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  1. #1
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    E' da un pò che sto riflettendo sulla produzione decentralizzata dell'energia elettrica, che a mio parere è l'unica soluzione che può portare ad un futuro sostenibile. Infatti se ogni casa producesse qualche kw di potenza avremmo risolto tutti i problemi.

    Innanzitutto non ci sarebbe dispersioni dovuto alla distanza: il luogo di utilizzazione è uguale o vicinissimo a quello di produzione

    Non saremmo dipendenti da centrali, con conseguente rischio di blackout per incidenti o attentati

    E naturalmente saremmo padroni della nostra energia e liberi di farne ciò che ne vogliamo

    Insomma sembra l'uovo di Colombo, e a me piace molto paragonare questo sistema alla nascita di internet: tanti nodi decentralizzati ed ognuno che può fornire facilmetne il suo contributo.

    Ora però c'è da capire quale può essere il sistema piùa ffidabile ed economico per produrre energia in ogni casa. Tra tutte le alternative direi che una scrematura porta a 3, massimo 4 soluzioni

    1)fotovoltaico
    2)eolico
    3)minicentrale termica

    Del primo e del secondo sappiamo più o meno tutto e ci sono altre sezioni del forum in cui se ne parla. Rispetto al terzo possiamo definire le prime 2 come vere fonti d'energia rinnovabili, quindi l'ideale sarebbe affidarsi completamente ad esse. Ma sappiamo come un'analisi costi/benefici non depone certo a loro favore.

    Passiamo quindi alla n°3. Ci sono essenzialmente 2 modi per realizzarla:

    a)combustione esterna
    b)combustione interna

    Nella a) rientrano l'uso delle biomassse, dei pellets, degli scarti, di tutto ciò che è combustibile. E, a seconda della potenza termica disponibile, si può usare il ciclo Rankine, il Bryton o lo Stirling (che tra l'altro può essere usato anche nel solare termico)

    L'alternativa b) è quella che secondo me ha le migliori prospettive a breve termine. Dei motori a combustione interna sappiamo praticamente tutto, inoltre la maggior parte delle case ha a disposizione un combustibile molto adatto ai motori scoppio: il gas metano. Inoltre ogni casa ha necessità di potenza termica ed elettrica in quantità che, guarda caso, sono proprio in rapporto 3 a 1: proprio il rapporto dato da un normale motore a scoppio.
    Ecco in dettaglio un esempio di progetto:

    Motore a scoppio alimentato a metano allacciato alla rete. Cilindrata 80/100 cc Potenza d'uscita circa 5 cavalli = 3,6 kw

    Ipotizzando un rendimento a regime costante del 25 % abbiamo 1/4 di potenza trasformata in movimento, un altro 10% come energia cinetica dei gas di scarico, il resto in calore.

    Avremo quindi una potenza assorbita di 3,6*4 = 14,4 kw dei quali appunto 3,6 in potenza utile all'albero, i restanti 10,8 kw sotto forma di calore ceduto, parte attraverso i gas di scarico, parte attraverso il motore stesso.

    Alla fine quindi avremo:

    1)Ipotizziamo 3,6 kw di potenza meccanica all'albero. Con una turbina potremmo recuperare altra potenza meccanica dai gas di scarico, quantificabile in un 5-10 % della totale, quindi altri 0,5/0,9 kw per un totale di circa 4,5 kw. Con un alternatore di rendimento intorno al 90% ci danno 4 kw di potenza elettrica, adatti per un uso domestico.

    2)Sistema di recupero calore dal motore (serpentina o addirittura alloggiamento dell'intero motore,opportunamente isolato, in un boiler di acqua) e un altro per i gas di scarico (ad esempio immersione in tubi in controgradiente a condensazione). Potremmo ipoteticamente recuperare il restante 65% di energia proveniente dalla combustione del metano, ossia 7 kw termici, sufficienti per il riscaldamento domestico. Senza considerare che la condensazione ci porta ad un rendimento superiore al 100 %

    Ora una piccola analisi dei costi:

    Considerando il potere calorifico inferiore del metano pari a 34,33 MJ/mcubo per garantire il funzionamento del sistema avremo un flusso di circa 10,8 kJ/s*3600 s/h /34,33 MJ/mc = 1,11 mc/h per un costo di funzionamento di circa 0,7 €/h da cui dovremmo detrarre il risparmio sulla corrente elettrica pari a 4 kw*0,18 €/kwh = 0,72 €/h.

