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  1. #826
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    Spero di aver chiarito!
    Lo hai fatto nel migliore dei modi!

    Quote Originariamente inviata da BrightingEyes Visualizza il messaggio
    Ma se qui discutiamo della possibilità di coprire il fabbisogno con le FER dobbiamo discutere di QUELLO!
    Sono d'accordo! Sarebbe interessante vedere l'aumento del contributo delle FER sul FEN (fabbisogno elettrico nazionale) col passare del tempo...
    A tal proposito vorrei postare qualche dato reale che ho ricavato dal sito della Terna e del GSE.
    Tra un pò di tempo posterò (o posteremo) gli stessi dati, per vedere se c'è e in che misura un aumento della produzione da FER.
    Che ne dite?
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  2. #827
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    Perché il geotermico lo considerano non programmabile?

  3. #828
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    Quella tabella mi sembra tutta stramba:

    Il geotermico è già ora programmabilissimo, il biogas non ho capito perchè sia considerato non programmabile essendo un derivato della biomassa ed essendo bruciato termoelettricamente, l'idro fluente funziona perloppiù ininterrottamente con variazioni abbastanza prevedibili, inoltre ci sono rifiuti, combustibili di processo e residui che NON sono FER.
    Inoltre viene escluso il solare termico.

    Sarebbe interessante vedere una tabella in cui viene indicata anche la produzione persa per motivi strutturali della rete, come ad esempio quando si fermano le centrali eoliche.



    P.S.

    Cerchiamo di fare un pò di chiarezza sulla programmabilità o meno delle FER:


    FER non programmabili

    - solare fotovoltaico
    - eolico
    - solare termico (problema parzialmente già mitigato grazie alle tecnologie d'accumulo)
    - idrelettrico fluente (anche se le oscillazioni possono essere ampiamente prevedibili)

    FER programmabili

    - idro con bacini
    - geotermico
    - biomasse, biogas
    - solare a concentrazione

    (poi ci sarebbero le fer che sfruttano le correnti marine e le onde, già in uso nel mondo)

    Come si può vedere da questo semplice specchietto, anche in un sistema che tende al 100% FER ci sono tecnologie programmabili che possono provvedere a soddisfare l'energia di base ed essere modulate secondo criteri tradizionali.
    Ultima modifica di taote79; 24-04-2010 a 16:29
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  4. #829
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    Quote Originariamente inviata da taote79 Visualizza il messaggio
    Quella tabella mi sembra tutta stramba.
    Non ho fatto altro che prendere i dati del GSE e quelli di Terna (s.p.a.). Vista la tecnologia e la complessità che sta dietro al sistema di misurazione che adottano, credo che la tua impressione sia del tutto opinabile.
    Quote Originariamente inviata da taote79 Visualizza il messaggio
    Il geotermico è già ora programmabilissimo....
    l'idro fluente funziona perloppiù ininterrottamente con variazioni abbastanza prevedibili....
    Sembra strano, lo so... ma il geotermico non è una FER programmabile, è una tipologia di centrale nella quale si produce sempre tutto quello che è disponibile (in sostanza non puoi ridurre il "combustibile" che scalda l'acqua).
    Anche l'idrelettrico ad acqua fluente non è programmabile, in quanto se manca l'acqua nel fiume, anche se la richiesta di energia elettrica sale, la centrale non potrebbe produrre. E' una centrale che deve essere affiancata da un'altra di base.
    L'aspetto di cui parli si chiama utilizzazione (espresso in ore equivalenti/anno) e nulla ha a che vedere con la programmabilità. Infine, una cosa è la programmabilità, una cosa è la prevedibilità....
    Se prevedi che il mese prossimo non ci sarà acqua nel fiume, il mese prossimo non potrai programmare in alcun modo l'energia prodotta dalla tua centrale, in quanto quest'ultima non produrrà nemmeno 1Wh.
    Quote Originariamente inviata da taote79 Visualizza il messaggio
    inoltre ci sono rifiuti, combustibili di processo e residui che NON sono FER.
    Su questo punto sono più che d'accordo. Purtroppo queste assurdità saranno sempre garantite dai politici eletti da gente poco ragionevole e/o male informata.

