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  1. #1
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    Exclamation Calcolo del fabbisogno e relativa potenza della caldaia

    Siccome si nota che molto spesso si montano caldaie molto ma molto sovradimensionate per le proprie esigenze con tutti i problemi che ciò comporta, ho redatto un semplice PDF scopiazzando dal web quello più semplice ed intuitivo su come si calcolava una volta il proprio fabbisogno energetico. la vecchia legge 10/91, e quindi in base a questo si sceglieva il generatore di calore adeguato.

    Si tratta di una normale casa singola di 130 m2 come si costruivano anni fa senza particolare isolazione, solo per gli infissi si è calcolata la trasmittanza già con vetro doppia camera.

    L'esempio è su Napoli, a breve seguirà anche il calcolo riguardo il consumo per quell'ipotetica casa sia per pellet sia per metano e quindi relativi risparmi.

    Naturalmente ci possono essere degli errori di calcolo, ed attualmente i valori di trasmittanza per la certificazione energetica son molto più restrittivi ed i relativi calcoli molto più complicati, ma la sostanza è più o meno sempre quella, e per un profano basta ed avanza almeno per capire come farsi un proprio calcolo spannometrico andandosi per prima cosa a cercare i gradi giorno del proprio comune.
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  2. #2
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    Quote Originariamente inviata da alexraffa Visualizza il messaggio
    Grazie,

    PREGO,
    centinaia di post su "accumulo sì accumulo no" ma a quanto pare a ben pochi importa di vedere se la loro scelta di potenza sia stata confacente al proprio involucro edilizio...

    Anche se fra un pò questo 3D scivolerà inevitabilmente chissà dove, speriamo che almeno venga preventivamente letto da qualcuno prima di acquistare catafalchi sovradimensionati.

  3. #3
    Seguace
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    ciao bio
    io ho un calcolo preciso, mi vengono richiesti 10800 watt alla T di progetto.
    indicami cortesemente una caldaia (non termostufa) che secondo te può andare bene, da collegarsi in diretta con radiatori gestiti in climatica (55° mandata) e boiler per acs.
    in teoria mi servirebbe una caldaia che, modulando, scenda fino a 4 kw, che ne dici ?

  4. #4
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    Exclamation Normative ed obblighi per caldaie a biomasse: chi li conosce?

    Forse dopo anni che qui si parla di caldaie a biomasse sarebbe ora di cominciare una discussione seria e per gradi su cosa indichino le normative per queste, che a quanto pare per taluni l'argomento sembra esser terreno minato o tabù su cui sarebbe meglio soprassedere, e per talaltri pare invece rappresentare pura fantascienza, ragionamento più volte tentato di accennare di striscio in vari 3D ma mai portato a termine.

    Poi ognuno a casa propria farà cosa vuole, ma per decidere si deve almeno conoscere per poi trarne le conseguenze, che non basta nascondere la testa sotto la sabbia facendo finta che non esistano.

    L'incipit parte da questo: (ed evitiamo inutile terrorismo per altri fini, grazie)

    Non si capisce il motivo del tacciare di "terrorista" chi cerca di portare qualcosa a conoscenza di altri che forse ignorano, o ancor peggio sottintendere ci sia in questo la ricerca di un secondo fine più o meno recondito: quale?

    Comunque, andiamo per gradi: all'atto del montaggio dovrebbe essere stato rilasciato dall'installatore, dopo da questi esser stato compilato, una copia dell'Allegato G per potenze fino a 35 kW (la cosiddetta di soglia che interessa la stragrande maggioranza degli utilizzatori di pentole casalinghe), o l'Allegato F per potenze superiori. La norma di riferimento per questo è il Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 192.
    *
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  5. #5
    tom-tom
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    Infatti,usare la parola "terrorismo" su di un forum è solo da condannare,considerato gli avvenimenti di cronaca che giornalmente,puntualmente,avvengono in tutto il mondo

