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  • 1 Post By roccodm

Discussione: Ventilconvettori VS riscaldamento a pavimento

  1. #1
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    Predefinito Ventilconvettori VS riscaldamento a pavimento

    Riformulo meglio una richiesta di pareri, che avevo già postato in maniera incompleta per giunta in una sezione sbagliata del forum.

    Ho due appartamenti da ca. 75mq indipendenti (ma anche usabili insieme in una singola unità abitativa) in fase di rifinitura. Si trovano a Ripa Teatina (CH) cat. clim. D.
    Gli appartamenti sono composti da n.2 bagni, ingresso/sogg/cuc, n.2 camere. Più un piccolo corridoio che si affaccia su tutte le stanze.

    Pur avendo capito che il riscaldamento a pavimento è quello che offre maggiore benessere e risparmio sui costi di gestione, sono portato ad escluderlo per i seguenti motivi:

    1) gli appartamenti saranno usati saltuariamente, e l'inerzia termica del riscaldamento a pavimento sarebbe un grave handicap. Talvolta decidiamo di tornare in Abruzzo su due piedi, senza pianificazione.

    2) Costi dell'impianto: sono nelle condizioni che se voglio completare i lavori, devo lavorare in economia. Il riscaldamento a pavimento comporterebbe un investimento che stimo in almeno 4000 euro ad appartamento. Con caldaia e altri accessori superiamo i 6000.

    3) Non avrei la possibilità di condurre autonomamente i lavori, data la complessità dell'installazione. Volendo lavorare in economia ed avendo un minimo di esperienza (mio padre ha lavorato anche come idraulico), vorrei condurre dei lavori in proprio. Ho già installato più volte impianti di termosifoni, ma sul riscaldamento a pavimento mi manca il know-how e, principalmente, l'attrezzatura.
    A meno di usare (ho visto che un produttore ce li ha) pannelli radianti preassemblati, che saranno grandi 2metri x 1 (a occhio) e che non dovrebbero avere grosse complicazioni per l'installazione. Ma ritengo che i costi siano enormi.

    Data le mie conoscenze, sarei quasi tentato di installare i termosifoni. Tuttavia il non poter sfruttare caldaie a condensazione mi sta portando nella direzione dei termoconvettori o dei ventilconvettori.

    La casa non è enorme, e quel metro quadro che mi ruberebbero termosifoni o termoconvettori mi peserebbe.
    Sto quindi valutando di installare dei ventilconvettori a soffitto nel corridoio, che sarebbe l'unico controsoffittato, con una apertura in alto sulla porta di ogni stanza.
    L'impianto sarebbe proprio banale, visto che tutto è limitato ad una stanza. Il costo dei fancoil dovrebbe essere (5 unità) di ca. 2000 euro (almeno che abbia preso un abbaglio) e quindi il costo complessivo dell'impianto ammonterebbe al 40% in meno rispetto quello con pannelli radianti. Con i ventilconvettori dovrei poter usare, anche se con rendimenti più bassi, caldaie a condensazione.

    Inoltre, in futuro, potrei aggiungere l'unità di refrigerazione per disporre anche del fresco nelle torride estati abruzzesi.
    Questo è il motivo per cui ho escluso anche i termoconvettori: oltre essere più grandi e non istallabili sul controsoffitto, non possono essere impiegati per raffrescare.

    Il dubbio principale che ho riguarda la collocazione dei ventilconvettori: meglio a terra o come ho intenzione, in alto?
    O pensate che i ventilconvettori siano proprio da evitare come la rogna?

    Capisco e comprendo i discorsi sul benessere termico. Ma è anche vero che nella mia vita ho sperimentato soluzioni oggi inconcepibili con cui, però, sono cresciuto senza particolari disagi o traumi: dal caminetto (arrostiti davanti, gelati dietro) alla singola stufa a kerosene piazzata sul corridoio...

  2. #2
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    Io andrei di PDC.. magari spendi qualcosa in più per l'installazione ma consumano tipo 1/4 d'energia (rispetto anche a termoconvettori elettrici a resistenza - quindi contratto di potenza impegnata più contenuta.. incide anche quello se
    1) gli appartamenti saranno usati saltuariamente,
    ..)

    ... e puoi fare fresco anche d'estate
    (sto buttando giù - prendetelo ancora con le pinze -:http://www.energeticambiente.it/casa...asportare.html)

    PS.. non dimenticandoci un bel piano a induzione (quindi "salti" il contratto/fornitura gas) (http://www.energeticambiente.it/elet...ie-verita.html)

    Fare si puo'!..... Volerlo dipende da te.

