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  1. #1
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    Predefinito [contratti fornitura energia] Confronto di costi per combustibile e tecnologie

    Date un occhiata a questo sito:
    http://www.domotecnica.it/www/area_pubblica/index.php
    Cliccate sulla lente di ingrandimento della tabella Previsioni di consumo per combustibile e tecnologie in un impianto autonomo.
    Ne vedrete delle belle!!!!
    Manca la pompa di calore con aria geotermica, mi sa che gli mando i dati degli impianti che ho realizzato raggiungo spesso C.O.P. di 4,50.

    Edited by dotting - 21/1/2007, 20:16

  2. #2
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    Ho trasformato l'immagine gif in una tabella di calcolo, perchè ho notato che c'era qualche errore e alcuni parametri non erano, a mio parere, corretti.
    In questo modo ciascuno può adeguarla secondo la propria esperienza.
    Il consumo annuo è riferito ad una produzione di 10000 kWh.

    http://web.tiscali.it/risparmio_energetico...a_confronto.xls
    Per chi non può visualizzare .xls
    http://web.tiscali.it/risparmio_energetico...a_confronto.gif

    Ho aggiunto anche la tabella per la regione Sardegna, dove non c'e il metano e viene distribuita l'aria propanata ed il gasolio ed il GPL godono di incentivi:

    http://web.tiscali.it/risparmio_energetico...onfrontoSar.xls

    Edited by dotting - 5/3/2007, 08:59

  3. #3
    Pietra Miliare
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    Grazie, hai fatto un lavoro molto utile.

  4. #4
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    Dottig... sei un grande! la tua tabella è un testo sacro!

    Come immaginavo ( da calcoli spannometrici che mi son fatto) le fonti di riscaldamento in assoluto più convenienti sono bruciare mais e la pompa di calore geotermica.

    domanda:
    che vuol dire l'acronimo PCI ?
    i costi sono in LIRE /kw? ma aggiornati...i suppose?

    Alcuni commenti:

    Non avrei mai pensato che gia una (buona) pompa di calore tradizionale fosse comunque più "conveniente" di una caldaia a metano a condensazione.

    la pompa di calore "acqua acqua" è del tipo da immergere in un pozzo? interessante la sua resa, rispetto a quella geotermica che ha costi di installazione ben più alti.

  5. #5
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    QUOTE (marcomato @ 27/1/2007, 22:25)
    domanda:
    che vuol dire l'acronimo PCI ?
    i costi sono in LIRE /kw? ma aggiornati...i suppose?

    Alcuni commenti:

    Non avrei mai pensato che gia una (buona) pompa di calore tradizionale fosse comunque più "conveniente" di una caldaia a metano a condensazione.

    la pompa di calore "acqua acqua" è del tipo da immergere in un pozzo? interessante la sua resa, rispetto a quella geotermica che ha costi di installazione ben più alti.

    Per acqua si intende acqua di falda pozzo alimentato, non cisterna.

    PCI sta per Potere Calorifico Inferiore ed è riferito all'unità di misura (kg, mc, l), è scritto nella nota a piè pagina che compare in stampa.
    Però hai ragione le due note le metto in evidenza.
    I costi sono in euro a unità di misura e ciascuno può adattarli alla realtà locale.
    Mi spiego la legna qui in Sardegna costa ormai 15 euro al quintale, leggendo vari post e nel prospetto originale .gif i prezzi sono più bassi in continente.
    Altro esempio dopo che mi è arrivata l'ultima bolletta ENEL, ho ritoccato il costo del kWh, passando da 0,19 a 0,20.
    Ti sei mai chiesto perchè svizzeri e tedeschi usano tantissimo le pompe di calore, per due motivi l'energia la pagano leggermente di meno il rendimento delle PDC è elevato.
    Loro però devono quasi sempre usare PDC geotermiche, noi specie al SUD possiamo usare PDC ad aria, se poi, come cerco di fare nei miei progetti, riesco a preriscaldare l'aria (aria geotermica, pannelli solari ad aria, scambiatore fumi/aria ecc..) raggiungo COP paragonabili a quelli delle PDC ad acqua o salamoia.
    Il maggior rendimento teorico ottenibile da questi ultimi due sistemi è dovuto ad un più alto rendimento degli scambiatori liquido/liquido.
    Uso l'aria perchè in estate adopero il condizionatore condensato ad acqua per produrre contemporaneamente aria fredda ed acqua calda, ma questo è un discorso che approfondirò in estate, quando voi comuni mortali disperdete in ambiente tantissimo calore.
    Vandali ecologisti!!!!!!!!
    Scherzo,
    però mica tanto!!!!!!

