Smilzo, la tua semplificazione è, appunto, semplicistica e non merita troppi commenti, è semplicemente errata, in quanto fotografa una situazione del passato e lo fa con l'obiettivo molto sporco (l'assistenza che è finita nella cassa della previdenza).
Ti comunico che i conti sono da tempo separati e quindi non ci piove che la previdenza sia tutt'ora in attivo, e col sistema pensionistico delle nuove leve lo sarà anche di più.
Certamente se mi vengono dati i soldi per la pensione di uno e me li spendo, oltre che per dargli la pensione a tempo debito, per l'assistenza a diversi altri soggetti... logico che poi i soldi scarseggiano, ma questo è un tema diverso: la fiscalità generale deve farsi carico dell'assistenza e l'INPS deve smetterla di coprire col bilancio della previdenza i buchi dei mancati trasferimenti dello Stato sul capitolo di spesa dell'assistenza.
Non è possibile che si cerchino di reperire risorse sempre e solo dalla previdenza per far fronte all'assistenza, lasciamo che le pensioni si autoalimentino, come hanno sempre fatto e, a maggior ragione con l'attuale normativa, stanno facendo e facciamo che INPS (che può continuare ad amministrare anche l'assistenza) quando non ha più soldi per l'assistenza vada a battere cassa al governo, impedendogli di attingere dalle pensioni.
Diminuire le tasse togliendo risorse aglli enti locali è storia già vista, ma funziona solo come richiamo elettorale, alla lunga ci rimettono i servizi al cittadino, che finisce di pagare molto di più per avere meno.
La decrescita può essere felice, ma per essere tale deve colpire gli sprechi in primo luogo, perché il gioco delle 3 carte nel mondo reale non è sostenibile a lungo e se una esigenza è reale non si può far finta che non ci sia, solo per fare quadrare dei numeri. I lavori usuranti realmente svolti non possono durare per troppi anni, ma è usurante anche un lavoro svolto da una persona con forze psicofisiche inadeguate all'incarico, quindi la cosa si complica, se vogliamo un po' di giustizia nello stabilire la giusta età di pensionamento di un soggetto. Non è usurante il lavoro che viene fatto in un determinato reparto, nel senso che il capo di quel reparto probabilmente sarà meno soggetto all'usura dei suoi sottoposti che stanno "sul pezzo", quindi è la mansione effettivamente svolta dal singolo in rapporto alle sue capacità e al tempo che vi dedica a determinare il grado di usura cui è soggetto.
Forse ggavioli è un po' sognatore, se crede che sia davvero possibile permettere che ciascuno possa scegliere con criterio quando andare in pensione, perché ci sarà chi ne approfitta, puntando a integrare con l'assistenza quanto non ha provveduto a mettersi da parte per la previdenza.


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, ma non errata. Ho contibuito all'analisi dei modelli, a metà anni '90. L'analisi rivelava che non era importante il tipo di modello, ma mettere da parte i contributi in misura tale da coprire il gap (contributo pari al 51%
). Pare che la politica ed il legislatore non la pensassero allo stesso modo dei ricercatori!!! 

(scherzo dai...)

