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  1. #26
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    QUOTE (neo-niki @ 7/11/2006, 10:39)
    Per inciso BE (spero tu possa quantomeno continuare a leggere, se non a partecipare), il finanziamento ad impianto eseguito garantirebbe (il condizionale é ancora d'obbligo) anche i soggetti che arrivano alla richiesta di concessione del finanziamento fino a 14 mesi dalla data di raggiungimento della massima potenza finanziabile, un tempo di sicuro sufficiente a coprire la messa in opera e il collaudo di un impianto piccolo, medio e pure grosso, direi.

    Leggo e partecipo volentieri visto che il discorso prende una piega interessante. Puntualizzo però che, pur se sono latore di sensibilità non "di massa", non per questo accetto di essere considerato qualunquista o addirittura ai margini della legalità. E la chiudo qui.
    Concentrandoci sul discorso CE la mia sensibilità qui è da sempre puntata su due aspetti che ritengo fondamentali per il futuro energetico italiano (lo so traspira un pò di immodestia. vabbè). Se sento affinità con FernandoFast è solo perchè vedo che a volte l'interesse dell'imprenditore, specie se piccolo, viene, diciamo cosi, un pò messo in secondo piano di fronte ad altre priorità (anche clientelari, diciamolo). Prendo atto che il meccanismo che riporti sarebbe però tutelante per l'investitore. D'altronde è quello usato nel CE tedesco se non erro.

    1) Il CE è uno strumento fondamentale in tutto il mondo per la crescita del mercato FV. Tutte le analisi concordano che i vari conti energia stanno creando un boom di domanda enorme. Chi legifera ha tra le mani un potenziale importante e una responsabilità altrettanto importante.
    E' fondamentale porre al primo posto il vero scopo del CE che è semplicemente e crudelmente quello di far scendere i costi. I conti su quanta CO2 risparmieremo e quanti posti di lavoro creeremo sono giuste, ma quello della "soglia 1€/1Wp" è il faro che deve guidare. Raggiungere una quota di questo genere (più o meno ovvio) potrebbe far scattare il circolo virtuoso dell'interesse (parlo proprio di lucro, non attenzione eco-sociale ecc.) a investire in FV.
    E' una mera ipotesi allo stato attuale, fortemente osteggiata da i paladini del fossile e persino poco compresa, mi pare, da molti ecosensibili che invece vedono nel FV solo un'occasione per permettere a qualcuno di risparmiare un pò inquinando meno. E' però un'ipotesi che sta sempre più rendendosi concreta. Ora, pur con il famigerato shortage del Silicio in atto e pur con una domanda in crescita del 40% annuo, i prezzi restano stabili e sempre più operatori si affacciano. Le tecnologie a basso contenuto di Si (film sottile) potrebbero in breve tempo rendere il costo del materiale molto minoritario rispetto al costo di manifattura e energia, portando prepotentemente alla ribalta le produzioni cinesi e indiane per ora non molto competitive per via del costo del SI.
    Il FV potrebbe avere molte più probabilità di esplodere a livello di uso comune che non eolico, minieolico, compreso il solare termico.
    Vale sicuramente la pena di investirci risorse comuni, ma in maniera intelligente.

    2) Se vogliamo raggiungere il livello di mercato in cui ci sia una domanda stabile di FV dobbiamo capire che essa non verrà dai proprietari di villetta. Io sarò a breve fra questi ed ovviamente cercherò di farmi il tetto FV approfittando del CE. Ma sono il primo a riconoscere che la futura spinta deriverà da chi farà del FV una forma di produzione di reddito. Minimale e diluita nel tempo, ovvio. Esattamente come un investimento finanziario. Si può forse parlare di "risparmio solare".
    A questo scopo ritengo che il CE dovrebbe porre attenzione anche a forme meno banali del classico tetto sulla villetta. Ad esempio esistono già esperienze di "condomini FV" dove interi paesi, magari sotto la gestione dell'ente locale di turno, sfruttano capannoni, discariche o spazi inutilizzati per impiantare campi FV che offrono a tutti la possibilità di partecipare acquisendo quote.
    Questo, tra l'altro, sarebbe una risposta alla critica più fondata al CE, cioè il fatto che il CE è spesso un regalo della comunità rivolto a quei relativamente pochi che hanno la possibilità fisica di installarlo e tagliando fuori moltissimi che, vivendo magari in condominio in centro, ne sono esclusi.

