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  1. #1
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    Predefinito Il ministro Brunetta e il Solare

    Avete sentito ieri a Matrix il min Brunetta sparare a zero sul solare ?
    Accanto alla rinegoziazione del pacchetto di misure derivanti dal protocollo di Kyoto, si vuole disincentivare l'uso delle energie rinnovabili a favore delle industrie petrolifere?
    Il ministro sa che il petrolio inquina alla sorgente, inquina in fase di raffinazione (il petrolchimico lungo la costa di Siracusa, dieci kilometri di devastazione, è causa di emissioni di mercurio, deformazioni genetiche di molti bambini nei paesi circostanti)?
    E' utile che il min ricordi che il petrolio inquina anche quando usa una delle tante autoblu o semplicemente la propria macchina. Le emissioni del petrolio inquinano anche in una centrale termoelettrica.

    Che dire poi del fatto che Tizio ha chiesto 80 miliardi per "salvare" dalla crisi l'industria dell'automotive....

    Il mio parere è che solo i grandi gruppi (ENEL, ENI, FIAT) quotati in borsa sarebbero protetti da questa politica, unicamente allo scopo di rilanciare il mercato finanziario. Faccio un esempio. Proponi al cliente di investire in azioni ENEL. Un terzo va a Pinco un terzo a Pallo e un terzo contribuisce a rendere l'investimento conveniente. Proponi al cliente di investire in pannelli fotovoltaici: la torta gli rimane tutta per se, avrebbe un ROI superiore a quello dell'investimento in fondi e azioni ENI ed ENEL, a maggior ragione nei momenti di crisi e vivrebbe in un paese più pulito.

    Fatemi sapere cosa ne pensate....

  2. #2
    Seguace
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    Investendo in pannelli fotovoltaici almeno il 60-70% va all'estero, il 10% alle banche il 10% alle multinazionali italiane(che vendono ed installano i pannelli, perchè stai sicuro che se il settore avesse cifre interessanti rimangono solo quelle) ed il 10% all'utente.

    Io mi occupo di automazione, perchè non finanziano sistemi di automatizzazione?
    Che farebbero crollare il prezzo alla produzione dei beni?
    Ridando fiato all'export.

    Intanto operai italiani non ne vedo in giro a fabbriche, il 90% sono stranieri.

  3. #3
    Seguace
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    Quote Originariamente inviata da Il Fauno Visualizza il messaggio
    Faccio un esempio. Proponi al cliente di investire in azioni ENEL. Un terzo va a Pinco un terzo a Pallo e un terzo contribuisce a rendere l'investimento conveniente. Proponi al cliente di investire in pannelli fotovoltaici: la torta gli rimane tutta per se, avrebbe un ROI superiore a quello dell'investimento in fondi e azioni ENI ed ENEL, a maggior ragione nei momenti di crisi e vivrebbe in un paese più pulito.

    Fatemi sapere cosa ne pensate....
    Semplice!
    Un impianto da 3KWp costa 18000 €.
    Con 18000 € mi compro 3400 azioni Enel (quotazioni di oggi).
    Il dividendo deliberato è di 0,49 €, quindi incasserò annualmente 1666 €.
    Supponendo (alla grande) che l'impianto mi produca 4000 KWh all'anno significa che il Kwh mi deve essere retribuito almeno 0.42 €.
    E fin qui ci siamo.
    Il problema è che fra 20/30 anni l'impianto mi varrà meno di zero, dovrò spendere per smaltire i rottami. I titoli Enel mi varranno ancora parecchio (spero parecchio di più).
    Nel caso malaugurato che le cose non funzionino a dovere posso sempre vendere i titoli con un clic.
    L'impianto me lo devo tenere.

    Le analisi economiche si fanno così.

    ciao
    Tersite

  4. #4
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    Quote Originariamente inviata da tersite3 Visualizza il messaggio
    Semplice!
    Un impianto da 3KWp costa 18000 €.
    Con 18000 € mi compro 3400 azioni Enel (quotazioni di oggi).
    Il dividendo deliberato è di 0,49 €, quindi incasserò annualmente 1666 €.
    Supponendo (alla grande) che l'impianto mi produca 4000 KWh all'anno significa che il Kwh mi deve essere retribuito almeno 0.42 €.
    E fin qui ci siamo.
    Il problema è che fra 20/30 anni l'impianto mi varrà meno di zero, dovrò spendere per smaltire i rottami. I titoli Enel mi varranno ancora parecchio (spero parecchio di più).
    Nel caso malaugurato che le cose non funzionino a dovere posso sempre vendere i titoli con un clic.
    L'impianto me lo devo tenere.