    Quote Originariamente inviata da taote79 Visualizza il messaggio
    Inoltre viene escluso il solare termico.
    Beh, stiamo parlando di energia elettrica, non termica. C'è qualche impiantino che usa cicli Rankine a fluidi organici (ORC) per trasformare l'energia termica dei pannelli in elettrica, ma visti i bassi rendimenti e gli alti costi, per ora restano impianti molto marginali.
    Quote Originariamente inviata da taote79 Visualizza il messaggio
    Sarebbe interessante vedere una tabella in cui viene indicata anche la produzione persa per motivi strutturali della rete, come ad esempio quando si fermano le centrali eoliche.
    Questo sarebbe impossibile in quanto se il parco eolico non è connesso alla rete, non c'è modo di effettuare alcuna misurazione dell'energia prodotta dal parco stesso.
    Saluti
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  5. #830
    Pietra Miliare
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    Quote Originariamente inviata da atomax Visualizza il messaggio
    Non ho fatto altro che prendere i dati del GSE e quelli di Terna (s.p.a.).
    Scusa mi sono espresso male, non intendevo mettere in dubbio i numeri riportati in tabella, infatti come hai potuto leggere le mie osservazioni erano piuttosto relative alla classificazione programabili/non programabili

    Sembra strano, lo so... ma il geotermico non è una FER programmabile,
    E' vero, il geotermico attualmente in uso è una tecnologia vecchia che ha il vantaggio di dare energia h24, quindi dare un ottimo contributo all'energia di base, ma non è programmabile. Ci sono però in programma diverse nuove installazioni in giro per il mondo con nuove tecnologie geotermiche, sia ad alta che a bassa temperatura per produrre energia elettrica, che tra le altre cose prevedono una maggiore programmabilità.

    MIT di Boston: http://geothermal.inel.gov/publicati...mal_energy.pdf

    Politecnico Torino: http://www.polito.it/ateneo/grandi_e...ione_barla.pdf

    Università Roma 3: http://www.rivistedigitali.com/video...10_002_01.html

    Anche l'idrelettrico ad acqua fluente non è programmabile, una cosa è la programmabilità, una cosa è la prevedibilità....
    Infatti l'ho posizionato tra le fer non programmabili, ma col vantaggio di poter prevedere stagionalmente se e quanto produrrà mediamente.

    Beh, stiamo parlando di energia elettrica, non termica.
    Ok, era solo per ampliare il "parco fer".

    se il parco eolico non è connesso alla rete, non c'è modo di effettuare alcuna misurazione dell'energia prodotta dal parco stesso.
    E grazie lo so, anche se delle stime potrebbero essere fatte tranquillamente dagli stessi misuratori, "vista la tecnologia e la complessità che sta dietro al sistema di misurazione che adottano"
    Ultima modifica di taote79; 24-04-2010 a 18:10
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  6. #831
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    Quote Originariamente inviata da taote79 Visualizza il messaggio
    Ok, era solo per ampliare il "parco fer".
    Giustissimo. Se parliamo di energia termica prodotta da FER, il solare termico è la tecnologia più affermata, duratura, semplice ed efficiente che esiste. E' una fonte energetica totalmente decentralizzata, e in un'abitazione, si ripaga più velocemente del fotovoltaico. Io ho entrambi, eppure la gente mi chiede sempre informazioni sul FV e quasi mai sono interessati al solare termico, perchè mai, ancora non me lo spiego...

    Quote Originariamente inviata da taote79 Visualizza il messaggio
    E grazie lo so, anche se delle stime potrebbero essere fatte tranquillamente dagli stessi misuratori, "vista la tecnologia e la complessità che sta dietro al sistema di misurazione che adottano"
    Certo, basterebbero gli anemometri del parco per stimare con ottima approssimazione l'energia prodotta, ma quale ente andrebbe a spendere soldi per compiere misurazioni inutili ai loro fini? Magari si impegnerebbero risorse e tempo per visualizzare energie esprimibili in notazione scientifica ad esponente negativo .
    Saluti
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  7. #832
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    Il disegno di legge N. 1781-B con i relativi emendamenti approvati alla Camera, è ora in attesa del parere del Senato.