    Sul problema dei tetti, io non ero contrario ai tetti annuali, pur molto più corposi degli attuali. Per me garantivano una gradualità e costanza di domanda negli anni senza rischi di picco di domanda e successiva depressione. Piuttosto avrei abolito il tetto totale, rendendo i tetti annui flessibili in base alle necessità e all'offerta.
    Prendo però atto del consenso universale all'eliminazione. Ritengo però che sarebbe buona cosa anche eliminare allora il tetto massimo, adottando magari un sistema a scalare progressivo della tariffa una volta raggiunto un limite di produzione.
    Temo infatti che, anche con la garanzia dei 14 mesi post raggiungimento, assisteremo a una corsa all'impianto per mettersi al vento da possibili esclusioni.
    In Germania questo non è avvenuto, ma il CE lì ha avuto un successo buono, ma graduale. Qui, a quanto risulta dalle domande, parrebbe che già ora si sia ai limiti dei 1500 MW indicati come possibili. Se saranno 5000 è già meglio, ma il problema di fondo rimane. Io eviterei qualunque limite stabilendo una revisione adeguata delle tariffe al raggiungimento di una soglia di installato. In questo modo se voglio investire e riengo che i prezzi siano troppo alti aspetto o mi informo con calma senza l'angoscia di restare fuori dal banchetto perchè sono arrivato tardi.

    Ultimo punto, sempre collegato a quanto detto, eviterei di penalizzare eccessivamente le installazioni a terra verso quelle a tetto. Piuttosto magari equiparare lo sfruttamento di terreni non agricoli alle installazioni a tetto (discariche, vecchie cave, zone industriali dismesse...) così da unire il vantaggio del non utilizzare terreni di pregio al vantaggio di incentivare la produzione professionale.

    Un pò logorroico ammetto, ma preferivo essere chiaro. :D


    P.S. io valuto Pecoraro Scanio dall'efficacia come ministro (e mi ha sempre lasciato molti dubbi in questo senso, dicamo così eufemisticamente). Dei suoi orientamenti sessuali frega pochissimo a tutti. Se viene "pizzicato" su questo dalle forze politiche opposte se ne faccia una santa ragione, così come credo altri si son fatti una santa ragione di essere etichettati con epiteti di ogni tipo e in ogni occasione per altezza, lifting, tricotrapianti, battute infelici e quant'altro. Ciò che merita uno merita anche l'altro e non servono apprendisti difensori d'ufficio in nessuno dei 2 casi.
    La politica non è gioca da signorine diceva qualcuno. :D

    Edited by BrightingEyes - 7/11/2006, 13:05

  2. #27
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    CITAZIONE (neo-niki @ 7/11/2006, 10:39)
    Niki

    Questo 3D l'ho fatto dopo aver partecipato ad un convegno in cui erano presenti due politici: uno regionale e uno nazionale che si annoverano tra i VERDI del sole che ride.

    Purtroppo, a quasi 50anni mi posso anche permettere di conoscere la storia politica di persone come Pecoraro Scanio che nella mia mente appare come un ignorante politico di mestiere. Lo ricordo negli anni passati al tempo in cui i VERDI erano divisi in due filoni; poi ancora quando diventò il loro portavoce unitario. E' sempre stato ignorante e sinceramente ho sempre odiato il suo modo di parlare così altezzoso ed inconcludente.

    L'altra sera ad 8 e1/2 ha esordito con una banale difficoltà sulla conferenza di RIO del 1992 e non sapeva neppure che la questione della sostenibilità è stata consolidata in un documento dei verdi tedeschi già nel 1987.

