mi scordavo, anche l'arca granola manuale è certificata in classe 3.....
    ciao

  20. #45
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    io penso che oramai non vale neppure la pena prendere in considerazione una caldaia che non sia "almeno" in classe 3.

  21. #46
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    pure a mio avviso beppe, però per completezza di informazione ho ritenuto giusto riportare i dati di cui sono a conoscenza...
    per curiosità beppe, hai voglia di riportare qualche dato anche sulle varie tatano???(se la cosa non ti da fastidio o ti fa tribolare...)ciao

  22. #47
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    Ricordo che essere in classe 3 non sigifica poter essere installate in Piemonte in quanto i valori limite richiesti sono molto più bassi.

  23. #48
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    rsatto birillo, in alcune regioni richiedono anche la 152

    turbogen, la Tatano ha tutte le caldaie certificate almeno in classe 3 (e superiore), a chi me la chiede, invio la certificazione.

  24. #49
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    grazie beppe,sempre gentilissimo
    ciao

  25. #50
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    Talking quanti saranno quelli in regola?

    Quote Originariamente inviata da Dott Nord Est Visualizza il messaggio
    "almeno" in classe 3.
    non esiste una classe 4 o "superiore", e tutti i costruttori devono ormai "certificare" il loro prodotto in 303-5 classe 3

    Quote Originariamente inviata da birillo1981 Visualizza il messaggio
    Ricordo che essere in classe 3 non sigifica poter essere .......
    INFATTI, e con la fame di soldi odierna susseguenti l'aver raschiato il barile si aspetto prima o poi "il botto".....quando cominceranno i controlli, quelli veri, specialmente per chi ha usufruito del 55%!

    a) avere un rendimento utile nominale minimo conforme alla classe 3 di cui alla norma
    Europea UNI-EN 303-5;
    b) rispettare i limiti di emissione di cui all’allegato IX alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche e integrazioni, ovvero i più restrittivi limiti fissati da norme regionali, ove presenti;
    c) utilizzare biomasse combustibili ricadenti fra quelle ammissibili ai sensi dell’allegato X alla parte quinta del medesimo decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 , e successive modifiche e integrazioni.

    qui le norme emissive della EN303-5 in classe 3....basta andare a confrontarle con quelle della 152 o le più restrittive, quando presenti, della propria Regione o Provincia!
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