    Le analisi economiche si fanno così.

    ciao
    Tersite
    Se il titolo è sempre solo positivo e costante o crescente.
    Fra vent'anni di petrolio ce ne sarà poco e sarà più conveniente pompare sole sulle celle fotovoltaiche che nelle tasche degli italiani che si ribellano perché non vogliono più far guerre.E' proprio vero, gli italiani vogliono il verde e amano l'ecologia ma solo di domenica.
    La crisi finanziaria, per non diventare crisi dell'economia reale dovrebbe restare finanziaria il più possibile, cioè riversarsi su chi ha scommesso (investito?) male e non sugli altri. Semplice come un click.

  5. #5
    Seguace
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    Quote Originariamente inviata da Il Fauno Visualizza il messaggio
    Se il titolo è sempre solo positivo e costante o crescente.
    Fra vent'anni di petrolio ce ne sarà poco e sarà più conveniente pompare sole sulle celle fotovoltaiche che nelle tasche degli italiani che si ribellano perché non vogliono più far guerre.E' proprio vero, gli italiani vogliono il verde e amano l'ecologia ma solo di domenica.
    La crisi finanziaria, per non diventare crisi dell'economia reale dovrebbe restare finanziaria il più possibile, cioè riversarsi su chi ha scommesso (investito?) male e non sugli altri. Semplice come un click.
    Male che vada il titolo va a zero e ti ritrovi nelle condizioni di chi ha comprato il pannello FV.
    Fra vent'anni petrolio ce ne sarà poco, vero, ma il carbone sarà ancora parecchio e, mal che vada, bruceremo quello.

    Se gli amici della fusione fredda, contro i pronostici ufficiali, troveranno qualcosa di buono, o, più probabilmente, gli amici di ITER (fusione calda) riusciranno a far funzionare il megapentolone, quanto pensi che varrà il modulo FV che hai messo sul tetto.
    In fondo la ricerca che può avere sbocchi determinanti è questa.

    Il FV se lo possono permettere solo i ricchi gli altri si arrangeranno, e siccome sono la stragrande maggioranza saranno loro a condurre le danze.
    E i tuoi moduli finiranno come quelli di Serre Persano: grattati.

    Ciao
    Tersite

  6. #6
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    Quote Originariamente inviata da Il Fauno Visualizza il messaggio
    Fatemi sapere cosa ne pensate....
    Non ho visto la trasmissione, ma se come penso Brunetta parlava di scelte a livello politico nazionale ha ragione da vendere! Non si fa il bene delle FER vaneggiando di centrali solari al posto delle centrali a carbone! E' fantascienza al momento che uno stato impegni risorse consistenti in questo senso!
    Le FER si incentivano rendendole convenienti come investimento, non con le belle parole. Un impianto FER produce X Mwh. Facendo tutti i calcoli che si vuole si arriverà a ottenere un costo Y di produzione a kWh.
    Se io imprenditore posso rivendere a qualcuno quella merce a Y+Z avrò una convenienza economica. Ed investirò. Sennò ciccia e a poco valgono le geremiadi mediatiche! E' così, fra parentesi, che funziona e tira il mercato dell'eolico.
    Il problema è che quella merce al momento costa più cara di quella prodotta da fonte fossile. Ottimo! Facciamocene una ragione e voltiamo pagina!
    L'Europa ci obbliga a tagliare le emissioni? Ha ragione! La Francia ci dice che dobbiamo farlo e tacere? Oltre ad avere ragione ha pure 60 centrali nucleari che producono energia senza emissioni di Co2... cosa ci aspettavamo dicesse il buon Sarkozy? Che scemo non è?
    I consumatori privati italiani (e non le imprese, sia chiaro!!!) hanno scelto vent'anni fa una strada. Legittimamente! Ne traggano ora le conseguenti conclusioni! Non è difficile eh! Proviamo col passo-passo...
    Se dobbiamo ridurre le emissioni possiamo farlo producendo energia elettrica da nucleare o da FER.
    Se preferiamo il nucleare... cuore in pace e via ai cantieri e finiamola con le ipocrisie! (Per evitare equivoci NON è la mia soluzione preferita!)
    Se preferiamo le FER... il costo del kWh crescerà. A spanne circa due volte e mezzo l'attuale.
    Ovviamente tale costo è improponibile per le imprese. Non si tratta di fare figlie e figliastri, ma le imprese italiane già ora pagano l'energia il 60% in più di quelle francesi (e difatti si sente!) raddoppiare questo costo sarebbe un suicidio economico. Nessuna merce prodotta in Italia sarebbe competitiva.
    Resta un'ultima soluzione. Finale!
    La gente che ha detto vent'anni fa no al nucleare deve ora pagare la scelta solare/eolica/vattelapesca PER IL REALE COSTO che essa scarica sulle bollette. Mi sembra equo. Invece di inveire contro il Brunetta di turno la gente più ecosensibile si attivi per chiedere volontariamente tale cambio di mentalità, sotterrando le utopie.
    E' un cambio di slogan alla fine. Dal "nucleare no grazie!" al "vogliamo pagare la bolletta, prego!".
    Titoli o non titoli il tempo è galantuomo!