    Per me quindi è e rimane un incompetente qualunquista che si riempie la bocca con le tematiche ambientali. Altra cosa sono le sue dichiarazioni rispetto al suo modo di interpretare l'esser uomo: dal mio punto di vista una perversione narcisistica che non fa altro che aggiungere pomposità ad uno che già considero superbo.

    Per quanto riguarda il ministero attuale, pur considerando la possibilità che la loro interpretazione del conto energia possa in teoria esser salutare, mi indispone la bramosia di cambiamento che hanno avuto; completamente avulsa dalla realtà delle situazioni degli imprenditori che avevano già investito fidandosi del primo conto energia.

    L'ex ministro Scaiola spinse il funzionario del ministero (Dott. Barra se non sbaglio) ad emettere dopo mesi e mesi di tentennamenti politici quel fatidico primo conto energia.

    In commissione il decreto è stato cambiato e peggiorato; e a questo hanno partecipato anche i partiti che allora erano all'opposizione. Non so se sapete ma in Italia la democrazia non è matura e in queste commissioni e poi in parlamento non c'è un atteggiamento volto a migliorare le cose. A volte, per convenienza politica, si fanno in quattro per non far deliberare o per emettere un emendamento che ostacoli l'attuazione dei provvedimenti.

    Molti in questo forum si sono presi la briga di seguire le varie versioni del documento, ed alcuni emendamenti che allora fecero passare i verdi non erano poi così ENTUSIASMANTI.

    Ora c'è il nuovo ministero dell'ambiente "finalmente" nelle mani dei VERDI italiani... stiamo a vedere, a me l'intervento di Ferri al PVTECH mi ha soltanto infastidito per la noncuranza espressa verso i reali problemi del settore.

    Ideologia al potere: ecco cosa ho visto. Scusatemi, ma a me quei tempi sembravano finiti nei primi anni '80 e vederli riapparire al nuovo ministero mi ha fatto :sick:

  3. #28
    alby62
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    Per investire in qualsiasi cosa ,occorrono certezze , non basta solo credere in cui si sta facendo .

    nel mio caso , forse ci sto credendo + di quello che logicamente una persona farebbe .

    Da quando il Ce è nato , 4 anni dopo la boutade tetti fotovoltaici , ( solo chi era al corrente che in quel determinato tempo poteva chiedere il contributo a fondo perduto grande cazzata , almeno per le imprese andavarestituito dopo 5 anni la metà e in + pagarci il 37,25 di tasse , purtroppo non son di san marino o non conosco dove sono le cayman), è stato cambiato 3 volte , dove c'è la certezza ? , come fa uno non documentato e solo mezzo interessato a investire nel CE ?.

    Se chi ha ricevuto l'ammmissione agl'incentivi , non ha ancora eseguito niente , non è proprio colpa sua , è anche del governo , di prima con le restrizioni , e di quello di adesso con .... con che cosa chi lo saprà ???.

    Vedi bollo suv , prima le gomme alte , poi 2600 kg ma no facciamo 230 euro 3 4 2 1 0 - 0, alla fine freghiamo tutti le come sempre Tutti indistintamente paghiamo .

    La certezza c'è , è quella di essere sempre fregati , tranne la speranza .

  4. #29
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    Tengo a precisare rapidamente due punti:

    1. Non ho dato del qualunquista a nessuno di voi, ma ho puntualizzato che la discussione stava diventando banalmente qualunquista. La differenza è sottile, ma non indifferente.

    2. Non sono nè l'amante :P nè un accanito sostenitore del ministro MATT. La politica non è per educande (a parte il fatto che oggi le educande sono più svezzate degli adulti...), ma la base della critica politica deve essere ad un livello più alto del banale insulto da stadio se si ha la pretesa di voler essere ascoltati. Questa opinione, del tutto personale e discutibilissima, mi viene dopo anni di vita all'estero, dove il dibattito politico (fuori e dentro gli schermi) andava - perlopiù - oltre le perversioni e le scelte sessuali. Ho la convinzione che per portare la democrazia italiana ad uno stadio più maturo si dovrà passare anche per la strada della devolgarizzazione del contesto politico. A partire dal basso, cioè da qui. Ecco perchè cerco di parlare (e mangiare) con un certo tono. Se ci troveremo a bere una birra, i toni saranno diversi!

