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  1. #26
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    CITAZIONE
    http://www.isobloc.it/cassero1.htm
    E' un wafer pronto e bioecocompatibile, per quanto possa valere è certificato Anit.

    Molto, molto, molto interessante.

    Sembrerebbe facile e pratico da usare, elimina i ponti termici, facilita gli impianti.
    Anche se per avere trasmittanza < 0,30 occorre andare su quelli più grossi (37,5/16+12 minimo).

    Avevo visto qualcosa di simile qui: http://www.climablock.it/ ma mi sembra un po' più incasinato da usare (inoltre non si presta ad essere intonacato).

    Meglio Isobloc: tu l'hai usato?

  2. #27
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    Non confondiamo la lana con la seta, queste similitudini mi fanno girare leggermente i c.....
    Cerchiamo di essere coerenti, qui si sta parlando di bioedilizia, di materiali che si possono intonacare con terre crude o calce gesso, ecc...ecc...
    E' uno dei materiali più semplici da posare, si può usare come tamponamento o con la tecnologia della muratura armata, quello che non ho mai fatto è utilizzarlo in zona sismica.
    L'intera Sardegna non ha quel problema.

  3. #28
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    CITAZIONE
    Non confondiamo la lana con la seta, queste similitudini mi fanno girare leggermente i c...

    Scusa non era mia intenzione offendere nessuno. La similitudine da me citata era riferita al metodo di posa (posa a secco + gettata).
    È chiaro che dal punto di vista ecocompatibile non ci siano paragoni :D

    Deduco dai tuoi commenti successivi che l'hai già usato con successo. Che misure hai usato?

    Prima di chiederti un parere sul prezzo, mi piacerebbe sapere se lo hai mai integrato con altre tecniche di isolamento (sempre che sia necessario) o se l'hai semplicemente intonacato.
    Inoltre: hai sfruttato anche il prodotto "cugino" consigliato per le solette?

  4. #29
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    Ho usato sempre il 30/16+6 in zona C, talvolta all'esterno ho usato un intonaco isolante, ma più per il problema dell'irraggiamento estivo che dell'isolamento invernale.
    Il segreto è dare una prima mano di rinzaffo ed aspettare almeno una-due settimane per la mano definitiva di intonaco.
    Il solaio non l'ho mai usato perchè non viene prodotto in Sardegna e farlo arrivare da fuori sarebbe costato parecchio.
    Ho gettato solai utilizzando un materiale simile non sagomato: il Celenit S.

  5. #30
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    al di la' della facilità ad essere intonacato, cosa centra il tipo di intonaco per una casa a basso consumo di energia.Me lo puoi spiegare?
    Se ha la stessa importanza dei fiori di Bach ,mi sa che dal punto di vista "scientifico" al di là di "senzazioni" strettamnete individuali , non ci sia niente di misurabile che possa spingere verso la soluzione "bioedilizia".

  6. #31
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    Te lo spiego, anzi te lo comunico perchè maturalmente sono nozioni che ignori, ma ti invito a non replicare a prendere atto di quanto ti sto mettendo al corrente, magari fai una stampa o un quadretto, perchè con la sparata dei fiori di Back, gli intonaci non c'entrano niente.
    Nel sito che ho linkato se si va al rigo 2 (siamo all'interno) e si clikka su intonaco di gesso (calce/gesso) appare il valore lambda 0,7; se intonaco in calce 0,8; malta di calce/cemento 1,4.
    Il corrispondente valore di trasmittanza termica U cambia quindi in funzione del tipo di intonaco che si è scelto, ti rendo noto che fra i materiali citati la calce è considerata bioecocompatibile, quindi da adottare nel campo della bioedilizia.
    Andiamo al rigo 5 (siamo all'esterno) clikkiamo su intonaco in cemento ed abbiamo un lambda di 1,4; passiamo all'intonaco calce/cemento e abbiamo 1; per intonaco plastico per cappotto 0,9; intonaco termoisolante con perlite 0,09 (siamo su valori 10 volte inferiori e con materiali perlite già considerato bioecocompatibile).
    Naturalmente tutti questi valori sono uguali a quelli che si trovano nelle tabelle Casaclima, Minergie, Sacert ecc.. ecc..
    Vi sono però altri tipi di intonaco termoisolante con un lambda più basso 0,04 a base di sughero, materiale bioecocompatibile.
    Questo materiale che abbassa ulteriormente la trasmittanza termica U della parete, ha il grande vantaggio di mantenere la parete fredda in estate, ho potuto misurare sulla superficie di pareti affiancate differenze di 5° gradi.
    Purtroppo nella progettazione termotecnica di abitazioni in zona climatica C, ma è il caso di stare attenti anche in zone D, si trascura spesso di adottare semplici soluzioni per limitare la richiesta di raffrescamento estivo, quando non si omette del tutto il calcolo.
    Fa parte del famoso ecc... di cui ho parlato in un mio intevento precedente.

