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Discussione: Decrescita, involuzione "sostenibile"?

  1. #26
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    Predefinito Che fine fa l'occupazione

    Quote Originariamente inviata da BrightingEyes Visualizza il messaggio
    ha portato gli USA a rinunciare a sfruttare una piccola parte di risorse fossili sostituendole con biocarburanti. Il risultato è una penuria di cereali alimentari ai paesi poveri. E ora tutti gridano "stop ai biocarburanti"!. Sono conscio che la posizione di un decrescitore sarebbe: "ma chi dice di sostituire la benzina col bio! Rinunciate direttamente all'auto!".

    ----------------------
    Un altro punto di possibile disaccordo con chi chiede "decrescita economica", è la previsione di minor occupazione se sono raggiunti gli obbiettivi indicati dall'Europa per l'Italia nel 2020 e successivi.
    I fautori della decrescita economica prevedono una riduzione dell'impiego di risorsa umana.
    Sembra che pensino che non possa crescere abbastanza rapidamente l'innovazione tecnologica, o che non la mettano in conto affatto.
    E' sostanzialmente pacifico che, a valore invariato dei servizi finali resi alla popolazione, le tecnologie basate sulle energie fossili comportano una progressiva riduzione dell'uso di risorse umane, che già cala riducendo la produzione di cose da consumare.
    Invece le tecnologie che sostituiscono le fonti energetiche fossili (acquistate all'estero) con fonti rinnovabili interne e con maggior efficienza di trasformazione, comportano sempre un maggior bisogno di risorse umane (disponibili all'interno), il cui costo sostituisce quello delle fonti fossili. Quindi aumenta l'occupazione.
    A maggior ragione ciò avviene nella fase di lancio commerciale delle nuove tecnologie.
    Ultima modifica di nll; 17-08-2009 a 11:51 Motivo: Riparato tag "quote"

  2. #27
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    Predefinito L'adattamento

    Quote Originariamente inviata da scu Visualizza il messaggio
    [MODERAZIONE: Non è ammessa la citazione di un intero messaggio. nll]
    -------------
    Veramente ciò avviene anche perché i decisori economici, specialmente nella grande industria, hanno la cattiva abitudine, quando cala la richiesta del prodotto tipico, di ridurre in proporzione il personale attivo.
    In verità ho potuto constatare che spesso, avendo già gli impianti e mantenedo il personale, è possibile e conviene di più, ridurre i consumi energetici in proporzione maggiore.
    E' risultato così possibile superare molte crisi produttive ed essere prontissimi alle inevitabili riprese.
    Ma naturalmente adattare l'uso delle attrezzature alle richieste del mercato richiede più impiego di risorse umane (di adeguato livello)che mandare la gente a casa!!
    Ultima modifica di nll; 17-08-2009 a 17:00 Motivo: Eliminata la citazione di un intero messaggio

  3. #28
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    Predefinito Trasporti come?

    Quote Originariamente inviata da Domenico Di Memmo Visualizza il messaggio
    Il consumo nei trasporti può essere ridotto scegliendo di acquistare prodotti, soprattutto agricoli, realizzati nella tua zona, che quindi non dovranno viaggiare per mezzo mondo consumando energia inutile. In questo modo aiuterai anche l’economia dell’area in cui vivi. Il consumo nei trasporti può essere ridotto diffondendo le biciclette (elettriche e non), utilizzando i mezzi pubblici e combattendo affinché questi siano più efficienti. Può essere combattuto premendo affinché vengano adottate le tecnologie dell’idrogeno ed utilizzati i biocarburanti. In questa maniera si ridurrebbe considerevolmente quel 33%.
    --------------------
    Un esempio di consumi personali sconsiderati è facilmente individuabile nel settore della logistica ed in particolare nei trasporti e comunicazioni.
    Tali servizi al consumo finale sono offerti in parte da soggetti economici ed in parte autogestiti utilizzando energia e "macchine", o "apparecchi" industriali.
    Con riferimento in particolare al trasferimento fisico di cose e persone, il cambio da modalità privata a collettiva del trasferimento di merci e persone è giustamente considerato una possibile via per ridurre la richiesta d’energia potenziale meccanica pro capite.
    Occorre però valutare quanta energia meccanica sia oggi effettivamente sprecata a trasferire persone o cose unicamente sotto stimoli pubblicitari a consumare.
    Del resto, nella comunicazione (= trasferimento di informazioni), l’epoca dei mezzi fisici (posta cartacea e libroni) è in declino, salvo l’invadenza dei canali cartacei ancora disponibili = buchette della posta, da parte di pubblicità e di altre comunicazioni non richieste dal destinatario.
    Si sono visti crescere a sempre minor prezzo (€/TBglobo) i canali di comunicazione immediata (telefono e videotelefono) o ad immediata disponibilità (internet e posta elettronica), su autorizzazione del ricevente.
    Ebbene, la martellante pubblicità a consumare, ha portato un enorme ampliamento delle comunicazioni scritte e verbali inutili, inclusa certamente la trasmissione immediata di foto e filmati inutili o pericolosi, “tanto costano poco”.
    Però la capacità personale di produrre informazione originale e di rielaborare quella ricevuta per decidere consapevolmente azioni utili a sé, o agli altri, non pare aumentata negli ultimi 50 anni.
    Così anche la comunicazione via elettronica è letteralmente intasata da comunicazione non intesa ad informare, bensì a convincere in modo sempre più tendenzioso: è “informazione pubblicitaria” o peggio.
    Ultima modifica di nll; 17-08-2009 a 15:47 Motivo: Riparato il tag "quote"