  7. #7
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    Vorrei solo aggiungere una breve riflessione...è vero, la responsabilità della scelta sul nucleare riposa nella penna, pardon matita, di chi andò a votare a quel referendum, quindi, il privato cittadino, ma per ciò che è accaduto dopo, anzi, non accaduto ? Un referendum di quel tipo esprime anche un'indicazione programmatica di cui i governi di quel tempo avrebbero dovuto tenere conto rimboccandosi le maniche, invece accadde il contrario. Mi spiego con un esempio pratico: all'indomani del referendum in una nota grande azienda metalmeccanica del Nord fu tutto un fiorire di idee e progetti volte a realizzare soluzioni energetiche alternative, si arrivò addirittura alle creazione di vere e proprie divisioni detinate a formare un ramo d'azienda autonomo, il tutto durò all'incirca un anno poi giunse dall'alto il diktat: petrolio !
    Ora ci troviamo di fronte alla necessità di colmare un gap ventennale per il quale, a mio personalissimo avviso, i cittadini non hanno colpe. Se ci fermiamo all'equità trovo irritante che siano i cittadini a pagare con la loro bolletta, visto e considerato che con la bolletta hanno già pagato per fonti che rinnovabili non sono, mi piacerebbe che a pagare fosse chi, in tutto questo tempo, ha guadagnato cifre incommensurabili e auspicherei che lo Stato, che interviene a salvare cani e porci, non si tirasse indietro di fronte alle sfide poste dall'Europa incentivando l'industria delle FER a "titolo risarcitorio".
    Buona giornata
    henry

  8. #8
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    La differenza fra nucleare e fer è che il nucleare aumenterebbe il flusso di denaro in entrata nel paese, mentre le fer aumenterebbe il flusso di denaro in uscita, visto che ora per produrre beni "in serie" conviene farlo all'estero.

  9. #9
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    Quote Originariamente inviata da BrightingEyes Visualizza il messaggio
    La gente che ha detto vent'anni fa no al nucleare deve ora pagare la scelta solare/eolica/vattelapesca PER IL REALE COSTO che essa scarica sulle bollette. Mi sembra equo. Invece di inveire contro il Brunetta di turno la gente più ecosensibile si attivi per chiedere volontariamente tale cambio di mentalità, sotterrando le utopie.
    E' un cambio di slogan alla fine. Dal "nucleare no grazie!" al "vogliamo pagare la bolletta, prego!".
    Titoli o non titoli il tempo è galantuomo!
    ma figurati, dovrebbero cominciare a scucire soldi loro e, fare le cose seriamente, altro che slogan e gite pagate per fare un pò di cagnara in piazza

