CITAZIONE (snapdozier @ 4/8/2006, 18:45)
C'è lo spazio per sviluppare tutti i percorsi che portano all'indipendenza energetica. RIcerca, produzione, installazione. Siamo indietro rispetto al resto dell'Europa di almeno 5 anni.
Sviluppo delle filiere tecnologiche nella produzione. O ci aggiorniamo per quanto riguarda nanotecnologie, informatica, elettronica o, continuando a fare scarpe e camicie, ci troviamo con le toppe al culo ad emigrare in Romania.
Sviluppo delle reti energetiche. Se vuoi una produzione diffusa bisogna aggiornare il sistema di distribuzione attuale.
Creazione delle infrastrutture per spostare il trasporto su ferrovia e recupero delle idrovie interne ed esterne. Vuol dire evitare raddoppi e passanti autostradali con spese ridotte e notevoli risparmi di energia e di vite.
E sono solo le prime cose che si possono fare oltre naturalmente alle risorse per la ricerca e per le Università, quelle vere, non quelle dei crociati di Cristo o degli istituti di ricerca inventati ad hoc.
Per l'indipendenza energetica sfondi una porta aperta. A condizione di mettersi in testa che l'unica speranza è nel FV. Il resto sono briciole. E comunque serve coprire sempre la domanda.
Per le tecnologie serve industria che funzioni e investa. Informatica e elettronica ormai sono in gran parte perse, al massimo si difende l'esistente (robotica, nanotecnologie). Per inciso sulle nanotecnologie sta già montando una campagna "ecopreoccupata" con grande sfoggio di principi di precauzione e comitati preoccupati all'orizzonte (se ne parla anche sul forum).
Gli altri settori non hanno grandi prospettive di sviluppi tecnologici tali da metterli al riparo dalle produzioni a basso costo. Serve abbassare il costo di produzione, non belle parole.
Le infrastrutture per il trasporto su ferrovia è una grande idea. Visto che le linee ora sono congestionate da treni a lunga percorrenza e pendolari e la TAV dovrebbe proprio intervenire in questo senso, siamo a cavallo direi. Quali sarebbero queste miracolose infrastrutture? Ricordo che a Genova c'è un movimento antiTAV anche per impedire la costruzione di una linea merci automatica tra porto e interland retroappenninico. Le obiezioni sono identiche a tutti gli altri antiTAV.
Con le idrovie ci facciamo la birra. Al massimo servirebbe un sistema di trasporto navale costiero efficiente e veloce.
Se come è probabilissimo, con la situazione attuale non sposti un tubo su ferrovia, quello che si dovrà fare sono proprio altre vie stradali, raddoppi e passanti, (anzi è abbastanza facile si debbano fare anche con lo spostamento ma vabbè).
Tutto questo si può fare tranquillamente parallelamente alla TAV e agli altri progetti di investimento e sviluppo. Ripeto, se dobbiamo risparmiare PRIMA si tagliano le spese parassitarie e inutili, POI semmai gli investimenti.