    In pratica costo zero!!!

    E' un calcolo abbastanza approssimato, ma anche ipotizzando di sbagliare di 10, 20 centesimi, il sistema è comunque molto vantaggioso. I costi di manutenzione sono quelli di un normale motore a scoppio, ma, ricordiamo, ottimizzato per funzionare in un ristretto range di giri, quindi in modo da usurarsi il meno possibile, e con consumi di lubrificante irrisori.

    Inoltre qualcuno potrebbe obiettare che il rapporto tra i fabbisogni di energia termica ed elettrica è molto variabile nell'arco della giornata, del mese o dell'anno. Bene, il sistema sarà costruito in modo da regolarsi solo in base al fabbisogno termico. Un pò come fa la nostra caldaia che si accende e si spegne in base alla richiesta di acqua calda.

    Non dimentichaimo infatti che rimaniamo comunque connessi alla rete elettrica. In questo modo quando produrremo meno corrente del necessario assorbiremo dalla rete. In caso opposto cederemo la nostra energia alla rete al prezzo di mercato. Se tutte le case adottassero questo sistema, cessioni e assorbimenti si compenserebbero fino ad avere una richiesta totale costante (e idealmente nulla) che verrebbe soddisfatta dalle normali centrali.

    Ho corso troppo?

  2. #2
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    ci ho pensato anche io, tempo fa, e non è affatto un'idea stupida; ma ci sono degli svantaggi non di poco conto:

    - in estate, non essendoci bisogno del riscaldamento, il sistema rimane praticamente inutilizzato. se lo si volesse usare solo per l'elettricità troppa energia andrebbe sprecata; quindi il motore resterebbe spento per mesi ed utilizzato in modo intenso per altri.

    - nei motori a combustione interna è difficile che la combustione sia completa, visto il poco tempo disponibile alla reazione; certo, il fatto che il motore si debba mantenere ad un regime costante aiuta e non di poco, se il progetto è fatto bene e la messa a punto è ottimale; ma c'è sempre dell'energia chimica non sfruttata che se ne va con i fumi, e che, tra l'altro, tiene legate le molecole di gas inquinanti, dannosi per l'aria e forse anche per eventuali sistemi di recupero a valle (caldaia a condensazione).

    - la potenza termica in uscita potrebbe essere troppo bassa (visto che mediamente una caldaia ha una potenza di 20-25 kW se la casa non è troppo grande), sarebbe necessario
    a) tenerlo acceso per archi di tempo molto lunghi, a scapito della durata;
    b) accoppiarlo ad una caldaia, dal rendimento probabilmente più elevato, che renderebbe inutile il motore a fini di riscaldamento.
    c) usare questa soluzione solo in case ad alto isolamento termico.

  3. #3
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    Gia' ci sono in funzione in Germania, ne hanno parlato anche su report, se cerchi trovi in rete la puntata.
    L'ha progettato e realizzato, se non sbaglio, un ingegnere italiano.

  4. #4
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    @ Giuseppe

    Ok cercherò, anche perchè le puntate di Report su internet le ho già viste quasi tutte :) Ma mi sapresti dire se il progeto tedesco riguarda la singola abitazione o il condominio o magari l'intero comune?

    @Furla

    Giuste obiezioni, ad alcune ho già risposto

    Per la prima e la terza: il motore va dimensionato tenendo conto solo dell'aspetto termico, come si farebbe con una normale caldaia. Ho ipotizzato una cilindrata di 100 cc ma se ne possono usare anche superiori. Se poi d'estate rimane utilizzato non è che sia una gran perdita, succede lo stesso con le caldaie. Magari d'estate, in una casa ecocompatibile, i pannelli solari compenserebbero l'energia elettrica in meno prodotta

    Per la seconda: questo è un aspetto molto importante. Ma tieni conto che ho scelto di usare come combustibile il metano proprio perchè l'unico residuo di combustione che può generare è il CO (monossido di carbonio) insieme magari a metano incombusto.
    Il sogno sarebbe usare gli avveniristici motori rotativi, che tra l'altro sono molto indicati per un uso a regime costante. Chissà

    Piuttosto sui calcoli da me effettuati siete d'accordo? Si può veramente parlare di un sistema a spesa nulla?

