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  1. #1
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    Predefinito Elettroforesi del carbonio

    Ciao a tutti, avrei bisogno una mano: dovrei sviluppare un fluido contenente carbonio e qualcosa che lo tenga in sospensione per poi separarlo tramite elettroforesi, ho letto che questo è possibile farlo in una soluzione acquosa di triton x-100 diluito al 3-4%, siccome il triton oltre che costare parecchio è difficilissimo da reperire, volevo capire se potrebbe essere sostituito con un altro tensioattivo, sapete aiutarmi?

  2. #2
    Pietra Miliare
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    Prova con questo:

    Cetomacrogol - Wikipedia

  3. #3
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    Grazie Franco, proverò e poi ti facci sapere!

  4. #4
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    Là, dalle parti di Sirio
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  5. #5
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    Ciao Elektron! si ho visto che la zetalab ce l'ha, ma hanno prezzi che sono 10 volte quello realmente si dovrebbe pagare.... Adesso l'ho trovato puro in polvere da un rivenditore di materiale da restauro, anche qui non scherza, 69 euro 250 grammi! altrimenti la carloerba ha 10 litri a 289 euro a voi non ne serve un pò vero? )))

  6. #6
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    Niente, anche il cetomacrogol pare sia oro, non lo trovo, possibile che non c'è qualcosa di simile? tenere in sospensione del carbonio e farlo depositare sull'adono mediante elettroforesi, dai chimici datemi una mano!!!! ho già provato con veri tensioattivi ma niente, l'unica è la carbossimetilcellulosa, ma mi si deposita soltanto sul rame, io ho necessità di farlo depositare su acciaio inox...

  7. #7
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    Niente, anche il cetomacrogol pare sia oro, non lo trovo, possibile che non c'è qualcosa di simile? ......
    Per aiutarti mi servono alcuni dati:
    a) Tipo di bagno usato
    b) Granulometria del C
    c) Scopo finale del lavoro (questo per indicare prodotti compatibili)

  8. #8
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    Ciao, il carbonio va depositato su una maglia di nichel oppure di argento, dovrei riuscire a far depositare uno strato di almeno 0,3mm.

    La soluzione nella quale sospendere il carbonio per mè è indifferente, basta che quando do corrente mi si deposita.

    In realtà il carbonio andrebbe miscelato con del teflon in polvere, creando quindi un deposito di entrambi i materiali(ma anche nel caso si depositasse soltanto carbonio andrebbe già bene), la granulometria media di entrambi è intorno ai 30-40 micron.

  9. #9
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    Ciao, il carbonio va depositato su una maglia di nichel oppure di argento, dovrei riuscire a far depositare uno strato di almeno 0,3mm.

    La soluzione nella quale sospendere il carbonio per mè è indifferente, basta che quando do corrente mi si deposita.

    In realtà il carbonio andrebbe miscelato con del teflon in polvere, creando quindi un deposito di entrambi i materiali(ma anche nel caso si depositasse soltanto carbonio andrebbe già bene), la granulometria media di entrambi è intorno ai 30-40 micron.
    Beh innanzitutto se vuoi fare una deposizione galvanica hai preso due substrati che vanno guardati con attenzione:
    L'argento è catalizzatore di ossidazione quindi potrebbe dare problemi al carbonio e il nichel invece favorisce le idrogenazioni quindi potrebbe formare delle piccole aree di idrocarburazione.
    Bando a questo presumo che il carbonio possa essere fatto depositare da soluzioni organiche con carica elettrica le quali richiedono delle tensioni più alte per via della loro minore conducibilità.

    Su due piedi per un lavoro ben fatto ti suggerisco il seguente book con link di scarico:
    Organic ELECTROCHEMISTRY 4th Ed - Henning Lund.djvu - 4shared.com - partage et stockage de fichiers en ligne - télécharger
    Quello che ti interessa è da pag 240 in poi; prima c'è un sacco di teoria.


    Io ero riuscito a codepositare del ferro con carbonio ma il deposito non era ben compatto e meccanicamente resistente; nel senso che veniva via con un pezzo di carta.

    Per la parte pratica una volta che hai individuato quello che ti aggrada ti aiuto volentieri essendo galvanico con esperienza diretta e specifica.

    ciao Lukapat

  10. #10
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    Ciao, grazie della risposta, però non si tratta di fare galvanica, l'elettroforesi è un discorso diverso, la deposizione non avviene per ossidoriduzione ma per elettrostaticità, le particelle immerse nella soluzione vengono attirate dal polo positivo e si depositano. Vedi anche "verniciatura elettroforetica". A secondo della tensione che applichi aumenti soltanto la velocità di deposizione, quindi bisogna innanzitutto lavorare con sostanze che non creano ossigeno e idrogeno quando dai tensione.

    Serve un tensioattivo in grado di tenere in sospensione il carbonio, e che non ne ostacoli l'attrazione da parte del polo positivo, poi non ha importanza se il deposito resta compatto o meno, perchè comunque una volta fatto va sinterizzato.

