CITAZIONE (mansoldo @ 26/3/2007, 04:35)
Alla fine in futuro i costi aggiuntivi dovuti al nuovo rinnovabile ed al CE in particolare in Italia devono essere necessariamente così costosi rispetto agli altri paesi ?
Ma assolutamente no. Si tratta di cifre del tutto marginali, se ci riferiamo al solo CE e anche nell'ipotesi che venisse potenziato.
L'Italia fortunatamente può contare sulle lungimiranti scelte idroelettriche della prima metà del 900, hai ragione, e questa è una quota rinnovabile, non alternante (se non nel lungo periodo) importantissima.
Sul nucleare si rischia sempre di scadere in polemica ed è inutile rivangare sclete passate. Il nuke in Italia non c'è, presone atto guardiamo avanti e pensiamo a come ridurre il più possibile nel futuro la dipendenza di fonte, che è di gran lunga il problema strategico più grave per l'Italia.
Le tendenze più accreditate sono per gas naturale e carbone, con marchingegni per sequestrare la CO2. Ottimo (beh, speriamo!
), ma nostro dovere di "attivisti delle rinnovabili" a mio parere dovrebbe essere esplorare tutte le vie che possono far crescere la quota delle rinnovabili: idro (ma resta pochino da fare) geotermica (qualcosina di più, ma sempre poco), eolico (buono, anzi ottimo, ma è alternante e riservato a locazioni precise) e solare FV e termico. Queste ultime possono costare qualcosina ora, è vero, ma resto convinto che ci sia tutto l'interesse a fare qualche sacrificio per incentivarle. Il mio discorso non era per "spingere" il nucleare, ma anzi per far capire che una popolazione disposta a rinunciare a una fonte economica che ritiene però non sicura dovrebbe essere in grado di vedere i vantaggi delle rinnovabili senza fermarsi allo scoglio del costo iniziale. Basta farglielo capire 