    Edited by dotting - 28/1/2007, 11:06

  6. #6
    Seguace
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    Dotting,

    molto interessante il tuo foglio excel.

    Qualche dato non mi torna. Nn capisco cioè bene le unità di misura.
    Per esempio alla voce gas metano si parla di 1144-1404 (mcubi ?)
    Alla voce legna 4082-4762 (kg?)


    Ti do alcuni riferimenti riguardo al confronto che ho fatto sulla mia abitazione

    1) inverno 2000-2001: Consumo gas riscaldamento: 1100 mc
    2) inverno 2001-2002: Consumo legna: 1587 kg.

    Trattasi di un confronto a parità di tutte le condizioni al contorno, i.e isolamento casa, temperatura media invernale (conservativa per il consumo di legna), benessere interno .

    La variazione è stata:

    1) Utilizzo caldaia a gas metano.
    2) Utilizzo di stufa a legna 11 kW.

    Credo che per certe applicazioni, la mia è una villetta a schiera, la semplice stufa sia più efficace che una caldaia a legna in centrale termica. Da una prima stima infatti, ritengo che le dispersioni della distribuzione di acqua calda siano state almeno attorno al 25-30% .

    Scaldare direttamente in casa aumenta il rendimento complessivo del processo.

    Ciao

    Andrea

  7. #7
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    QUOTE (mansoldo @ 5/2/2007, 11:09)
    Qualche dato non mi torna. Nn capisco cioè bene le unità di misura.
    Per esempio alla voce gas metano si parla di 1144-1404 (mcubi ?)
    La variazione è stata:
    1) Utilizzo caldaia a gas metano.
    2) Utilizzo di stufa a legna 11 kW.
    Credo che per certe applicazioni, la mia è una villetta a schiera, la semplice stufa sia più efficace che una caldaia a legna in centrale termica. Da una prima stima infatti, ritengo che le dispersioni della distribuzione di acqua calda siano state almeno attorno al 25-30% .
    Scaldare direttamente in casa aumenta il rendimento complessivo del processo.

    Ti confermo che il consumo e quindi i costi relativi sono riferiti alle unità di misura.
    Sono perfettamente d'accordo con te che scaldare direttamente aumenta il rendimento, perchè non hai quelle perdite del 25-30% citate, però deve essere rispettata la condizione di avere una casa sufficientemente raccolta e la stufa in posizione centrale, se poi si fa passare la canna fumaria nel disimpegno di una casa a più livelli, è ancora meglio.
    Altra condizione che non smetterò mai di ribadire è che l'aria di alimentazione per la stufa, camino o qualunque altro sistema a biomassa posto all'interno di una casa, deve provenire da un condotto dedicato.
    Tanta aria esce dal camino e tanta aria deve entrare, se questa aria viene presa dalle fessure delle porte, delle finestre e dei cassonetti, non avremo altro che una casa fredda e piena di spifferi.
    Sento in giro molte proteste per i dati relativi alle prestazioni delle caldaie a metano.
    Io lavoro in Sardegna, dove il metano non c'è, e quindi in tabella ho messo dei dati di targa dei costruttori.
    Comunque proprio per questo ho trasformato la .gif originale in un foglio excel, in modo che ciascuno sulla base della propria esperienza possa fare le valutazioni del caso.
    Però poichè questa delle prestazioni ottimistiche delle caldaie a metano è una critica che mi hanno rivolto in molti, forse è il caso che apra un post dedicato.
    Ti ringrazio

  8. #8
    Pietra Miliare
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    Occorre dire che l'aliquota IVA sulla legna da ardere è il 10% e non il 20%. Sull'olio vegetale, dal momento che non credo sia prevista un'aliquota specifica per impiego come combustibile (ma non sono certo di questo), sarebbe prudente versare un'aliquota del 20% (il 4% è senz'altro destinato solo agli impieghi alimentari).
    La legna secca (25% di umidità) ha circa 3,8 kWh/kg, qui al nord costa intorno a 11-12 cent/kg + IVA.
    Il cippato secco di buona qualità, diciamo 25% di umidità, dovrebbe costare attorno ai 7-8 centesimi al kg ed avere un pci confrontabile alla legna, se di peggior qualità e con maggiore umidità prezzo e rendimento dovrebbero scendere di conseguenza. Il mais ad andar bene avrà 4,7 kWh/kg, come il pellet (il mais contiene un 3-4% di olio ma ha un'umidità leggermente più alta).

