CITAZIONE (BrightingEyes @ 16/1/2008, 09:34)
Non mi sembra un obiettivo inumano e certo nulla giustifica che nel paese del sole si rinunci a questa possibilità per foraggiare i produttori di doppi vetri!

Con risparmio energetico non mi riferivo a doppi vetri e coibentazioni varie. Pensavo piuttosto al campo industriale. Ci sono molti stabilimenti industriali, magari risalenti a diversi decenni fa, in cui gli impianti non erano certo progettati in funzione del risparmio energetico. Senza contare, che nel corso dei decenni, ampliamenti e modifiche apportate agli stabilimenti hanno creato situazioni di vero e proprio sperpero energetico. Ho visto linee di distribuzione vapore da far paura, impianti elettrici con cadute di tensione superiori al 10% (quando la Norma prescrive al massimo il 4%), ecc. Ora, la maggior parte delle volte, per sanare situazioni di questo tipo, occorre rifare di sana pianta gli impianti secondo criteri razionali ( e la maggior parte delle perdite energetiche non derivano dal fatto che magari 40 anni fa non sapessero fare gli impianti, ma dal groviglio di modifiche e ampliamenti che ci sono stati, andando ad agire sull'esistente). Ma i costi sono enormi e spesso questi interventi comportano fermi nella produzione. Risultato: non se ne fa niente. Rendere obbligatori per legge questi interventi, mi pare un po' difficile. Vedo invece fattibile "aiutare" per così dire, le aziende ad intraprendere questa strada, sovvenzionando in qualche forma gli interventi di efficienza energetica. Il discorso è ampio e sicuramente non esiste un'unica soluzione valida per tutto. Ad esempio, nella zona in cui vivo, vista l'alta percentuale di piccole industrie con stabilimenti vecchi di decenni, una possibile soluzione sarebbe cercare di concentrare le aziende in un'unica area e magari pensare a sistemi centralizzati di cogenerazione di energia elettrica e calore. In questo modo, come ho precedente detto, il risparmio energetico lo vedresti in termini di punti percentuali (ed in alcuni casi anche a due cifre). Ma senza aiuti pubblici, sono poche le aziende che hanno la forza di fare cambiamenti del genere. E, per quelle che sono riuscite a farlo da sole, i risultati in termini di risparmio energetico si sono visti.
CITAZIONE (dotting @ 12/1/2008, 12:15)
La nuova Finanziaria prevede all'art 289:
Obbligo di fonti rinnovabili nelle nuove costruzioni
Viene introdotta una modifica all’articolo 4 del Dpr 380/2001 (Testo Unico dell’edilizia) che prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2009, nel regolamento edilizio, ai fini del rilascio del permesso di costruire, deve essere prevista, per gli edifici di nuova costruzione, l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell'intervento. Per i fabbricati industriali, di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati, la produzione energetica minima è di 5 kW.
Però siamo alle solite anche se adesso rispetto al vecchio e ridicolo 350 I/bis della Finanziaria 2007 si è passati da 200 watts a 1 kW.
Il problema è se le Amministrazioni Comunali modificheranno i loro Regolamenti edilizi?
Il 350 I/bis non è stato recepito quasi da nessun Comune e avevano fatto bene, perchè 200 watts e non potevi neppure accedere al conto energia, era ridicolo.
Ora con 1 kW si può ragionare, anche se come facevi osservare 7000 euro kWp installato sono ancora tanti.
A parole sono tutti bravi. E intanto a Firenze i regolamenti edilizi proibiscono di installare pannelli fotovoltaici sui tetti. E non parlo del centro cittadino, che giustamente deve essere tutelato per così dire "paesaggisticamente", ma il regolamento si applica anche a quartieri periferici che niente hanno da invidiare alle periferie degradate di altre grandi città italiane.
Saluti.
Federico