  6. #6
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    bio, allegato f o g rilasciato da parte dell'installatore o del manutentore(centro assistenza)???io lo rilascio perchè penso di essere un caso abbastanza raro di coesistenza delle due figure, ma non tutti gli installatori hanno le competenze ele abilitazioni per rilasciarlo, nonchè l'attrezzatura(leggi prova di combustione, da quel che so la legge prescrive che ad effettuarla sia l'installatore all'atto della prima accensione, ma alla fine tocca sempre a noi centri assistenza farla)ciao

  7. #7
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    dalle mie parti.... ogni tanto quando vedo un idraulico, o vado nei centri di acquisto, non sanno nulla..... mai sentito di controlli sulle caldaia a legna (tipo bollino blu per il metano) mai, e dico mai nessuno che abbia solo paventato il rischio!!!! tagliandi annuali per lw caldaia a pellet?? booohhh!!!!! una curiosità... il discorso è valido solo per le idro o anche per le "stufette"?? e tutte quelle dei vari obi/brico??? chi le deve seguire???
    Guardate qui!!!!!!!!!!!!
    www.attoripersbaglio.it

  8. #8
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    Quote Originariamente inviata da giuggiolo0107 Visualizza il messaggio
    e tutte quelle dei vari obi/brico??? chi le deve seguire???
    penso che anche loro abbiano alle spalle una rete di centri assistenza, che se correttamente formati dovrebbero conoscere normative ed obblighi connessi...ciao

  9. #9
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    Quote Originariamente inviata da turbogen Visualizza il messaggio
    io lo rilascio perchè penso di essere un caso abbastanza raro di coesistenza delle due figure, ma non tutti gli installatori hanno le competenze ele abilitazioni per rilasciarlo, nonchè l'attrezzatura(leggi prova di combustione, da quel che so la legge prescrive che ad effettuarla sia l'installatore all'atto della prima accensione, ma alla fine tocca sempre a noi centri assistenza farla)
    INFATTI: chi installa una caldaia è una figura professionale ben definita dalla legge che deve essere iscritta alla CCIA oltre che possedere competenza specifica nel merito, e deve compilare e rilasciare l'allegato G succitato con prova di combustione ed emissioni a prima accensione, la dichiarazione di conformità, e libretto di impianto o di centrale a seconda delle potenze.

    Quote Originariamente inviata da giuggiolo0107 Visualizza il messaggio
    il discorso è valido solo per le idro o anche per le "stufette"?? e tutte quelle dei vari obi/brico??? chi le deve seguire???
    La normativa di installazione e documentazione è cogente per tutte, quindi anche per queste: che poi il privato si monti la stufetta a pellet ad aria calda acquistata al Brico in casa facendo un buco nel muro per l'evacuazione dei fumi è un'altra cosa che poco importa a questo discorso generale.
    *

  10. #10
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    Posto il mio caso:

    caldaia a legna "austriaca"


    impianto locale caldaia eseguito da idraulico, puffer bollitori e tuto, compreso allaccio tubi mandata/ritorno in caldaia.

    Elettricista tutti i collegamenti da pompe, miscelatrici e sonde, alimentazione 220 tutto fatto fino alla caldaia, ma non collegato nulla (cavi etichettati)

    Assemblaggio caldaia, mantelli, motori aria primaria-secondaria, portine ventilatore sonda fumi, sonda lambda etc dall'"omino" della casa costruttrice, che ha fatto tutti i collegamenti alla centralina lui ("per non dover dire... è sbagliato!" mi ha detto.)

    Ha effettuato il riempimento dell'impianto, fatto la prima accensione, poi mi ha dato un rapportino di lavoro e lo scontrino dell'analisi fumi, non ho guardato se è come l'allegato "G".
    Ha apposto la targhetta identificazione sulla caldaia, dato manuali etc, piccolo corso (30 min) di come si accende etc.

    Poi è andato via...

    Mi sembra un atteggiamento professionale (finire loro (o i CAT) il lavoro per sapere cosa è stato fatto.)
    Meglio di altra esperienza dove un corriere ha scaricato un bancale con la caldaia e ciao.....

