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  1. #51
    snapdozierxxxxxxxxxxxxxxxx
    Ospite

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    Caro Tersite1
    E' previsto dal decreto al comma 6 dell'articolo 6. L'importo viene aggiornato ogni anno sul tasso di variazione dei prezzi rilevato dall'ISTAT.
    Ti ringrazio per aver prontamente rilevato un mio errore di battitura che ho prontamente corretto. Sappi comunque che il tuo giocare con i numeri per sostenere una causa persa è trasparente a tutti. Io credo che il forum dovrebbe arricchire non economicamente ma culturalmente. Se non ti piace il sole e l'energia rinnovabile sono scelte tue, perché devi spargere le tue frustrazioni di filonucleare antidiluviano anche sulla gente che vuole cercare di migliorare questo mondo così malridotto?

  2. #52
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    Caro Tersite,

    per me puoi stare su questo forum quanto vuoi. Sai che sono aperto a qualsiasi pensiero purchè sia foriero di verità e non abbia secondi meschini fini.

    Ti "conosco" da un pò e ho imparato a rispettarti pur con qualche piccola incomprensione... ma nessuno è perfetto.
    L'importante è che non esageri con certi tagli che dai ai tuoi interventi: vanno benissimo le critiche purchè siano costruttive e non distruttive.

    Qui vogliamo creare, aiutare e condividere quanto è in nostro possesso. Ogniuno porta il suo e prende quello di tutti gli altri: una bella moltiplicazione! Per cui chi scrive spero che non dimentichi mai questo nobile scopo.

    Un saluto a tutti.
    Roy

  3. #53
    Ospite

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    Caro Snap
    Art.6 comma 6 di che?
    Grazie
    Tersite

  4. #54
    snapdozierxxxxxxxxxxxxxxxx
    Ospite

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    art.6 comma6 del decreto ministeriale del 28 luglio 2005
    Se vuoi puoi leggerlo qui

    Edited by snapdozier - 3/12/2005, 20:00

  5. #55
    Ospite

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    Grazie snap
    Tersite

  6. #56
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    Tornando al tema del post... trovo interessante questa analisi:

    http://www.aspoitalia.net/index.php?option...&id=68&Itemid=2

    Non sono d'accordissimo sulla visione pessimistica delle prospettive dell'idrogeno e sulla solita chiusura ideologica a ogni tipo di nucleare, ma per il resto trovo questo documento un'ottima base di partenza per discutere di scelte di produzione energetica da rinnovabili e sulle modifiche che mi aspetto il prossimo governo apporti al Conto Energia.

    Ciao biggrin.gif

  7. #57
    Ospite

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    Caro Brighting
    Ho dato un'occhiata al documento di Aspoitalia.
    Mi sono messo a contare tutte le volte che sono impiegate le parole "promuovere" o "incentivare", mi sono stufato, troppe.
    Promuovere o incentivare, a qualunque cosa si riferisca, costa dei soldi.
    Qualcosa mi dice che soldi non ce ne siano granchè in Italia.
    Tu sei un imprenditore, sai benissimo che le cose che hanno bisogno di incentivo o promozione statale non funzionano granchè per conto loro.
    Al massimo dell'ottimismo la Toscana si propone di arrivare al 50% di energia elettrica da rinnovabili e al 20% di quella totale.
    E' un'ottima cosa, ma un piccolo accenno all'ottanta percento che mancherebbe comunque andrebbe pur fatto!
    Cosa ci proponiamo di fare? E' questa la domanda importante!

    Tutto questo assomiglia ad una riunione di condominio: la maggior parte del tempo viene dedicata a discutere su argomenti di importanza minima. Le cose veramente importanti vengono lasciate al buon cuore e competenza dell'amministratore.
    L'amministratore sovente ci marcia.
    Non è che lo facciano anche i nostri rappresentanti?

    Ciao
    Tersite
    Ps non vedo come si possa essere, nelle condizioni attuali, ottimisti sull'idrogeno

  8. #58
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    Ciao Tersite

    Da imprenditore capisco perfettamente ciò che intendi. Occorre fare però i conti con la realtà. Il referendum che ci ha "salvato" dal nucleare c'è stato, ed ha dispiegato i suoi effetti, piaccia o meno.
    Non ho alcuna preclusione ideologica contro il nuke, anzi... ma obiettivamente riavviare la macchina arrugginita mi sà di improbabile e sopratutto costoso.
    Se si svilupperà la fusione ho già detto che sono disposto a scendere in piazza a dar man forte alle forze dell'ordine per contrastare gli inevitabili "pacifici manifestanti" (che ora tacciono prudenzialmente, tanto la fusione è lontana, ma solo a sentire la sillaba nuc gli viene l'orticaria, me li vedo a convincersi davanti al tokamak a 5 km da casa dry.gif ).
    Il resto è Gas e Petrolio (che, aldilà dei costi economici, a mio parere sono troppo soggetti a rischi politici per farci stare tranquilli) e Carbone (che resta la fonte più inquinante).