  4. #29
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    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da lèon Visualizza il messaggio
    la differenza con lo sviluppo sostenibile sta proprio qui. lo sviluppo sostenibile non porta in sè nessun valore umano, etico o solidale, e la pretesa di "lasciare alla future generazioni la possibilità di un adeguato tenore di vita" è una bufala. stiamo portando via tutto...senza scrupoli.
    la questione è: se ti rendi conto che alcune spese sono inutili, facciamo ti restano in tasca a fine anno (5000-10.000 €), ad es grazie al nuovo decreto Berlusconi, potresti non fare straordinari per pagare il mutuo della casa e vivere un po' meglio, o giustamente investire quei soldi in attività ludo-ricreative e non nel nuovo tv al plasma su cui vedere il calcio, ma è un discorso di cambio di mentalità.
    Mi sembra che il rischio di mettere in piedi un'ideologia liberticida sia abbastanza concreto appena si esce dalle lecite scelte strettamente personali.
    Non sono assolutamente d'accordo con la retorica dei “ceti produttivi” (falsamente individuati nei titolari di partita IVA), tanto cara ai nostrani padroni della pubblicità, ma proprio tale figura può essere posta di fronte alla realtà di fatto della pubblicità.
    Certamente i soggetti personalmente più produttivi di beni e servizi per sé e per gli altri da sempre sono poco disponibili alle comunicazioni non ricercate da loro stessi.
    Ma i padroni della pubblicità sono riusciti a convincerli che la pubblicità (non la miglior qualità, o il minor prezzo) farà vendere i loro prodotti o servizi più di quelli dei diretti concorrenti.
    Certamente è difficile vendere prodotti e servizi forse inutili senza una pubblicità martellante e volutamente mirata a soggetti deboli od a punti deboli personali largamente diffusi nella popolazione.
    Non a caso, soggetti sostanzialmente improduttivi, o perfino perenni parassiti (senza cause di forza maggiore) del lavoro altrui, che una volta erano emarginati da ogni forma di comunicazione, sono ora spesso in ascolto e/o visione perenne di comunicazioni dettate da altrui interessi.
    Ritengo che, come in genere avviene, spostamenti delle ali estreme della distribuzione statistica dei comportamenti siano seri indizi di spostamento della media.
    Anche la proposta di dematerializzare l'attività umana (anche economica) non è quindi sufficiente da sola a far spostare l'attività umana verso consumi ragionevoli, o meglio, verso attività vitali.

  5. #30
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    Predefinito Abbasso la pubblicità