  11. #11
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    Quote Originariamente inviata da alexraffa Visualizza il messaggio
    Mi sembra un atteggiamento professionale (finire loro (o i CAT) il lavoro per sapere cosa è stato fatto.)
    Non mi permetto di pronunciarmi in merito, solo sappi che se malauguratamente ti bussasse l'incaricato della provincia devi produrre tutti i papiri di cui sopra, naturalmente aggiornati dal tuo incaricato con le manutenzioni periodiche!

    ""COMO Anche quest'anno, in vista dell'accensione dei caloriferi - per legge dal 15 ottobre al 15 aprile - il settore Ecologia e ambiente dell'Amministrazione provinciale ha diffuso i dati 2009/2010 relativi al controllo degli impianti termici. A esclusione del capoluogo, delle 2800 ispezioni effettuate dalla polizia provinciale (sui 198 mila impianti domestici e industriali registrati al Catasto unico regionale e i 250 mila stimati) sono stati rilevati 100 impianti inquinanti, 1500 irregolarità lievi e 200 anomalie gravi rispetto alle norme di sicurezza. «Anche se la situazione negli anni sta migliorando - spiega il dirigente del settore Franco Binaghi - sono ancora troppe le situazioni di pericolo dovute a caldaie non a norma (180, il 6% dei controlli effettuati, ndr)». Di qui la decisione di attivare, per la stagione invernale, una campagna di comunicazione per informare i cittadini sui rischi che si corrono. Alle 110 mila famiglie comasche verrà inviato un opuscolo esplicativo, accompagnato da una lettera dell'assessore Paolo Mascetti, che sottolinea: «Il nostro fine primario non è repressivo ma informativo: puntiamo cioè a prevenire situazioni di pericolo e le sanzioni eventualmente elevate hanno uno scopo unicamente dissuasorio, nell'interesse della salute della popolazione». La campagna prevede anche corsi di aggiornamento destinati agli ispettori e agli installatori e ai manutentori di impianti termici. Cosa bisogna sapere? Innanzitutto che le ispezioni sono annunciate tramite raccomandata, sono gratuite e al termine viene rilasciato un verbale; dopo l'ispezione, se non è stata eseguita la manutenzione nei termini previsti potrebbe arrivare una sanzione di 1000 euro, se invece l'impianto non rispetta i parametri di legge bisogna intervenire producendo poi regolare documentazione; se l'impianto invece presenta anomalie ai fini della sicurezza può intervenire il Comune richiedendo la messa a norma; se infine l'impianto risulta pericoloso viene imposto lo spegnimento e l'emergenza viene segnalata al Comune e all'Asl. Pochi e semplici gli adempimenti a carico dell'utente, che deve far eseguire la manutenzione periodica (biennale per gli impianti domestici a gas di potenza inferiore a 35 kw) da un manutentore qualificato e rispettare le prescrizioni segnalate dal tecnico. Mentre il manutentore è tenuto alla registrazione di ogni impianto al catasto (pagando il contributo regionale di 1 euro e quello provinciale di 5 euro e compilare sempre il libretto di impianto rilasciando l'allegato e la copia all'utente e all'ente locale. Ulteriori informazioni allo 031. 230. 312.
G. Alb.""

  12. #12
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    Predefinito corretta installazione

    Quote Originariamente inviata da biomassoso Visualizza il messaggio
    INFATTI: chi installa una caldaia è una figura professionale ben definita dalla legge che deve essere iscritta alla CCIA oltre che possedere competenza specifica nel merito, e deve compilare e rilasciare l'allegato G succitato con prova di combustione ed emissioni a prima accensione, la dichiarazione di conformità, e libretto di impianto o di centrale a seconda delle potenze.



