Piccola infarinatura tecnica su come "dovrebbe" avvenire una combustione ottimale
in rapporto ad aria primaria e secondaria...![]()
Piccola infarinatura tecnica su come "dovrebbe" avvenire una combustione ottimale
in rapporto ad aria primaria e secondaria...![]()
Ultima modifica di biomassoso; 02-04-2009 a 14:17
grazie x le importanti nozioni che hai riportato. hai x caso anche un disegno di una qulsiasi caldaia biomassa che adotti il sistema di aria primaria e secondaria separato? P.S. x tutti: non capisco come si possa sempre continuare a parlare di comparative tra caldaie, venditori, fumi, pellet,consumi e chi più ne ha più ne spara........ma come si fa a non prendere in considerazione argomenti importanti come questo postato da Biomassoso. non ci farebbe male approfondire la nostra conoscenza. scusate la presunzione. ciao.![]()
Boh, affari loro. Io son dell'opinione che solo conoscendo si possa poi essere liberi di scegliere nel migliore dei modi.
Per un disegno schematico provvederò, comunque se ne trovano in rete.
L'obbligo di dividere il più possibile le varie comburenti è di semplice comprensione specialmente se parliamo di pellet come esempio: bisognerebbe sempre vedere la percentuale volatile di ogni combustibile, e per quest'ultimo è circa dell'80% in percentuale sulla materia secca.
Ciò significa che la parte che compone il legno, durante la combustione
rilascerà l' 80% del suo peso in gas, mentre la parte rimanente si trasformerà in CHAR che sarebbe la classica "carbonella" della combustione a legna.
Questo alto contenuto di elementi volatili implica che l'aria di combustione secondaria deve essere aggiunta sopra il bracere del combustibile, che è lì che avviene la combustione dei gas e non sotto da cui dovrebbe provenire solo quella primaria.......mischiando le 2 che escono da un unico condotto succede che sarà troppa per una (primaria) e poca per l'altra (secondaria)....
Spiegazione semplificata della combustione della legna, e quindi di ogni biomassa,
nelle diverse fasi e relazione con aria primaria e secondaria...
Norme e calcoli per un tiraggio ottimale della canna fumaria..
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Parafrasando qualcuno: ANDIAMO COME SEMPRE AVANTI
e diamo un'occhiata da vicino alla norma UNI 10683
relativa ai requisiti di installazione di generatori di calore alimentati a legna o da altri
biocombustibili solidi e gli obblighi di sicurezza per eventuali aggiunte di valvole
motorizzate o manuali nel canale di fumo.
Ho eliminato i messaggi che andavano fuori tema e quelli pubblicitari. Credo sia importante mantenere questa interessante discussione pulita e fruibile a tutti.
Prendete il posto dove siete nati, metteteci la centrale a gas a ciclo combinato più grande d'italia, la seconda discarica di rifiuti del Piemonte, una nuova centrale ad olio di palma, la rete di teleriscaldamento mai terminata e la vostra salute messa a rischio... Poi provate a pensate al vostro futuro...
Sulla fabbricazione del pellet e la sua gestione esistono ancora molte inesattezze,
credenze, miti, supposizioni ed errori.
Penso quindi di far cosa gradita pubblicando questo MANUALE che non è la Bibbia perchè
contiene alcune affermazioni discutibili, comunque pur sempre un ottimo inizio per farsi un'idea.
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Normativa sul pellet non più attuale perchè superata dalla nuova ma ottime schede tecniche dei più disparati biocombustibili
con poteri calorici, cenere e composizione chimica elaborate dal Comitato Termotecnico Italiano.
Utile anche per scoprire cosa può esser stato aggiunto ai vari pellet
quando si scoprono anomalie di combustione e ceneri con strani agglomerati.
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bellisimme tabelle (frutto per altro di copia e incolla) e tutte reperibili in rete, utile no per sapere cosa è stato aggiunto tante raccomandazioni e pochi obblighi se non per il cloro e derivati.....e poi del 2003, siamo nel 2009 non cambia nulla?? manuale del pellets e bellisima introduzione.....: contiene affermazioni discutibili,quali?? e allora ci si deve fare un'idea o un'approssimazione??? a me le faccette fanno.........
modalità diverse a seconda della quantità d'aria miscelata.Una miscela povera di aria brucia con fiamma luminosa (gialla) e poco calda, formando un ambiente chimico riducente per la presenza di molto carbonio incombusto. Viceversa, una miscela ricca di aria brucia con fiamma poco luminosa (azzurra), molto calda (fino a 1500 °C), priva di carbonio incombusto, formante perciò un ambiente chimico ossidante. quale la migliore??
i 1500 ° si riferiscono a combutibili fossili ma non cambia si riduce il parametro.