  5. #5
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    Secondo me la cogenerazione è già possibile in piccola scala:
    - gruppo elettrogeno 4 tempi raffreddato ad aria da 1 kW a benzina, convertito a bioetanolo;
    - pompa di calore aria/acqua per produzione di acqua per riscaldamento (pannelli radianti a pavimento) e ACS;
    - l'aria di raffreddamento e i gas di scarico alimentano la PDC che trasferisce TUTTO il calore all'acqua, il boiler è tarato a 30-35° in inverno, (piccoli scaldacqua istantanei portano l'ACS a 60-65°); in estate si bypassano gli scaldacqua e si tara il boiler per ACS a 55-60°;
    - alternativa Gruppo elettrogeno raffreddato ad aria da 2-3 kW a gasolio, convertito a olio vegetale puro.
    Entrambi i motori possono essere facilmente modificati in quanto lavorano a regime costante.
    Potenza bassa per poter utilizzare quasi interamente in locale l'energia prodotta visto che l'ENEL la paga una miseria, in pratica l'energia per la PDC e qualche altra utenza.
    Attenzione che con impianti radianti a pavimento e PDC aria geotermica/acqua da 500 Watts in zona C casa a schiera ben coibentata io ci riscaldo 100 mq.
    Questa soluzione lato aria sarebbe indipendente dalla zona climatica, cioè anche se all'esterno ci sono 0°, la PDC lavorerebbe a COP molto elevati.
    Un saluto

    Edited by dotting - 13/2/2007, 20:43

  6. #6
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    ricordiamoci che gl'impianti grossi ormai hanno impianti di controlli continuo degli scarichi, molti hanno impianti di abbattimento degli inquinanti (denox, desox), come e risolvibile la cosa in un impianto piccolo ?
    Forse è una soluzione un pò costosa ?

  7. #7
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    QUOTE (pinetree @ 13/2/2007, 16:06)
    ricordiamoci che gl'impianti grossi ormai hanno impianti di controlli continuo degli scarichi, molti hanno impianti di abbattimento degli inquinanti (denox, desox), come e risolvibile la cosa in un impianto piccolo ?
    Forse è una soluzione un pò costosa ?

    Stiamo parlando di bioetanolo e olio vegetale puro, desox?

    Considera una cosa, per un buco di legislazione sotto i 4 kW non è previsto niente, vedi la Tabella 1 del Libretto d'impianto voce Generatori ad acqua calda, valori minimi ammissibili per il rendimento di combustione: parte da 4 kW.
    saluti

  8. #8
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    Come già fatto in un altro topic, segnalo un'ottima azienda che produce cogeneratori: www.enerco.it In particolare date un'occhiata al depliant-

    Il modello più piccolo è da 8 kw elettrici e 18 termici, valori ottimi per una casa medio grande. Il rendimento globale raggiunge valori interessantissimi del 92%, anche se secondo me si potrebbe fare ancor meglio con una turbina che recupera l'energia di scarico.

    Certo che autocostruirselo, magari partendo dal motore di una vecchia Panda, sarebbe molto più sfizioso (ed economico)

  9. #9
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    QUOTE (janvaljan @ 14/2/2007, 02:48)
    Come già fatto in un altro topic, segnalo un'ottima azienda che produce cogeneratori: www.enerco.it In particolare date un'occhiata al depliant-

    Il modello più piccolo è da 8 kw elettrici e 18 termici, valori ottimi per una casa medio grande. Il rendimento globale raggiunge valori interessantissimi del 92%, anche se secondo me si potrebbe fare ancor meglio con una turbina che recupera l'energia di scarico.

    Certo che autocostruirselo, magari partendo dal motore di una vecchia Panda, sarebbe molto più sfizioso (ed economico)

    Lo sai quanto costa quell'oggettino?
    24000 euro ivato!!!
    comincia a costruire.
    saluti

    Edited by dotting - 14/2/2007, 07:41

  10. #10
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    CITAZIONE
    QUOTE (janvaljan @ 14/2/2007, 02:48)
    Come già fatto in un altro topic, segnalo un'ottima azienda che produce cogeneratori: www.enerco.it In particolare date un'occhiata al depliant-

    Il modello più piccolo è da 8 kw elettrici e 18 termici, valori ottimi per una casa medio grande. Il rendimento globale raggiunge valori interessantissimi del 92%, anche se secondo me si potrebbe fare ancor meglio con una turbina che recupera l'energia di scarico.