  7. #32
    scu
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    fintanto che non si preoccuperanno di normare anche i consumi per il raffrescamento, immagino che l'attenzione alla situazione estiva rimarrà marginale e trascurata dai più.....
    Alla faccia dei consumi record...

    In realtà è la situazione che ti si presenta normando solamente le trasmittanze, ho appena avuto tra le mani un bando in cui il punteggio per la gara lievitava promettendo trasmittanze del 40-45% inferiori ai termini di legge, poco importa se tutto il resto era un colabrodo (considerando che era un edificio commerciale medio, il resto è una grossa grossa fetta che potrebbe essere abbattuta con spese inferiori a quelle necessarie per abbassare del 10% la trasmittanza ma che non verranno affrontate se già si è speso tanto per la trasmittanza)

  8. #33
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    per dotting:forse non ci siamo capiti.Mi hai spiegato che certi intonaci hanno un potere isolante maggiore di altri.In gerere la funzione di isolante lo fa...... l'isolante che puo' essere anche l'intonaco isolante come hai detto tu.I valori che ha un isolante (es. polistirolo che ha un valore di 0.035) non sono paragonabili ad una calce che ha valori 20-30 volte inferiori.
    La funzione della calce è un'altra, cioè di finitura e di protezione dalle intemperie.E' trascurabile l'apporto che da all'isolamento della casa (escluso il caso di intonaco isolante).
    Mi chiedevo piuttosto cosa volevi dire con quel termine biocompatibile, di cui ti chiedevo informazioni.Mi sfugge il significato.Analizzando il significato sembrerebbe che volesse dire "compatibile con la vita", però a meno che non ci metti sopra veleno, tutti i materiali vanno bene,(escluso l'amianto che anche quello lo usavano come isolante).
    Se le materie plastiche fossero pericolose bisognerebbe eliminare i compiuter, i telefonici, e tante cose con cui durante il giorno entriamo in contatto, non sicuramente le pareti, che restano distanti e non vanno manipolate.
    Hai capito ora cosa volevo che tu mi spiegassi?
    Perfavore non restare sul vago.Grazie

  9. #34
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    Mi sono ricordato dei tuoi interventi in un'altra discussione, sei un troll:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_%28Internet%29

  10. #35
    scu
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    Il legno è biocompatibile, la plastica no, è inquinante, non biodegradabile, per produrla si investe molta energia, ciò non vuole dire che sia tossica.

    Per ogni materiale va valutato l'impatto amibientale, lo spereco di energia e risorse per produrlo, cosa gli succede a vita finita, riciclabilità, biodegradabilità....
    Nel valutare la trasmittanza di una parete vanno valutati tutti i componenti della parete stessa, l'isolante è solo un materiale più isolante, nel costruire una casa con certi requisiti l'isolante non basta, bisogna fare in modo che anche la parte strutturale abbia una trasmittanza adeguata e anche le parti di finitura. Utilizzare un prodotto piuttosto che un'altro varia le caratteristiche di assorbimento termico, e di trasmissione agli strati suttostanti, influendo sulla trasmittanza ma anche sulla velocità di risposta della muratura... Se in un giorno estivo il sole che picchia sulla parete ci mette mezzora o sei ore a scaldare la faccia interna della parete le cose cambiano parecchio e proprio queste finezze nel scegliere il pacchetto consentono di agire su questo sfasamento migliorando le condizioni abitative nel primo caso a mezzogiorno la tua parete irraggia all'interno e arieggiare non cambnia molto, nel secondo magari il sole è già calato e fuori fa un pochino meno caldo, quando il muro caccia caldo apri la finestra e vivi meglio....