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    A favore: potete proseguire con l'attuale contratto/fornitore e/o evitare di optare per le "rinnovabili"...

    Ricorda: un piano cottura a induzione consuma mediamente solo il 30% dell'energia richiesta da uno a gas e comporta in "bolletta" costi dimezzati. Contrariamente a quello che ti diranno in giro poi si può generalmente usare anche con il normale contratto da 3 kW, pur se sprovvisto di sistema di autolimitazione. Per maggiori informazioni:
    Vetroceramica (piani cottura HOBs): bugie&verità
    PIANI COTTURA: vetroceramica radiande/alogeno, induzione, metano/GPL, ecc: QUI TUTTE LE DOMANDE E DUBBI

  3. #3
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    caro roccodm il tuo discorso secondo me non fa una piega
    nel senso che metterei pure io (stando così l'uso della casa) i ventilconvettori controsoffittati a parete (in alto con bocchette). Solo che farei fare un sopralluogo ad un termotecnico per vedere cosa installare (potenza necessaria), posizione delle bocchette e volumi ora necessari.
    Visto la zona climatica non so fino a che punto ti conviene (in pieno inverno) usare la pdc, ma naturalmente in primavera, estate, autunno, sarebbe ottimale.
    Potresti prevedere di fare caldo con una caldaia a condensazione con temperature esterne sotto i 10° e andare a pdc per temperature superiori, ma così i costi si alzerebbero.

    Io farei così:
    -termotecnico
    -ventilconvettore controsofittato
    -caldaia a condensazione (o a biomassa) per l'inverno e acs
    -prevederei il montaggio futuro di una pdc aria/acqua in modo di raffrescare d'estate (ma la monterei in futuro solo se vedo che sarà necessaria)

  4. #4
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    75 mq..... splittini.

  5. #5
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    Vi ringrazio per gli spunti, anche se ormai di notte non riesco più a dormire. Ho la testa che è diventata come una slotmachine su cui ruotano a ripetizione:
    termosifoni, ventilconvettori, riscaldamento a pavimento, pdc, split, e così via.

    Devo essere sincero: finora ho sempre dato per scontata l'equazione riscaldamento=metano, ma grazie ai vostri interventi anche questa certezza è svanita.
    Considerando che il costo d'allaccio del metano non è maginale, che l'impianto di distribuzione dovrebbe passare attraverso il garage (e devo farlo fare da uno abilitato) e i costi fissi della bolletta già raggiungiamo i 2/3000 euro per appartamento.
    Probabilmente con questi costi riesco a colmare il gap per una pdc. Che potrei anche integrare con il solare-termico e con un termocamino e/o caldaia a biomassa. Specie se nel futuro dovessimo, per vari motivi, andare a vivere stabilmente in questa abitazione.

    Sono però ancora indeciso sui ventilconvettori, e sto rivalutando addirittura i termosifoni (che è l'unico sistema che conosco davvero bene e so metterci sopra le mani ad occhi chiusi).

    Sugli split non sono ideologicamente contrario, anzi li metto nella lista dei preventivi da valutare. Certo la pdc mi risolve (o così penso) il problema dell'acqua calda sanitaria.

    Il vero problema in realtà è che non abbiamo ancora idea di quale destinazione dare all'immobile. Esclusa la vendita, c'è la possibilità di affittarlo. A quel punto non so se la soluzione split+ scaldabagno o ventilconvettore + pdc possano essere accettati di buon grado dall'affittuario. O se si lamenterebbe per un confort limitato.
    Anche se in tale ipotesi sarebbe molto più facile gestire la situazione di singola bolletta (elettricità), invece che doppia (elettricità+metano).

    Al momento (ma in questi giorni ho convinzioni spesso mutevoli) punterei su PDC + ventilconvettori, o PDC + termosifoni. Nell'ottica che, in un prossimo futuro, ci possano essere delle possibilità (ora remote) che io vada a vivere stabilmente in questa abitazione. La vedo come soluzione più flessibile: la PDC la posso integrare con altre fonti di energia. Gli split restano quelli.

