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  1. #26
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    mangiata ???? presente!!!!!
    Guardate qui!!!!!!!!!!!!
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  2. #27
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    io parlavo del mais........

    ........la mangiata gia!..........comunque adesso provo a mettere nell'orto il carote per tre anni non si sa mai che ci scappa la mangiata!!

  3. #28
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    Predefinito potere calorifico della granella di mais

    Quote Originariamente inviata da ariccucci Visualizza il messaggio
    Premetto che sono laureato in agraria....visto che il mais viene sbandierato sui siti specialistici come il più "performante" chiedo lumi, nessuno lo usa come combustibile in modo continuativo ?
    Premesso che non ne volevo più parlare che dopo anni uno si è anche un po' rotto di scrivere sempre le stesse cose, faccio volentieri un'eccezione per rispondere ad un laureato in agraria anche senza parlare di rotazioni o sovesci.

    Lo specchio "MAIZE calorific value" in allegato è tratto da un documento di chi per anni ha studiato "sul campo" diverse specie di granoturco, e di similari con pressocchè identici dati, naturalmente riferentesi alla sostanza secca, ce ne sono a dozzine, e tutti di università o siti statali in USA o CN.

    Se hai dei dubbi puoi telefonare o scrivere al Prof. Remigio Berruto del Deiafa di Torino che di questi studi sul mais come combustibile, studi anche comparativi, è uno dei pochi Italiani ad averne fatti.
    DEIAFA

    "zea maya" con le sue kcalorie all'etto è forse più intuitivo per l'uomo della strada che può anche favoleggiare sul contenuto di olio che farebbe schizzare alle stelle la resa di questo combustibile, ma le calorie, bruciate o mangiate, sempre quelle sono.

    Infine "mais Ecofaber" è per il GIUGGIOLO che dovrebbe almeno sapere quante Kcalorie il suo costruttore preferito di caldaie, e con qualche piccolo conflitto di interesse con la granella di mais, dia a questa come potere calorico.

    P.S. possibile che un discorso che potrebbe anche servire a qualcosa debba quasi sempre finire a tarallucci e vino?
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  4. #29
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    Buonasera a tutti
    Come predetto questa sera sono andato a casa del suddetto amico, posso quindi postarvi alcune precisazioni.
    - La casa, esposta sui 4 lati, è di costruzione relativamente recente; doppi vetri e soffitti nella norma (2,7m c.ca) senza però particolari accorgimenti termoisolanti. La metratura del appartamento è di circa 160m² a cui va però aggiunto il locale caldaia costituito dal garage con annessa tavernetta, altri circa 70m², scaldati in parte dalla stessa caldaia (la risposta ai puristi è si! Ha spudoratamente barato sulle misure antincendio attribuendo a locale caldaia il garage).
    - L'impianto di riscaldamento è costituito dalla predetta caldaia da 34,7 Kw, da un serbatoio di accumulo da 1000l con serpentina per acs, da termosifoni, il tutto su 3 zone (salotto, cucina soggiorno e bagno, camere da letto) controllate da altrettanti elettrovalvole e termostati.
    - Il consumo per l'intero periodo invernale si è assestato sinora sui 60q.li di mais (non so la marca) con una temperatura media in casa di circa 20-21°
    - Per sua esperienza (6 anni di detto sistema) la resa del mais è simile a quella del pellet ed un 30% superiore a quella della legna
    - Come già detto, nel suo caso, stiamo parlando di coltivazione priva di interventi esterni ovvero: mais seminato, raccolto, essiccato direttamente da lui (ha una discreta dotazione di macchinari)
    - Come accennato da boiamondo quest'anno il costo del mais è particolarmente alto per cui anche al mio amico è convenuto vendere una parte di mais per acquistare pellet
    -Per completezza di dati sto parlando di centro Piemonte (ieri mattina -6° )

    Ciò detto, riconfermo il mio parere, ad ariccucci conviene: migliorare l'isolamento termico della casa; doppi vetri e ribassamento e magari in futuro un cappotto nella parte esposta a nord, acquistare una caldaia "bruciatutto" onde poter diversificare il più possibile la tipologia di combustibile e porre a coltivazione il primo ettaro di terreno (si può pensare in un primo tempo anche a farlo coltivare a qualcun altro dando in cambio una parte del raccolto) integrando eventualmente con il legno del bosco.
    Passato il primo inverno, conti alla mano, potrà decidere se proseguire su questa strada, passare al pellet o al semplice legno. Da tener conto che comunque, qualsisi dei tre lui scelga risparmierà rispetto al metano o gpl.