    Detto questo, comprendo le delusioni di Fernando e Alby62 . Fernando, però, continua a non dettagliare i motivi delle sue critiche. Cosa "hanno peggiorato"? E quanto era stato già peggiorato a febbraio?
    Sono sulla vostra stessa barca. E condivido gli stessi obiettivi. Però, non si può non riconoscere che il CE non è e non può essere ad esclusivo appannaggio degli investitori.
    Sento di dover esprimere un parere dettagliato sul nuovo decreto CE (che per inciso, non è tutta farina del sacco dei Verdi, non dimentichiamolo!) e argomentare sulle possibili ripercussioni sul mercato FV dei prossimi anni. Ahimè sono in viaggio, e fatico a scrivere. Tornerò il fine settimana, e allora chiarirò il mio pensiero. Chiedo venia.

    Buona discussione nel frattempo,

    Niki

  5. #30
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    CITAZIONE (neo-niki @ 7/11/2006, 23:06)
    Però, non si può non riconoscere che il CE non è e non può essere ad esclusivo appannaggio degli investitori.Niki

    Nessuno lo pretende, semmai io me la son presa con chi pretenderebbe il contrario (e ci sono post di questo tenore). Tra l'altro non è mia personale intenzione aprire un nuovo "fronte" imprenditoriale nella mia normale attività, quindi che ci sia spazio per le installazioni dei privati mi va benissimo, ci mancherebbe. ;)
    Concordo entusiasticamente sulla necessità di "risollevare" la diatriba politica dalle paludi di banalità da avanspettacolo a cui le parti politiche (più una devo dire però) ci hanno abituato negli ultimi anni.

    P. S. : Credo di saper riconoscere i veri atteggiamento qualunquistici e sono perfettamente in grado di distinguere un richiamo a una discussione civile dalle accuse fondate sull'ideologia. Garantisco. ;)

  6. #31
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    CITAZIONE (neo-niki @ 7/11/2006, 23:06)
    Fernando, però, continua a non dettagliare i motivi delle sue critiche. Cosa "hanno peggiorato"? E quanto era stato già peggiorato a febbraio?

    Da questo che dici si vede che sei un TEORICO... io so benissimo quali sono i danni che ho dovuto pagare di persona grazie ai ritardi prima e ai cambiamenti poi... se tu non li conosci è perchè continui a TEORIZZARE invece che ad IMPRENDERE.

    questo approccio TEORICO alle questioni è alla base dell'involuzione del sistema economico italiano.

    Quale PRODOTTO è possibile ottenere in Italia nel settore fotovoltaico?

    questo: 360Mw di domande approvato 20Mw di impianti realizzati. Ecco cosa ha prodotto il tetto al conto energia.

    Il cambiamento di Febbraio 2005 ha bloccato la realizzazione dei grandi impianti e ridotto gli stanziamenti delle banche a faveore del comparto.

    Il nuovo conto energia che si prospetta, bello o brutto che sia, ridurrà di molto la credibilità degli interventi di sostegno per questo settore in Italia.

    Prova ad andare a parlare con quegli imprenditori che hanno investito 15 miglioni di euro per fare una linea di produzione di pannelli... capirai subito quali sono i danni che continuano a ricevere dagli interventi che continano a creare instabilità nel settore.

    Prova a pensare a chi a gennaio dovrà comprare 10 megawatt di celle per la produzione che dovrà pianificare nel 2008.

    Prova a pensare a quelli che nel 2006 non hanno potuto programmare l'acquisto delle celle per il 2007 e che faranno fatica a spuntare un prezzo certo per tutto l'anno 2007 e che si dovranno accontentare di acquistare rimasugli di produzione con la difficoltà o l'impossibilità di certificare i pannelli fino alla fine del 2007 perchè hanno certificato quelli con le celle di un produttore invece che quelle di quello da cui sono riusciti a stento a strappare celle ad un prezzo più alto di quello dei concorrenti della germania o del giappone...