    All'articolo 17, è stato inserito di estendere il procedimento DIA per tutti gli impianti FER fino a 1Mwp, ed inoltre un elemento davvero interessante:


    e) promuovere l’integrazione delle
    fonti rinnovabili nelle reti di trasporto e
    distribuzione dell’energia, anche mediante
    il sostegno, senza nuovi o maggiori oneri
    per la finanza pubblica, alla realizzazione
    di sistemi di accumulo dell’energia e di reti
    intelligenti, al fine di assicurare la dispacciabilita`
    di tutta l’energia producibile
    dagli impianti alimentati da fonti rinnovabili
    e di ridurre gli oneri di gestione in sicurezza
    delle reti di trasporto e distribuzione
    dell’energia;


    e inoltre:

    i) prevedere, senza incrementi delle
    tariffe a carico degli utenti, una revisione
    degli incentivi per la produzione di energia
    elettrica prodotta da impianti alimentati da
    biomasse e biogas al fine di promuovere,
    compatibilmente con la disciplina dell’Unione
    europea in materia di aiuti di
    Stato, la realizzazione e l’utilizzazione di
    impianti in asservimento alle attivita` agricole
    da parte di imprenditori che svolgono
    le medesime attivita`;
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  8. #833
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    Predefinito di che fabbisogno energetico nazionale parlate?

    Mi sono inserito oggi in questa lunga discussione, che ho letto a stralci, eswendo lunghissima.
    Quello che non ho capito, è a quale cunsumo energetico vi riferite.
    Stando al titolo dovrebbe trattarsi del consumo nazionale totale di energia, ma dalle discussioni, sembra che facciate riferimento solo al consumo elettrico nazionale, che rappresenta veramente una parte minoritaria del consumo energetico nazionale, non piu' del 10 %.
    Ora in qualche intervento, e anche da mie informazioni, si sa che l'energia spesa è piu' o meno divisa in tre parti:
    residenziale per un 40%(in cui il consumo è dato soprattutto dalla climatizzazione estiva e invernale)
    trasporti per un 30%, dove la maggior parte dell'energia va trasfornmata in calore
    industra per un altro 30 %, e qui non si sa bene cosa facciano con l'energia usata.
    Mi fermo solo all'edilizia: qui il miglior risultato si ottine sostanzialmente con l'isolamento, e le possibilità di riduzioni, sono grandissime, infatti il governo precedente, ha giustamente introdotto il 55% per le abitazioni, confermato, sebbene in misura leggermente peggiorativa, dal governo attuale.
    Anche nel campo dei trasporti le possibilità di risparmio sono grandissime, se si disincentiva l'auto privata con il solo autista, e si favorisce il pendolarismo lavorativo (non certo le tav varie).
    Nel campo dell'eettricità, avete mancato di parlare di efficenza,avete parlato di risparmio, ma non è la stessa cosa, una è tecnologica, l'altra è da frati.
    Mi sembra che la discussione lunghissima, che non ho seguito se non a stralcia, ha lasciato stare le cose piu' importanti, vale a dire di quel 10% prodotto per essere consumato sotto forma di elettricità,e di questo non si è parlato del modo con cui è possibile ridurre il consumo, oltre al fatto di produrre con le fonnti alternative al fossile.
    Ditemi che mi sono sbaglaito perfavore.Grazie.

  9. #834
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    Quote Originariamente inviata da autostop Visualizza il messaggio
    Ditemi che mi sono sbaglaito perfavore.Grazie.
    credo dovresti leggerti tutta la discussione;
    quando si parla di FER si intende in genere FV ed eolico chiaramente intesi a produrre energia elettrica, a grosso valore aggiunto, oltre ovviamente all'idroelettrica che però ormai è giunta alla sua stabilità.

    il resto delle cose che hai detto sono banalità che conosciamo tutti, ormai sono 40 anni che si dice: ah, se tutti andassero in autobus ed in treno...

    e poi chi lo dice sale in macchina per andare al bar

    ciao

  10. #835
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    autostop, il motivo per cui si parla di energia elettrica è perchè attualmente le tecnologie più efficienti per scaldare casa necessitano di elettricità (vedi discussioni su PDC)
    Inoltre gli ultimi governi (destra e sinistra) stanno investendo moltissimo su linee ferroviarie merci e passeggeri.

