CITAZIONE (pinetree @ 15/3/2007, 00:44)
Guarda che non è sottodimensionato, e sempliciamente che ENEL per guadagnare preferisce ad acquistare energia dalla Francia a 3 volte meno dell'costo di produzione in proprio, tenendo fermo ed a suo carico diversi centrali elettriche.
Poi Il FV non riuscirebbe a fornire un aiuto quando serve, I sovvracarichi succedono anche di sera, ed il FV non è in grado di gestire i spunti, non possono variare il carico.
bravo pinetree.
Anche questo è un grosso problema.
I transitori di potenza sono ancora più difficilmente gestibili immettendo in rete.
Questo perchè se ipoteticamente potessimo costruire la matrice di rete delle reti in BT (i cui elementi sarebbero le impedenze delle linee) nella relativa matrice delle reattanze andrebbe a finire l'elemento y che va moltiplicato per il generico elemento della matrice Apq*Aqp.
Ora questo y non può cambiare perchè è dato dalle caratteristiche costruttive delle linee.
In teoria nemmeno Apq*Aqp dovrebbe cambiare perchè questo (in base alle regole che si seguono nei calcoli di rete) varia in base alla disposizione delle linee giungenti al nodo e al verso delle correnti nelle linee congiungenti il nodo in esame con gli altri.
Nelle reti ad albero la cosa è semplice perchè ogni linea congiunge il nodo generico con uno solo (ne segue che la sommatoria di Apq*Aqp = numero utenti in BT, ma questa è più che altro una curiosità).
Ma tutto questo valeva finchè sono fissate la disposizione delle linee e i versi delle correnti.
Ora che i versi non sono più univocamente fissati (perchè si possono invertire immettendo in rete) come puoi prevedere la dissipazione di potenza durante gli sbilanciamenti dei carichi (appunto di sera)?
Per compensare queste variazioni ci vorrebbe un accumulo diffuso.