QUOTE (neo-niki @ 7/11/2006, 10:39)Per inciso BE (spero tu possa quantomeno continuare a leggere, se non a partecipare), il finanziamento ad impianto eseguito garantirebbe (il condizionale é ancora d'obbligo) anche i soggetti che arrivano alla richiesta di concessione del finanziamento fino a 14 mesi dalla data di raggiungimento della massima potenza finanziabile, un tempo di sicuro sufficiente a coprire la messa in opera e il collaudo di un impianto piccolo, medio e pure grosso, direi.
Leggo e partecipo volentieri visto che il discorso prende una piega interessante. Puntualizzo però che, pur se sono latore di sensibilità non "di massa", non per questo accetto di essere considerato qualunquista o addirittura ai margini della legalità. E la chiudo qui.
Concentrandoci sul discorso CE la mia sensibilità qui è da sempre puntata su due aspetti che ritengo fondamentali per il futuro energetico italiano (lo so traspira un pò di immodestia. vabbè). Se sento affinità con FernandoFast è solo perchè vedo che a volte l'interesse dell'imprenditore, specie se piccolo, viene, diciamo cosi, un pò messo in secondo piano di fronte ad altre priorità (anche clientelari, diciamolo). Prendo atto che il meccanismo che riporti sarebbe però tutelante per l'investitore. D'altronde è quello usato nel CE tedesco se non erro.
1) Il CE è uno strumento fondamentale in tutto il mondo per la crescita del mercato FV. Tutte le analisi concordano che i vari conti energia stanno creando un boom di domanda enorme. Chi legifera ha tra le mani un potenziale importante e una responsabilità altrettanto importante.
E' fondamentale porre al primo posto il vero scopo del CE che è semplicemente e crudelmente quello di far scendere i costi. I conti su quanta CO2 risparmieremo e quanti posti di lavoro creeremo sono giuste, ma quello della "soglia 1€/1Wp" è il faro che deve guidare. Raggiungere una quota di questo genere (più o meno ovvio) potrebbe far scattare il circolo virtuoso dell'interesse (parlo proprio di lucro, non attenzione eco-sociale ecc.) a investire in FV.
E' una mera ipotesi allo stato attuale, fortemente osteggiata da i paladini del fossile e persino poco compresa, mi pare, da molti ecosensibili che invece vedono nel FV solo un'occasione per permettere a qualcuno di risparmiare un pò inquinando meno. E' però un'ipotesi che sta sempre più rendendosi concreta. Ora, pur con il famigerato shortage del Silicio in atto e pur con una domanda in crescita del 40% annuo, i prezzi restano stabili e sempre più operatori si affacciano. Le tecnologie a basso contenuto di Si (film sottile) potrebbero in breve tempo rendere il costo del materiale molto minoritario rispetto al costo di manifattura e energia, portando prepotentemente alla ribalta le produzioni cinesi e indiane per ora non molto competitive per via del costo del SI.
Il FV potrebbe avere molte più probabilità di esplodere a livello di uso comune che non eolico, minieolico, compreso il solare termico.
Vale sicuramente la pena di investirci risorse comuni, ma in maniera intelligente.
2) Se vogliamo raggiungere il livello di mercato in cui ci sia una domanda stabile di FV dobbiamo capire che essa non verrà dai proprietari di villetta. Io sarò a breve fra questi ed ovviamente cercherò di farmi il tetto FV approfittando del CE. Ma sono il primo a riconoscere che la futura spinta deriverà da chi farà del FV una forma di produzione di reddito. Minimale e diluita nel tempo, ovvio. Esattamente come un investimento finanziario. Si può forse parlare di "risparmio solare".
A questo scopo ritengo che il CE dovrebbe porre attenzione anche a forme meno banali del classico tetto sulla villetta. Ad esempio esistono già esperienze di "condomini FV" dove interi paesi, magari sotto la gestione dell'ente locale di turno, sfruttano capannoni, discariche o spazi inutilizzati per impiantare campi FV che offrono a tutti la possibilità di partecipare acquisendo quote.