    Commenti personali:
    Da quanto detto è evidente che il cippato è il combustibile più economico, che però presenta un paio di problemi: un costo della caldaia piuttosto alto (poco sostenibile se la caldaia è piccola, conviene quando una caldaia serve più appartamenti o un edificio grande) e un'approvvigionamento che richiede o un fornitore affidabile e vicino (non sempre facile da trovare) o l'autoproduzione.
    L'olio vegetale conviene quando si volesse risparmiare senza cambiare la vecchia caldaia, ma solo il bruciatore.
    Il mais conviene rispetto al pellet, anche se stufe e caldaie adatte costano qualcosa in più.
    Una cosa non mi è chiara, la pompa di calore indicata come (aria) geotermica scambia con aria geotermica (cavedio sotto la casa ad esempio) o no? e il rendimento di una pompa di calore con sonda geotermica quale potrebbe essere?

    Ho modificato i valori della tabella come a me risultano, oltre a sostituire kW con kWh, vi prego di commentare, criticare, modificare.


    Download attachment
    Tabella_confronto_1.xls ( Number of downloads: 115 )


  9. #9
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    Ho ritoccato alcuni valori nella mia tabella, però non sono d'accordo su alcuni:
    Mais: 5 kWh/kg per te 4,7 io ho avuto due esperienze con una caldaia Alpi Risparmiola e con una stufa a pellets, in entrambi i casi la differenza in termini di resa era notevole, non ho potuto mai quantizzare, ma ricordo che per la stufa occorreva abbassare la portata a parità di temperatura usando il mais.
    Cippato: ho considerato quello DIN 30% di umidità e lo danno a 3 kWh/kg. per i costi qui in Sardegna siamo a 0,10 compreso il trasporto che incide tantissimo visto i volumi in gioco.
    Pensa che la legna in Sardegna è a 16 €/q.

    Commenti personali, concordo in pieno.

    Non c'è differenza di COP fra una PDC ad aria geotermica ed una con sonde geotermiche se entrambe lavorano negli stessi intervalli di temperatura.
    Io ho ipotizzato un COP di 3 per l'aria/acqua perchè è aria ambiente a 7°, quella di targa delle PDC aria/acqua.
    Mentre con aria prelevata da un cavedio non scendo sotto i 16-18°, anche in presenza di temperature esterne di -2° (lo scorso inverno, perchè quest'anno la temperatura minima registrata dai miei sistemi è stata di +4°C.)

  10. #10
    Pietra Miliare
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    Sul mais direi che la differenza con il pellet, se c'è, è davvero minima. Personalmente ne sono certo (conferme mi sono arrivate anche da fonte universitarie), comunque basta cercare una tabella di composizione degli alimenti (magari per zootecnia) e guardare le calorie alla voce "mais granella integrale". La tua esperienza mi lascia perplesso, ma per fare le cose come si deve ci vorrebbe una bomba calorimetrica.

    CITAZIONE
    Io ho ipotizzato un COP di 3 per l'aria/acqua perchè è aria ambiente a 7°, quella di targa delle PDC aria/acqua.
    Mentre con aria prelevata da un cavedio non scendo sotto i 16-18°, anche in presenza di temperature esterne di -2° (lo scorso inverno, perchè quest'anno la temperatura minima registrata dai miei sistemi è stata di +4°C.)

    Viva la Sardegna!

    Un'altra domanda, il rendimento che hai indicato per la caldaia a condensazione è inteso per riscaldamento a bassa temperatura? E per quanto riguarda le altre caldaie?

    Edited by Lolio - 13/2/2007, 22:30

  11. #11
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    QUOTE (Lolio @ 13/2/2007, 22:14)
    Un'altra domanda, il rendimento che hai indicato per la caldaia a condensazione è inteso per riscaldamento a bassa temperatura? E per quanto riguarda le altre caldaie?