    Ovviamente tutto dipende anche dai costi. Se la soluzione split (probabilmente me la caverei con 3 dual-split) ammonta a 4000 euro (più un 500/1000 euro per lo scaldabagno) e la soluzione PDC + Ventilconvettori a oltre 10.000 euro potrei INTANTO mettere gli split, in FUTURO, se è il caso, la PDC + ventilconvettori.
    Intanto potrei far passare dei tubi di mandata e ritorno per evitare di dover rompere le mura.

    Anche se la soluzione termosifoni è caldaia tradizionale dovrebbe ammontare a ca. 3000 euro... (però ci sono i costi di allaccio e di impianto per il metano).

    Alla fine, come diceva monster74, penso proprio che devo prendere un appuntamento con un termotecnico (sperando di trovarne uno bravo in Abruzzo) e discutere a 360° su tutto.

    Grazie e scusatemi per l'odiosa incertezza con cui mi muovo.

    Rocco

    ps: sapreste consigliarmi qualche semplice foglio di calcolo per calcolare il fabbisogno termico delle varie stanze. Trovo solo programmi, ma avendo linux molti non riesco a farli girare con wine.

  6. #6
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    Considerando che il costo d'allaccio del metano non è maginale, che l'impianto di distribuzione dovrebbe passare attraverso il garage (e devo farlo fare da uno abilitato) e i costi fissi della bolletta già raggiungiamo i 2/3000 euro per appartamento.
    Probabilmente con questi costi riesco a colmare il gap per una pdc.
    Come dicono gli inglesi.. you see me!
    Che potrei anche integrare con il solare-termico
    E anche fotovoltaico (anche se connesso in rete), se la PDC è "elettrica"!

    -----------

    (ricordiamoci che l'allevatore da da mangiare al gregge/allevamento.. in previsione del.. macello.
    Stiamo sempre attenti alle caramelle che accettiamo... il mondo è pieno di maniaci che poi al momento opportuno aprono il soprabito e.. "zak" )

    Detto questo il mio punto di vista è che l'homo un giorno scopri il fuoco... e poi qualcosa di più evoluto...
    io preferisco vivere nel terzo millennio, piuttosto che nella -> "guerra del fuoco")
    Ultima modifica di gattmes; 23-02-2010 a 15:09

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  7. #7
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    Ho passato la giornata a fare un po' di conti. Approssimativamente il fabbisogno energetico (probabilmente sovrastimato) di ciascun appartamento è di 9kW o ca. 32kBTU

    Ho trovato degli impianti multisplit di marche note a 5 vie, da oltre 30kBTU che costano sui 5000 euro. Pompe di calore da 10kW non le trovo a meno di quella cifra.

    Inizio a chiarirmi le idee, quindi posso fare delle domande più precise:
    1) Esistono dei ventilconvettori o diffusori che possono essere "alimentati" sia con PCD che con split?
    2) L'impianto per diffusori dei condizionatori e l'impianto per i ventilconvettori usano la stessa tipologia di tubi di rame?
    3) Ho visto che per consentire alla PDC di produrre acqua calda sanitaria basta spendere altri ca. 700 euro per il boiler. Quale soluzione sarebbe la migliore nel caso di scelta basata con gli split? Esistono scaldabagni a induzione, o comunque a consumo contenuto? O è il caso di valutare una piccola caldaia, magari che usi le bombole a gpl da 30 litri?
    4) Come regolarsi con le nuove tariffe biorarie? mi pare una fregatura per chi usa l'energia elettrica per riscaldarsi, dovendolo usare massicciamente anche nelle ore di punta (specie dalle 17 alle 19)

    Grazie in anticipo, Rocco

  8. #8
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    Esistono scaldabagni a induzione, o comunque a consumo contenuto?
    Se avessi letto con più attenzione la miniguida (in stesura) citata in .."due miei messaggi fa".. avresti visto quelli sui 300W.. e anche le indicazioni di dove cercarli (inet e/o qui sul forum!)


    PS / NOTA BENE
    ...di ciascun appartamento è di 9kW o ca. 32kBTU..
    C'è un errore da qualche parte:
    - o parliamo di energia.. in tal caso abbiamo BTU è KWh
    - oppure di potenza in tal caso KW e BTU/h
    Viceversa NON si può scrivere "potenza (KW) .. equivalente a energia (BTU)"!

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  9. #9
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    Cospargo il capo di cenere...
    ricontrollo meglio (oggi ho gli occhiali nuove, ora non ho scuse...)
    a indirizzo2011 piace questo messaggio.


 

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