    Odisseo

  10. #10
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    Quote Originariamente inviata da henry Visualizza il messaggio
    Vorrei solo aggiungere una breve riflessione...è vero, la responsabilità della scelta sul nucleare riposa nella penna, pardon matita, di chi andò a votare a quel referendum, quindi, il privato cittadino, ma per ciò che è accaduto dopo, anzi, non accaduto ?
    Concordo totalmente sul fatto che dopo lo sciagurato referendum i "vincitori" abbiano fatto pochissimo, ma la spiegazione reale NON è tanto nell'abusato complotto pro-petrolio, ma nella considerazione, semplice semplice, che tutte le ipotesi alternative presentate al tempo dalle "menti che ridevano" erano ovviamente e banalmente PIU' COSTOSE! Fattibili, certo, ma più costose! Bastava dirlo e convincere la gente a pagarle!
    Altrettanto ovviamente e banalmente ben pochi avevano il coraggio di dirlo alla sciura Maria. Molto più semplice fare raduni coi palloncini per "sensibilizzare" chi era già sensibilissimo ed aveva solo bisogno che qualcuno gli dicesse francamente "bene... ora è il momento di scucire!"
    Che le FER fossero più economiche di fossili e nucleare è sempre stata una frottola, ma per vent'anni ce l'hanno raccontato e la gente (che è portata sempre a credere alla faccia più simpatica della medaglia) se l'è bevuta.

    Ora la domanda mi sorge spontanea...
    Siamo tutti entusiasti per Kyoto e va bene! Siamo tutti contrari alle centrali fossili e va bene! Siamo perlomeno in molti a preferire che le centrali nucleari si facciano meno possibile e comunque molto più sicure elle attuali e va bene! Siamo tutti convinti che si possa intervenire corposamente nel campo dell'ottimizzazione energetica così da risparmiare un buon 10% di domanda e va bene!

    Ma come diavolo si pensa di evitare i gravi contraccolpi economici che un'applicazione "fanatica" degli obblighi comunitari farebbe ricadere sulla produttività italiana?? E' di questo che parla Brunetta e l'attuale governo quando va a contrattare l'applicazione dei trattati!
    In parole più semplici:
    CHI PAGA PER RIDURRE LE EMISSIONI?

    Se la risposta dei cittadini è "non preoccupatevi, aderite a tutti i trattati per la riduzione e noi ne accetteremo le conseguenze, avendole ben capite e comprese"... per carità... tanto di cappello! E' la mia posizione in fondo!
    Se la risposta è, come temo, "Il Berlusca la smetta di farci fare figure barbine con l'Europa e accetti i trattati, ma sia chiaro che la bolletta non deve aumentare, anzi... l'occupazione non deve diminuire, anzi... la pressione fiscale non deve aumentare, anzi..." beh, in questo caso sarei curiosissimo di vedere le ricette! O meglio le formule magiche.
    Io, per prudenza, mi sto rendendo autosufficiente dal punto di vista energetico (col FV incentivato dalle bollette di tutti, certo! Chi preferisce investire in titoli, si accomodi! ). I conti veri li faremo fra 5 o 6 anni, non ora! E i troppo furbi potrebbero trovarsi a far la fine dei precari della scuola!

  11. #11
    Seguace
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    Quote Originariamente inviata da BrightingEyes Visualizza il messaggio
    Chi preferisce investire in titoli, si accomodi! ). I conti veri li faremo fra 5 o 6 anni, non ora! E i troppo furbi potrebbero trovarsi a far la fine dei precari della scuola!
    Caro Bright
    il cielo mi fulmini se intendevo consigliare l'acquisto di titoli Enel.
    Ho la sfera di cristallo dal vetraio.
    Semplicemente volevo significare che un investimento con rientro ventennale è un investimento a rischio come tanti altri.
    Se il FV fosse un business così allettante e certo non vedo perchè le banche si siano ostinate ad erogare finanziamenti immobiliari a potenziali saltafossi.
    Ma questo è un altro discorso.
    Dipende dalla sensibilità e possibilità di ognuno.
    Fermo restando che proseguendo su questa strada la gente deve convincersi che non sarà sicuramente a costo zero.
    Qualcuno farà forse un affare e gli altri (la maggioranza) pagheranno l'energia il triplo.
    E questo fai molto bene a ribadirlo nei tuoi interventi.

    Ciao
    Tersite

  12. #12
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    Quote Originariamente inviata da BrightingEyes Visualizza il messaggio
    Non ho visto la trasmissione,

    *** non citare il post completo ***

    la bolletta, prego!".
    Titoli o non titoli il tempo è galantuomo!
    Cercherò di riassumere quanto ho scritto in un mio post andato purtroppo in fumo.