    Bella domanda.
    I costruttori dichiarano per la caldaia a condensazione valori di rendimento superiore al 100%.
    Qualcuno dirà sono matti, hanno inventato il moto perpetuo?
    Il trucco è che il rendimento viene calcolato rispetto al potere calorifico inferiore, che ricordo è la differenza fra il potere calorifico superiore ed il calore di condensazione del vapore d'acqua durante la combustione.
    In una caldaia a condensazione si recupera gran parte del calore latente di evaporazione e la quantità dipende dalla temperatura dell'acqua fredda di ritorno in caldaia.
    Partendo dal presupposto che i fumi fuoriescono a temperature superiori ai 100°, la quantità di calore sarà maggiore inn presenza di un sistema di distribuzione a pavimento, rispetto ad un impianto a termosifoni.
    Teoricamente nel primo caso i fumi, effettuato lo scambio termico, dovrebbero uscire a 30-35°, con un DeltaT minimo pari a 70-65° nel primo caso e di 60-65° nel secondo.
    Nella tabella per non addentrarmi in un ginepraio ho considerato che le tre tipologie di caldaie citate, alimentino un impianto a termosifoni, quindi con un vantaggio esiguo per la caldaia a condensazione.
    saluti

  12. #12
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    CITAZIONE (dotting @ 14/2/2007, 09:01)
    Nella tabella per non addentrarmi in un ginepraio ho considerato che le tre tipologie di caldaie citate, alimentino un impianto a termosifoni, quindi con un vantaggio esiguo per la caldaia a condensazione.

    Te la senti di stimare un rendimento della caldaia a condensazione con un impianto a pavimento o parete (bassa temperatura)? Occorre specificarlo bene perché per par condicio occorrerebbe stimare anche il rendimento delle altre caldaie quando lavorano a bassa temperatura...

  13. #13
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    QUOTE (Lolio @ 28/2/2007, 23:50)
    Te la senti di stimare un rendimento della caldaia a condensazione con un impianto a pavimento o parete (bassa temperatura)? Occorre specificarlo bene perché per par condicio occorrerebbe stimare anche il rendimento delle altre caldaie quando lavorano a bassa temperatura...

    Ho inteso che vorresti fare un confronto di rendimento fra caldaia a condesazione e gli altri tipi di caldaia (soffiata, temperatura scorrevole, basso NOx, ecc.).
    Ti rispondo con un link ad uno schema che è molto chiaro:

    http://www.ilportaledelsole.it/index.asp?i...i=true&cat=0025

    La caldaia a condensazione è l'unica che può sfruttare il calore latente di evaporazione, proprio perchè fisicamente è completamente differente dalle altre, in quanto ha un elemento in più:
    lo scambiatore fumi di combustione/acqua di ritorno fredda.
    Tanto che è l'unica per cui devi prevedere la tubazione dell'acqua di condensa.
    Ed ecco perchè io non ho fatto il confronto fra caldaie, operanti a bassa temperature dell'acqua di ritorno, non è possibile confrontarle.
    Il rendimento delle caldaie a condensazione quando abbinata ad un sistema a bassa temperatura supera il 100%, di solito i costruttori dichiarano un valore vicino al 105%.
    Questo vantaggio lo perdono quando abbinato ad un impianto a termosifoni, per cui i costruttori dichiarano un 96%.
    Forse sono stato un pò cattivo con i rendimenti delle caldaie tradizionali, però tutti i conduttori di caldaie con cui sono a contatto, mi dicono che i valori che rilevano sono quelli in tabella.

  14. #14
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    CITAZIONE (dotting @ 1/3/2007, 07:01)
    Il rendimento delle caldaie a condensazione quando abbinata ad un sistema a bassa temperatura supera il 100%, di solito i costruttori dichiarano un valore vicino al 105%.

    Dunque si potrebbe indicare un rendimento medio del 100% per caldaie a condensazione che lavorano a bassa temperatura?

  15. #15
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    QUOTE (Lolio @ 1/3/2007, 14:26)
    Dunque si potrebbe indicare un rendimento medio del 100% per caldaie a condensazione che lavorano a bassa temperatura?

    No, se il ritorno è veramente freddo diciamo a 30°, riescono effettivamente a raggiungere i 105°, su una rot.. l'ho verificato.
    Se è a 35° già andiamo su un 100%, basta questo piccolo salto per avere una grande differenza nel rendimento.