  11. #836
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    Quote Originariamente inviata da autostop Visualizza il messaggio
    ...sembra che facciate riferimento solo al consumo elettrico nazionale, che rappresenta veramente una parte minoritaria del consumo energetico nazionale, non piu' del 10 %.
    Da dove hai tratto questi numeri? Secondo l'ASPO la produzione elettrica nel 2007 era di 70 Mtep, cioè il 37% dell'intero fabbisogno (Il Piano Energetico di ASPO-Italia).
    Quote Originariamente inviata da autostop Visualizza il messaggio
    residenziale per un 40%(in cui il consumo è dato soprattutto dalla climatizzazione estiva e invernale)
    Secondo l'ASPO siamo sul 15% oltre al consumo elettrico.
    Quote Originariamente inviata da autostop Visualizza il messaggio
    trasporti per un 30%
    Più precisamente un 25%.
    Quote Originariamente inviata da autostop Visualizza il messaggio
    industra per un altro 30 %, e qui non si sa bene cosa facciano con l'energia usata.
    Siamo al 22% esclusi i consumi elettrici.
    Quote Originariamente inviata da autostop Visualizza il messaggio
    Mi fermo solo all'edilizia:
    Anche nel campo dei trasporti le possibilità di risparmio sono grandissime
    Certamente. E ci auguriamo tutti che le normative siano adeguate al più presto.
    Quote Originariamente inviata da autostop Visualizza il messaggio
    Nel campo dell'eettricità, avete mancato di parlare di efficenza,avete parlato di risparmio, ma non è la stessa cosa, una è tecnologica, l'altra è da frati.
    Se ne è parlato. Ma dato che la discussione verteva su come coprire il fabbisogno... dire che il fabbisogno può essere ridotto è di scarsa utilità (ai fini della discussione eh!). Speriamo si dimezzi, ma la discussione a quel punto sarà su come coprire il fabbisogno dimezzato semmai!
    Quote Originariamente inviata da autostop Visualizza il messaggio
    Ditemi che mi sono sbaglaito perfavore.Grazie.
    Su cosa? Sulle percentuali è molto probabile, ma ha anche poca importanza alla fine. Hai citato banalità che tutti sappiamo, come dice Primus, ma non hai apportato alcun contributo al tema centrale della discussione alla fine.

  12. #837
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    Tornando al tema:
    Ecco un esempio di come chi ha la responsabilità della cosa non si perde nei fumosi discorsi sul "chissà se...", ma comincia a sfruttare le attuali tecnologie per ottimizzare la rete e limitare, per quanto possibile, il problema dell'alternanza.
    http://www.gse.it/GSE%20Informa/Docu...inale%20v2.pdf
    Il punto primario della procedura è la gestione via software a rete neurale che, ovviamente, è un sistema complesso e costoso e quindi è nelle responsabilità del gestore. Mentre i produttori hanno la responsabilità di fornire le informazioni necessarie.
    Questo è solo un piccolo passo, ma indica la strada da percorrere.

  13. #838
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    Per riprendere il discorso sul problema "alternanza ed accumulo" segnalo quello che forse è sfuggito a molti.
    Nell'ultima manovra finanziaria c'è stato il tentativo di inserire una norma che diminuiva l'incentivazione riconosciuta agli impianti rinnovabili a produzione alternante. (In Finanziaria emendamenti contro le rinnovabili - CASAetCLIMA | Efficienza energetica | Greenbuilding | Architettura sostenibile). Nell'emendamento fra l'altro era anche previsto il dimezzamento dei certificati verdi. Il che credo la dica lunga sulle forze ispiratrici dell'emendamento.

    Però l'emendamento era contrario alle direttive CE (www.apat.gov.it/site/_files/Direttiva2001_77_CE.pdf ) e anche al buonsenso ed è stato ritirato (Finanziaria 2010, ritirato l'emendamento contro le rinnovabili - CASAetCLIMA | Efficienza energetica | Greenbuilding | Architettura sostenibile)

    Molto esplicativa la nota di Assosolare sul capitolo rete&accumulo:
    "Non ha alcun senso prevedere l'accumulo dell'energia, ma sarebbe più opportuno dedicare le risorse al potenziamento della rete, anziché pensare di adeguare la crescita delle rinnovabili alla rete esistente”.
    Certo, questa è una posizione di parte, ma credo sia evidente che il problema di cui abbiamo trattato è ben presente sia a Terna e, probabilmente, a qualche referente politico di Terna & C. sia alle associazioni di produttori da rinnovabile che appaiono alquanto combattive.
    E tra le due parti finora è Terna che esce sconfitta!
    Quindi le posizioni facilone di chi afferma che la rete "è sacra" e toccherà semmai ai produttori adeguarsi... beh! Non è che siano smentite del tutto, ma appaiono molto meno granitiche direi!