    TEORIA e PRATICA... la tua è solo teoria

  7. #32
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    Caro fernando
    Non sempre sono d'accordo con te, ma in questo caso hai tutta la mia comprensione.
    Un investimento con durata pluriennale, senza possibilità di riscatto, deve poter contare su condizioni stabili e precise.
    Io posso comprare oggi un'azione Enel (tanto per rimanere nel settore) perchè le prospettive sono di una certa redditualità; se domani mi cambiano le carte in tavola lo posso vendere (se sono sveglio) perdendoci un pochino, ma senza drammi.
    Se oggi mi faccio l'impianto FV e domani mi tolgono (o riducono) l'incentivo sono fregato, me lo devo tenere per i prossimi 40 anni (o magari solo 20?)
    Sul CE si è assistito ad una serie impressionante di modifiche, positive o negative che siano. Questo è assolutamente deleterio per il settore.
    Anche la modifica positiva è deleteria.
    Se mi aspetto che le condizioni migliorino rimando.
    Se mi aspetto che le condizioni peggiorino non lo faccio.
    In ogni caso l'incertezza mi induce a non fare nulla.

    Auguri
    Tersite

  8. #33
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    CITAZIONE (tersite1 @ 13/11/2006, 14:54)
    Se mi aspetto che le condizioni migliorino rimando.
    Se mi aspetto che le condizioni peggiorino non lo faccio.
    In ogni caso l'incertezza mi induce a non fare nulla.

    :(

    Purtroppo è dal 2002 che sento questa tiritera dai clienti... alla fine mi sono arreso e ho chiuso

  9. #34
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    CITAZIONE (tersite1 @ 13/11/2006, 14:54)
    Anche la modifica positiva è deleteria.
    Se mi aspetto che le condizioni migliorino rimando.
    Se mi aspetto che le condizioni peggiorino non lo faccio.
    In ogni caso l'incertezza mi induce a non fare nulla.

    Concordo in pieno pure io. Temo infatti molto il pericolo che il prossimo CE in gestazione ceda troppo alla tentazione del "liberi tutti" e dopo 1 anno salti fuori che la domanda è esplosa, i prezzi sono raddoppiati, abbiamo una selva di microimpianti sul tetto delle villette che contribuiscono con lo 0,0X% alla domanda e nessun ritorno in occupazione e crescita di mercato... e dopo due anni si interviene "a buoi scappati" e la domanda crolla.
    Sono però fiducioso che questo problema sia ben chiaro nelle menti dei nostri governanti (più che fiducioso diciamo che incrocio le dita và :P )

    In ogni caso credo sia prematuro trarre conclusioni. E' anche vero che molti dei problemi del vecchio CE (modalità di accesso, accaparramento quote, ecc) erano insiste nella primitiva versione e andavano corrette. Purtroppo la modifica di febbraio e l'esaurimento precoce della quota di installabile sono i veri responsabili dello stato di incertezza. Anche se comprendo perfettamente chi si trova a dover barcamenarsi con i costi senza alcuna certezza.

    Visto che questo governo ha prontamente dato "certezze" ai precari di ogni parrocchia votante sarebbe ora che capisse che quello che serve anche all'altra sponda del mondo del lavoro sono semplicemente CERTEZZE.

  10. #35
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    Caro Fernando,

    è inurbano, invero, esprimere dei giudizi su qualcuno che non si conosce. Ma tant'è, questo pare essere lo sport preferito del Paese...