    La normativa di installazione e documentazione è cogente per tutte, quindi anche per queste: che poi il privato si monti la stufetta a pellet ad aria calda acquistata al Brico in casa facendo un buco nel muro per l'evacuazione dei fumi è un'altra cosa che poco importa a questo discorso generale.
    *
    caro biomassoso, sono un centro assistenza di vari marchi di stufe a pellet ( 12 ), ogni volta che entro in casa di un cliente è sempre la stessa storia. Manca dichiarazione di conformità , l' installazione non e è conforme alle normative vigenti ( 7129 1-2-3-4 ) , manca foro di areazione, la tubazione esterna non solo non è a doppia camera , ma a volte non arriva al terrazzo. il cliente risponde: chi me l' ha venduta non mi ha detto tutte queste cose.Gli faccio il rapportino di intervento scrivendo le solite annotazioni e che la stufa viene lasciata spenta per motivi di sicurezza fino alla risoluzione dei vari problemi, me lo faccio firmare, mi faccio pagare l' intervento e chi si è visto s'è visto.
    distinti saluti.
    PS ricordiamoci del monossido di carbonio che tante vittime ha fatto e che continuerà a fare a causa delle cattive installazioni

  13. #13
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    Quote Originariamente inviata da buonomoimpiantistica Visualizza il messaggio
    Gli faccio il rapportino di intervento scrivendo le solite annotazioni e che la stufa viene lasciata spenta per motivi di sicurezza fino alla risoluzione dei vari problemi, me lo faccio firmare, mi faccio pagare l' intervento e chi si è visto s'è visto.
    CONCORDO, questo è il classico ed obbligatorio scarico di responsabilità all'Italiota, solo poi il diretto interessato piangere in caso di incidenti o se malauguratamente rientrasse fra il 6% obbligatoriamente estratti a sorte (non so nel resto d'Italia, al nord funziona così) per una visita ispettiva...che ci vuoi fare, siamo un Paese di inventivi!

  14. #14
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    nella mia provincia ( TARANTO ), non si sono ancora decisi a regolarizzare questi prodotti, ma per me che metto timbro e firma, quindi unico tecnico autorizzato a metter mani sulle stufe, o si fa come dico io oppure la stufa la spengo e DEVO scaricarmi la responsabilità, visto che non ho il potere di obbligarli a tenerla spenta, tranne se non faccio intervenire i VV.FF.

  15. #15
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    Quote Originariamente inviata da buonomoimpiantistica Visualizza il messaggio
    nella mia provincia ( TARANTO ) DEVO scaricarmi la responsabilità
    Certo, che altrimenti nel penale in caso di incidenti ci entri tu con la tua firma di avallo!

  16. #16
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    Sarebbe opportuno che i centri assistenza come buonomoimpiantista in quei casi non accende la garanzia o addirittura la stufa.Forse dietro le proteste del cliente alcuni venditori o alcuni istallatori cominceranno a spiegare finalmente come e dove istallare qualsiasi apparecchio.

  17. #17
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    lancio una provocazione:e se poi questi centri assistenza, a furia di non accendere oggi, non accendere domani, si vedessero revocare il mandato di assistenza????a furia di non accendere di quà e di là sicuramente delle lamentele arriveranno in fabbrica, che sicuramente provvedereà a trovare un cat più accondiscendente.....alla fine va a finire che ci rimette l'unico che non c'entra nulla( il centro assistenza), gli unici che ci dovrebbero rimettere sono l'eventuale idraulico che ha montato una stufa senza seguire le norme, o magari il cliente che se l'è montata da solo senza sapere quello che fa(ancora peggio), allo stato attuale delle cose vedo come fattibile senza conseguenze per nessuno(o almeno per chi non c'entra nulla e non ha responsabilità) quello detto da buonoimpiantistica,io però in caso di installazione non conforme mi tutelerei ancor di più segnalando con raccomandata con ricevuta di ritorno corredata di allegato f o g l'installazione non conforme(c'è chi dice che non è sufficente per tutelarsi completamente il segnalare al cliente l'installazione non a norma...)ciao...

  18. #18
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    Se esiste una normativa e nessuno che controlla è meglio rispettarla o fregarsene?
    Io credo meglio rispettarla anche perchè molti dei problemi di cattivo funzionamento sono legati a questo motivo.