  5. #30
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    io faccio l'avvocato del diavolo....
    se coltiva 1 ettaro, produrrà circa 120 ql di mais.
    per coltivarlo (tutti i costi, aratura, fresatura, semina, sarchiatura, concime, diserbo, irrigazione, ecc ecc) il costo si aggira sui 1500/1700 euro.
    quindi se lo fà lavorare da altri, dovrà dare in cambio una quantità che copra le spese e un pò di guadagno (altrimenti chi lavora gratis???)
    prezzo di borsa (http://www.borsamerciroma.it/Pages/ISMEA_Mais.pdf) circa 20€/ql.
    dovrà darne quindi 85ql per coprire le spese, e diciamo altri 10ql di guadagno (anche se penso nessuno lavori per 200 euro in 5/8gg che servono nel ciclo di produzione ).
    quindi gli restano circa 20/25 ql.....
    non gli bastano per scaldarsi !!!!!
    purtroppo.... questi sono i conteggi reali......
    se guardo i costi, ne servono almeno 3 di ettari (non per la produzione, che basta e avanza, ma per i costi.....)

    secondo me, la caldaia a mais ha senso se utilizzo un cereale che altrimenti sarebbe invendibile (mais con tossine, rovinato, prezzo di mercato troppo basso, ecc ecc)
    se il mais è buono, conviene venderlo !!!

    ah, dimenticavo....
    bisogna conteggiare anche i costi di stoccaggio, topi che girano per il magazzino, farfalline del mais che si formano in primavera, ecc ecc...
    e non ultimo il costo di acquisto e gestione diverso di una caldaia a mais.....

    mio giudizio?
    BENVENGANO LE CALDAIE POLICOMBUSTIBILI, MA USATE CON GIUDIZIO SENSATO, E NON SULLA BASE DELL'ENFASI ED ENTUSIASMO SUPERFICIALE.
    a ogni persona il proprio vestito.....
    Ultima modifica di Dott Nord Est; 15-12-2010 a 07:00
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  6. #31
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    Predefinito Non dico cavolate

    Io non saprò tanto di agricoltura, ma 50 anni di mais su mais li ho visti, poi se convenga e se sia biologicamente corretto è un altro discorso. Conosco la struttura del terreno in zona (colline tra Firenze e Arezzo) e conosco anche i problemi di avvelenamento del terreno e di "specializzazione" delle infestanti . Magari se prima di parlare uno pensasse sarebbe meglio. Comunque, la domanda a questo punto cambia. Per regolare una caldaia a biomassa per ogni singolo prodotto è una procedura complicata ? Si può memorizzare ? Le caldaie a biomassa sono "fragili ?" o affidabili ? Vanno pulite ogni giorno ? Hanno tanta elettronica, dentro ? Mi spiego, la casa in questione ora ha un impianto di riscaldamento a gasolio, fatto da mio nonno idraulico 40 anni fa, che funziona perfettamente senza pompa (sfruttando solo il calore dell'acqua e il diametro dei tubi) sarà possibile mantenere la stessa affidabilità con una caldaia a biomassa ?