    Questa discussione sulla psicologia di massa della comunicazione potrebbe aiutare a prevedere ragionevolmente le future richieste di comunicazione elettronica e cartacea.
    Bisognerebbe tener ben presente che sono tutte richieste provenienti da mercati d’acquisto che risultano sempre più drogati dalla pubblicità, che poi li usa come veicoli di sé, come un virus.
    Nell'ottica della teoria della decrescita è ovviamente giustificato vedere la pubblicità come male in sé.
    Comunque per una società che autonomamente già può raccogliere sempre più facilmente un'informazione documentata su beni e servizi che valuta utili, la pubblicità è semplicemente uno "spreco di risorse umane", ma anche d'energia, con relativo aumento medio dei prezzi del venduto.
    Ma si possono svolgere analoghe e più puntuali considerazioni sul "bisogno di trasferimento fisico di persone e cose".
    Quante volte si è indicata l'opportunità di ridurre gli spostamenti fisici delle persone a quelli strettamente non sostituibili da rapporto mediato dalle moderne telecomunicazioni?
    Quante volte si è potuta dimostrare la convenienza generale e personale a preferire le merci provenienti dai luoghi più vicini?
    Ma inutilmente, visto il continuo aumento del traffico privato e di merci sulle nostre strade, ritenute mai abbastanza capaci di smaltirlo. (non è per caso un rifiuto tossico?)

  6. #31
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    I discorsi che fai sono interessanti, ma dovresti introdurli gradualmente, dando agli altri utenti la possibilità di metabolizzarli e di condividere la loro opinione. E' buona norma, in un dialogo (vocabolo di origine greca, che indica il parlare tra almeno due persone), lasciare spazio alle repliche, solo così si può essere certi che il proprio pensiero è stato capito e ha potuto arricchire le conoscenze di qualcun altro.

    Se vogliamo è un modo per risparmiare anche questo: far crescere una coscenza comune, amica dell'ambiente.

    Per il resto credo tu abbia scritto cose condivisibili, ma mi riservo di commentarle in un altro messaggio.

    [13/07/2009 13:40] «eroyka» Per chi continua a chiedermelo: io e Energeticambiente siamo assolutamente CONTRO il nucleare a fissione, tecnologia obsoleta, pericolosa e costosa. L'unico nucleare che sosteniamo è la fusione e in particolare quella fredda che è PULITA e NON RADIOATTIVA!

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  7. #32
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    Vi dò uno spunto di riflessione, poi traetene le conseguenze che preferite

    Con il progressivo pensionamento della generazione del Baby Boom ed il fatto che, la generazione seguente, per la prima volta nella storia è meno numerosa di quella che l'ha generata, andiamo incontro ad una forzosa contrazione dell'economia, a livello di tutti i paesi sviluppati (anche perchè, l'attuale generazione, dei nati tra il 1980 e in 1995, non raggiungerà il suo picco di produttività e consumi che tra 15 - 20 anni)

    In sintesi, abbiamo di fronte un periodo tendenzialmente deflattivo, con tutto quello che ne consegue

    In pratica, molti, avranno modo di provare "in corpore vili" la "decrescita"
    Mi auguro che siano preparati

    Il giappone ha solo fatto da apripista

    Odisseo
    (E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione. (cit. Arancia meccanica) - Ma se quella non arriva, il cervelluto stà inguaiato assai (Odisseo - Gigantosaurus Carinii Patagoniae)

  8. #33
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    Quote Originariamente inviata da odisseo Visualizza il messaggio
    Con il progressivo pensionamento della generazione del Baby Boom ed il fatto che, la generazione seguente, per la prima volta nella storia è meno numerosa di quella che l'ha generata, andiamo incontro ad una forzosa contrazione dell'economia..


    Come chiarirò successivamente per la gestione d'interesse generale delle risorse in genere, il punto critico circa la contrazione dell'economia per riduzione della forza lavoro è che i "decisori politici", nel tentare di governare la "risorsa umana" hanno creato i soliti Uffici Complicazioni Affari Semplici (liberticidi).
    Vedi la sempre minacciata "riforma delle pensioni" e la più rigida età di pensionamento che si vuol imporre.
    In verità i "decisori politici" non sanno se un lavoratore ha o no le energie, la volontà, o la necessità di continuare a lavorare con efficacia, né a quale età è meglio per lui e per tutti, che vada in pensione, o che passi ad esempio ad un lavoro part-time.
    In verità se, per la storia contributiva di un lavoratore, si è definito per lui un "normale" assegno di pensione ad una "normale età di pensionamento", ciò significa che l'assegno di pensione è di fatto un vitalizio che, in base all'età normale di pensionamento ed alla "vita residua statisticamente attesa", corrisponde alla capitalizzazione dei contributi versati, effettivi e virtuali, compresi gli interessi legali.
    Si propone che, se il lavoratore continua, o meno, a lavorare, ma senza versare altri contributi, la sua capitalizzazione cresca per gli interessi composti maturati fino all'effettivo inizio del godimento della pensione.
    L'assegno sia calcolato a quel momento come vitalizio basato sulla nuova capitalizzazione ed all'età anagrafica di reale inizio del pensionamento.
    In tal modo, senza incidere minimamente sui bilanci dell'istituto di previdenza, il lavoratore che se la senta, può equamente rinviare al momento che preferisce il godimento dell'assegno di pensione.