Ultima modifica di CaloRE; 08-04-2009 a 08:34
1°) cosa vuol dire? che il CTI si è fatto copia-incolla di propri documenti o li ha copiati da altri?
qui è pubblicato il loro documento integrale.
2°) tutto quanto postato è reperibile in rete!
3°) poteri calorici e composizioni dei biocombustibili son sempre quelli.
4°) anche un'approssimazione è pur sempre meglio del nulla.
Ottimo lavoro e di semplice lettura per il calcolo dei consumi e rese in funzione dello scambio termico e dei giro fumi.
Un pò datato (2005) ma sempre attuale che le regole termotecniche son sempre quelle.
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DISCLAIMER:
Calcoli dell'Ing. Marco Cinalli della ....:::: MERCURY ::::.... Termocamino, Caminocaldaia, Termocamini Bifacciali
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ciao a tuttti. come diceva Biomassoso, riguardo l'argomento da me aperto, "potenza effettiva" l'unico dato certo è il quantitativo/ora di combustibile immesso. cosiderando un combustibile, potere calorico 4 Kw ora, in una caldaia da 30 Kw nominali, quantità immessa 10Kg/ora, quanti Kw è in grado di restituire la caldaia?![]()
perdona, ma allora la famosa fiamma arancio che va da dio e non "strappa" non va bene?? mi spiego meglio: se dò il comustibile e molto più comburente(aria) si alzano vetiginosamente i fumi, ma la caldaia rende di più? o meglio dare poco comburente (quindi abbassare i fumi) ottengo gli stessi risultati?? nel secondo caso forse raggiungo prima la temperatura impostata( dico forse perchè devi sempre settare e quindi passare ore con l'amante) nel primo caso ottengo i risutati e i tempi di una caldaia a legna a fiamma inversa?
chiaramente variadndo più o meno combustibile nel primo o secondo caso
Ultima modifica di CaloRE; 12-04-2009 a 22:15
è come un'automobile : a 200 all'ora consumi di + e arrivi a Milano. A 90 all'ora, consumi meno, ma arrivi sempre a Milano, magari un pò dopo.
scelte di viaggio
Per chi era interessato alla ripartizione fra la primaria e secondaria nel PDF è ben spiegato,
anche con riferimenti a cosa possa uscire poi dal camino!
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Ciao,
seguo con interesse questo topic, che è molto interessante e mi permetto di dare un contributo, preso dal manuale della mia caldaia a legna:
e dice: con l'aria primaria si regola la potenza della caldaia, con la secondaria si gestisce la co2 (o meglio l'o2 residuo nei fumi) è corretto questo??
Ciao
Alex
Beh, non è proprio semplicissimo ma per chi avesse voglia di impegnarsi
ecco la tavola periodica degli elementi divisibili nei diversi stadi:
Dynamic Periodic Table
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e qui una spiegazione "approcciale":
http://corsiadistanza.polito.it/cors...o/chimica5.pdf
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Poi, nel caso si volesse esagerare, cercare anche la definizione di "mole" su web,
con un pò di pazienza si trova "quasi" tutto:
LA MOLE
discussione addormentata? non può essere. i guru del forum hanno l' "obbligo" di riaccendere questo argomento.
Prove di combustione in caldaia "quasi normale" equipaggiata di sonda Lambda e griglia mobile.
Nuovi pellet di erbacee e loro analisi
chimiche fatte in un laboratorio specialistico raffrontate col pellet di pura segatura vergine.
Interessante vedere le diverse T° di fusione delle ceneri ed il contenuto di silice e zolfo,
oltre alle foto dei residui in caldaia.
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ceneri leggere, pesanti, incombusti, minerali, ossidi, problemi per la caldaia, ecc..ecc...
Grazie a biomassoso e c. per tutte queste info!!!
spero di essere nel forum giusto; vorrei sapere le distanze minime che una canna fumaria deve avere rispetto ad alberi o quant'altro.
Grazie, buona serata