  16. #16
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    Ciao, scusa l'ignoranza, ma le pompe di calore nei condizionatori,usate per riscaldare, in che "categoria" rientrano? aria-aria? secondo quella tabella che percentuale di spesa avrebbero?
    grazie

  17. #17
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    QUOTE (sssuper @ 1/3/2007, 21:02)
    Ciao, scusa l'ignoranza, ma le pompe di calore nei condizionatori,usate per riscaldare, in che "categoria" rientrano? aria-aria? secondo quella tabella che percentuale di spesa avrebbero?
    grazie

    Domanda giustissima.
    In effetti la mia tabella di confronto prevede che le pompe di calore siano abbinate ad un sistema di distribuzione ad acqua a bassa temperatura, come avvine nei sistemi a pavimento.
    In realtà la pdc più usata in Italia è l'aria/aria, mentre sono rarissime le acqua/aria e terra/aria.
    Il COP di una pompa di calore xxxxx/aria è molto simile a quella xxxxx/acqua quando lavorano alle stesse temperature esterne, quindi nel tuo caso un valore tipico è 2,5.
    Personalmente e i miei clienti lo confermano, il benessere termoigrometrico che si ottiene con un sistema a pavimento radiante è decisamente migliore se rapportato ad un sistema ad aria in movimento.
    Colgo l'occasione della tua domanda per fare una considerazione generale sui sistemi di riscaldamento che utilizzano in modo diretto l'energia elettrica.
    L'energia elettrica che arriva nelle nostre case viene prodotta in centrali elettriche alimentate nei modi più disparati.
    Nella generazione e nel trasporto di questa energia si hanno delle perdite che determinano un certo rendimento.
    Un valore tipico che si adotta considerando questo rendimento globale è che per ogni kWh che consumo, devo bruciare alla fonte l'equivalente di 3 kWh di combustibile.
    Quindi il mio rendimento globale sarà positivo nel momento in cui lavoro con un COP superiore a 3 con una pompa di calore.
    Questo a prescindere dai costi del kWh ad utente finale che sono quelli in tabella.
    Un saluto

  18. #18
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    Scusate, ma sapreste indicarmi la differenza tra KWh termici e KWh elettrici, cioè consumando un KWh elettrico in un sistema di riscaldamento diretto, quanta energia termica ottengo?

  19. #19
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    QUOTE (federicocristiano @ 2/3/2007, 22:59)
    Scusate, ma sapreste indicarmi la differenza tra KWh termici e KWh elettrici, cioè consumando un KWh elettrico in un sistema di riscaldamento diretto, quanta energia termica ottengo?

    "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma", questa affermazione è stata formulata, nella forma in cui la conosciamo, da Lavoisier nel 1789, il quale riprese un concetto espresso già nel V secolo a.C. da Anassagora.
    Se io ho un pannello elettrico che assorbe 1 kW elettrico, questo mi potrà rendere massimo 1 kW termico, altrimenti dobbiamo dire ad Anassagora che ha detto una cavolata.

    L’unico sistema che pur assorbendo tot kW di energia elettrica è in grado di fornire più energia elettrica di quella consumata è la pompa di calore, che non crea energia ma la trasferisce, la pompa nel vero senso della parola, dall’esterno all’interno con dei rendimenti che dipendono da un parametro che si chiama COP.
    Il COP di una pompa di calore dipende da tanti fattori (T aria esterna, tipologia della pompa, ecc.).
    Supponiamo per esempio che il COP sia uguale a 3, significa che io consumo 1 kWh elettrico e produco 3 kWh termici.

    Ho letto con orrore diversi post in cui si decantava l'efficenza di pannelli radianti elettrici in grado di restituire più energia termica di quanto consumato come energia elettrica.
    Sono cazzate, le persone che fanno queste affermazioni sono rimaste al VI secolo a. C.
    Un saluto

  20. #20
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    CITAZIONE (dotting @ 2/3/2007, 07:17)
    Un valore tipico che si adotta considerando questo rendimento globale è che per ogni kWh che consumo, devo bruciare alla fonte l'equivalente di 3 kWh di combustibile.
    Quindi il mio rendimento globale sarà positivo nel momento in cui lavoro con un COP superiore a 3 con una pompa di calore.

    Grazie, sei sempre molto chiaro. Quindi,se una centrale tradizionale produce tot MW, per produrre la stessa energia un impianto solare ne dovrà produrre circa un terzo (poi le perdite per il trasporto e i vari trasformatori rimangono). E quindi se in casa risparmio 1 Kwh, è come se ne ho risparmiati 3. Non ci avevo mai pensato....

  21. #21
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    Ciao a tutti, vorrei chiedervi un chiarimento sul foglio excel con il confronto dei costi in base alla tipologia di riscaldamento.
    Ho provato a fare una prova: ho recuperato le serie storiche delle temperature misurate dal 2003 al 2006 in un paese a pochi km dal mio e basandomi sul grafico del COP di una pompa di calore aria/acqua della SATAG (per quanto preciso potesse essere) ho cercato di calcolare il COP medio sulla stagione. Le misure di temperature erano prese ogni mezz'ora.