  11. #11
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    ....Serve un tensioattivo in grado di tenere in sospensione il carbonio, e che non ne ostacoli l'attrazione da parte del polo positivo, poi non ha importanza se il deposito resta compatto o meno, perchè comunque una volta fatto va sinterizzato.
    Ora mi è chiaro, scusa il fraintendimento.
    Nel tuo caso serve un tensioattivo NON IONICO; qualcosa di economico ed efficace (io lo usavo per i poliuretani all'acqua) è il nonilfenolo etossilato ma ne esistono diversi basati su gruppi non polari.
    Credo già il nonilfenolo possa bastare per il tuo scopo; ne esistono diversi e a diverso grado di etossilazione; nel tuo caso partirei con quelli a bassa etossilazione.
    Qui una lista per il tuo scopo dove puoi pescare qualcosa di ancora più adatto
    Category:Non-ionic surfactants - Wikipedia, the free encyclopedia

    ciao e fammi sapere i risultati, ... per mia curiosità

  12. #12
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    ecco, nella lista c'è il cetomacrogol 1000, l'ho trovato, ma anche questo non funziona(prove in soluzione dal 2 al 10% con acqua distillata), il carbonio resta in sospensione (ma solo se lo uso in forma di nerofumo, altre forme vanno a fondo), ma però quando do tensione(ho provato da 0 a 300 volt) non si muove, si forma soltanto un velo microscopico di deposito, ma niente più(con il cetomacrogol non c'è verso di miscelare il teflon)... In un brevetto che avevo letto(ma che non ricordo più dove si trova) preparavano questi elettrodi utilizzando il TRITON 100, ed in effetti il cetomacrogol viene utilizzato in sostituzione di questo(VEDI WIKIPEDIA), ma però la struttura molecolare è diversissima. Tu hai modo di fare una prova?

  13. #13
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    Non faccio più uso di tensioattivi nel mio settore, con esclusione di qualche disperdente nell'alcalino. Per i brevetti li trovi in patent storm o google patents con chiavi di ricerca mirate.
    Tieni presente che i tensioattivi vengono usati in piccole dosi come disperdente, in particolare se ionici, altrimenti in grandi dosi tendono a riagglomerare la soluzione

    come i detersivi in piccole dosi puliscono in dosi esagerate risporcano

    Il teflon è complicato in quanto non ha affinità ne con organici ne con inorganici; va pensato l'HLB per la soluzione per fare in modo da sparare il teflon sul substrato anzichè in soluzione

    Per una definizione di HLB e comprendere il fenomeno per usarlo a proprio vantaggio ti suggerisco

    http://www.galenotech.org/tensioattivi.htm
    ciao

  14. #14
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    Si ho provato anche con concentrazioni minime, ma non c'è niente da fare, perlomeno, con il tween 20 e cetomacrogol non riesco a depositare. Ho notato che aumentando la percentuale è peggio... Ma ad esempio, usandoli in percentuali minime, parlo proprio di 0,1% e anche meno riesci ad emulsionare comunque, ma quel carbonio non si deposita quando dai tensione, con nessun voltaggio, si forma soltanto quel velo di deposito e il resto rimane li in soluzione, ti parlo anche di tempi superiori a 2 ore... In quel brevetto creavano uno strato di oltre 1mm nel giro di 1 minuto, lo spessore variava a secondo della tensione che applicavano. C' da dire che nel brevetto parlano esclusivamente di nero fumo, io sto usando carbone attivo in polvere, non vorrei che le dimensioni dei grani siano troppo grandi, perchè se l'aggregazione deve essere a livello molecolare, quel velo che mi si forma potrebbero essere quei grani di dimensioni minime, mentre la parte più grossa rimane in sospensione, ma probabilmente se lascierei li per una giornata me la troverei sul fondo del contenitore.

  15. #15
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    Quote Originariamente inviata da tecnonick Visualizza il messaggio
    .. C' da dire che nel brevetto parlano esclusivamente di nero fumo, io sto usando carbone attivo in polvere, non vorrei che le dimensioni dei grani siano troppo grandi, perchè se l'aggregazione deve essere a livello molecolare, quel velo che mi si forma potrebbero essere quei grani di dimensioni minime, mentre la parte più grossa rimane in sospensione, ma probabilmente se lascierei li per una giornata me la troverei sul fondo del contenitore.

    Credo che il mistero sia questo; il carbone attivo oltre ad avere dei grani di dimensioni superiori assorbe i tensioattivi e gli ioni in misura notevole e quindi da risultati diversi da quanto atteso in quanto gli aggregati hanno un HLB e una carica diversa dal nerofumo.
    Prova al limite grafite in polvere che puoi trovare di tutte le granulometrie e costa anche poco. A mio modesto parere potrebbe darti risultati migliori
    ciao


 

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