  11. #36
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    CITAZIONE (dotting @ 26/10/2007, 12:12)
    Mi sono ricordato dei tuoi interventi in un'altra discussione, sei un troll:
    ----

    :lol: :lol:

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  12. #37
    scu
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    rom la tua casa ha preso una via?
    hai deciso in che risultati vorresti ottenere?

  13. #38
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    CITAZIONE
    rom la tua casa ha preso una via?
    hai deciso in che risultati vorresti ottenere?

    Beh, direi di si. Mi sono fatto un'idea di massima.
    Diciamo che dal punto di vista costruttivo i mattoni biocompatibili da riempire con il calcestruzzo mi stuzzicano molto...
    Inoltre ho collezionato un bel numero di idee (anche da altri Thread): l'espulsione aria nel vespaio per eliminare il radon, i tubi sotto terra per preriscaldare l'aria, l'attenzione ai ponti termici, la distanza della caldaia dalle utenze, l'acqua potabile nei pannelli radianti d'estate...

    Tutti hanno bisogno di approfondimenti (ce ne sono molti altri), ma per non disperdere troppo credo che posterò un Thread per ogni argomento di discussione (sperando siano interessanti per tutti).

  14. #39
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    Vorrei invitarti a considerare anche un aspetto che mi pare tu non abbia preso in considerazione.L'isolante che avresti scelto ha un basso potere isolante rispetto a altri materiali (tre volte di meno che il polistiro espanso) per cui al di là di considerazioni circa l'energia necessaria per produrre il materiale (è questo mi pare che intendete per bioedilia) il volume necessario a parità di prestazioni è circa il triplo.
    Non so se il volume edificabile lo hai gratis, ma un mc di edificabile ha un suo costo, che a parità di condizioni, lo puoi usare per dare spazio maggiore alla tua casa.
    Se un terreno edificabile lo paghi tot al metro quadrato e ci puoi costruire tot mc ricavi direttamente quanto ti possono costare dieci cm in piu' di isolazione cambiando materiale.
    Se poi con queste considerazioni qualcuno di questo forum mi viene a dire che sono un rompipalle allora vuol dire che mi leverò di torno e vi lascerò alle vostre diatribe.

  15. #40
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    Normalmente nei regolamenti edilizi il volume dell'isolante non "consuma" volumetria edificabile. Cioè puoi spessorare le pareti come vuoi senza dover restringere la casa. Non so se è una norma nazionale, ma in molti comuni è così.

  16. #41
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    Per chiarire:
    image
    blocco con isolante naturale
    image
    blocco con isolante in EPS

    L'isolamento è dentro il blocco, rompipalle no, diciamo che divaghi.

  17. #42
    scu
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    inoltre non è che scegliere questo sistema impedisca di metterci un cappottino, anche perchè se non erro ci sono anche senza l'isolamento integrato, comunque un cappottino riduce l'effetto delle variazioni di trasmittanza tra i punti con o senza l'isolante all'interno e tra il mattone e le eventuali infiltrazioni di cemento tra un mattone e l'altro...

  18. #43
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    tanto vale fare il cappotto e usare altro materiale se la cosa risultasse piu' economica.
    Per quanto ne so' io se fai un cappotto ad una casa esistente il volume non conta, se lo fai a una casa in costruzione invece si!
    Di isolante in polistirolo per fare una casa con k 0.2 , come mi sembra voglia fare ronexus6, ne servono 20 cm o anche meno, non so che spessore serva di legno trattato con cemento per ottenere lo stesso risultato.Non è che una foto faccia capire la differenza.Eppoi vedo che comunque fanno uso di polistirolo anche questi mattoncini (con inevitabili ponti termici fra l'altro).
    Sono andato alla fiera di Bologna e proponevano con il polistirolo diverse soluzioni.
    Uno dei vantaggi del legno trattato con il cemento dovrebbe essere la traspiranza credo, ma ron credo voglia dotarsi di sistema di ventilazione per cui il problema non sussiste, considerndo anche che bisogna evacuare anche l'anidride carbonica e altri gas dalla casa (odori di cucina e corporali per esempio)


    vedo che non parkla direttamente di riscaldamento ad aria....ma se una i tubi sottoterra per riscaldare l'aria......

