Se intendi che prendi le tasse attualmente disponibili e ne devii una parte consistente verso FV e rinnovabili potrei pure essere d'accordo, ma guarda che devi spiegare meglio DA DOVE togli quei fondi.
Se invece si trattasse di uno sforzo aggiuntivo alla attuale grottesca pressione fiscale sul mondo produttivo io mi lamenterei invece eccome. Non tanto perchè tema il maggiore esborso, ma perchè è proprio la mentalità che resta sbagliata.
I soldi delle tesse devono servire per finanziare le svariate attività di cui lo stato deve occuparsi, e già così non bastano. Dobbiamo coprire il fabbisogno energetico, e lo faremo con le soluzioni meno costose. Dibattere sul fatto che però nel definire i costi non si tiene conto dei costi occulti ambientali, climatici ecc. è suggestivo, ma al dunque chi decide lo fa e lo farà tenendo conto delle disponibilità reali.
In Italia siamo abituati a non assumerci alcuna responsabilità. Se uno ci dice che occorre dare più soldi alla ricerca applaudiamo convinti, se un altro dice che occorre aumentare le pensioni sociali esultiamo, se però uno prova a chiedere "si ma cosa tagliamo in alternativa?" escono fuori i soliti discorsi sulle auto blu e i portaborse.
Io li eliminerei pure tutti i portaborse, le consulenze ecc. ma una riflessione sulle cifre in ballo è doverosa. Battaglia dice (giustamente) che per ottenere uno sputo percentuale di energia dal FV servono 10 miliardi di euro, non noccioline. Se ci mettessimo a eliminare portaborse al ritmo della Auschwitz dei tempi d'oro mi sa non basterebbe ancora.
Illudiamoci pure, ma la realtà è che se vogliamo il FV dobbiamo pagarlo noi, di tasca, non con i soldi pubblici. E sto parlando sia dei costi di installazione sia dei costi di incentivazione, senza la quale il FV resta nel cassetto della coscienza ambientalista, ben chiuso.
Lo so che sembra folle, ma è proprio quello che si fa in Germania e ora anche da noi col Conto Energia. Pensate davvero che se il CE fosse costato quattrini al bilancio di Tremonti lo avremmo visto?
