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  1. #1
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    Predefinito Temp. fumi/canna fumaria.

    Salve a tutti, vorrei capire in che modo sono correlati i due soggetti.
    Leggendo vari post ho notato che parecchi hanno canne fumarie lunghe e temp. fumi alti, io invece ho canna fumaria corta e temp. fumi bassi, pertanto ne deduco che la temp. fumi cresce proporzionalmente alla lunghezza della canna e quindi all'aumentare del tiraggio! Sbaglio?
    Ho una caldaia di tipo marina con "scambiatori orizzontali", con canna fumaria di circa 3 mt. ,per recuperare il calore dei fumi, volendo alzare la temp. fumi che non mi supera mai i 130/140°, dovrei allungare la canna fumaria per aumentare il tiraggio?
    Inoltre vorrei sapere in che modo la velocità della ventola influisce sui fumi e sul tiraggio.
    Grazie.

  2. #2
    Pietra Miliare
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    L'hai mai pulita la sonda fumi?
    La caldaia va bene o va male?

  3. #3
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    La sonda fumi? Non sò neanche dove è messa?
    La caldaia va bene a parte i consumi e a parte il fatto che sia nel tramezzo del giro dei fumi e negli scabiatori orizzontali a fine settimana trovo molta cenere; ma questo non sò se dipenda dal combustibile non proprio eccezzionale!
    Sono ancora in rodaggio, la posseggo da 5 mesi!

  4. #4
    Pietra Miliare
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    Che caldaia hai?
    Quanto consumi?
    Quante ore al gionro?
    Quanti mq scaldi?
    Coibendazione?
    sono tante le cose che servono per valutare

  5. #5
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    Ho un CS40 marina che scalda circa 680 metri cubi di una abitazione antica a piano terra non coibentata. I riscaldamenti sono accesi due ore la mattina e cinque/sette ore il pomeriggio con un consumo di circa 50 kg. di nocciolino, almeno così le me lo hanno venduto.
    Dimenticavo quando posso metto anche un pò di legna, ma poca comunque.

  6. #6
    Pietra Miliare
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    la cs è la d'alessandro? hai il puffer o è diretta? certo le due ore la mattina sono un po pochine per sfruttare al meglio una caldaia. il consumo poi non è che sia esagerato per i mc che scaldi

  7. #7
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    No, è una Pasqualicchio elettr. montata diretta. Comunque a parte i consumi quello che mi preme sapere è se sarebbe più opportuno avere una temp. fumi più alta per avere più scambio e quindi migliorare la resa! Inoltre vorrei capire se è meglio avere più tiraggio o si può compensare aumentando la ventola.

  8. #8
    Pietra Miliare
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    carrubbo, se hai una buona combustione e non hai problemi rilevati non hai ragione di avere preoccupazioni

  9. #9
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    Cosa intendi per buona combustione?

  10. #10
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    Tanto per capire, le temperature fumi indicate sono basse o stò nella normalità?

  11. #11
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    Quote Originariamente inviata da carrubbo Visualizza il messaggio
    fumi più alta per avere più scambio e quindi migliorare la resa! Inoltre vorrei capire se è meglio avere più tiraggio o si può compensare aumentando la ventola.

    Minore è la temperatura fumi maggiore è il rendimento!!!
    Questo è un dogma a cui non si scappa!!
    Poi se la canna è lunga o corta con più o meno tiraggio nelle caldaie con ventilatore sono questioni amene!!!

  12. #12
    Pietra Miliare
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    .... dipende!!!

    Con troppa aria comburente, crogiolo pieno a meta', la temperatura fumi si abbassa insieme alla resa!!!!

  13. #13
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    esatto, non sempre la T° fumi bassa è sinonimo di buona combustione, anzi.....
    quindi, come sempre, con la biomassa ci sono mille variabili e nessuna regola uguale per tutti.
    direi che tra i 140/200° circa siamo ok
    qui vedi chi sono WWW ERREGI

    arriva anche in Italia la "resa alta" nella caldaia: GUARDA




  14. #14
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    Quote Originariamente inviata da scresan Visualizza il messaggio
    .... dipende!!!

    Con troppa aria comburente, crogiolo pieno a meta', la temperatura fumi si abbassa insieme alla resa!!!!

    Ma il rendimento non è quella cosa che determina quanta energia potenziale si trasforma in energia utile???
    Forse confondiamo la resa con la potenza utile e infatti se si abbbassa la t fumi con troppa aria comburente e poco combustibile diminuirà la potenza ovvero i kw prodotti ma la resa forse probabilmente aumenterà perchè avremmo una combustione quasi completa a CO2.