  7. #32
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    precisando che prima di parlare sarebbe meglio pensare, giustamente non lamentiamoci dopo se la gente muore per malattie che un tempo non c'erano o se le campagne diventano un deserto di diversità biologica...
    detto questo, passiamo agli altri punti:
    - per regolare la caldaia la prima volta serve un tecnico che spieghi, poi ci si fà l'esperienza
    - io parlo per le mie, ci sono vari programmi memorizzabili
    - le caldiae a biomassa, serie, sono molto affidabili e longeve se ben condotte
    - gl iintervalli di pulizia dipendono da quanto e quale combustibile uso. Ci sono caldaie che vanno pulite più spesso di altre, dipende dalla tipologia di costruzione
    - hanno l'elettronica che serve
    - l'impianto può benissimo rimanere lo stesso, si cambia solo la caldaia
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  8. #33
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    Buongiorno Dott Nord Est
    Può anche essere reale ciò che dici sulla quantità/resa e costo del predetto ettaro se lavorato da contoterzisti ma, la rimanenza fosse anche pari ai 25/30 q.li da te ipotizzati sarebbero comunque 25/30 q.li di combustibile gratis.
    Da ciò spetterà ad ariccucci, preziari alla mano, decidere se vendere il mais, bruciarlo o mangiarselo in insalata in ogni caso il risparmio economico rispetto al gasolio (impianto attuale) o ad una caldaia a gas/gpl, penso tu convenga con me, vi sarà inevitabilmente

  9. #34
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    Predefinito A proposito di pensare, nord-est

    Voglio precisare, non polemizzare, mi ha dato fastidio sentirmi dire che non intendo di agraria solo perchè ho affermato che c'è chi fa mais su mais da 50 anni. E' vero, e una volta il prof di agronomia lo magnificava come un grande risultato, tutto era indirizzato alla specializzazione e alla concimazione chimica. Oggi non è più così perchè le conoscenze e la storia proseguono. Pensare vuol dire evitare giudizi che non hanno basi razionali

  10. #35
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    giuggiolo, ma come caspita ha fatto tuo fratello a bruciare 90 qli in un mese ?
    non è che avesse una colonia di pantegana imperator maximus dentro il silos ?

  11. #36
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    Quote Originariamente inviata da Lupino Visualizza il messaggio
    Da ciò spetterà ad ariccucci, preziari alla mano, decidere se vendere il mais, bruciarlo o mangiarselo in insalata in ogni caso il risparmio economico rispetto al gasolio (impianto attuale) o ad una caldaia a gas/gpl, penso tu convenga con me, vi sarà inevitabilmente
    certo che si, un risparmio c'è sempre, basta conoscere i conti però, tutto qua....
    questo per dire che è illusorio pensare di mettere una caldaia a mais e dover poi comprare il mais.
    ecco, arricucci ha il terreno suo, e nel suo caso risparmia, ma deve tener conto anche della diversa gestione del combustibile, tutto qua.
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  12. #37
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    per i
    90 qli ti assicuro che sono partiti....... fuori faceva -16 (forse saranno stati 40gg, ma non 50!!) poi per il discorso rotazione.....non ho detto che il mais non si possa fare 50 consecutivi, ma sono altamente scosigliabili..... per le altre colture nominate da me , confermo quanto detto.......poi a questo mondo si fa tutto ...... per risparmiare posso anche bruciare del transgenico......non so se l'offesa era per quello che ho scritto io ..... eventualmente mi scuso..... non era mia intezione..... era solo per puntualizzare il fatto che non è una pratica agronomica consigliata...... (p.s. io mi fermo ad agrotecnico.._)
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  13. #38
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    Quote Originariamente inviata da ariccucci Visualizza il messaggio
    E' vero, e una volta il prof di agronomia lo magnificava come un grande risultato, tutto era indirizzato alla specializzazione e alla concimazione chimica. Oggi non è più così perchè le conoscenze e la storia proseguono. Pensare vuol dire evitare giudizi che non hanno basi razionali
    appunto, tu stesso quindi affermi che la concimazione chimica all'infinito è controproducente.
    quindi, dove stà il problema?
    ho semplicemente spiegato la realtà, elencando basi razionali.
    boh, non capisco.... o sei pro o sei contro la concimazione SOLO chimica ad oltranza.
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