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  1. #76
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    Ringrazio Stjopa70 per la lancia, ma è necessario apportare delle correzioni.
    La cogenerazione della biomassa o biogas per la produzione di energia elettrica non è una soluzione energeticamente conveniente in quanto il 70% di energia se ne va in calore.
    La tecnologia del biodigestore è molto semplice, poco costosa e necessita di una modesta quantità di calore, che dipende dalla zona ove si opera, per il suo funzionamento. Quindi la trasformazione della biomassa non alimentare prodotta dall’azienda agricola può essere convertita in biogas con EROEI stimato tra 6 e 20 a seconda del materiale fermentescibile.
    Il problema viene dopo cioè nella trasformazione del biogas in energia elettrica con un rendimento del 20-30% dell’energia utilizzata, se poi aggiungiamo le perdita nella distribuzioni della rete elettrica siamo fuori con l’accuso.
    Purtroppo sono costretto a ripetermi. Per favore evitiamo campanilismi e cominciamo a pensare le FER come un sistema unico e circolare ove l’economicità della singola tecnologia risiede nella interazione con le altre.
    Personalmente verso 2000 euro l’anno all’IMPS come coltivatore diretto senza aver mai ricevuto alcun assegno mensile, ma se qualcuno può indicarmi la dritta per accedere a qualche forma di assistenza che non conosco ne sarei molto grato, magari con un invito a cena.
    Tornando sulla terra ritengo che sia conveniente per tutti utilizzare i 266 metri cubi di biogas l’anno per abitante che altrimenti andrebbe perso nell’atmosfera contribuendo all’aumento dei gas serra. E la strada più realistica è quella della trasformazione in idrogeno attraverso la cella elettrolitica microbiologica alimentata da energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico. Successivamente non è necessario uno stoccaggio, ma la semplice distribuzione attraverso una rete efficiente.
    Questa non è fantascienza, ma la concreta possibilità di riappropriarci delle nostre risorse e del nostro futuro.
    Cordiali saluti a tutti.

  2. #77
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    Pallino, valgono le domande di prima:

    1) dove hai cavato fuori questi fantastinumeri sulla trasformazione di biomasse residue in biogas
    2) da quale statistica vengono fuori questi quasi 8 milioni di ettari seminativi?
    3) 266 m3 ad abitante...in quanto? Al mese? Alla settimana? Al giorno?
    4) se la cella elettrolitica di cui parli è quella tua brutta copia che cercasti di spacciare come tua idea, stiamo freschi. Se è quella allo stato sperimentale su cui stanno ancora lavorando, mi spiace ma siamo lontani dalla resa adeguata.

  3. #78
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    La cogenerazione della biomassa o biogas per la produzione di energia elettrica non è una soluzione energeticamente conveniente in quanto il 70% di energia se ne va in calore.
    Come sarebbe? La cogenerazione invece è proprio fatta apposta per usarlo, il calore che altrimenti se ne andrebbe perduto con la semplice generazione di energia elettrica...

  4. #79
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    'Green, ricordi? E' quel Pallino che parlava di energia della selce da freccia...

  5. #80
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    Quote Originariamente inviata da PALLINOF Visualizza il messaggio
    Personalmente verso 2000 euro l’anno all’IMPS come coltivatore diretto senza aver mai ricevuto alcun assegno mensile, ma se qualcuno può indicarmi la dritta per accedere a qualche forma di assistenza che non conosco ne sarei molto grato, magari con un invito a cena.
    Tornando sulla terra...
    Torniamoci tutti sulla terra però! Sulla terra esistono persone che, per raggiunti limiti di età o altro, ricevono un assegno chiamato "pensione". Ovviamente la mia era una battuta che si riferiva a loro. Era per dire che se non hai un reddito garantito prima di lanciarti alla conquista della gleba DEVI farti bene i conti!
    Non è poi difficile! Quanti ettari seminati a quel-che-vuoi servono per produrre una quantità di biogas rivendibile tale da garantire 12000€/anno (insomma la sussistenza)? Quanto costa coltivarli? (ammortamento macchine, sementi, fertillizzanti... boh! Sapete voi agronomi cosa serve no? Senza dimenticare un alloggio nelle vicinanze) Quanto costa acqusitarli/affittarli? Quali incentivi o facilitazioni esistono? E' credibile che stufo della città mi compro un'attività agricola vendendo il bilocale in quartiere popolare di proprietà e sono tranquillo?
    A mio parere le risposte a queste domande impediscono totalmente di pensare che qualche profugo in fuga si lanci nell'avventura. Però è un mio pregiudizio e attendo semmai smentite o conferme.
    Molto diverso il serio discorso fatto anche da altri riguardo all'utilizzo (da parte di chi agricoltore con terreni e attrezzatura GIA' è) di scarti e colture particolari per arrotondare il guadagno e non sprecare nulla.
    Tutto qui. Il "campanilismo" lo fai pretendendo di sminuire soluzioni MOLTO più efficienti, meno impregnative e meno costose per l'investitore, come sono innegabilmente eolico e FV, per spingere altre soluzioni che sono si intelligenti, realistiche e funzionali, ma limitate nelle potenzialità, negando questo fatto assodato e sognandone una impossibile diffusione tipo "rivoluzione verde" rivista e corretta!