  9. #34
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    Utilizzando comunque il metodo "godimento vitalizio della capitalizzazione dei contributi", sempre senza incidere sui bilanci dell'istituto di previdenza, il lavoratore potrebbe continuare a lavorare anche part-time e versare contributi, ma anche andare in pensione prima della "età normale di pensionamento", senza costrizioni e senza inseguire assurde finestre temporali.
    Con lo stesso medodo di calcolo nulla perde l'istituto di previdenza se il lavoratore gode del "vitalizio maturato" e continua a lavorare nella misura che ritiene utile, con un soggetto economico, od in proprio, continuando, o meno, a versare contributi pensionistici.
    Un sistema del genere, lasciando davvero liberi i lavoratori (unici titolari della risorsa umana) di rendere disponibili agli altri le proprie competenze, può rendere disponibile una maggior quantità di risorsa umana qualificata, superando i limiti che Odisseo intravede in base alla demografia ed agli U.C.A.S. dell'attuale normativa pensionistica.
    Infatti le scelte personali dipendono dalle condizioni economiche della persona e della sua famiglia.
    Il "metodo del vitalizio" non obbliga nessuno alla crescita indefinita, né alla decrescita, ma libera risorse.

  10. #35
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    purtroppo l'anagrafe non concede sconti

    il picco di massima produzione e consumi viene raggiunto tra il 45° e il 50° anno di età
    (quando cioè la carriera si consolida e, i figli sono grandi e cominciano a produrre o se ne vanno di casa)
    dopo il 60° - 65° anno di età calano le forze e la salute peggiora rapidamente, con un aumento delle spese sanitarie

    la generazione dei baby boomer stà varcando la soglia del 60°-65° anno di vita
    la nuova generazione impiegherà altri 15 - 20 anni per giungere alla sua massima produttività ed è meno numerosa di quella precedente

    le varie riforme possono forse diluire il calo dei consumi, ma non potranno impedirlo

    tra le tante conseguenze:
    - aumeno delle spese sanitarie
    - riduzione del valore degli immobili (molti pensionati cercheranno di trasferirsi dai centri urbani, altri utilizzeranno le loro case come garanzie di prestiti, contemporaneamente i giovani, non potranno permettersi l'acquisto se i prezzi non calano)

    questo aumenterà le tensioni sociali con nuove riforme a livello di wellfare e, spingerà le banche ad essere sempre più selettive nella concessione dei crediti

    inutile dire quali saranno le conseguenze a livello macroeconomico

    Odisseo
    (E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione. (cit. Arancia meccanica) - Ma se quella non arriva, il cervelluto stà inguaiato assai (Odisseo - Gigantosaurus Carinii Patagoniae)

  11. #36
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    Predefinito Quanto vale la libera scelta nel pensionamento

    Quote Originariamente inviata da odisseo Visualizza il messaggio
    dopo il 60° - 65° anno di età calano le forze e la salute peggiora rapidamente, con un aumento delle spese sanitarie
    Vedi com'è facile cadere nella trappola delle medie statistiche?
    E' in base alle medie statistiche che i "decisori politici" decidono quando mandare in pensione i lavoratori, tutti alla stessa età.
    Personalmente, visto che ho 65 anni ed ho in programma una ricerca sul fotovoltaico (una delle prime cinque classificate del bando PII_EE_2015) che sfocierà nella industrializzazione nel 2014, mi sembra che le statistiche vadano lette non solo come medie ma anche come variabilità.
    Osservo che se l'età mediamente giusta per andare a riposo è di 65 anni, almeno il 20 % potrebbe lavorare utilmente fino a 70 anni, ma per un altro 20 % lavorare oltre i 60 anni potrebbe procurare più danni che utili.
    Fissando un'età della pensione uguale per tutti, come ora, si rinuncia ad un apporto di risorsa umana che su una vita lavorativa media di 35 anni è il 14 % del 20 %, cioè circa il 3 % dell'intera disponibilità.
    D'altro canto mantenere al lavoro persone inadeguate alle mansioni affidate comporta più incidenti sul lavoro e/o meno qualità e quantità della produzione, con costi sociali ed economici anche maggiori.
    In sostanza non permettere ai titolari di una risorsa di adeguare le proprie scelte alla variabilità effettiva di quella risorsa comporta perdite.
    In questo caso pari al 6 % del valore legato alla risorsa umana disponibile.
    Mediamente ciò corrisponde a rinunciare al 6 % del PIL.
    Roba da disastro economico.
    O meglio, roba da rimediare l'attuale disastro economico italiano, se si evitano tali perdite.
    Permettere ad ognuno di mettersi in gioco per le sue capacità e non per la sua età, è una mossa vincente possibile solo in condizioni di libera e motivata scelta dei singoli.