    Quello che mi ha dato fastidio di Brunetta è stato quanto segue.
    Brunetta: "E come la risolvi la crisi, mettendo il solare sui tetti di tutta la Pianura Padana!"
    (chiara allusione al fotovoltaico, ma fin qui passi)
    Poi
    Brunetta: "Il solare ha costi esorbitanti ED INQUINA IN MODO ESORBITANTE!"
    e mentre dice questo urbi et orbi , con le manine che escono dal tronco disegna un cerchio gigante come un castello di marzapane.
    Spontaneo mi è venuto a quel punto un aggettivo: CO....ONE!!!!
    Anche l'idea degli stupefacenti mi è venuta in quel momento.... visto che a sniffare non ci si inquina....
    Ma capirei se ci fosse il nucleare lì che aspetta già domani mattina!! Molte imprese italiane intanto hanno capito che per loro è una grande opportunità e stanno investendo a paletta in fotovoltaico. Hanno capito che se hanno un futuro, il futuro è questo. Il fatto è che con la rinegoziazione si ottiene un vantaggio non tanto per le imprese italiane, ma per lo Stato che non è più soggetto ad erogare il Conto Energia e altri finanziamenti.
    Intano gli aiuti vanno alla FIAT per la trecentesima volta, vanno alla finanza degli speculatori e bancari corrotti, ai colossi ENI (petrolio, ottimo da insufflare combusto) ed ENEL (che non mancherà di farsi da solo la quota 20% dei CV). Saluti
    Ultima modifica di mariomaggi; 25-10-2008 a 08:04

  13. #13
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    ma il solare fv ha realmente costi esorbitanti, produrre semiconduttori inquina di brutto,
    anche smaltire semiconduttori inquina

    Odisseo

  14. #14
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    Quote Originariamente inviata da odisseo Visualizza il messaggio
    ma il solare fv ha realmente costi esorbitanti, produrre semiconduttori inquina di brutto,
    anche smaltire semiconduttori inquina

    Odisseo
    Un pugnetto di sabbia da un lato e un po' di metallo dall'altro.....
    Mi dispiace ma la tua affermazione non può essere scollegata da un termine di paragone. Male che vada cosa vuoi chiederemo anche noi il contributo rottamazione ...

  15. #15
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    Quote Originariamente inviata da Il Fauno Visualizza il messaggio
    Un pugnetto di sabbia da un lato e un po' di metallo dall'altro.....
    Mi dispiace ma la tua affermazione non può essere scollegata da un termine di paragone. Male che vada cosa vuoi chiederemo anche noi il contributo rottamazione ...
    allora, di che ti lamenti ?
    Se è vero..........
    prendi un pugnetto di sabbia e un pò di metallo e scollegati dalla rete elettrica
    prendi qualche altro pugnetto di sabbia e un pò di metallo e, alimentaci la tua auto, scaldaci casa, etc etc etc

    Se non ce la fai, se hai bisogno di ricorrere alla complessa tecnologia inquinante che, consente di passare dal pugnetto di sabbia alla cella fotovoltaica, allora, devi collegarti a qualche termine di paragone molto più realistico di quanto utilizzi adesso



    Odisseo

  16. #16
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    x Tersite: ci sono molte persone, non certo tu in particolare, che la trifolano da anni sul fatto se non sia più conveniente investire in titoli invece che in FV. Ovvio e banale che la vera motivazione che sta dietro questi interventi spesso è l'attitudine tutta italiota di piangere sempre per strappare un pò di più.
    In pratica il ragionamento è "ma perchè mai dovrei utilizzare miei soldi per investire nel FV quando la banca me li fa fruttare di più? Aho! Stato spilorcio ALZA gli incentivi fino a rendere conveniente il FV invece che investire in bond argentini!". A me questo discorso rende nervoso. Mi pare una forzatura del senso degli incentivi e dell'intera politica FER. Il mio discorso era limitato a questo aspetto.

    x Il Fauno:ribadisco, non sono in accordo totale con Brunetta (sull'energia almeno, sul pubblico impiego già di più ), ma posso comprendere il senso del suo discorso sopratutto in relazione alla copertura della domanda che NON PUO' in alcun modo essere coperta dalle sole FER. Che serva o meno il nucleare è pacifico che una quota importante di fossili dovremo procurarcela ancora per lungo tempo. Quello che mi preoccupa è che questo tempo ci sia e ridurlo puntando molto sullo sviluppo delle FER mi pare imperativo. Costi cosa costi!