    Il sottotitolo del thread è "cambiare per cambiare è spesso sbagliare". Come ben sai, non è venuto in mente a me ;). Ho ritenuto di mio interesse intervenire a proposito dei cambiamenti in oggetto, perchè dal consolare gli imprenditori falliti o ritirati non traevo, e non traggo tuttora, alcun piacere. Per inciso, io sarò pure un teorico involutore del sistema economico italiano (wow! finalmente conto qualcosa anch'io! :D), ma la questione che ti ho più volte sottoposto è del tutto pratica: visto l'esito disastroso del vecchio CE, e osservando con la dovuta cautela la bozza del nuovo, dove sono i cambiamenti che affosserebbero il settore?
    Ciononostante, fin'ora hai mostrato poc'altro che la cieca rabbia per un'impresa chiusa. L'impresa era - soprattutto nel 2002 - ad altissimo rischio, e non potevi non saperlo. Non sei il primo che chiude, e probabilmente neanche l'ultimo. Quando si vedono gli "industriali" rampanti inventarsi la conversione dell'azienda di papà chiedendo a un forum che neanche conoscono l'indirizzo del produttore cinese delle celle più economiche, ti viene il sospetto che ci sarà pure una ragione se qualcuno chiude. Bada, anch'io annaspo nel settore e depreco la mancanza di una chiara, solida e affidabile normativa sul sistema di incentivazione. Anch'io ci sto rimettendo economicamente, alla faccia della "teoricità" di cui mi accusi, per i continui cambiamenti e rivii. E ti dirò, anche perchè qualche nobile "imprenditore" ha avuto la splendida idea di pensare di essere più furbo degli altri grazie alle maglie del vecchio CE e alla immoralità che oramai dilaga sotto le Alpi. Colpa davvero del "nuovo Ministero" <_< ?

    No, caro Fernando, non è questo il punto. Siamo concreti:
    1. il vecchio ce andava modificato al più presto, perchè altrimenti alle ore 11:00 del 1.3.2007 ci saremmo ritrovati di nuovo al palo;
    2. le modifiche di cui si sta parlando sono obiettivamente rivolte ad un miglioramento del sistema e non al suo affossamento. Tuttavia qualche dubbio rimane, e qualche modifica potrebbe essere ancora considerata.

    Su quest'ultimo punto, BE dice:
    CITAZIONE
    Temo infatti molto il pericolo che il prossimo CE in gestazione ceda troppo alla tentazione del "liberi tutti" e dopo 1 anno salti fuori che la domanda è esplosa, i prezzi sono raddoppiati, abbiamo una selva di microimpianti sul tetto delle villette che contribuiscono con lo 0,0X% alla domanda e nessun ritorno in occupazione e crescita di mercato... e dopo due anni si interviene "a buoi scappati" e la domanda crolla.

    Condivido in parte il tuo timore, ma per pensare che da un giorno all'altro si realizzi la "selva di microimpianti" bisogna fare i conti con la capacità dell'offerta di andare incontro alla domanda: la risposta viene da serie analisi macroeconomiche, che - spero ;)- qualcuno si sia preso la briga di considerare. Per inciso, perchè mai la domanda dovrebbe riguardare solo gli impianti di piccola taglia e non le centrali FV? Comunque, i Verdi premono per eliminare anche il tetto complessivo, e questo potrebbe evitare il panico della corsa al pannello.

    In realtà, la mia opinione è che il grosso ostacolo da superare è ancora quello burocratico: l'allacciamento dell'impianto alla rete deve essere garantito in tempi rapidi, la retribuzione dell'energia prodotta deve essere riconosciuta in maniera semplice ed immediata, la procedura di acquisto dell'energia immessa deve essere semplificata al massimo. In particolare, mi chiedo per quale accidente di motivo non si sia proceduto ad accorpare la quota del ricavo dal risparmio sul consumo ovvero dalla vendita sul mercato dell'en. prodotta all'interno della tariffa incentivante, bypassando così tutto il processo di gestione dell'energia da parte dell'utente. In sostanza io (stato) ti riconosco 0,55 €/kWh anzichè 0,42€/kWh + 0,16€/kWh che tu (utente) ti devi fare scalare dal tuo consumo o + 0,10€/kWh che ottieni vendendo l'en. prodotta (N.B.: cifre casuali). In questo modo, oltre che sgravare i soggetti dagli oneri, rischi, tempi e attese legati alla burocrazia, induco l'utente ad una maggiore attenzione al risparmio energetico.

    Questa sarebbe "in pratica" la "teoria": facile vedere che non si tratta di farina del mio sacco :P, ma è pur sempre un sacco di farina buona...