  12. #37
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    Decrescita è anche uso intelligente delle risorse, un modo intelligente per utilizzare la risorsa "pensione" è quello di valutare bene i casi, come suggerisce ggavioli.

    Un infermiere turnista in ospedale prossimo al pensionamento rischia moltissimo di sbagliare terapie (difficoltà di vista, soglia d'attenzione che si assottiglia a poche ore nella giornata), di non essere più in grado di assistere un malato, in particolare quando lo si deve spostare da un letto alla barella e viceversa, davvero vi sentireste sicuri di affidarle ancora la vostra vita? Certamente è possibile ipotizzare un periodo di allontanamento dai turni e dalle corsie, magari con un impiego sul territorio, ma ci sono abbastanza posti per fare un simile calcolo? Ci sono abbastanza risorse per rimpiazzare in corsia le infermiere più anziane?

    Ma pensiamo anche agli autisti di mezzi pesanti... come vi sentite a viaggiare accanto a uno condotto da un anziano ormai al limite delle proprie forze?

    Facciamo pure l'esempio degli avvocati e dei politici, questi ultimi sovente iniziano la loro carriera in età pensionabile... siamo certi che lo stress dei lavori appena qui sopra sia da paragonare a quello dei primi?

    Un più accorto utilizzo delle risorse permette una loro più equa distribuzione e sacrifici ridotti al minimo, se non addirittura trascurabili.

    [13/07/2009 13:40] «eroyka» Per chi continua a chiedermelo: io e Energeticambiente siamo assolutamente CONTRO il nucleare a fissione, tecnologia obsoleta, pericolosa e costosa. L'unico nucleare che sosteniamo è la fusione e in particolare quella fredda che è PULITA e NON RADIOATTIVA!

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  13. #38
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    Quote Originariamente inviata da nll Visualizza il messaggio
    Decrescita è anche uso intelligente delle risorse, un modo intelligente per utilizzare la risorsa "pensione" è quello di valutare bene i casi......
    Gli esempi che fornisci sono perfettamente pertinenti, ma, a parte il reale problema dei "lavori usuranti", bisogna constatare che vi sono rilevanti differenze individuali, sia di capacità, sia di motivazioni.
    La mia proposta di riforma delle pensioni nel senso di vitalizi attivabili a discrezione degli interessati e che non modificano i bilanci degli enti previdenziali, permette di avvantaggiare chi è in grado di lavorare oltre la "normale età di pensionamento" e di non penalizzare esageratamente chi ha difficoltà a proseguire già da prima, magari costringendolo a chiedere una falsa pensione di invalidità.
    Dal punto di vista macroeconomico permette semplicemente di lasciar lavorare di più chi può, con il miglior risultato per tutti.
    Sono in verità assai numerosi i lavoratori che si sentono ingiustificatamente espulsi dal lavoro e subiscono fatali abbassamenti delle difese immunitarie.
    La risorsa umana non è carente in via generale, ma solo la libera gestione dei veri tilolari (i singoli lavoratori) ne permette l'uso ottimale.

  14. #39
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    Quote Originariamente inviata da ggavioli Visualizza il messaggio
    Vedi com'è facile cadere nella trappola delle medie statistiche?
    E' in base alle medie statistiche che i "decisori politici" decidono quando mandare in pensione i lavoratori, tutti alla stessa età.
    ed è in base agli stessi calcoli attuariali che le assicurazioni tirano avanti da molto tempo, assicurando vita/malattie/infortuni/trattamenti previdenziali

    Non contesto la varianza di una statistica, contesto l'illusione di poter dominare/alterare delle tendenze macroeconomiche

    In altre parole, non si può impedire che arrivi l'inverno o una tempesta, però si possono accumulare provviste e orientare le vele per resistere