    x Odisseo: Il problema dell'inquinamento esiste anche per la produzione e lo smaltimento dei pannelli, ovvio. Nessuno lo nega, ma è altrettanto innegabile che può essere gestito in maniera mooolto più semplice che l'inquinamento continuo, diffuso, praticamente incontrollabile che è insito nell'utilizzo delle fossili. C'è una bella differenza e lo capisce chiunque!

  17. #17
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    Quote Originariamente inviata da Roby Visualizza il messaggio
    Investendo in pannelli fotovoltaici almeno il 60-70% va all'estero, il 10% alle banche il 10% alle multinazionali italiane(che vendono ed installano i pannelli, perchè stai sicuro che se il settore avesse cifre interessanti rimangono solo quelle) ed il 10% all'utente.

    Io mi occupo di automazione, perchè non finanziano sistemi di automatizzazione?
    Che farebbero crollare il prezzo alla produzione dei beni?
    Ridando fiato all'export.

    Intanto operai italiani non ne vedo in giro a fabbriche, il 90% sono stranieri.
    Sottoscrivo.

  18. #18
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    Quote Originariamente inviata da Il Fauno Visualizza il messaggio
    Un pugnetto di sabbia da un lato e un po' di metallo dall'altro.....
    Mi dispiace ma la tua affermazione non può essere scollegata da un termine di paragone. Male che vada cosa vuoi chiederemo anche noi il contributo rottamazione ...
    Da questo si capisce che tu non sai minimamente come sono fatti i semiconduttori.

  19. #19
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    Quote Originariamente inviata da Roby Visualizza il messaggio
    Da questo si capisce che tu non sai minimamente come sono fatti i semiconduttori.
    x Roby
    Tu sì invece

    x Brightin
    Gli incentivi statali sono stati pensati per attivare il mercato delle rinnovabili, rendendole gradualmente sempre più competitive rispetto ad altre fonti di energia. Con questo spirito i paesi più virtuosi d'europa hanno dato vita al sistema del Conto Energia. Si calcola che la Grid-Parity fra FER e altre avverrà intorno al 2015, qualcuno dice anche prima. Ciò significa che l'azione combinata di ricerca e incentivi renderanno competitivo il mercato delle rinnovabili rispetto a quello dei combustibili fossili. Con questo non c'è nessuna pretesa di essere esclusivisti della produzione di energia mediante FER, casomai sono i sostenitori dei CF o nucleare quelli che vorrebbero farlo, come la storia ci insegna. Allora mi chiedo ma perché c'è gente che si oppone al processo di inclusione delle FER nel mercato, pur essendoci bisogno di energia? Forse perché sono investitori? Quante volte abbiamo criticato la scelta insensata di uscire dal nucleare (i tempi erano quelli dello slogan "Il metano ti dà una mano" e dell'illusione della "Conversione a gas delle centrali nucleari esistenti", se ben vi ricordate.... che fossero i petrolieri i veri nemici del nucleare?)
    E oggi che ci sarebbe l'opportunità grazie a scenari inevitabili che presuppongono attenzione alla sostenibilità delle scelte, vedo tanti piagnoni mal pentiti e cinici speculatori. Con questo nessuna pretesa di far loro cambiare prospettiva.

  20. #20
    Seguace
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    Quote Originariamente inviata da tersite3 Visualizza il messaggio
    Semplice!
    Un impianto da 3KWp costa 18000 €.
    Con 18000 € mi compro 3400 azioni Enel (quotazioni di oggi).
    Ed oggi, a tre giorni di distanza, le tue 3400 azioni enel valgono 17200 euro.
    Complimenti, sei riuscito a perdere 700 euro in tre giorni.

    Mi sa che hai proprio scelto il momento sbagliato per fare un esempio del genere....

    Le analisi economiche si fanno così.
    Appunto...