  19. #19
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    ciao stefano, se leggi bene io non ho mai detto di fregarsene, solo che alla fine non tutti possono permettersi di perdere del lavoro(per i centri assistenza i collaudi sono lavoro e soldi, non fingiamo di non sapere certe cose), e soprattutto le fabbriche(che non hanno nessuna colpa se i loro prodotti non vengono installati a norma) come ho già detto inevitabilmente si cercherebbero qualcuno disposto a collaudare i loro prodotti senza farsi tanti problemi(anche loro ci rimetterebbero a vedere i loro prodotti non collaudati per ragioni che nulla hanno a vedere con il prodotto da loro realizzato, le voci si spargono e poi perdono fette di mercato..)semplicemente la strada che ha detto di seguire il nostro amico la vedo come la più semplice, e soprattutto non ci rimette chi non c'entra nulla con dei casini che nemmeno ha fatto....ciao

  20. #20
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    Quote Originariamente inviata da buonomoimpiantistica Visualizza il messaggio
    nella mia provincia ( TARANTO ), non si sono ancora decisi a regolarizzare questi prodotti
    A me sembra che anche laggiù dalle tue parti abbiano recepito "sulla carta" tutte le direttive, poi cosa succeda effettivamente "sul campo" lo sai solo tu, ma purtroppo cosa canta e non solo conta è solo la carta!

    Certo che quando subentrano codice civile e penale bisogna andar coi piedi di piombo!
    *
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  21. #21
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    Capisco benissimo turbogen e purtroppo sono consapevole che le politiche commerciali vanno spesso oltre le normative.Non credo sia questa la strada da percorrere,credo invece che una buona informazione a tutela dell'utente finale sia piu' che doverosa.Se il centro assistenza perde lavoro dalle aziende perchè applica le norme dovrebbe anche sapere che alcune sentenze hanno detto che l'ultimo che mette mano alla caldaia è responsabile.
    Meglio una azienda in meno in cui non sono responsabile che una in piu' in cui mi accollo tutto.

  22. #22
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    è giusto il tuo discorso stefano,ma lo stesso risultato si otterrebbe come ho detto segnalando le irregolarità riscontrate all'usl, se ovviamente la stessa poi si degnasse di dare un seguito agli esposti e fare le verifiche...così ci rimetterebbe solo chi ne ha realmente colpa, non chi non c'entra nulla. ciao

  23. #23
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    Quote Originariamente inviata da stef-an-o Visualizza il messaggio
    Se il centro assistenza perde lavoro dalle aziende perchè applica le norme dovrebbe anche sapere che alcune sentenze hanno detto che l'ultimo che mette mano alla caldaia è responsabile.
    INFATTI...fin che non succede nulla va bene, se non sò ca@@i
    Ci son diverse sentenze di Cassazione che come si sa fan giurisprudenza nel merito, cioè diventano legge per casi analoghi.
    Diciamo che personalmente il "certificatore" è un lavoro che non farei tanto a cuor leggero!
    *
    Cassazione Penale 14/05/2009 n 20395: Per il decesso di un condomino a seguito d
    Cassazione Penale, Sez. 4, 04 febbraio 2010, n. 4930 - Alloggio all'interno della ditta: malfunzionamento della caldaia e decesso degli abitanti

  24. #24
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    bio, per cercare di capire, ma se la cosa viene segnalata all'usl di competenza con racc. con ric. di ritorno, teoricamente non dovrei essere al riparo da eventuali contestazioni???addirittura sapevo che è sufficente vedere(vedere, non toccare, anche se si rifiuta< di fare il collaudo o il lavoro) per diventarne responsabili(nel malaugurato caso che succeda una disgrazia), se questo fosse vero(e spero di no), anche in caso del rifiuto dell'esecuzione del collaudo ne diverrei comunque responsabile(per vedere se una cosa è a norma o meno devo comunque vederla), e a questo punto sarei costretto comunque a segnalarlo all'usl(se il cliente si accenderla solo la stufa, succede una disgrazia e salta fuori che io non l'ho voluta collaudare perchè non a norma, ma non segnalando la cosa a chi di dovere, penso che passerei comunque casini...)alla fine più o meno la zappa sui piedi ci se la tira comunque...

  25. #25
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    per le colpe è sempre difficile trovarle ma se l'apparecchio è certificato, è istallato correttamente, ed acceso da un centro assistenza qualificato, tutti gli eventuali problemi sono imputabili solo a fattori estranei a queste 3 figure.


 

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