    Buona giornata a tutti,

    Niki

  11. #36
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    QUOTE (neo-niki @ 14/11/2006, 11:03)
    In sostanza io (stato) ti riconosco 0,55 €/kWh anzichè 0,42€/kWh + 0,16€/kWh che tu (utente) ti devi fare scalare dal tuo consumo o + 0,10€/kWh che ottieni vendendo l'en. prodotta (N.B.: cifre casuali). In questo modo, oltre che sgravare i soggetti dagli oneri, rischi, tempi e attese legati alla burocrazia, induco l'utente ad una maggiore attenzione al risparmio energetico.

    Potrebbe essere una buona soluzione. Però occorre mettere d'accordo ENEL o chi per lei, stato, gestore della rete ecc.
    Se si riesce comunque sono d'accordo che sarebbe una buona soluzione anche per il meccanismo attuale che spinge (un pò assurdamente in effetti) a consumare il più possibile, se l'impianto è leggermente sovradimensionato, per prendere la tariffa su tutta la produzione.

    In effetti la "selva" di microimpianti è immagine un pò forzata. So perfettamente che la disponibilità di pannelli ora non è che sia enorme. Proprio per questo però temo che una esplosione di richiesta crei effetti negativi. Nemmeno tanto a livello di prezzi (che al limite possono subire qualche tensione in Italia per un pò di speculazione al dettaglio ma difficilmente una domanda forte italiana potrà dare tensioni a livello internazionale) quanto a livello di percezione dell'opinione pubblica. Del tipo... "ci fregano 10€ a tutti per permettere a pochi privilegiati di farsi il FV" "E poi i prezzi non calano" "E poi quanto ci verrà a costare se tutti vogliono il tetto FV" ecc. ecc.
    Se leggi sul forum qualche voce critica c'è già ora e serve molta attenzione e comprensione delle problematiche senza occhiali ideologici (purtroppo spesso ben presenti nella visione "verde") per evitare un possibile futuro valzer di revisioni e correzioni.
    Non è che voglio essere polemico a tutti i costi, anzi credo moltissimo nel CE, spero però che chi se ne sta occupando comprenda che è dal mondo imprenditoriale che potrà provenire la spinta alla crescita che tutti auspichiamo nel FV (e non solo nel FV, ma si va un attimino OT :P ).

    Edited by BrightingEyes - 14/11/2006, 14:11

  12. #37
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    CITAZIONE (neo-niki @ 14/11/2006, 11:03)
    In realtà, la mia opinione è che il grosso ostacolo da superare è ancora quello burocratico: l'allacciamento dell'impianto alla rete deve essere garantito in tempi rapidi, la retribuzione dell'energia prodotta deve essere riconosciuta in maniera semplice ed immediata, la procedura di acquisto dell'energia immessa deve essere semplificata al massimo. In particolare, mi chiedo per quale accidente di motivo non si sia proceduto ad accorpare la quota del ricavo dal risparmio sul consumo ovvero dalla vendita sul mercato dell'en. prodotta all'interno della tariffa incentivante, bypassando così tutto il processo di gestione dell'energia da parte dell'utente. In sostanza io (stato) ti riconosco 0,55 €/kWh anzichè 0,42€/kWh + 0,16€/kWh che tu (utente) ti devi fare scalare dal tuo consumo o + 0,10€/kWh che ottieni vendendo l'en. prodotta (N.B.: cifre casuali). In questo modo, oltre che sgravare i soggetti dagli oneri, rischi, tempi e attese legati alla burocrazia, induco l'utente ad una maggiore attenzione al risparmio energetico.

    Questa sarebbe "in pratica" la "teoria": facile vedere che non si tratta di farina del mio sacco :P, ma è pur sempre un sacco di farina buona...

    Buona giornata a tutti,

    Niki

    Questa è la teoria di chi non sa come è costruita la tariffa elettrica in Italia...

    Comunque chiudo qui la polemica con te... non mi va di perdere tempo inutilmente. Ci risentiamo il prossimo anno e vedremo chi avrà avuto ragione.

    Fernando


 
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