    Certo che autocostruirselo, magari partendo dal motore di una vecchia Panda, sarebbe molto più sfizioso (ed economico)

    Ulteriore problema è che l'olio da usare costa un occhio della testa ( qualità alimentare ... e di quello buono ).

    A presto.

  11. #11
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    Naturalmete il più interessante era quello a gas metano, da allacciare direttamente alla rete.

    Per rispondere a dotting: ok il prezzo è veramente alto e mi devi anche spiegare dove l'hai trovato, visto che io mi sono girato tutto il sito senza trovare traccia.

    24000 mi sembra esagerato visto che una piccola utilitaria oggi costa anche 8000 euro: possibile che un motore + un alternatore + un sistema di scambio termico debba costare così tanto??? Soprattutto considerando che i gruppi elettrogeni di pari potenza costano intorno ai 4000 euro??

    Fatto sta che con un pò di conti e considerando un prezzo dell'energia elettrica di 80,3 €/Mwh (ma può essere anche molto superiore) ho calcolato 25 euro di risparmio per ogni Mwh termico prodotto.

    Supponendo una casa di categoria D da 200 mq otteniamo un consumo annuale di 200*90= 18 Mwh termici che porterebbero ad un risparmio di 450 euro all'anno.

    Mi sa che appena possibile me ne progetto uno :)

  12. #12
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    Il prezzo nel sito non è riportato, ti pareva, l'aveva chiesto un amico tempo fa alla ditta.

    Alcuni calcoli buttati così, mi riallaccio al quesito iniziale: cogenerazione in proprio.

    Si prende questo boiler a termopompa, l'unico prodotto in Italia, che richiede 670 Watts:
    http://web.tiscali.it/risparmio_energetico..._termopompa.jpg

    Dove appare la scritta AIR IN posiziono un GE da 1kW a benzina convertito a bioetanolo (alcool etilico vegetale) raffreddato ad aria, tipo questo:
    http://web.tiscali.it/risparmio_energetico/GE1kW_benzina.jpg

    oppure un GE da 2 kW a gasolio, convertito a olio vegetale puro raffreddato ad aria, tipo questo:
    http://web.tiscali.it/risparmio_energetico/GE2kW_diesel.jpg

    Si può ipotizzare che a fronte di una potenza elettrica erogata di 1 o 2 kW, vengano forniti una potenza termica pari a 2 o 4 kW rispettivamente, in un rapporto 1 a 2.
    Se entrambi i GE dovessero alimentare il boiler a termopompa, dovrebbero produrre 670 Watts e 1340 Watts di energia termica.

    I due GE dovrebbero lavorare a regime di coppia massima, quindi con un consumo teorico di 350 gr./cvh., equivalenti circa a 317 gr/h per produrre 670 Watts, poniamo 333 l./h per semplicità di calcolo e andiamo a controllare i rendimenti teorici ed i costi.

    Partiamo dal presupposto di aver trasformato il GE a benzina a bioetanolo e quello diesel a olio vegetale puro.
    La combustione teorica di 333 gr. di olio mi darebbe 3,20 kWh(pci 9,64); quella di alccol idrato a 90° 2 kWh(pci circa 6), per il GE a bioetanolo sono al limite, per il GE a olio è OK.
    Passiamo ai costi 1/3 di litro di bioetanolo costa 33 centesimi, 1/3 di olio costa 25 centesimi.
    Allora se io mi limitassi a produrre energia elettrica produrre 1 kWh mi costerebbe 50 centesimi a bioetanolo e 37 a olio vegetale, tenuto conto che il kWh ENEL costa 20 centesimi, non sarebbe conveniente.

    Andiamo a vedere ora il comportamento della PDC, che viene alimentata con l'aria di raffreddamento e con i gas di scarico, ed a cui sicuramente arrivano almeno 1340 Watts.
    Qui per quanto riguarda il COP, a meno che di fare tutti i calcoli della miscela aria ambiente, aria stechiometrica di combustione, ecc.. dobbiamo fare delle ipotesi.
    Personalmente avendo effettuato delle prove con una pompa a termoboiler simile posso affermare di poter considerare un COP pari a 4,5, per cui la PDC mi produrrebbe circa 3 kWh.
    Il mio sistema in cogenerazione mi costa 33 centesimi e oltre a darmi tutta l'energia elettrica necessaria mi fornisce 3 kWh, in definitiva il kWh mi costa 11 centesimi.
    Se passo al GE a olio vegetale, il costo del kWh passa a 8 centesimi.
    Sembrerebbero interessanti.
    Conti da rivedere con più attenzione!!