  14. #839
    Pietra Miliare
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    Una notizia interessante utile a 'riuppare' questa lunga e impegantiva discussione:

    Puglia primo produttore di energia in Italia da fonti rinnovabili


    La Puglia produce da tutte le fonti di energia, rinnovabili e non, l'86% di energia in più rispetto al suo consumo (dato Terna riferito al 2008) con 37.000 GWh prodotti (gigawatt/ora, che corrisponde ad 1 milione di chilowatt/ora) contro i 19.900 GWh del suo fabbisogno. Ecco quindi che la regione Puglia è la prima in Italia nella produzione di energia a fonti rinnovabili con con il 23,72% di potenza installata negli impianti eolici e il 19% del fotovoltaico rispetto al totale nazionale. Al 31 dicembre 2009 nella regione risultano installati 1.158 megawatt di potenza derivanti dall'eolico e 231 megawatt di potenza fotovoltaica.

    Al 21 maggio 2010 all'Ufficio Energia, area Politiche per lo Sviluppo, il Lavoro e l'Innovazione risultano 566 progetti in carico a favore dell'eolico per un totale di potenza richiesta pari a 26.878 megawatt; mentre nell'eolico risultano 452 i progetti in carico per un totale di potenza richiesta pari a 3.600 megawatt; a seguire ci sono gli impianti da biomassa con 43 progetti per un totale di potenza richiesta pari a 896 megawatt. Non male per una regione papabile per ospitare una centrale nucleare...
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  15. #840
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    La Puglia non é assolutamente la prima produttrice di energia da fonti rinnovabili, il trentino per esempio supera il 95% di rinnovabile con circa 9.2Twh rinnovabile su 9.5 Twh prodotti in totale.
    La Puglia produce circa il 4% di energia elettrica rinnovabile contro una media nazionale del 19% (dati del 2008).........
    Dati Terna

  16. #841
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    Trattasi della solita furbata manipolatoria ad uso ingenui.
    La dicitura: "La Puglia produce da tutte le fonti di energia, rinnovabili e non," è formalmente corretta, sarebbe corretto anche specificare che "e non" rappresenta il 96% della produzione.
    Come anche si confonde il potenziale installato con la produzione effettiva. La differenza varia tra 1/3 ed 1/10.

    Ma sono cose veniali
    Tersite

  17. #842
    Pietra Miliare
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    L'articolo è vero è confusionario a partire dal titolo, ma un forum tematico credo serva innanzitutto ad analizzare e a trarre quelle che sono le informazioni utili. In questo caso credo che quello che può interessarci siano questi dati:

    - la Puglia produce l'86% in più del proprio fabbisogno elettrico (fer e non, Roby dice il 4% da fer) nel 2008

    - a fine 2009 risultano installati (poi bisognerebbe vedere quanti sono già effettivamente allacciati) il 23,72% di potenza installata negli impianti eolici e il 19% del fotovoltaico rispetto al totale nazionale. Al 31 dicembre 2009 nella regione risultano installati 1.158 megawatt di potenza derivanti dall'eolico e 231 megawatt di potenza fotovoltaica.

    - Al 21 maggio 2010 all'Ufficio Energia, area Politiche per lo Sviluppo, il Lavoro e l'Innovazione risultano 566 progetti in carico a favore dell'eolico per un totale di potenza richiesta pari a 26.878 megawatt; mentre nell'eolico (probabilmente qui voleva scrivere fotovoltaico) risultano 452 i progetti in carico per un totale di potenza richiesta pari a 3.600 megawatt; a seguire ci sono gli impianti dabiomassa con 43 progetti per un totale di potenza richiesta pari a 896 megawatt


    Quello che sarebbe interessente vedere da parte di chi vuol vederci più chiaro, potrebbe essere una verifica di questi numeri sull'installato nel 2009 e sui progetti presentati nel 2010 ed eventualmente di quanto è creciuta rispetto al 2008 la porzione di produzione fer.
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  18. #843
    Pietra Miliare
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  19. #844
    Pietra Miliare
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    Predefinito la tecnologia delle rinnovabili avanza..

