CITAZIONE (tersite1 @ 22/12/2005, 18:44)
La cosa più saggia che si possa fare per il problema CO2 è TAGLIARE le foreste vecchie e lasciare che crescano alberi giovani.
La foresta amazzonica è pressochè in equilibrio con il CO2. Gli alberi vecchi crescono poco, alcuni rami seccano e cadono. Con un pò di fortuna prendono fuoco e liberano biossido di carbonio, se non siamo fortunati macerano nel sottobosco e liberano metano (molto peggio per l'effetto serra).
Un albero dopo 20/40 anni di vita non è più efficace per ridurre il problema (a meno che qualcuno si incarichi di pulire il sottobosco.
Siamo d'accordo che la distruzione della foresta, senza lasciarla ricrescere, mette in circolo il carbonio accumulato in quella biomassa e dunque aumenta il tasso di CO2 in atmosfera.
Che per il bilancio del carbonio sia meglio tagliare la foresta e lasciare crescere nuovi alberi è del tutto ininfluente. Il legno asportato prima o poi rimette comunque in circolo il proprio carbonio. Che un albero di 20-40 anni non sia più in grado di accumulare biomassa non è vero, dipende dalla specie. Al di là del fatto che la foresta si rinnova continuamente, gli alberi vecchi muoiono, lasciano spazio ad altri, eccetera. Se pulisci il sottobosco dove lo metti quello che raccogli? Sarebbe in ogni caso necessario accumularlo o bruciarlo e dunque...rilascio di metano e/o CO2. Che dati hai sulla produzione di metano della foresta pluviale? La decomposizione è prevalentemente aerobica, dunque di metano dovrebbe formarsene poco, salvo in situazioni paludose.
Accertato che il trasformare una foresta vergine in una foresta governata, produttiva, influisce poco sul bilancio del carbonio, è da considerare che influisce sulla biodiversità. Lo stadio di maturità, o climax, di un sistema vegetale viene raggiunto in centinaia di anni se non millenni. Alterare una foresta comporta anche la distruzione di habitat straordinariamente complessi e ricchi di biodiversità. Molte specie si estinguono ogni anno per l'alterazione di quegli habitat.
Ovviamente è difficile fare pressioni per fermare la distruzione della foresta pluviale, noi che le nostre foreste le abbiamo distrutte da secoli. La pianura padana ad esempio era un'unica grande foresta. Forse un modo di convincerli a conservare le loro foreste è pagare. E magari non comprare pavimenti e mobili di legni esotici...
E riguardo a "Primavera silenzionsa" vorrei far notare che quel libro ha indotto una coscienza che prima era del tutto inesistente. Molte cose sono cambiate, quasi nessuno degli insetticidi dell'epoca è ancora utilizzato (su tutti, il ddt). E che nel frattempo moltissime specie di insetti si sono estinte, anche se più per la distruzione degli habitat che non a causa di insetticidi.