Innanzi tutto, essendo il mio primo post, ma dopo tanti mesi di interessanti letture, mando un saluto a tutti i partecipanti... poi passo alla discussione.
Da alcuni mesi ho installato una caldaia a legna della quale sono pienamente soddisfatto in rapporto alla vecchia gestione a gpl.
Non avendo però sufficienti spazi non ho potuto installare alcun puffer di accumulo.
Dovendo ( hoimè) lavorare tutti i giorni e non potendo alimentare constinauamente la caldaia mi sto regolando in questo modo così da gestire/ risparmiare legna e poter arrivare a casa la sera avendo un sufficiente caldo e senza trovare la caldaia spenta.:
Ho posizionato un termostato ambientale programmato con le ore a 20 gradi quando sono presente in casa. Le altre ore, dalla 07.00 alle 16.00 il termostato regola la temperatura ambientale a 17 gradi.
Così facendo, una carica mattutina mi arriva abbastanza tranquillamente a riattivare la caldaia e riscaldare la casa a 20 gradi quando rientro in casa la sera.
Da un punto di vista di confrt non ho problemi ma dovendo lacaldaia rimanere diverso tempo in mantenimento ho il dubbio che , abbassando notevolmente la temperatura dei fumi, si crei condensa e incrostazioni nella canna fumaria.
Una cosa che, inoltre, ho riscontrato è che quando vado a vedere il vano legna, dopo i tempi lunghi in stato di modulazione, trovo la legna praticamente intera ma carbonizzata e non bruciata.
A cosa è dovuto questo fatto? può creare problemi alla caldaia oppure al miglio rendimento di questa?
Scusate la lunghezza del post e delle domande fatte subito al primo interrvento, ma è un po anche per iniziare un dialogo con i "vecchi" partecipanti al forum.
Vi ringrazio anticipatamente e saluto tutti.
Tonno


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