  13. #13
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    dotting il sistema è molto semplice, ma non ti sembra un pò rischioso far entrare nella pompa di calore con i gas di scarico? E poi che fine farebbero? Inoltre così ti giochi anche il calore di condensazione

    Personalmente credo che la soluzione più comoda rimanga il metano. Facile approvvigionamento, basso costo, emissioni nulle (solo CO2), possibilità di allacciarsi alla rete (sai che comodità).

    Ti posto i conti che ho fatti basandomi sui dati di targa dell'Energen-08am

    potenza elettrica: 8 kw
    potenza termica: 18 kw
    potenza utile totale: 26 kw
    consumi: 3 mc/h
    potenza prodotta dal combustibile: 28 kw
    rendimento: 92%

    Quindi considerando il prezzo del metano pari a 0,4939 €/mc
    costo orario: 1,4817 €/h
    costo per ogni kwh di energia termica prodotto: 8,23 cent/kwh
    kwh elettrici prodotti per ogni kwh termico: 0,444 kwh
    risparmio di energia elettrica (considerandola a 20 cent al kwh, anche se io so 8): 8,888
    costo totale del sistema per ogni kwh termico prodotto: -0,65 cent/kwh

    Il costo è negativo, in pratica stiamo guadagnando!

    Considerando una normale caldaia di pari potenza termica e ipotizzando un rendimento del 100% (moderne caldaie a condensazione)

    potenza termica 18 kw
    rendimento 100%
    consumi: 1,9 mc/h
    costo orario: 0,9384 €/h
    costo per kwh termico prodotto: 5,21 cent/kwh

    risparmio per ogni kwh termico prodotto: 5,86 cent/kwh

    fabbisogno ipotetico annuale di una casa di 200 mq: 18Mwh/anno
    risparmio annuale: 1054,8 €/anno

    che è una bella cifretta, anche volendo ipotizzare costi d'esercizio (lubrificante, manutenzione) pari a 100 €/anno

    Tutto questo considerando un costo dell'energia elettrica pari a 20 cent/kwh, come suggerito da dotting. A me sinceramente risulta inferiore, pari a circa 8 cent/kwh, nel qual caso il sistema darebbe comunque un risparmio. ma sensibilmente minore.

    In ogni caso sembra un ottimo investimento!


  14. #14
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    La pdc aria/acqua non ha avuto alcun problema a digerire per un anno i gas di scarico.

    Concordo per il metano, unico problema in Sardegna non c'è, non posso far prove.

    Tiratina d'orecchi, si vede che non paghi le bollette ENEL: 454 euro diviso 2233 kWh fa 0,2033 appunto 20,33 centesimi, lascia perdere quello che leggi in giro.
    Un saluto

  15. #15
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    In effetti le bollette non le pago...se la vede mio padre :) Però avevo dato un'occhiata e c'erano diversi scaglioni: si partiva da 8 cent per arrivare a 20 e oltre. Quindi forse c'è da fare un conto più complesso.

    Una domanda: ma la cogenerazione a metano gode di incentivi?

  16. #16
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    CITAZIONE
    Una domanda: ma la cogenerazione a metano gode di incentivi?

    Non credo ( ma non so di preciso ).

    Una cosa posso garantirtela non è assimilabile in NESSUN caso a FER... e per tanto non può beneficiare dei regimi previsti per le FER stesse.


    A presto.

  17. #17
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    Grazie Solar ;)

    E un'ultima domanda: ma si può collegare direttamente il motore alla rete del metano o ci vuole un compressore?

  18. #18
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    Io l'avevo pensata così.

    Generatore a gasolio, convertito a biodiesel ottenuto con miscela metanolo-etanolo preso a pochi cent da una distilleria ( "testa" della grappa, prodotto di scarto) e olio di cucina microfiltrato, che si trova anche a costo zero.

    Il tubo del liquido refigerante del generatore, può andare, anzichè al radiatore, in una serpentina dentro ad un bel boiler... idem il tubo di scarico. Il motore comunque se ne sta vicino vicino al boiler, in un piccolo locale chiuso e coibentato, in modo da tenere tutta l'aqua più al caldo possibile.
    Dentro al boiler arrivano magari anche i pannelli solari termici.

