CITAZIONE (ricky60 @ 7/8/2007, 19:39)
Salve , interessante la discussione , vorrei solo portare per aitarvi la mia esperienza anche se ridotta.. io lavoro per una ditta di vicenza che era intenzionata a istallare un impianto fotovoltaico di 250KWp , il costo era esorbitante ma con un leasing di 20 anni l'impianto si pagava in 11-12 anni con il conto energia se tutto funzionava bene e se non c'erano rotture. Senza conto energia l'impianto non si pagava ovviamente.. i pannelli erano circa 1500 quindi il prezzo era molto scontato quindi presumo che i tempi di ritorno di un impianto piccolo non possano essere certo inferiori.. se l'impianto lo intendete fotvoltaico+pompa di calore chiedetevi se il risparmio lo fa la pompa di calore o il fotovoltaico , dubito fortemente che ci sia convenienza a produrre EE del fotovoltaico attualmente.. per quanto mi riguarda il fotovoltaico a meno che non cambi drasticamente i propri rendimenti non avrà lunga vita perchè non riesce da solo (senza conto energia) a pagarsi neanche in 30 anni. Ogni pannello che si acquista danneggia di più l'ambiente dello stare senza. Vorrei precisare che i 0.4 euro che lo stato fornisce derivano dalle tasse quindi anche se per chi lo monta è una detrazione(e in piccola parte una tassa) per altri è una tassa e basta.. quindi parlare di convenienza economica in generale mi sembra errato. Mettiamo caso che il tuo sistema funzioni e la gente risparmia , tutti lo montano (almeno quelli intelligenti) ; tra vent'anni cosa pensi succederà , lo stato avrà tolto il conto energia per il rispetto delle quote e le macchine saranno vecchie , senza conto energia la macchina non si pagherà più e cominceranno a non venderle e a smontare le esistenti che non vanno più. Quello che vorrei fosse chiaro è che una fonte per considerarsi rinnovabile deve anche pagarsi da sola , anche in 10 anni se ne funziona 20 ma deve farlo da sola. L'unica cosa che auspico è che questi incentivi che lo stato da servano per aumentare il know how delle ditte produttrici portando i pannelli a rendimenti almeno doppi degli attuali altrimenti per me il solare fotovoltaico non è una fonte rinnovabile. Vorrei infine aggiungere che per commercializzare una macchina del genere dovete far conto che se volete venderela non potete far riferimento solo a determinate zone geografiche come ho sentito qualcuno, la macchina mi sembra un'idea buona (fatto salvo quello che ho precedentemente detto) quindi se volessi acquistarla avrei costi per i pannelli a parità di richiesta più alti rispetto a Roma per esempio quindi vi consiglio di tenervi per i conti quantomeno a latitudini del nord italia , mi sembrerebbe riduttivo venderle solo al sud.
Senti, io sono un ingegnere per l'ambiente ed il territorio specializzato in valutazioni d'impatto ambientale e gestione energetica.
Quando cominciai ad occuparmi di questa tecnologia lo feci proprio con molto scetticismo, valutando l'impatto che questa avrebbe potuto avere sul sistema energetico italiano e, da dati alla mano matematici ed inconfutabili, posso dire che molto di quello che hai detto è erroneo.
1) non è vero che il pannello FV danneggia l'ambiente perchè ha una vita media quasi 10 volte superiore al suo EPBT e anche il suo EROEI è alto; in parole povere durante la sua vita produce molta più energia di quella impiegata per costruirlo (quindi, grazie al lavoro che rende possibile contribuisce molto alla riduzione dell'entropia prodotta per crearlo)
2) non è vero che gli impianti non possono ripagarsi senza conto energia, il mio lavora con una tecnologia diversa perchè agisce in prelievo e miscelazione ed è autocommutante, quindi non usa conto energia, però ho appena postato quelli che sono i miei calcoli relativi e vedo che anche al centro Italia praticamente il guadagno che si ha per i mancati costi è paragonabile al C.E., e questo solo grazie alla cara vecchia detrazione del 36%.
3) il fatto della geografia è anch'esso relativo, perchè è vero che il nord ci vogliono più pannelli che al sud, ma lì ci sono anche maggiori necessità di riscaldamento, quindi ha senso metterci una pdc e potrei arrivare alla detrazione del 55%, che riporta il tutto ad un ottimo paragone col C.E.
Invece sono d'accordo con te quando dici da dove vengono gli incentivi per il C.E. (perchè in parte è vero che vengono dallo Stato, in altra parte dalla componente A3, ma sempre soldi tirati fuori da noi sono),
lo sono pure quando parli della convenienza economica perchè parlare di ritorno economico con la corrente che col C.E. non è proprio tua non ha molto senso,
CITAZIONE (Fede1975 @ 7/8/2007, 21:43)
Forse sarà anche fattibile tecnicamente, ma è impossibile perché il c.e. va da 1 kWp in su. Tant'è che ai clienti di cui parlavo ho suggerito di lasciar perdere l'impianto da 300Wp e di farsene uno da almeno 1 kWp, o in alternativa fare l'impianto condominiale.
Eh, già, vero, c'è anche questo......
....... lo avevo scordato, quindi non è solo infattibile tecnicamente ma lo è anche giuridicamente.
[QUOTE=Fede1975,7/8/2007, 21:43]
CITAZIONE (ad80 @ 7/8/2007, 15:09)
Per piacere, lasciamo stare certi esempi.
In casi di macchinari salvavita è pazzesco andare a trovare soluzioni estemporanee. Il collegamento alla rete ENEL con un gruppo di continuità per le emergenze è la soluzione più affidabile. Quando si parla della vita umana, non andiamo a cercarne altre soluzioni, che anche se teoricamente sono validissime, nella pratica garantiscono un'affidabilità minore.
Le mie macchine sono affidabilissime.........nulla in meno degli UPS, comunque l'esempio che ho fatto era da cani, lo ammetto........ma questo per sottolineare che non ha senso comprare un piccolo stand-alone per mettere sotto corrente cosa?
un PC?
una TV?
A questo punto mi conviene comprare qualche pannello in più e le giuste apparecchiature (per avere potenze di spunto adeguate), farmi i calcoli con l'energia (non con la potenza) e mettere sotto corrente tutto l'impianto, anche se l'autonomia sarebbe poca........