Caro francescomat,
CITAZIONE
a cento gradi non succede niente di speciale ai cibi, che cuociono a temperature molto più basse. Quindi vedere l'acqua bollente è solo una rassicurazione psicologica.
questa mi sembra una affermazione fondamentale e che - secondo me - andrebbe verificata scientificamente. Non so se tu sei un biologi/alimentarista o un elettricista o altro, nel dubbio preferisco verificare. Se durante la bollitura a 100°C l'acqua contenuta nel sedano cerca di evaporare e modifica la struttura cellulare, il potere nutritivo cambia rispetto ad una cottura a 99°C ? Ho questo dubbio.
Servirebbero anche informazioni attendibili sulla cottura lenta dei cibi e sulle caratteristiche organolettiche dopo tale cottura. Esagerando, se cuocio l'arrosto per mezz'ora e poi faccio continuare la cottura con minimo apporto di calore, la carne risultera' cotta o sara' solo un po' degradata? Non lo so!
Certamente la tua proposta potrebbe avere degli sviluppi importanti, a patto che:
- ci siano delle informazioni da fonte attendibile sulle cotture a temperature piu' basse
- si raccolgano infomazioni su progetti funzionanti, indicando le varie tipologie (coperture morbide per contenere il calore, trattamenti superficiali delle pentole per diminuire l'emissivita' infrarossa, cassetta di cottura ad alta inerzia termica con accumulo termico in acqua, cassetta di cottura a bassa inerzia termica con accumulo termico su metallo, ecc.)
Cuocere le lenticchie non e' come fare un brasato, le masse da cuocere e le temperature di cottura sono diverse e richiederebbero cassette diverse.
Avete mai osservato molte donne in cucina che pensano che tenendo il fornello al massimo si abbiano le migliori cotture o quelle piu' veloci? Riducendo la potenza termica, il cibo cuoce meglio e si consuma monto meno.
Ribadisco, intravedo sviluppi importanti nel modo di cucinare, ma bisogna partire con dati certi e inconfutabili.
Ciao
Mario