CITAZIONE (chiaroscuro @ 21/3/2006, 22:25)
Ave a te Mario, e a tutti gli altri.
I sistemi che ho avuto l'opportunità di monitorare sono nel 90% dei casi degli impianti scrubber.
Uno scrubber impiega un liquido (nel caso specifico "acqua") per la rimozione delle del particolato. Esso, attraverso l'ausilio di uno o più ugelli vaporizza l'acqua, che incrociando i fumi in controcorrente, lavano (passatemi il termine) le particelle incombuste.
Alcuni impianti sono muniti di elettropompa per il ricircolo del liquido di lavaggio, altri invece, utilizzano acqua corrente (a perdere).
Per quanto concerne i filtri elettrostatici, bhè, li ho visti in funzione, e mi sembrano particolarmente idonei per nebbie oleose e non per le fuliggini.
Prova ad immaginare il regime di lavoro, e quindi l'emissione di fuliggine, di una pizzeria nella città di Napoli il Sabato sera.E' un macello.
In taluni casi i filtri elettrostatici sono installiti a valle degli scrubber, ove per regolamenti comunali o condominiali, l'attività (Pizzeria) non ha l'opportunita dell'installazione di canna fumaria.
Grazie
A Verona era presente questa ditta con i propri abbattitori di fuliggine. Ho una brochure ma il loro sito in questo momento e' inattivo (Killer smog. In ogni caso mi sembra che propongano "scrubber" con consumi anche elevati di acqua (anche 80 litri/h). Mi hanno descritto il funzionamento come "effetto Venturi" ma non comprendo (scusate l'ignoranza) come faccia a compensare l'abbattimento di temperatura mantenendo la velocita' di evacuazione in termini accettabili.