Questo, tra l'altro, sarebbe una risposta alla critica più fondata al CE, cioè il fatto che il CE è spesso un regalo della comunità rivolto a quei relativamente pochi che hanno la possibilità fisica di installarlo e tagliando fuori moltissimi che, vivendo magari in condominio in centro, ne sono esclusi.
Sul problema dei tetti, io non ero contrario ai tetti annuali, pur molto più corposi degli attuali. Per me garantivano una gradualità e costanza di domanda negli anni senza rischi di picco di domanda e successiva depressione. Piuttosto avrei abolito il tetto totale, rendendo i tetti annui flessibili in base alle necessità e all'offerta.
Prendo però atto del consenso universale all'eliminazione. Ritengo però che sarebbe buona cosa anche eliminare allora il tetto massimo, adottando magari un sistema a scalare progressivo della tariffa una volta raggiunto un limite di produzione.
Temo infatti che, anche con la garanzia dei 14 mesi post raggiungimento, assisteremo a una corsa all'impianto per mettersi al vento da possibili esclusioni.
In Germania questo non è avvenuto, ma il CE lì ha avuto un successo buono, ma graduale. Qui, a quanto risulta dalle domande, parrebbe che già ora si sia ai limiti dei 1500 MW indicati come possibili. Se saranno 5000 è già meglio, ma il problema di fondo rimane. Io eviterei qualunque limite stabilendo una revisione adeguata delle tariffe al raggiungimento di una soglia di installato. In questo modo se voglio investire e riengo che i prezzi siano troppo alti aspetto o mi informo con calma senza l'angoscia di restare fuori dal banchetto perchè sono arrivato tardi.
Ultimo punto, sempre collegato a quanto detto, eviterei di penalizzare eccessivamente le installazioni a terra verso quelle a tetto. Piuttosto magari equiparare lo sfruttamento di terreni non agricoli alle installazioni a tetto (discariche, vecchie cave, zone industriali dismesse...) così da unire il vantaggio del non utilizzare terreni di pregio al vantaggio di incentivare la produzione professionale.
Un pò logorroico ammetto, ma preferivo essere chiaro.
P.S. io valuto Pecoraro Scanio dall'efficacia come ministro (e mi ha sempre lasciato molti dubbi in questo senso, dicamo così eufemisticamente). Dei suoi orientamenti sessuali frega pochissimo a tutti. Se viene "pizzicato" su questo dalle forze politiche opposte se ne faccia una santa ragione, così come credo altri si son fatti una santa ragione di essere etichettati con epiteti di ogni tipo e in ogni occasione per altezza, lifting, tricotrapianti, battute infelici e quant'altro. Ciò che merita uno merita anche l'altro e non servono apprendisti difensori d'ufficio in nessuno dei 2 casi.
La politica non è gioca da signorine diceva qualcuno.
Edited by BrightingEyes - 7/11/2006, 13:05


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nè un accanito sostenitore del ministro MATT. La politica non è per educande (a parte il fatto che oggi le educande sono più svezzate degli adulti...), ma la base della critica politica deve essere ad un livello più alto del banale insulto da stadio se si ha la pretesa di voler essere ascoltati. Questa opinione, del tutto personale e discutibilissima, mi viene dopo anni di vita all'estero, dove il dibattito politico (fuori e dentro gli schermi) andava - perlopiù - oltre le perversioni e le scelte sessuali. Ho la convinzione che per portare la democrazia italiana ad uno stadio più maturo si dovrà passare anche per la strada della devolgarizzazione del contesto politico. A partire dal basso, cioè da qui. Ecco perchè cerco di parlare (e mangiare) con un certo tono. Se ci troveremo a bere una birra, i toni saranno diversi!

)
. Ho ritenuto di mio interesse intervenire a proposito dei cambiamenti in oggetto, perchè dal consolare gli imprenditori falliti o ritirati non traevo, e non traggo tuttora, alcun piacere. Per inciso, io sarò pure un teorico involutore del sistema economico italiano (wow! finalmente conto qualcosa anch'io!
), ma la questione che ti ho più volte sottoposto è del tutto pratica: visto l'esito disastroso del vecchio CE, e osservando con la dovuta cautela la bozza del nuovo, dove sono i cambiamenti che affosserebbero il settore?
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, ma è pur sempre un sacco di farina buona...
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