    C'è poi da considerare il rapido cambiamento della tipologia industriale dei paesi avanzati. Può sembrare del tutto fuori tema e magari una romantica utopia, ma non lo è affatto. Continuare come si sta facendo in Italia a ricercare un "occupazione" che non serve più a scapito di enormi costi scaricati su industrie che potrebbero essere competitive se solo le li lasciasse libere di lavorare e competere ad armi pari con gli altri paesi è pericoloso e inutile.

    Proprio per questi motivi ho già detto e ribadisco che vedo invece la prospettiva della produzione energetica diffusa come una buona soluzione per prepararci a una trasformazione societaria che è nei fatti. La distribuzione di reddito tramite occupazione industriale non è mai stata la norma in nessuna civiltà prima di quella industriale, e ormai siamo nella post-industriale. La cosa funziona benissimo in Cina, non funzionerà mai più da noi e non serve adottare patetici atteggiamenti neo-luddisti di critica all'automazione che "ruba" lavoro per sperare in un'inversione di tendenza.

    Finora siamo stati abituati a una legge non scritta che imponeva produzione energetica centralizzata e distribuzione della ricchezza prodotta dall'industria tramite manodopera.
    Non mi pare fantascienza invertire il concetto e pensare a una produzione industriale fortemente automatizzata (o delocalizzata, in fondo cambia poco) alimentata da una produzione energetica diffusa che comporti la distribuzione dell'utile energetico prodotto (se l'utile è in effetti un effetto dell'incentivazione statale non importa, in fondo sarebbe una versione meno demenziale dei "lavori socialmente utili", l'importante è che non pesi sulle casse dello stato).
    Sono conscio che non è cosa da raggiungersi in 5 anni e nemmeno 20, ma la direzione è quella. Per inciso è anche la più sicura (fusione esclusa ovio) speranza per la creazione dell'economia all'idrogeno che, sola, potrebbe dare risposta anche alla quota energetica non elettrica di cui parli (non so se vi siano altre idee su come mandare avanti i trasporti senza petrolio).

    Per creare questa società è necessario incentivare e nel frattempo affidarsi a altre fonti non rinnovabili, è vero... che l'incentivazione debba seguire le regole classiche e quindi essere scaricata sulle aziende, permettimi... è tutta da vedere.

    Mi rendo conto che le posizioni di molti, verdi in testa, restan quelle di "liberare risorse" (cioè racimolare soldi pubblici dai soliti fessi, tanto evadono) senza rinunciare a nulla. Qui entra in gioco la necessità di posizioni politiche che non siano le solite demagogie italiote e certo questo è il punto più utopico.
    La notizia che la bolletta energetica aumenterà del 3% a causa del rincaro del petrolio ha gettato nello sconforto molti e già insorgono le associazioni che chiedono compensazioni per le famiglie, ma nessuno pare preoccuparsi del ben più grave aumento del minimo 14% per le imprese... massì che tanto c'han il grano quelli. Una famiglia media spende 3000 € /anno per il SUV (e... come ce li accompagno i bimbi a scuola se nevica altrimenti ? ) e 500€ per l'energia elettrica, c'è spazio o no per pensare a diciamo 50€ in bolletta da destinare all'incentivo delle rinnovabili ?

    Qui l'imprenditore riprende la sua veste. Energie rinnovabili ? Si grazie. Ma le paghi tu ciccio, non lo stato. L'incentivo del Conto Energia DEVE provenire solo dalle bollette del privato, non dalle aziende (anzi, il kWh aziendale andrebbe ridotto) e nemmeno dalle casse dello stato.

    Cmq altre analisi interessanti (tra cui una di Coiante molto meno pessimistica sull'idrogeno) le trovate qui :
    http://www.amicidellaterra.it/PRESS/petroeatomo2.htm

    P.S. da leggere anche questa. Un pò scioccante, ma interessante (sopratutto per l'analisi della convenienza e sostenibilità ambientale dei carburanti da biomassa):
    http://www.aspoitalia.net/index.php?option...&id=57&Itemid=0

    Edited by BrightingEyes - 4/12/2005, 17:49


 
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