    Odisseo
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  15. #40
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    I conti dell'INPS per le pensioni di anzianità sono in attivo, quel che li rende passivi sono le pensioni erogate per l'assistenza e che sono a carico dello stesso istituto. In soldoni, il sistema pensionistico funziona bene così com'è da molti anni, quel che non funziona è che si è deciso di far pagare integrazioni al minimo, pensioni baby a particolari categorie e invalidità dal conto dei lavoratori che versano i contributi previdenziali, invece di far ricadere queste spese nella fiscalità generale. Per la verità mi pare che qualche correttivo nel tempo lo si sia introdotto, ma evidentemente ancora non basta e si vuole creare un attivo di cassa ancora maggiore mandando in pensione più tardi, in modo da avere una maggiore copertura per queste impropriamente chiamate pensioni.

    Già ora la legislazione prevede che la pensione di un lavoratore sia calcolata in base ai contributi effettivamente versati in tutto l'arco lavorativo, quindi non è più corretto scrivere che sono le nuove leve a pagare la pensione per i vecchi, ma ci sarebbe da scorporare i due conteggi, perché i più vecchi, come me, vanno ancora con una pensione in base alla retribuzione media degli ultimi 10 anni rapportata al momento della quiescenza (interessi compositi dei dati ISTAT). Andati in pensione noi, i più giovani stanno già in un sistema che prevede che siano loro stessi a pagare la pensione che percepiranno in futuro, ma nello stesso tempo non sono liberi di scegliere quando andarci, neppure accettando un minor ammontare, perché c'è ancora da dire che l'integrazione al minimo è pur sempre un incentivo ad approfittarne per avere una base di garanzia e coprire il resto con il lavoro nero.

    La società ideale prevede troppo spesso cittadini ideali, ma il più delle volte rimane un'utopia proprio perché non esistono cittadini ideali, non tutti, per lo meno.

    [13/07/2009 13:40] «eroyka» Per chi continua a chiedermelo: io e Energeticambiente siamo assolutamente CONTRO il nucleare a fissione, tecnologia obsoleta, pericolosa e costosa. L'unico nucleare che sosteniamo è la fusione e in particolare quella fredda che è PULITA e NON RADIOATTIVA!

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  16. #41
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    Quote Originariamente inviata da odisseo Visualizza il messaggio
    non si può impedire che arrivi l'inverno o una tempesta, però si possono accumulare provviste e orientare le vele per resistere
    nll ha scritto "i più giovani stanno già in un sistema che prevede che siano loro stessi a pagare la pensione che percepiranno in futuro, ma nello stesso tempo non sono liberi di scegliere quando andarci"

    Probabilmente nessuno, che non sia un velista, pensa sia possibile andare a vela contro vento.
    Appunto per questo è bene che ognuno faccia il suo mestiere ed i "decisori politici" lascino a chi è effettivamente coinvolto in una data statistica scegliere se stare sopra o sotto la media.
    Naturalmente l'efficienza lavorativa di una persona non è modificabile a comando, quindi bisogna solo che la situazione pensionistica di ogni lavoratore sia gestibile con equità da chi ne ha titolo (il lavoratore), mentre l'attuale normativa "uguale per tutti" è complicata, iniqua, disperde risorse e procura danni a tutti.
    Occorre separare con chiarezza la previdenza dall'assistenza, ma spesso i singoli politici preferiscono usare i soldi dei lavoratori per sovvenzionare le proprie clientele di falsi invalidi e nullatenenti (evasori fiscali).
    Credo però che, chiarite le linee guida per ottimizzare le pensioni, questa non sia la discussione giusta per parlarne ancora.
    Ritornerei a parlare di equo uso delle risorse.
    E, se è l'unica possibilità tecnica per un'equa distribuzione delle risorse, di decrescita ottimizzata.
    Ultima modifica di ggavioli; 25-08-2009 a 12:20

  17. #42
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    Quote Originariamente inviata da nll Visualizza il messaggio
    quindi non è più corretto scrivere che sono le nuove leve a pagare la pensione per i vecchi
    in realtà il nostro è ancora un sistema "distributivo" e non "contributivo"

    Quote Originariamente inviata da ggavioli Visualizza il messaggio
    null ha scritto
    in realtà sarebbe nll