  6. #81
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    Non conosco impianti che producono biogas che riescono a valorizzare il calore prodotto dalla cogenerazione se non per il riscaldamento del biodigestore. Alcune esperienze di teleriscaldamento sono risultate fallimentari e non redditizie.
    Per quanto mi riguarda ritengo chiusa la discussione perché è diventata un dialogo tra sordi.
    Si parla di mondo rurale con l’esperienza acquisita nei documentari naturalistici alla quark o peggio ancora linea verde e affini.
    Quando si parla di FV impegnative, innegabilmente intelligenti, realistiche e funzionali, fatto assodato, ma limitate nelle potenzialità non riesco più capire dove si vuole arrivare.
    Se questa è pubblicità allora buon carosello e buona notte

  7. #82
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    La vecchia tattica,PallinoP: ritirarsi in disordine a fronte di osservazioni ragionate e domande precise. Se mai ci ripensassi e volessi riproporre l'argomento altrove, a la Hammuraby, eccoti qualche altra osservazione intanto:

    1) quante persone dovrebbero lasciare la città per darsi alla vita agreste, in un quadro economico di 'seconda rivoluzione verde'?
    2) come gestire lo spazio per queste persone? In altre parole, quali terreni vanno bonificati/riconvertiti, e a che costo per i comuni?
    3) come modificare i sistemi di irrigazione per un, a questo punto, sempre crescente bisogno di acqua per i campi e le relative infrastrutture a danno delle esigenze delle aree urbane? (Hammuraby, buono lì, eh!)

    Per ora può bastare

  8. #83
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    Non conosco impianti che producono biogas che riescono a valorizzare il calore prodotto dalla cogenerazione se non per il riscaldamento del biodigestore.
    Appunto. Il calore viene sfruttato... e NON disperso.
    Alcune esperienze di teleriscaldamento sono risultate fallimentari e non redditizie
    Ma il teleriscaldamento non c'entra molto con la cogenerazione... nell'industria specialmente, visto che il calore viene riutilizzato per i processi interni.

  9. #84
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    bene, nonostante le speranze di snapdozier in un mio intervento (prima pagina di discussione) per far volare un pò di stracci, sono stato silente per 4 pagine e, i risultati si vedono, riassumendo:

    a) viene invocata l'abolizione dei brevetti e nazionalizzazioni più o meno velate (un pessimo sistema per stimolare la voglia di fare e di risolvere problemi)
    b) viene vagheggiato lo sfruttamento di tutte le potenziali risorse energetiche (per esempio i canali, scordando che spesso tali utilizzi non sono compatibili con l'uso attuale ex. fogne)
    c) si sorvola sul problema della variabilità delle fonti e, sulla necessità di disporre di accumuli e tamponi, almeno, della stessa unità di grandezza della domanda da coprire
    d) viene vagheggiato un ipotetico ritorno alla vita agreste e arcadica o, in alternativa, una drastica riduzione di ogni consumo (altro che rinunciare allo schermo al plasma, gente, state parlando di tornare alla radio a cristallo di galena o, tornare a spalare tonnellate di strame con il forcone)
    e) viene vagheggiata una ipotetica presa di coscienza delle masse, per la riduzione dei consumi e, l'installazione diffusa di sistemi fer, prescindendo dalla loro convenienza o economicità
    f) si trascurano convenientemente i problemi che molte fer presentano per esempio l'impatto ambientale/paesaggistico di eolico, biomasse, biocarburanti, fotovoltaico etc etc...
    g) non viene minimamente preso in considerazione il problema della densità delle fonti energetiche

    Odisseo

  10. #85
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    Zarathustra è sceso dalla montagna e ha sparato la sua saggia sentenza!!!!!!!