  15. #15
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    Quote Originariamente inviata da Dott Nord Est Visualizza il messaggio
    variabili e nessuna regola uguale per tutti.
    direi che tra i 140/200° circa siamo ok
    Scusa ma non sono d'accordo con questa affermazione!!!

  16. #16
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    thor, le caldaie a biomassa, nonsono come quelle a gas..
    sotto una certa T° dei fumi, ad esempio, ho problemi di condensa in canna fumaria....
    oppure è sinonimo di troppa aria comburente... (errata regolazione oppure pellet pessimo, per cui è indispensabile tanta aria per poterlo bruciare e limitare l'accumulo di cenere grossolana nel bracere)
    ecc ecc....
    perchè tu non sei d'accordo?
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    arriva anche in Italia la "resa alta" nella caldaia: GUARDA




  17. #17
    Pietra Miliare
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    Non andiamo a cercare il pelo nell' uovo!
    Prendiamo una caldaia, ci buttiamo dentro tot grammi al minuto di biomassa (tipico 100 gr) e sempre 100 gr/min. Poi abbiamo 3 possibilità:

    1- aria comburente tanto quanto basta ad avere la combustione perfetta
    2- pochissima aria comburente
    3- tantissima aria comburente.

    La temperatura fumi sara' sicuramete piu' bassa nei casi 2 e 3 rispetto al caso 1!

    Nel caso 2 perchè non tutto il combustibile si trasforma in co2, n2 acqua ed energia, ma ci sara' molto CO (carbonio incombusto che esce dal tubo di scarico)

    Nel caso 3, mentre la combustione sara' totale,
    ci sara' una certa quantita' d' aria fredda, che si miscela con i gas di scarico andando a diminuirne la temperatura, quandi il delta t rispetto alle pareti della caldaia.

    la "teoria" per cui se i gas di scarico piu' sono bassi meglio è, in realta' è

    Relativa!

  18. #18
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    Predefinito aria stechiometrica

    Copio-Incollo:
    ""Si da un pò più d'aria di quello che serve, ma non troppo altrimenti è vero che bruci bene ma raffreddi anche!! Quindi se dai poca aria nei fumi non avrai ossigeno, ma avrai incombusto, se dai troppa aria non produci incombusto, come dici giustamente non avrai il massimo rendimento. Devi dare l'aria necessaria + un pò(aria in eccesso). Per far questo ti serve un analizzatore dei fumi!!
    Poco importa che la caldaia sia pressurizzata oppure no, il problema dell'eccesso d'aria è che non deve essere ... eccessivo!
    Tutti i combustibili sono presentati alla combustione in caldaia in modo da essere il più possibile polverizzati o dispersi al fine di essere completamente ed intimamente miscelati con il comburente ossigeno. Questo fa in modo che, quando si innesca la combustione, tutto il combustibile venga bruciato ed avvenga la reazione completa. Purtroppo la perfezione non esiste, e questo fa sì che non tutte le molecole reagiscano creando un rapporto stechiometrico perfetto, ed allora si ovvia eccedendo un poco con l'aria di combustione, in modo da garantire che tutto il combustibile venga bruciato. Inoltre, una delle caratteristiche dei combustibili (cioè del carbonio) è di combinarsi in diversi modi con l'ossigeno: in difetto di aria, o con cattiva polverizzazione/miscelazione, ben prima che si verifichino "avanzi" di combustibile, il carbonio può reagire -diciamo- soltanto a metà, creando molecole di velenosissimo monossido di carbonio CO invece di anidride carbonica CO2 (il CO è ancora combustibile, può infatti essere ancora ossidato a CO2)
    L'eccesso d'aria è quindi una misura di sicurezza fondamentale e deve essere ben calcolato, e la combustione deve essere regolata correttamente: a tale scopo si usano strumenti di analisi dei fumi che, direttamente o con l'applicazione di alcune formule, misurano la percentuale di CO, CO2 ed ossigeno nei fumi al camino. E' prevista l'analisi periodica con apparecchi a sensore TGR, oppure ORSAT; nei grandi impianti la monitorizzazione è in continuo, e la regolazione dell'aria comburente è automatica.
    Ora, un esagerato eccesso d'aria è un problema essenzialmente dovuto alla composizione della stessa aria: 20% ossigeno, 79% azoto, 1%altro. Anche in una combustione stechiometrica, spendiamo molto calore per riscaldare un gas inerte (azoto), disperdendolo al camino invece che sfruttarlo nello scambio termico con il fluido in caldaia; quindi se aumentiamo la quantità di aria in modo eccessivo rispetto al combustibile, il rendimento si abbasserà perchè scaldiamo un sacco di roba inutile, abbassando la temperatura nel focolare.
    La realtà,poi, è ancora più complessa, perchè aumenterà il volume dei fumi, e quindi la sua velocità nei condotti, quindi un eventuale recuperatore scambierà più velocemente, dando l'impressione di maggiore efficienza: insomma, bisogna almeno analizzare i fumi, per trarre conclusioni corrette.
    I rapporti corretti di eccesso d'aria sono riportati nel TRIANGOLO DI OSTWALD: ne trovi uno per ogni tipo di combustibile""