    Cosa farci con tutta quest' acqua calda in inverno, è cosa ben nota. :D

    Tuttavia il paradosso si manifesta in estate, quando gia i pannelli solari basterebbero alla produzione di acqua calda sanitaria ed il calore del monoblocco a mantenerla. Utilizzare corrente elettrica in più per un condizionatore, mi creerebbe un' ulteriore surplus di calore, che anche se ottengo da combustibile ultra economico riciclato e proveniente da biomassa... mi scoccia comunque disperdere! :sick:

    In tale situazione bisogerebbe pertanto dirottare i gas di scarico ed il liquido di raffreddamento del generatore (così il radiatore presente di serie non va buttato) verso uno scambiatore di un ciclo acqua-ammoniaca... che produce fresco che mi condiziona la casa.

    E quando propio ci sono 20 gradi fuori... ci refigero o scaldo la cantina o il vespaio della casa, a seconda della stagione verso cui si sta andando per fare un po' di inerzia termica.

    Se i conti non dovessero tornare, ad esempio ottengo troppo poco caldo in inverno o troppo poco fresco in estate rispetto al fabbisogno elettrico, nonostante in cucina si usi forno elettrico e piastre ad induzione, (così il gas in casa non lo installiamo propio) posso sempre integrare il sistema casa con una picola pompa di calore tradizionale, ovviamente elettrica.
    Se si manifesta il contrario... ovvero poca corrente rispetto al calore nonostante lavatrice e lavastoviglie con doppio ingresso acqua, toccherà aggiungere qualche pannello FV... per contro potrò scambiare la corrente prodotta a seconda delle esigenze con la rete, anzichè con delle batterie in cantina per stabilizzare l'assorbimento di elettricità.

    Dovendo reperire i "carburanti" per fare il biodiesel, produrlo in garage e manutenzionando il tutto, gestire la casa diventa quasi un secondo lavoro. Che però viene retribuito dal fatto che non si spende più nulla per le bollette.

    Che ne dite?

    Edited by marcomato - 11/3/2007, 00:58

  19. #19
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    Troppo complicato e arzigogolato.
    Soluzione banale: pico-cogenerazione ad aria, rendimento teorico 100%.
    Tu prendi questo boiler a termopompa da 670 Watts:
    http://web.tiscali.it/risparmio_energetico...azione_aria.gif
    gli metti un GE diesel, convertito ad olio vegetale, raffreddato ad aria.
    Fai transitare aria di raffreddamento e gas di scarico all'ingresso della PDC, teoricamente recuperi tutto il calore prodotto dalla combustione, naturalmente alimenti elettricamente la PDC, così non ti devi stressare con richieste strane all'ENEL.
    L'aria di risulta ancora calda la puoi mandare in un vespaio aerato.

    Già provato con un piccolo GE a benzina, temperatura alla bocca della pdc 30-33°C, COP teorico della PDC che ho utilizzato per 30° pari a 5,23.
    Temperatura dell'aria allo scarico della PDC circa 20°C.

    In estate GE spento, pannello fotovoltaico da 1 kW che mi alimenta il boiler a termopompa, che va in funzione solo quando il pannello produce almeno 670W, il boiler mi produce l'acqua calda e l'aria raffreddata dalla PDC la mando al vespaio aerato e da lì in casa.
    Sistema in fase: più c'è caldo, maggiore è la produzione di energia elettrica dal pannello, maggiore è la richiesta di raffrescamento.
    Unica limitazione se la temperatura del boiler raggiunge i 52°, perchè non c'è prelievo di acqua calda, la PDC si ferma.

    Costi: non si superano i 3000 euro per boiler e GE, per il pannello 7000 euro.

    Edited by dotting - 11/3/2007, 08:42

  20. #20
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    Molto interessante.
    Sicuramente la tipologia di motore utilizzato nel generatore elettrico rende tutto molto più semplice.

