CITAZIONE (Armando de Para @ 10/2/2006, 20:30)
1.
CITAZIONE
2a e 2b: nessuna tecnologia potrà maifar brillare il sole più dei 200 W/mq né soffiare il vento più diquanto non faccia.
Nei 200 W/mq, caro Prof. scusi la mia ignoranza, vorrei CAPIRE; è compresa anche l'energia termica?Nell'ipotesi che si possa aumentare l'efficienza di dispositivi eolici e solari, secondo lei a che punto di efficienza "diventerebbero" interessanti queste tecnologie?2. mi sfugge la gassificazione, probabilmente immagino che si sia dimenticato o che sia una svista, le riporto per pignoleria la domanda:
3. Qual'è la soluzione che Lei caro Prof. prende ad esempio nei suoi calcoli? (
non ha risposto)
1. da biomassa ed eolico non vedo come si possa aumentare l'efficienza (naturalmente non ho la palla di vetro per eventuali rivoluzioni scientifiche): parlo di ciò che c'è oggi e di ciò che potrà esserci nel futuro con miglioramenti tecnologici futuribili rispetto a ciò che si sa oggi. l'unica tecnologia solare che vedo di qualche speranza è il FV se i costi si abbatteranno di un fattore 100 e l'efficienza passa dal 10% attuale asl 50%. Nulla di ciò accadrà nei prossimi 20 anni (salvo scoperte rivoluzionarie, ma per quelle ci vuole la palla di vetro).
2. non ho capito cosa intende per gassificazione. ma non credo abbia molta importanza: qualunque cosa lei intenda, sempre energia dal sole è (200 W/mq).
torno sui 200 W/mq. pensi che per muovere la sua auto lei ha bisogno di 100.000 W. con ciò non voglio dire che nessuno di voi ha sostenuto di voler muovere l'auto col sole,m ma solo far capire come noi usiamo l'energia. e cioè: noi abbiamo bisogno soprattutto di potenza. nel caso della biomassa, si cita il brasile, che usa etanolo (mi pare che il 20% del carburante per autotrazione che usano lì è etanolo). ebbene, il brasile (popolato 3 volte più di noi) consuma la stessa nostra energia (primaria, elettrica o quel che vuole) e ha una superficie che è 30 volte maggiore. come se in I fossimo meno di 1 milione. se così fosse, anche noi potremmo pensare seriamente alle biomasse.
3. quel che sembra sfuggire a molti è il fatto che siamo a cavallo del picco di Hubbert (lo scrivevo il 24 agosto del 2002:
http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/020824b.htm, ma nessuno ha prestato attenzione - giustamente - a me). Non abbiamo tempo per aspettare rivoluzioni da palla-di-vetro e dovremmo agire subito: nuke e carbone.
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