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Discussione: Lo sapevate che...?

  1. #1
    Seguace
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    Predefinito Lo sapevate che...?

    Salve a tutti, molti di voi sapranno già come trasformare un neon in un apparecchio illuminante a risparmio energetico, (classe A) a costo zero.
    Per chi non lo sapesse, invito a non gettare via le lampade a risparmio energetico (fluorescenti compatte) esauste, in quanto è possibile recuperare l'elettronica contenuta al loro interno per alimentarci direttamente un tubo al neon.
    L'operazione da fare è semplicissima, basta aprire (con attenzione) una lampada esausta e a questo punto si ricava il circuito elettronico posto all'interno. Questo circuito ha 4 fili che alimentano il tubo della lampada (2 per un catodo 2 per l'altro) e due fili che prendono la 220V dallo zoccolo della lampada. Dopo aver tagliato questi fili, collegate i 4 fili dei catodi ad un neon e i due dell'alimentazione sulla 220V e il gioco è fatto.
    Il vostro neon si accenderà istantaneamente, avrà maggiore efficienza energetica e non presenterà effetto stroboscopico. Occorre stare attenti solo ad una cosa:l'elettronica recuperata da una lampada da 20W può alimentare un neon da 20W (un paio di watt in più o in meno non cambiano).
    Io sono diversi anni che ho sostituito i reattori tradizionali con quelli elettronici recuperati dalle lampade e finora tutto va alla perfezione, senza aver speso nemmeno 1 euro!
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    Impianto: parzialmente integrato da 2,94kWp
    Pannelli: 14 Sharp ND-210E1F in singola stringa.
    Azimut: . Tilt: 26°
    Inverter: Aurora PVI 3.0 out configurato a singolo ingresso

  2. #2
    Pietra Miliare
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    Question

    Quote Originariamente inviata da atomax Visualizza il messaggio
    ......
    avrà maggiore efficienza energetica
    ......
    discorso interessante, ma prima di berla vorrei che fecesse un pò di prove di conumo energetico prima e dopo la modifica, se hai uno strumento poco preciso, fa una misura in 10 ore.

  3. #3
    Seguace
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    Con gli strumenti che ho potrei misurare solo la potenza apparente (e la relativa energia). Per misurare la potenza attiva mi servirebbe un cosfimetro (è da un pò che voglio costruirne uno, ma non ho molto tempo in questo periodo). Potrei misurare quindi la potenza apparente e l'energia [VA/h], ma non sarebbe una misura precisa.... Se qualcuno possiede questo strumento e ha voglia e tempo per fare la misura, molti gliene saranno grati.
    Comunque un neon è un dispositivo illuminante in classe B. Una fluorescente compatta, in classe A. L'unica cosa che li differenzia è il reattore elettronico. Se si tocca un reattore con lamierini in silicio, di un neon tradizionale, si ci accorge che è più caldo rispetto al reattore elettronico di una fluorescente compatta (a parità di potenza e di tempo trascorso restando accesi).
    Impianto: parzialmente integrato da 2,94kWp
    Pannelli: 14 Sharp ND-210E1F in singola stringa.
    Azimut: . Tilt: 26°
    Inverter: Aurora PVI 3.0 out configurato a singolo ingresso

  4. #4
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    Laddove il Sil col Cagnan s’accompagna...
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    Ottima iniziativa, tuttavia sconsiglio vivamente l'esperimento a chiunque non abbia cognizioni ed abilità con lavori elettrici.
    Oltretutto si tratta di lavori eseguiti su particolari o impianti soggetti a norme precise in termini di sicurezza.
    Quindi "occhio" a pasticciare con la 220!

    Pace!
    Gym

  5. #5
    Pietra Miliare
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    Quote Originariamente inviata da gymania Visualizza il messaggio
    Ottima iniziativa, tuttavia sconsiglio vivamente l'esperimento a chiunque non abbia cognizioni ed abilità con lavori elettrici.
    Oltretutto si tratta di lavori eseguiti su particolari o impianti soggetti a norme precise in termini di sicurezza.
    Quindi "occhio" a pasticciare con la 220!

    Pace!
    Gym
    E poi bisogna considerare che le lampade oarte dei rifiuti speciale RAEE, la raccolta e smaltimento deve seguire un percorso diverso dai rifiuti normale domestici.

    RAEE: come smaltire rifiuti elettronici | Leggi e norme | PubblicaAmministrazione.net

    Le lampade contengono traccia di mercurio, quindi non è il massimo rompere il vetro nel tentativo di aprire il guscio.


 

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