    Non mi intendo di generatori elettrici, un po' di più di carburanti e per quanto riguarda l'etanolo idrato va corretto il rapporto stechiometrico della combustione ingrassando la carburazione, poichè sono necessarie più parti di carburante rispetto al comburente (l'aria) e questo fa aumentare il consumo di carburante. Quindi se i calcoli sono stati effettuati sulla base del consumo di benzina vanno rivisti. Altra attenzione va posta ai materiali del carburatore e della pompa carburante (se presente), perchè l'etanolo può essere aggressivo nei confronti di alcune leghe di magnesio. Bisognerebbe procedere inoltra all'estrazione del colorante, operazione piuttosto facile con dei semplici filtri a carbone, perchè altrimenti il colorante tende a legarsi con la lega metallica del carburatore; in un carburatore motociclistico può provocare intasamento dei getti del minimo prima e del massimo dopo, perchè alla lunga si forma una gelatina rossastra nella vaschetta del carburatore; forse in un carburatore da GE le cose sono più semplici. Inoltre l'avviamento a freddo può essere difficoltoso a causa di una minore vaporizzazione a freddo dell'etanolo rispetto alla benzina. Il 10% di acqua presente nell'alcool idrato 90 porta inoltre una temperatura inferiore nella camera di scoppio a causa della vaporizzazione dell'acqua, ma questo non è un problema e basta adottare una candela più calda se il GE stentasse ad entrare in temperatura.

    Nel caso del GE Diesel l'olio vegetale ha una densità superiore al gasolio. Per ottenere il gasolio dall'olio bisogna attrezzarsi per un processo di transesterificazione dell'olio, che ci porta a frazionare le molecole lunghe degli acidi grassi ottenendo come risultato della reazione glicerina (glicerolo) e quello che possiamo chiamare gasolio vegetale, ottimo anche per la nostra auto una volta ben filtrato. Il processo chimico è di per se semplice, ma realizzarlo in casa è scomodo, antieconomico e generalmente non facilità la coesione familiare. Personalmente cercherei di riscaldare il serbatoio dell'olio con lo scarico dei fumi, in modo da diminuirne la viscosità.

    A naso preferirei la soluzione diesel con olio vegetale, ma è possibile che, data la semplicità di funzionamento, il motore alimentato a etanolo anzichè a benzina non faccia una piega neanche dopo anni di utilizzo.

    Naturalmente gli utilizzatori del sistema devono essere a bassa temperatura, e questo mi taglia fuori dalla sperimentazione poichè con i miei caloriferi tradizionali non credo che la pompa di calore riesca a fare molto. Non avendo la possibilità di utilizzare il geniale sistema di ventilazione geotermica potrei usare la PdC per l'Acs, ma andare a mettere in moto il generatore quando ho bisogno di farmi un bidet non è molto comodo.. :P

  21. #21
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    Non devi focalizzare l'attenzione sul rendimento con un particolare carburante.
    Io ho citato un diesel a olio vegetale o un benzina ad etanolo, perchè così il sistema utilizzerebbe energie rinnovabili, però la particolarità di questa tipologia di cogenerazione è nel rendimento, che teoricamente è pari al 100%.
    In una cogenerazione classica si utilizza solitamente un motore a combustione interna, trascuriamo il fatto che sia a benzina a gasolio ad olio o altro, raffreddato ad acqua.
    Il motore primo accoppiato ad un alternatore produce energia elettrica e energia termica ricavata dall'acqua di raffreddamento del motore.
    Non viene utilizzato il calore disperso allo scarico ed il calore disperso dall'olio di lubrificazione.
    Inviando invece ad una pompa di calore aria/acqua l'aria di raffreddamento + i gas di scarico + l'aria che lambisce la coppa dell'olio recuperiamo queste due quantità di calore.
    Sto facendo i calcoli su quello che è stato il consumo in pratica del mio GE a benzina e l'energia termica prodotta, anche se ho dovuto interrompere la sperimentazione che avevo iniziato per il troppo caldo, ho fermato l'impianto di riscaldamento dal 4 marzo, appena ho finito metterò i dati.
    un saluto

  22. #22
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    CITAZIONE
    Non devi focalizzare l'attenzione sul rendimento con un particolare carburante.

    Non intendevo ridurre la discussione al tipo di carburante, solo che ci sono degli aspetti da considerare prima di mettere il carburante alternativo nel GE.

    Io alcuni problemi li ho avuti con l'etanolo, ma non si trattava di un motore a rotazione costante.
    Il tuo generatore l'ha digerito senza problemi?

    L'esperienza è interessante già per il fatto che funziona, se poi dovessero risultare invitanti anche i costi di gestione lo sarebbe molto di più!
    Aspetto con ansia il risultato dei conti.

  23. #23
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    Mi piace lo sviluppo della discussione.