  19. #44
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    scu
    il costo del cappottino è sopratutto la mano d'opera, che tu ne metta 2 cm o 10 è lo stesso, poi devi pur sempre mettere collante, pannello, rete e intonaco.
    Se metti solo un intonaco isolante è meglio in tutti i sensi, salti tre passaggi.

  20. #45
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    dipende che risultato vuoi ottenere, quanto ti manca dalla trasmittanza desiderata, devi logicamente fare anche iconti con gli spessori murari....
    non ho mica detto che non ci puoi mettere un'intonaco isolante, forse ti confondi con autostop...
    io ho solo aggiunto che al mattone puoi aggiungere un cappotto per vari motivi, potresti anche magari volerci creare una camera d'aria, una controfacciata ventilata, dei mattoni a vista.....
    è un'elemento costruttivo adatto a tamponamenti e con potere isolante, quello che ci metti dentro e fuori dipende dalle tue esigenze...
    Quello che contesto ad autostop è che invce sembra pensare che messo il mattone, fatto tutto.

    Comunque un intonaco isolante che spessore necessita per arginare il ponte termico generato ad esempio da del cemento che è leggermente filtrato per errato accoppiamento dei mattoni?



  21. #46
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    Proprio perchè si parla di cemento di infiltrazione stiamo parlando di un ponte termico irrisorio ed è sufficiente uno spessore minimo per eliminarlo, quindi un paio di centimetri.
    Precisiamo l'intonaco isolante non sostitisce come si potrebbe credere il cappotto, ma nei casi in cui la parete con il solo blocco e il suo isolante interno raggiunga un valore di trasmittanza di legge per quella zona climatica, l'intonaco isolante con i suoi pochi punti percentuali ha il vantaggio di rendere uniforme lo strato superficiale.
    L'altro vantaggio che ho potuto rilevare è il basso assorbimento di calore quando colpito dai raggi solari diretti, l'ho evidenziato in uno dei primi interventi.
    Questo aiuta tantissimo ad aumentare lo sfasamento in zone climatiche calde.

  22. #47
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    guarda che se si riscalda tanto la superfice colpita dai raggi, significa che l'isolamento è ottimo, non il contrario (poi dipende dal colore della parete).Significa che siccome non fa passare calore allo strato sotto il calore resta in superfice e viene smaltito dall'aria.
    E' lo stesso fenomeno per cui in inverno i cappotti all'esterno sono freddissimi, proprio perchè non fanno da termosifoni verso l'esterno.Il muro insomma non è un termosifone che riscalda l'ambiente(d'inverno)

    che senso ha fare l'isolazione ad un isolamento?
    E' come fare una vasca a tenuta d'acqua e poi prevedere una seconda vasca di tenuta per l'acqua che esce dalla prima......

  23. #48
    scu
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    il senso che ha è quello di migliorare la resa termica e il controllo di tutti i parametri di una muratura, ad esempio suddividendo l'isolamento tra cappotto (isolamento completo senza ponti termici) e un isolamento intermedio alla muratura (o al limite sulla faccia interna) ottieni il vantaggio che nella stagione intermedia, quando hai bisogno di riscaldare per poche ore al giorno hai una risposta più rapida, non vai a riscaldare tutta la struttura dell'edificio inutilmente, quindi non viene impiegato calore per tale scopo concentrandosi sull'area da riscaldare, nella stagione invernale invece si riscalda (a una temperatura inferiore) anche la parte restante della struttura, aumentando l'inerzia termica dell'edificio, permettendo un tipo di riscaldamento più "soft" e una temperatura più costante.

    Ogni scelta ha vantaggi e svantaggi, chi progetta deve analizzarli e decidere in base alle esigenze...
    poi ripeto l'isolante è solamente un materiale PIU' isolante di altri...
    anche se fai l'isolamento in intercapedine il paramento esterno è un'isolamento dell'isolamento....

  24. #49
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    Predefinito Climablock

    Volevo comunicare la situazione odierna a riguardo delle costruzioni Climablock qui in Sardegna, Se qualcuno avesse bisogno di delucidazioni in merito , sono a disposizione.


 
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