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  1. #1
    Newman84
    Ospite

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    Buon giorno a tutti,
    mi sono appena iscritto,
    sono uno studente del terzo anno di Ing. Elettrica e mi sono imbattutto in uno stage nel quale devo trattare lo studio tecnico-economico per la realizzazione di un impianto fotovoltaico per uno stabilimento industriale di medie dimensioni.

    Ho svolto svariate ricerche per informarmi sul conto energia, ma ho alcuni dubbi, spero possiate fornirmi gentilmente qualche aiuto. :cry:

    1) L'integrazione architettonica è un concetto utilizzabile anche all'interno dello stabilimento industriale o si applica solo in ambienti più sensibili a tale problematica?
    (Questo perchè all'interno di uno stabilimento, dove corrono tubazioni per le strade da tutte le parti e gli edifici sono puramente in un contesto industriale, mi chiedo quanto sia utile definire un concetto di "integrazione architettonica" :blink: )

    2) Essendo che l'impianto, nel mio caso, è sicuramente più conveniente collegarlo alla rete elettrica in regime di scambio sul posto, mi chiedo a chi debba essere intestato il contratto. :wacko:
    (Questo perchè si tratta di uno stabilimento in cui non esiste un titolare, anche se è comunque presente una gerarchia interna)

    Inolte stavo cercando di quantificare numericamente il costo di installazione di un impianto fotovoltaico in funzione della potenza prodotta, per poter così decidere la taglia più conveniente, in termini di (costo installazione) / (potenza installata), per la scelta dell'edificio su cui proseguire con il progetto.
    Potreste cortesemente darmi qualche dritta anche a riguardo ? :unsure:

    Grazie mille :)
    by Newman

  2. #2
    Novizio/a
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    14

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    Ciao Newman84,

    non è che io abbia così tanta esperienza, però provo a risponderti. Nel caso qualcuno con più esperienza potrà correggermi:

    1)Nella norma non c'è riferimento a tali sottigliezze. Nel senso che, salvo diretta precisazione valgono le stesse regole sia per il tetto di casa che quello di uno stabilimento industriale.

    2)Nel caso di scambio sul posto, se non mi sbaglio, è quello a cui è intestata la bolletta che beneficia del conto energia. Bada che però lo scambio sul posto, per il momento, è possibile solo per impianti di potenza minore o uguale a 20Kw. L'anno prossimo dovrebbe diventare possibile per potenze fino a 200Kw.
    Per valutare la convenienza però entra in gioco anche il consumo annuo. Hai parlato di stabilimento industriale di medie dimensioni, immagino che i consumi annui siano nel range 100k-500k KWh annui, per i quali dimensionerei l'impianto intorno ai 50-250 Kwp, così a spanne, ma comunque entrambi fuori dall'attuale scambio sul posto. Senza considerare che come superficie, siamo intorno ai 500-1000 m2 a salire, secondo l'orientazione e gli ostacoli.

    3)I prezzi vanno dai 5000E/Kw (qualcuno anche di meno, tipo 4.4kE/Kw) ai 7000E/Kw, ovviamente variando da impianti enormi (>500Kw) a casalinghi (<= 5Kw). Questo sempre come ordine di grandezza.

    Infine, cosa che influenza il prezzo, ma anche la resa, e quindi globalmente la bontà dell'investimento, è la tecnologia utilizzata.

    Consigli non posso darne perchè non ho esperienza materiale.

  3. #3
    Newman84
    Ospite

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    Ti ringrazio, cmq per quanto mi riguarda, l'impianto che mi interessa è <20 kW ... ero già a conoscenza della cosa.

    Non devo alimentare l'intero stabilimento, ma solo un edificio che andremo a scegliere.

    Inoltre...il problema è che non esiste una persona fisica intestataria della bolletta, così mi è stato spiegato dall'ingegnere responsabile dei servizi, per questo mi ponevo la domanda, avendo letto il decreto del 19 febbraio 2007.
    Credo che l'industria possa rientrare nella definizione di persona giuridica. (Chiedo conferma)

  4. #4
    Pietra Miliare
    Registrato dal
    Sep 2007
    Messaggi
    1,203

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    Si l'industria (o meglio la società) la consideri persona giuridica.
    La domanda viene redatta a firmata dal legale reppresentante della spa


 

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