    Scambiando idee, senza voler andare OT, ho considerato il biodiesel (che anche io consideravo una perdita di tempo produrre -_- ) rispetto al "crude oil" because:

    1) Ho trovato (tra le altre) una ditta turca che produce macchinari semiautomatici per la produzione casereccia di biodiesel, ad un costo accesibile dell' ingombro di un grosso frigo. Ne basta per il generatore, l'auto, il camioncino e la barca. :blink:

    2) Come sopra scritto, esso viene digerito più facilmente da vari motori diesel, per cui il risparmio va OLTRE la casa, non li rovina di più del gasolio e non sono necessarie modifiche ne manutenzione particolari. ;)

    3) Si può produrre come detto con materia da riciclare, anche grasso animale da macello. Se devo usare olio di semi alimentare fresco, il generatore a metano per praticità e costi vince 3 a 0 ! :unsure:

    4) La combustione del biodiesel produce un lieve aroma di popcorn (ferunt). Un motore che brucia olio crudo, magari soia, produce una nebbia oleosa che rende ammorbante l'atmosfera.
    Escludi tranquillamente di espellerlo non solo sotto la casa ma anche a 500 metri se sei sottovento... :sick:

    5) i ragazzi che si dilettano alla produzione anche senza macchinari controllati nell' apposita sezione del sito, stanno facendo grandi progressi. :woot:

  24. #24
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    CITAZIONE (marcomato @ 12/3/2007, 18:36)
    Ho trovato (tra le altre) una ditta turca che produce macchinari semiautomatici per la produzione casereccia di biodiesel, ad un costo accesibile dell' ingombro di un grosso frigo.

    Sarebbe interessante farsi un'idea del tempo di ritorno dell'investimento con una materia prima facilmente reperibile.

    Ovvio che se uno possiede una friggitoria altre a fare un affare fa un piacere all'umanità smaltendo così l'olio esausto.
    Pensate anche anche agli oli minerali esausti, il mio meccanico mi bacerebbe in fronte se gli smaltissi i fusti di olio...

  25. #25
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    Tornando a bomba sul "sistema casa".

    Dotting, non trovo più l'altra discusione in cui si parlava di casa tua... mi indirizzi se non è andato perso nei meandri del forum?

    Riguardo alla presunta complessità del mio schema volevo fare delle dovute precisazioni:

    Non intendo fabbricarmi una casa in cemento e mattoni, bensì in legno in kit. Ergo ci sono dei vincoli per quel che riguarda la struttura.
    E la mia idea va benone per una casetta indipendente abitata da un archimede pitagorico. Proseguiamo parallelamente a considerare chi abita in condominio e giocoforza usa il metano. O deve consegnare una quadrifamiliare NUOVA.

    l'idea base (ma propio base) prevederebbe un vecchio scaldabagno da 200 L per bollitore, pannelli home made fatti con serramenti di recupero e serpentine di frigo, un generatore da MAX 3kw d'occasione. Un po' di tubature ed una marmitta motociclistica inox ( di recupero) da mettere nel boiler assieme alle serpentine di rame.

    Il tutto, per amanti del fai da te, compreso il gabbiotto dove ospitare il "sitema" credo costi meno di una qualsiasi caldaia nuova.

    E beninteso senza sarcasmo, e dimenticando le barzellette sugli ingegneri :D passare il tubo caldo nell' acqua, non mi pare molto più "arzigogolato" che produrre elettricità per la pompa di calore che aspira il calore del generatore pompandolo nello scambiatore dentro l'acqua. ;)

    Il problema è appunto il caldo prodotto in estate. Se c'era modo di realizzare facilmente ed in economia un sistema acqua ammoniaca dimensionato adeguatamente, anzichè cannibalizzare numerosi frigoriferi da roulotte, eravamo a cavallo anche col clima.
    La resa caldo/ freddo è solo 1.6 a 1 ma sempre con calore di scarto del motore. Purtroppo i ragazzi del thread apposito...non ne sono ancora venuti a capo.


    Dottig sarà daccordo con me che l'ideale sarebbe produrre corrente al 100% e climatizzare con una bella PDC.
    Ed in estate senza recupero del fresco , se non brucio combustibile molto economico, c'è da farsi bene i conti.

    Purtroppo anche il miglior motore ciclo otto, attaccato ad un ottimo alternatore per un kw di corrente me ne fa almeno tre di caldo... anche in estate.

    Edited by marcomato - 12/3/2007, 19:36


 

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