    Morale, considerando solo i momenti in cui la temperatura era sotto i 20 gradi ho trovato un COP medio di 3.80, considerando solo i momenti in cui la temperatura era sotto i 15 gradi ho trovato un COP medio di 3.60.

    C'e' qualcosa che non mi quadra, dovunque ho letto commenti sulle PDC aria/acqua ho sempre trovato valori di COP intorno al 3 (come ad esempio nel file excel di questo thread) eppure dai quattro conti che ho fatto sembra essere un po' meglio... Qualcuno mi puo' aiutare a capire ho sbagliato?

    Dimenticavo, le misure sono state prese da una stazione meteo sul lago Maggiore in provincia di Varese, le temperature minime raggiunta negli ultimi anni erano intorno a -7

    Grazie
    Nello

  22. #22
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    Non hai sbagliato, però devi considerare alcune cose:
    1.- Boiler a termopompa SATAG aria/acqua non per fare pubblicità, ma stai parlando dei maestri del condizionamento, che non hanno niente da spartire con i migliori apparati giapponesi; quindi i COP indicati sono alti, ma normalmente altre pompe presentano valori più bassi, ecco perchè io prudentemente ho posto un valore di 2,5 per le PDC aria/acqua.
    Attenzione però che la qualità si paga e anche salata, comunque in Italia c'è una ditta che pur non dichiarando valori di COP così elevati ha una tecnologia che neppure loro hanno adottato.
    Il condensatore è posto direttamente nel serbatoio dell'acqua da riscaldare e non viene usato uno scambiatore a piastre:
    http://web.tiscali.it/risparmio_energetico/evo3.jpg
    il sito della ditta è questo:
    http://home.tele2.it/2Z
    2.- c'è il discorso poi delle temperature che tu hai rilevato.
    Si parla tanto di aumento della temperatura globale, si parla di 1/2 grado, di 0,666 periodico, di 0,8; un par di balle ci stiamo nascondendo dietro una canna.
    In tutto l'inverno la temperatura minima che ho misurato a Cagliari è stata di 4° C per una sola notte, tu mi confermi temperature alte nella tua zona.
    E' chiaro che a questo punto apparati come le pdc aria/acqua, ma anche le aria/aria presentano dei costi di esercizio all'utente finale più bassi di molti altri sistemi di generazione di calore.
    Il discorso da fare però a livello globale: è pur vero che io consumo un kWh, ma per avere quel kWh l'ENEL ne deve produrre 2,5-3.
    Quindi la sfida da vincere è quella della generazione di energia distribuita....., datemi ancora qualche mese!!!!
    saluti

  23. #23
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    CITAZIONE (sssuper @ 3/3/2007, 21:32)
    Quindi,se una centrale tradizionale produce tot MW, per produrre la stessa energia un impianto solare ne dovrà produrre circa un terzo (poi le perdite per il trasporto e i vari trasformatori rimangono). E quindi se in casa risparmio 1 Kwh, è come se ne ho risparmiati 3. Non ci avevo mai pensato....

    Scusate ma è davvero così? cioè ai fini dell'inquinamento se io produco 1 kwh da rinnovabili è come se ne immettessi 3 da fonti fossili, quindi ho evitato che 3 kwh inquinassero? :blink:

  24. #24
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    Forse 3 kWh è un pò troppo; 2,5 è un valore più ragionevole.

  25. #25
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    CITAZIONE (dotting @ 23/1/2007, 12:56)
    Ho trasformato l'immagine gif in una tabella di calcolo, perchè ho notato che c'era qualche errore e alcuni parametri non erano, a mio parere, corretti.
    In questo modo ciascuno può adeguarla secondo la propria esperienza.
    Il consumo annuo è riferito ad una produzione di 10000 kWh.

    http://web.tiscali.it/risparmio_energetico...a_confronto.xls
    Per chi non può visualizzare .xls
    http://web.tiscali.it/risparmio_energetico...a_confronto.gif

    Ho aggiunto anche la tabella per la regione Sardegna, dove non c'e il metano e viene distribuita l'aria propanata ed il gasolio ed il GPL godono di incentivi:

    http://web.tiscali.it/risparmio_energetico...onfrontoSar.xls

    Molto utile la tabella
    Il nostro condominio ha una caldaia a temperatura scorrevole
    Ho fatto due conti e ci vogliono più di 1300 mc di metano per 10000kWh contro i 1182 previsti.....secondo te come si spiega tanta differenza?
    Grazie



 

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