L'americano medio vive così per un motivo banalissimo. L'energia storicamente gli costa un ca...o. Se leggi attetnamente vedrai che per me uno dei punti basilari è portare gradualmente la popolazione a dare il giusto valore all'energia, anche pagandola il giusto (cioè circa due volte e mezzo il costo dell'energia elettrica attuale e circa il 50% in più del costo carburante attuale).
Dato che sappiamo tutti che si vive benissimo con consumi sicuramente alti, ma copribili da energia rinnovabile come in Europa, ecco che l'unica possibilità concreta è proprio quella di dare l'esempio agli yankee di come si può vivere benissimo senza sprechi inutili, ma anche senza ridicoli sogni di ritorno a stili bucolici.
Riallacciandomi al discorso paesi in via di sviluppo, la posizione risparmiota ad oltranza mi sembra nascere più da un diffuso complesso di colpa immotivato (io mangio anche troppo e quei poveracci muoiono di fame... vabbè non mi faccio la doccia così rispamrio un pò d'acqua!) che da reali rilfessioni razionali. Le FER saranno molto probabilmente (ma non è certissimo) in gado di darci quel che ci serve per mantenere il livello di vita attuale non prima di una trentina d'anni. Nel frattempo serve altro e ne abbiam parlato.
Ma questo discorso riguarda noi. Noi Italia, noi Europa. Non so tu, ma nè io nè altri milioni di persone (diciamo pure il 99,9%) accetterà mai di scambiare l'auto col calesse perchè serve condividere l'energia con qualche miliardo di disperati in continua moltiplicazione.
Parti da considerazioni giustissime (la consapevolezza che il sistema è finito e non si può aumentare il consumo all'infinito) ma sono le conclusioni che sono fallimentari. L'idea della "folgorazione mondiale" con conseguene conversione a comportamenti decrescitori è irreale. Lo sbocco più probabile, se non troviamo soluzioni praticabili, è sterminare o farci sterminare. Non lo dico per spirito polemico, la preoccupazione è reale