    Dal MIT di Boston ottime prospettive per le energie rinnovabili:

    È molto probabile che per Michael Strano, docente di ingegneria chimica al Mit di Boston, quest'anno porti qualche premio per le sue ricerche. Lui e il suo gruppo, infatti, hanno annunciato in rapida sequenza (dal 5 settembre in poi) tre scoperte giudicate da altri ricercatori "entusiasmanti": celle bio-solari che si rigenerano, antenne fotovoltaiche che concentrano la luce solare cento volte sulle tecnologie tradizionali. E infine inattese onde termiche capaci di trasportare grandi quantità di energia elettrica.

    Il team di Strano ha inanellato queste scoperte grazie a un denominatore comune: il nanotubo in carbonio. Una struttura sintetica di atomi, di pochi miliardesimi di metro (nanometri) di diametro, creata (e ormai industrializzata) da più di vent'anni. E di cui sono via via emerse straordinarie proprietà elettriche e fotoniche. Che oggi il team del Mit sta ulteriormente approfondendo, in vista di possibili, e rivoluzionarie, applicazioni.
    Prendiamo la prima scoperta, il bio-fotovoltaico (ad alta efficienza) che si auto rigenera. Qui il gruppo di Boston ha provato ad "ancorare" a un nanotubo in carbonio (connotato da altissima conducibilità elettrica) delle molecole sintetiche, dei fosfolipidi (a forma di nano-dischi) combinate con delle proteine (di origine batterica) che reagiscono alla luce e emettono elettroni (centri reattivi). In pratica un sistema fotosintetico artificiale, che produce energia elettrica con efficienza del 40% (doppia delle celle in silicio) ma si degrada rapidamente, sotto i potenti e distruttivi raggi solari, con autonomia di poche ore.
    Ma la scoperta è venuta quando i ricercatori hanno provato a sciogliere in un solvente separando lipidi, nanotubi e proteine (danneggiate) e poi rimuovere, filtrando, il solvente stesso. Come per magia proteine, fosfolipidi e nanotubi si sono spontaneamente riassemblati nella configurazione fotosintetica iniziale, e perfettamente auto-riparati. Il processo è stato ripetuto più volte (con l'aggiunta di piccole dosi di nuove proteine) e l'efficienza fotovoltaica si è sempre ricostituita. «In pratica - rileva Strano - abbiamo imitato un trucco che la natura pratica da milioni di anni: la reversibilità spontanea delle strutture di fotosintesi». Come le cellule vegetali che usano l'ossigeno (come solvente) per autorigenerarsi di continuo sotto lo stress dell'energia solare.
    Celle fotovoltaiche organiche che si auto-ripareranno (contro quelle attuali che accusano pesantemente il problema)? La strada è ancora lunga, ammette Strano. Per ora i suoi complessi fotochimici instradano nei nanotubi ancora quantità di energia limitate. E l'efficienza di conversione di fotoni in elettroni può salire dal 40% a ben oltre. Ma la strada è aperta, su questa frontiera inattesa.
    Così come per gli "imbuti" solari. Filamenti contenenti circa 30 milioni di nanotubi divisi in due tipi, caratterizzati da differenti proprietà elettriche (bandgaps). Qui la radiazione solare genera un eccitamento degli elettroni (eccitoni) che tendono a migrare nel nucleo interno dell'imbuto dove vi sono i nanotubi a minore bandgap (banda proibita) concentrandosi a intensità (in rapporto alla superficie) di oltre cento volte sulle normali celle fotovoltaiche. E qui il team di Strano prevede di realizzare una rete di "nano-imbuti" direttamente integrati a celle fotovoltaica, quindi capaci di incanalare flussi di fotoni concentrati sul semiconduttore che li converte in elettricità. E magari spedirli in una batteria anch'essa a nanotubi che, terza scoperta, bruciando in modo controllato provocano un'onda di calore in grado di "sospingere" elettroni a un ritmo di corrente, in rapporto al peso dei nanotubi stessi, di circa cento volte rispetto a una batteria agli ioni di litio.
    Risultato finale delle tre scoperte: bio-celle solari autorigeneranti ad alta efficienza, alimentate da antenne a concentrazione. E associate a batterie a nanotubi di nuova generazione. Forse. Di sicuro però, oggi, c'è l'inattesa produttività scientifica del team del Mit. Segno che Strano sta esplorando, via nanotubi, una frontiera potente.