    Quote Originariamente inviata da ggavioli Visualizza il messaggio
    Ritornerei a parlare di equo uso delle risorse.
    E, se è l'unica possibilità tecnica per un'equa distribuzione delle risorse, di decrescita ottimizzata.
    non occorrerà attendere molto, se la mia visione delle cose è corretta, la "decrescita" sarà (a dispetto di qualsiasi riforma o tentativo di renderla "ottimizzata") piuttosto traumatica e, aprirà gli occhi a molti sul reale significato del termine "decrescita" (una volta la chiamavano "depressione")

    Non occorrerà nemmeno attendere molto, i sintomi li ho già descritti
    - progressiva perdita di valore degli immobili
    - contrazione progressiva del credito
    - scenari deflattivi stile Giappone negli ultimi 10-15 anni


    Odisseo
    (E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione. (cit. Arancia meccanica) - Ma se quella non arriva, il cervelluto stà inguaiato assai (Odisseo - Gigantosaurus Carinii Patagoniae)

  18. #43
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    Quote Originariamente inviata da odisseo Visualizza il messaggio
    la "decrescita" sarà (a dispetto di qualsiasi riforma o tentativo di renderla "ottimizzata") piuttosto traumatica e, aprirà gli occhi a molti sul reale significato del termine "decrescita" (una volta la chiamavano "depressione")
    Potrei anche concordare sulle previsioni BAU.
    Non credo però che siamo qui per piangerci addosso.
    Possiamo almeno ridurre il danno?
    Credo che la ricetta sia la stessa che serve per ridurre gli sprechi di risorse. Ovviamente di tutte. E senza troppi egoismi.

  19. #44
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    io preferisco sfruttare le opportunità che mi si presentano (trend is my friend) o che prevedo possano presentarsi


    Odisseo
    p.s. sarebbe buona cosa non modificare i messaggi dopo che hanno ricevuto risposta, anche per correggere "null" in "nll"

    *** Si trattava di un refuso, se non si potessero correggere quelli, per cosa vi concediamo la possibilità (per un breve tempo) di fare modifiche? e poi c'è il tuo messaggio a ricordare che ha fatto quell'errore, quello non può modificarlo. Sarebbe cosa buona preoccuparsi delle cose importanti, piuttosto che attaccarsi a queste sciocchezze e per giunta senza ragione alcuna. nll ***
    Ultima modifica di nll; 25-08-2009 a 23:19
    (E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione. (cit. Arancia meccanica) - Ma se quella non arriva, il cervelluto stà inguaiato assai (Odisseo - Gigantosaurus Carinii Patagoniae)

  20. #45
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    Quote Originariamente inviata da ggavioli Visualizza il messaggio
    La mia proposta di riforma delle pensioni ... non modificano i bilanci degli enti previdenziali
    Non è così. Il problema è un problema di cassa, non di competenza.

    Quote Originariamente inviata da nll
    I conti dell'INPS per le pensioni di anzianità sono in attivo, quel che li rende passivi sono le pensioni erogate per l'assistenza e che sono a carico dello stesso istituto.
    C'è un flusso "contabile" di competenza ed un flusso "contabile" di cassa. A quale dei due ti riferisci?
    Il problema INPS nasce già negli anni '80, perchè si usavano le entrate di competenza per coprire le uscite di cassa.

  21. #46
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    Predefinito La risorsa umana è una risorsa rinnovabile più del suo uso medio

    Smilzo, Attenzione!
    I problemi di cassa dell'INPS (da non trattare qui) sono assai secondari rispetto al fatto che, con l'attuale gestione rigida dell'età di pensionamento, a pari età media di pensionamento, i danni socio-economici corrispondono a perdere almeno il 5 % della risorsa lavoro attivo.
    Mentre una maggior libertà di scelta della data di pensionamento favorisce sempre il prolungamento dell'attività lavorativa.
    Il PIL è proporzionale al lavoro effettivo ed efficace e chiudere qualche falla del sistema è decisamente meglio che adagiarsi sul tendenziale.
    Odisseo, Tentare di sfruttare il tendenziale senza creare beni e servizi effettivi ha portato alla crisi del 2008, che già ora ci costa assai di più dei probabili futuri sbilanci di cassa dell'INPS.
    In via del tutto generale, gestire al meglio tutte le risorse esistenti può portare fino al raddoppio del PIL rispetto al tendenziale BAU.
    Se questo poi non bastasse, ci si avvierà alla decrescita (forse infelice).

