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Faccio fatica a capire se sei d'accordo con me oppure no, Mi sembra quasi che non sei d'accordo su alcuni punti che Io non ho tirato in ballo, ho fatto considerazioni molto semplice che qui vorrei riassumere (con qualche aggiunta):
Ho dato una risposta articolata alle tue osservazioni articolate... minimo qualche articolo ce lo siamo perso...
!
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1. la maggiore parte della gente vive in condomini
2. la maggiore parte della gente non ha quindi un tetto da isolare e non ha 4 pareti verso l'esterno
3. Non c'è tetto sufficiente per fornire un impianto FV a oltre il 10% della popolazione.
Condivido tutti e tre i punti, sul terzo però ti do' come opzione la possibilità di avere degli fv condominiali, quindi asservimenti collettivi e non individuali. La norma si sta orientando in questo senso, peraltro...
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4. Italia ha un buco di spreco dovuto alla pessima isolamento termico ultimo posto in Europa.
5. l'isolamento termico e una soluzione meno costoso con risultati ecologici ed economici migliore
6. E' meglio tappare prima i buci che produrre energia per coprirla
7. Se le risorse economiche sono limitate, conviene incentivare maggiormente il tappare il buco piutosto che produrre di più.
D'accordo su tutta la linea... aggiungerei però in seconda battuta come hai accennato tu, che in seconda battuta il risparmio conseguito dai primi interventi potrebbe essere reinvestito per misure "superiori", come l'FV appunto.
Imporrei comunque SEMPRE l'obbligo di predisposizione a tetto in caso di ristrutturazione e nuova costruzione: questo minimizzerebbe i costi per le assistenze edili quando in futuro ci si volesse avvalere della possibilità di installare.
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Aggiungo dopo avere letto il tuo discorso:
8. E proprio sulle costruzioni esistenti che bisogna agire, se è vero che non costa cosi tanto isolamento termico (ho letto €27/mq per 10cm)
Concordo... e aggiungo che se anche non sempre si può arrivare ad una soluzione ottimale come il cappotto, si possono adottare soluzioni parziali...
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9. Non è più difficile fare un cappotto termico rispetto a riempire un tetto con un impianto FV, burocraticamente, guerre condominiali e altro.
Direi che dipende caso per caso, dalle condizioni dell'edificio e dalla sensibilità dei condomini.. difficile da dirsi su due piedi.
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10. Io non ho tirato in ballo altre soluzioni come il sistemi radianti, alle pompe geotermiche
Infatti non mi riferivo a te, ma a chi le ha proposte come panacea di tutti i mali del settore, come se potessimo girare per le strade delle nostre città a forellare qua e là per le sonde, o smantellare edifici esistenti con sistemi ad alta temperatura per sostituirli.
E se non puoi fare questo, questi edifici sono bollati come "irrecuperabili"... nel mezzo non è previsto altro...
Questo approccio non mi trova per nulla d'accordo.
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11. Molte soluzioni possono essere fatti privatamente senza convolgere l'intero condominio, es. doppi vetri, cassone tapparella, isolamento balcone.
Aaaaaappunto! Non facciamo finta che "o cappotto o niente"...
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12. L'investimento, oppure prestito necessario per l'isolamento e molto minore rispetto a quello necessario per il FV.
Uno non esclude l'altro, mai. Se uno può far tutto ok, altrimenti il buon senso consiglia prima l'intervento con un miglior rapporto costi benefici... ovvio!
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lo stato in questo momento finanzia:
1. Isolamento termica, vetri, tetto con il 55% deduzione in 3 anni
2. FV con tariffa all'KW maggiorata per 20 anni Lo scopo e la riduzione del inquinamento, quale e la soluzione miglire per noi poveri cristi ?
Quale e l'ordine realistico e la priorità ?
Io vedo una sola.
Io vedo una sola esigenza: un approccio pragmatico ed equilibrato che valuti l'applicabilità di tutte le opzioni, per poi proporre quelle che meglio sposano il caso applicativo specifico, inteso sia come edificio che come tipologia di utenza.
Le priorità quindi si definiscono caso per caso senza preconcetti.
A quel punto ci può stare tutto, dall'intervento "all inclusive", alla sommatoria di piccoli interventi mirati... dal termico, al fv, al geotermico, tutto...
Ma non si può minimizzare una soluzione piuttosto che un altra, tanto meno le misure per il contenimento dei fabbisogni, che vede la sua priorità in una questione molto semplice.
E' la prestazione d'involucro che determina il fabbisogno che andrà coperto con gli impianti, fer o no.
Perchè ad esempio il miglior modo per contenere il fabbisogno per il condizionamento, non è certo compensare i consumi elettrici...
... ma far sì che la casa non si scaldi, così non ci pensi proprio a farti il pinguino!
Migliore è l'involucro, minore sarà il contributo richiesto agli impianti in tutte le stagioni, minore la loro taglia e costo, maggiore la probabilità che il cliente riesca a supportarli finanziariamente, maggiore le probabilità che decida di realizzarli, maggiore la diffusione su larca scala...
In un certo senso, una buona politica di risparmio può essere addirittura il volano per la diffusione di microimpianti fer, liberando risorse che altrimenti andrebbero spese in combustibile tradizionale e possono essere risparmiati per il reinvestimento in sistemi attivi... mi capita di conoscere persone che dopo piccoli primi interventi di risparmio di cui sono soddisfatti, diventano più propensi ad investire di più per misure più decise...
Mettere in concorrenza risparmio e fer non mi sembra corretto, mentre metterle nel giusto ordine per chi non può fare tutto subito potrebbe essere, nel medio-lungo periodo, la migliore ricetta complessiva anche per le seconde o terze classificate.
Ciao!