CITAZIONE (dotting @ 8/1/2008, 13:18)
... propendi per la soluzione 4 ed hai toccato il tallone d'Achille di questo impianto ...
E' vero.
Pare che quello della temperatura ambiente sia il tallone d'Achille delle PDC ma quanto è grave questo punto debole?
Se dovessi avere una settimana di temperatura costantemente sotto lo zero consumerei semplicemente un po' di più (ipotizzo un COP diminuito a 2) o rischio di stare al freddo perchè il sistema proprio non ce la fa?
Il produttore dice di aver testato la soluzione nei freddi climi del nord-europa... ma le specifiche parlano di ambiente a 7°C.
Per quanto riguarda la tecnica da te proposta:
CITAZIONE (dotting @ 8/1/2008, 13:18)
pdc aria/acqua con aria ambiente miscelata con i fumi provenienti da una stufa a pellets
Nell'opuscolo che illustra le specifiche del prodotto si ipotizzano diverse tipologie di impianto:
- solo PDC
- PDC + riscaldatore elettrico per le giornate più fredde
- PDC + caldaia a combustibile fossile per le giornate più fredde
Soprattutto la seconda, in abbinamento con la centrale fotovoltaica, sembrerebbe un buon compromesso ammesso che il sistema vada in crisi a causa della temperatura esterna solo qualche giorno all'anno.
La soluzione del pellets mi complicherebbe un bel po' la gestione.