    La prima azione di interesse generale è, sempre, rimediare alle storture evitando le inutili costrizioni degli attuali sistemi di gestione delle risorse.
    A mio parere, comunque, non è non usando le risorse rinnovabili (tra queste principalmente la risorsa umana competente) che si può risolvere la limitazione delle risorse disponibili per i bisogni vitali delle persone.
    Affermo espressamente che la via maestra è sempre stimolare chi usa ciascuna risorsa con meno efficienza della media dei suoi pari, a raggiungere l'efficienza media dei suoi pari che la usano con più efficienza della media.
    Ciò innesca invariabilmente un percorso virtuoso verso l'aumento medio dell'efficienza d'uso della specifica risorsa.

  22. #47
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    Quote Originariamente inviata da ggavioli Visualizza il messaggio
    Odisseo, Tentare di sfruttare il tendenziale senza creare beni e servizi effettivi ha portato alla crisi del 2008
    peccato che la formazione di "bolle" che poi esplodono, sia l'essenza stessa della economia
    non è comunque un mio problema, la mia opinione l'ho espressa, sarà il tempo a dire chi ha ragione

    Odisseo
    (E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione. (cit. Arancia meccanica) - Ma se quella non arriva, il cervelluto stà inguaiato assai (Odisseo - Gigantosaurus Carinii Patagoniae)

  23. #48
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    Quote Originariamente inviata da odisseo Visualizza il messaggio
    peccato che la formazione di "bolle" che poi esplodono, sia l'essenza stessa della economia
    E' come dire che l'essenza della storia sono le guerre!!
    Forse sono inevitabili , ma vanno evitate e comunque distruggono risorse ed arricchiscono solo speculatori che le usano malamente. (venivano chiamati pescecani).
    Se c'è la possibilità di una decrescita felice, non è certo tramite le esplosioni delle bolle speculative o tramite le guerre.
    Mi sembra che comunque, sia le prime, sia le seconde siano da evitare, o comunque circoscrivere.
    Vorrei proprio sapere se i frequentatori di questa discussione e di questo sito sono o no del mio parere.

  24. #49
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    Quote Originariamente inviata da ggavioli Visualizza il messaggio
    I problemi di cassa dell'INPS (da non trattare qui) sono assai secondari rispetto al fatto che, con l'attuale gestione rigida dell'età di pensionamento, a pari età media di pensionamento, i danni socio-economici corrispondono a perdere almeno il 5 % della risorsa lavoro attivo.
    Ti esemplificio la genesi dei problemi dell'INPS:
    Ggavioli lavora un anno, e paga 1 di contributo. Questo suo contributo in teoria dovrebbe venire capitalizzato, e venire restituito al tempo t come (1+i)^t, i essendo l'interesse.
    L'INPS invece prende l'1 e paga la pensione di MRossi, aggiungendo gli interessi presi a prestito dallo stato (il famoso deficit).

    Ciò è successo dagli anni '60 fino ad oggi, e continua ad accaddere. Al tempo t MBianchi lavora e paga 1 di contributi. Ggavioli va in pensione e riceve la pensione ed'è felice.
    Al tempo t-1 MBianchi decide di andare in pensione. Non paga contributi. Ggavioli va in pensione e non riceve la pensione, ed'è infelice. La decrescita infelice.

  25. #50
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    Quote Originariamente inviata da ggavioli Visualizza il messaggio
    E' come dire che l'essenza della storia sono le guerre!!
    Forse sono inevitabili , ma vanno evitate e comunque distruggono risorse ed arricchiscono solo speculatori che le usano malamente. (venivano chiamati pescecani).
    la realtà è un poco differente
    senza le bolle non c'è progresso, è durante le "bolle" che vengono rese disponibili le risorse per fondare imprese e sviluppare appieno nuove tecnologie
    E' l'entusiasmo o l'euforia che rendono le persone cieche riguardo ai rischi, a consentire la moltiplicazione di imprese/prodotti/servizi offerti
    Poi, il mercato, premia inesorabilmente solo poche imprese/prodotti/servizi, gli altri periscono miseramente
    Il fatto è che non possiamo sapere preventivamente quali saranno le imprese/prodotti/servizi che avreanno successo e, dopo essere state sviluppate, si affermeranno
    (E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione. (cit. Arancia meccanica) - Ma se quella non arriva, il cervelluto stà inguaiato assai (Odisseo - Gigantosaurus Carinii Patagoniae)


 

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