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  1. #1
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    Predefinito Aiutatemi ad isolare un pavimento con vespaio, grazie.

    Salve a tutti.
    Cosa mi consigliate di mettere sopra un vespaio aereato in pietrame che posa direttamente sulla terra, per poter isolare e allo stesso tempo essere strutturale, nel senso che dovrà sostenere il peso del massetto e del magrone e del pavimento in cotto?
    Inoltre è necessario x voi porre una barriera per il vapore?
    o in un vespaio aereato è inutile?
    Ditemi la vostra per favore.
    Grazie.

    Ps. a me era venuta la seguente idea..
    impastare calce itraulica naturale con pomice, sabbia e ghiaia di fiume e pezzi di lana di roccia..e fare direttamente un massetto.. Ke verrà fuori? da questo mix..???
    e x la barriera al vapore??

  2. #2
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    In un vespaio realizzato con casseri in plastica aerato è inutile.

    Sono circa dieci anni che ho abbandonato i vespai in pietrame che ovviamente di aerato non hanno niente.
    Quando autoconsumiamo 1 kWh di energia del nostro impianto FV stiamo "evitando" di far produrre in Italia 2,43 kWh di energia primaria.

  3. #3
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    Ma in un edificio storico, un vespaio con casseri di plastica riciclata secondo me è come un *****tto in un occhio, perciò è stato ripristinato un vespaio vecchia maniera, anche perchè la zona dove sorge l'edificio non ha molta umidità di per sè in quanto il terreno e abbastanza sabbioso.
    Ma riguardo al mix di calce pomice sabbia ghiaia e lana di roccia..che ne dici? e nel mio caso specifico sarà da usare la barriera x il vapore?.

    Ciao grazie.

  4. #4
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    Ma che cavolo c'entra l'edificio storico con la tipologia di vespaio!!
    Quando autoconsumiamo 1 kWh di energia del nostro impianto FV stiamo "evitando" di far produrre in Italia 2,43 kWh di energia primaria.

  5. #5
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    Quote Originariamente inviata da diegogarsia Visualizza il messaggio
    Ma in un edificio storico, un vespaio con casseri di plastica riciclata secondo me è come un *****tto in un occhio,
    Ma è sottoterra... non si vede e fa benissimo il suo lavoro.
    Mica ti è stato detto.. copri gli affreschi con un cappotto!

    Vuoi dire che rimetterai i vetri singoli e gli infissi in legno con grossi spifferi, ti scalderai solo con la stufa e farai la doccia fredda.. perchè altrimenti fa a pugno con lo "storico"?
    Pannelli 56 tubi U-pipe Apertura 8,84 m2 Orient./Inclin.:SUD-SUD/EST /60°
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    Riscaldamento: pannelli radianti 130 m2 + Scalda-salviette
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  6. #6
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    Dunque..parlando di restauri su edifici storici, così a grandi linee, si può dire che ci sono 2 tipi di approcci o di filosofie se vogliamo, queste sono:

    1) ripristinare l'edificio con materiali uguali e con tecniche compatibili con il periodo storico, evidenziando però con zone di separazione l'originale dal ricostruito.

    oppure

    2) Usare materiali moderni come, materie plastiche, cemento, acciaio ecc.ecc. per ricostituire un corpo nuovo, funzionale al ripristino del vecchio.

    Io sono per il primo tipo di filosofia, anche se non disdegno a volte la seconda.

    Nel caso specifico ho adattato l'utile al dilettevole, nel senso che avevamo a disposizione tantissimi sassi, che abbiamo utilizzato (probabilmente con un costo anche superiore al vespaio con igloo)

    Ma a parte la filosofia...che mi dici del mio tipo di massetto, hai mai avuto esperienze di mescole per massetti, come dico io?
    o comunque come agiresti in un caso come questo?

    Ciao e grazie.

  7. #7
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    Domanda nella domanda..
    ma la superficie di un pavimento in cotto, trattato con oli e cere varie..può essere considerato, se non una barriera al vapore, almeno un freno al vapore? O no?

  8. #8
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    Tu ritieni quella superficie priva di interruzioni?
    Quando autoconsumiamo 1 kWh di energia del nostro impianto FV stiamo "evitando" di far produrre in Italia 2,43 kWh di energia primaria.

  9. #9
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    Tecnicamente parlando ci sono certamente le fughe da considerare come una interruzione, ma considerando che le stesse fughe sono saturate anch'esse con oli e cere, mi verrebbe da ritenere appunto che se non "barriera" si possa almeno parlare di un freno...o no?

    Inoltre..considerazione di ordine generale,
    ma, non è meglio far trapirare, almeno parzialmente con l'esterno un qualcosa, di "abitato"... che sia una casa..una scarpa..un maglione?

    Ps.Vorrei precisare che non sono un "talebano" della bioedilizia ma vorrei posare il cotto con la calce idraulica naturale al posto della solita spolverata di cemento e così per le fughe.
    Devo parlarne con il piastellista naturalmene, ma mi chiedevo come le posavano prima che si diffondesse il cemento? Il cotto è sempre esistito o quasi, negli edifici..

  10. #10
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    Sull'isolamento del vespaio la domanda più importante, soprattuto per le ristrutturazioni, è che spessore hai a disposizione per non avere i locali più bassi di 2,70m.
    Se lo spessore a disposizione è tanto ci sono degli ottimi massetti termoisolanti premiscelati con argilla espansa, se lo spessore è poco l'ideale sono i pannelli in polistirene estruso da sottopavimento, certamente poco "storici", ma storicamente i pavimenti controterra non si isolavano proprio!

    E non ti dimenticare del RADON: se sei in una zona soggetta era molto meglio il vespaio con i casseri in platica, ma a questo punto ti conviene inserire una apposita bariera sotto al massetto.
    Ciao Antonio

  11. #11
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    Ciao, la mia zona è praticamente priva di radon, almeno così è segnalato dalle mappe.
    Per l'altezza cè nè a sufficenza, anche troppa se vogliamo.
    Io sarei quasi deciso a utilizzare calca idraulica NHL mischiata a pomice sabbia e ciottoli di fiume.

    Qualcuno sa consigliarmi per le proporzioni x il massetto?

    ...Dotting non credo lui usa "esclusivamente" prodotti cementizi o sintetici..
    e se gli parli di calce e bioedilizia ..si sente male..
    ...skerzo Dotting..skerzo...

  12. #12
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    A seconda del piano,per il cemento e' 150-200max al metrocubo.Per la calce penso sia simile


 

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