  19. #19
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    Quote Originariamente inviata da biomassoso Visualizza il messaggio
    Copio-Incollo:
    ""Si da un pò più d'aria di quello che serve, ma non troppo altrimenti è vero che bruci bene ma raffreddi anche!! Quindi se dai poca aria nei fumi non avrai ossigeno, ma avrai incombusto, se dai troppa aria non produci incombusto, come dici giustamente non avrai il massimo rendimento. Devi dare l'aria necessaria + un pò(aria in eccesso). Per far questo ti serve un analizzatore dei fumi!!
    Poco importa che la caldaia sia pressurizzata oppure no, il problema dell'eccesso d'aria è che non deve essere ... eccessivo!
    Tutti i combustibili sono presentati alla combustione in caldaia in modo da essere il più possibile polverizzati o dispersi al fine di essere completamente ed intimamente miscelati con il comburente ossigeno. Questo fa in modo che, quando si innesca la combustione, tutto il combustibile venga bruciato ed avvenga la reazione completa. Purtroppo la perfezione non esiste, e questo fa sì che non tutte le molecole reagiscano creando un rapporto stechiometrico perfetto, ed allora si ovvia eccedendo un poco con l'aria di combustione, in modo da garantire che tutto il combustibile venga bruciato. Inoltre, una delle caratteristiche dei combustibili (cioè del carbonio) è di combinarsi in diversi modi con l'ossigeno: in difetto di aria, o con cattiva polverizzazione/miscelazione, ben prima che si verifichino "avanzi" di combustibile, il carbonio può reagire -diciamo- soltanto a metà, creando molecole di velenosissimo monossido di carbonio CO invece di anidride carbonica CO2 (il CO è ancora combustibile, può infatti essere ancora ossidato a CO2)
    L'eccesso d'aria è quindi una misura di sicurezza fondamentale e deve essere ben calcolato, e la combustione deve essere regolata correttamente: a tale scopo si usano strumenti di analisi dei fumi che, direttamente o con l'applicazione di alcune formule, misurano la percentuale di CO, CO2 ed ossigeno nei fumi al camino. E' prevista ""
    QUOTO e appoggio in pieno il copia incollla!!!

  20. #20
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    io a caldaia pulita compreso il crogiolo,la temperatura si mantiene circa 180/200°,ma dopo alcuni giorni il crogiolo inizia ad essere pieno avendo una combustione nn perfetta con T fumi intorno a 230°...credetemi che è un enigma!!!

  21. #21
    MDS
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    Giufer, solo per curiosità, che caldaia hai?

  22. #22
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    posseggo una tatano 59kw

  23. #23
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    giufer, quanti mt scaldi?
    come è montata? diretta o con puffer?
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    arriva anche in Italia la "resa alta" nella caldaia: GUARDA




  24. #24
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    io ho risposto ha MDS...riguardo alla temperatura fumi ho scritto qualcosa,cioè che ha caldaia pulita compreso il crogiolo,la temperatua fumi non va oltre i 200°,dopo alcuni giorni(due max)il crogiolo si riempie è la temperatura dei fumi si aggira intorno ai 230° e oltre..avendo una combustione imperfetta...comunque attualmente scaldo 200 mq ,ma il prossimo anno saranno circa 500 mq...diretta..nessun boiler o puffer.!riguardo i consumi,cioè per scaldare gli attuali 200 mq,con una temperatura caldaia di 60°,ogni ora brucia circa kg 4,500 di sansa(0,16 centesimi al kg).

  25. #25
    MDS
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    Grazie giufer... allora con leggero OT ti chiedo quanti elementi hai (che tipo e quanto sono grossi).


 
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