  21. #21
    Seguace
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    Quote Originariamente inviata da Roby Visualizza il messaggio
    La differenza fra nucleare e fer è che il nucleare aumenterebbe il flusso di denaro in entrata nel paese,
    E come, di grazia?!?!
    L'Italia non dispone oggi in casa neppure della tecnologia per produrre gli scovolini dei cessi di una centrale nucleare... sarebbero tutti prodotti esteri, o brevetti esteri.
    Per non parlare poi del combustibile nucleare, che non si saprebbe nemmeno DOVE andare a comprare... visto che tutti i maggiori produttori mondiali hanno contratti blindati per i prossimi vent'anni.

    Viceversa, si potrebbe anche pensare ad un'industria nazionale del FV... molto più a portata di mano e fattibile che non un'industria del nucleare!

  22. #22
    Seguace
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    Quote Originariamente inviata da Archimede2007 Visualizza il messaggio
    Ed oggi, a tre giorni di distanza, le tue 3400 azioni enel valgono 17200 euro.
    Complimenti, sei riuscito a perdere 700 euro in tre giorni.
    Mi sa che hai proprio scelto il momento sbagliato per fare un esempio del genere....
    Appunto...
    Vedo che sei attento, ma non troppo.
    Finchè non viene tagliato il dividendo il mio discorso rimane valido.
    Infatti ho fatto i conti sui dividendi non sul valore di borsa che so benissimo essere altalenante e a rischio.
    A proposito: quanto varrà il tuo impianto FV il giorno dopo che l'hai collaudato?
    Se lo vuoi smobilizzare ci perdi almeno la metà.
    Il tuo conto te lo sei fatto sulla fornitura di energia, il mio l'ho fatto sui dividendi.

    Appunto.
    Ciao
    Tersite

  23. #23
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    Quote Originariamente inviata da Archimede2007 Visualizza il messaggio
    E come, di grazia?!?!
    Viceversa, si potrebbe anche pensare ad un'industria nazionale del FV... molto più a portata di mano e fattibile che non un'industria del nucleare!
    .................................
    Quoto in pieno
    ..................................

  24. #24
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    Quote Originariamente inviata da BrightingEyes Visualizza il messaggio
    x Odisseo: Il problema dell'inquinamento esiste anche per la produzione e lo smaltimento dei pannelli, ovvio. Nessuno lo nega, ma è altrettanto innegabile che può essere gestito in maniera mooolto più semplice che l'inquinamento continuo, diffuso, praticamente incontrollabile che è insito nell'utilizzo delle fossili. C'è una bella differenza e lo capisce chiunque!
    mai detto il contrario, semplicemente mi metto a ridere quando leggo che il fv non inquinerebbe
    Quote Originariamente inviata da Archimede2007 Visualizza il messaggio
    E come, di grazia?!?!
    L'Italia non dispone oggi in casa neppure della tecnologia per produrre gli scovolini dei cessi di una centrale nucleare... sarebbero tutti prodotti esteri, o brevetti esteri.
    Per non parlare poi del combustibile nucleare, che non si saprebbe nemmeno DOVE andare a comprare... visto che tutti i maggiori produttori mondiali hanno contratti blindati per i prossimi vent'anni.

    Viceversa, si potrebbe anche pensare ad un'industria nazionale del FV... molto più a portata di mano e fattibile che non un'industria del nucleare!
    mai sentito parlare di Ansaldo ???
    index

    il combustibile ?? ohhhh che roba, credo vi sia un mercato, se non ricordo male trattano "commodities"

    sicuramente l'italia è piena di torme di eco-ambientalisti che hanno orgasmi cerebrali all'idea di veder sorgere fabbriche di semiconduttori e, cave, vicino a casa

    per il discorso azioni e rendimenti, basta fare una capatina su yahoo, settore finanza e grafici, per rendersi conto che il valore delle aziende sale e scende, quindi come i corsi scendono, poi salgono e, viceversa
    Basta non fossilizzarsi e guardare il quadro nel suo insieme

    Odisseo

  25. #25
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    Quote Originariamente inviata da Archimede2007 Visualizza il messaggio
    Ed oggi, a tre giorni di distanza, le tue 3400 azioni enel valgono 17200 euro.
    Complimenti, sei riuscito a perdere 700 euro in tre giorni.

    Mi sa che hai proprio scelto il momento sbagliato per fare un esempio del genere....
    Fin che non vende le azioni non ha perso niente, si vedrà fra 20 anni


 
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