    fonte: IlSole24Ore
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  20. #845
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    Quote Originariamente inviata da taote79 Visualizza il messaggio
    Forse. Di sicuro però, oggi, c'è l'inattesa produttività scientifica del team del Mit. Segno che Strano sta esplorando, via nanotubi, una frontiera potente.


    fonte: IlSole24Ore
    intando tu metti benzina o gasolio nella tua macchina, o no?
    e ti lamenti pure che costa troppo

    ciao

  21. #846
    Pietra Miliare
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    Quote Originariamente inviata da taote79 Visualizza il messaggio
    ...Risultato finale delle tre scoperte: bio-celle solari autorigeneranti ad alta efficienza, alimentate da antenne a concentrazione. E associate a batterie a nanotubi di nuova generazione. Forse. Di sicuro però, oggi, c'è l'inattesa produttività scientifica del team del Mit. Segno che Strano sta esplorando, via nanotubi, una frontiera potente.


    fonte: IlSole24Ore
    Sono certo che nel settore delle rinnovabili, così come in quello dell'efficienza energetica, ci siano ancore enormi spazi per ricerca e sviluppo non solo delle tecnologie già esistenti e commercializzate, ma anche per nuovi modi, nuove tecnologie: energia dalla conoscenza, dall'intelligenza, e non dal consumo di risorse esauribili che arricchisce qualcuno e impoverisce altri, oltre a devastare il pianeta. Direi che è un buon paradigma per chi pensa al futuro

  22. #847
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    Quote Originariamente inviata da primus71 Visualizza il messaggio
    intando tu metti benzina o gasolio nella tua macchina, o no?
    Certo. Però la discussione ha un titolo chiaro.
    Taote ha segnalato una tecnologia che, sulla carta, potrebbe arrivare anche a coprire l'intero fabbisogno nazionale. Forse non domani, ma prima o poi. Quindi con la discussione ci sta eccome.
    Benzina e gasolio ivece NON potranno mai coprirlo, anzi molte ricerche vanno nell'ottica proprio della sostituzione di queste fonti, che finiranno inevitabilmente.
    Quindi al momento non capisco come il sapere che utilizzo benzina e gasolio dovrebbe tranquillizzarmi o permettermi di ignorare gli studi del dott Strano (bel nome!), tantomeno mi convince che ci siano strade alternative alle FER.
    Mi sfugge qualcosa?

  23. #848
    Pietra Miliare
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    primus nella mia auto metto gas, e mi lamenterò finchè nel prezzo del combustibile ci saranno 'costi' aggiuntivi oltre al costo di produzione del combustibile stesso.
    Non vedo però cosa c'entri con le ricerche del MIT...
    Mi sa che è l'ennesimo dei tuoi post inutili.

    sergio.r
    sono perfettamente d'accordo che la prima risorsa rinnovabile da sfruttare è l'intelligenza se vogliamo avere un futuro.
    Su questo non v'è dubbio!



    NOTIZIONA!

    Eolico d'alta quota, Kitegen pronto al debutto - Il Sole 24 ORE

    Debutta il primo sistema robotizzato che sfrutta i venti fino a 800 metri di quota, sviluppando fino a 3 Mwp, per 5000 ore medie annue.


    E ancora: Aerogenerator X: la nuova turbina eolica da 10 Mw ad “ali di gabbiano”
    Ultima modifica di gymania; 20-09-2010 a 23:23
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  24. #849
    Pietra Miliare
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    Predefinito

    credo che fin che butteremo nella frenata
    il 30% dei combustibili dei veicoli ; senza recuperarla....

    non copriremo mai le necessita di chi SPRECA cosi tanto

    e cosi evidentemente MALE! HRB hidrostatic recovery brakenergy FAN club...

  25. #850
    Novizio/a
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    Ma le centrali a biogas e biomasse di qualunque genere non devono sempre produrre il massimo dell'energia possibile? Non produce 24h la stessa quantità di energia? Comunque per un sistema 100% FER ritengo opportuno avere una spina dorsale di risparmio energetico e rinnovabili costanti o quasi costanti(come il kitegen),per poi poter investire su economiche rinnovabili incostanti come il fv thinfilm in TeCd o (se entreranno in commercio a breve) le MagLev Wind Turbine e relativi accumulatori...


 

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