    Ma forse scendendo in fretta e furia si è perso qualche post.
    Nessuno ho mai parlato di ritorno alla vita agreste e arcadica, ma di posti di lavoro utilizzando macchine operatrici in grado di valorizzare la biomassa che ogni azienda agricola produce.
    Il problema della densità mi sembra che è stato affrontato valutando circa 266 metri cubi di biogas a persona in italia in un anno che se ne vanno nell'atmosfera.
    Intervenire in questo campo mi sembra che si possono prendere due piccioni (produrre biogas e sequestro CO2 e CH4) con una fava. Se poi aggiungiamo al processo il fotovoltaico i piccioni sono tre.
    Ciao a tutti

  11. #86
    Pietra Miliare
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    Quote Originariamente inviata da odisseo Visualizza il messaggio
    bene, nonostante le speranze di snapdozier in un mio intervento (prima pagina di discussione) per far volare un pò di stracci, sono stato silente per 4 pagine e, i risultati si vedono, riassumendo:

    a) viene invocata l'abolizione dei brevetti e nazionalizzazioni più o meno velate (un pessimo sistema per stimolare la voglia di fare e di risolvere problemi)
    b) viene vagheggiato lo sfruttamento di tutte le potenziali risorse energetiche (per esempio i canali, scordando che spesso tali utilizzi non sono compatibili con l'uso attuale ex. fogne)
    c) si sorvola sul problema della variabilità delle fonti e, sulla necessità di disporre di accumuli e tamponi, almeno, della stessa unità di grandezza della domanda da coprire
    d) viene vagheggiato un ipotetico ritorno alla vita agreste e arcadica o, in alternativa, una drastica riduzione di ogni consumo (altro che rinunciare allo schermo al plasma, gente, state parlando di tornare alla radio a cristallo di galena o, tornare a spalare tonnellate di strame con il forcone)
    e) viene vagheggiata una ipotetica presa di coscienza delle masse, per la riduzione dei consumi e, l'installazione diffusa di sistemi fer, prescindendo dalla loro convenienza o economicità
    f) si trascurano convenientemente i problemi che molte fer presentano per esempio l'impatto ambientale/paesaggistico di eolico, biomasse, biocarburanti, fotovoltaico etc etc...
    g) non viene minimamente preso in considerazione il problema della densità delle fonti energetiche

    Odisseo
    1) il mondo dell'Opensource sta funzionando perfettamente, informati e ti accorgerai che stanno arrivando anche i navigatori open source. E' una diversa visione della vita e dell'intelligenza umana. Il mondo della tua economia è finito, qando te ne accorgerai mi sa che sarà ormai troppo tardi.
    2) Non viene vagheggiato, in un sistema a FER tutte le risorse vanno usate.
    3) Questo significa solo che non hai frequentazione con la matematica e la statistica, soprattutto su grandi sistemi composti da piccoli sistemi interconnessi. Hai paura della scienza e preferisci i tuoi pregiudizi ormai fossilizzati.
    4) Imparare a leggere ti aiuterebbe molto.
    5) vedrai che in un ristretto lasso di tempo il concetto di economicità subirà un repentino adeguamento. Non usare linguaggi che non ti appartengono.
    6) Sull'impatto paesaggistico dell'eolico ti ricordo che paesi come l'olanda ne hanno fatto un'icona del proprio orgoglio nazionale. L'impatto delle FER è sempre una frazione di quello delle fonti tradizionali.
    7) qui ti sbagli e infatti non hai minimamente letto i vari post.
    I tuoi interventi oltre a essere ormai noti a tutti i frequentatori del fornum non aggiungono ormai nulla se non luoghi comuni desueti e inutili. Se non ha i proposte lascia perdere questa discussione, sei libero di odiare il sole e le fer, ma, per educazione, non puoi andare a vomitare le tue stupidate altrove?

  12. #87
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    Quote Originariamente inviata da PALLINOF Visualizza il messaggio
    Nessuno ha mai parlato di ritorno alla vita agreste e arcadica, ma di posti di lavoro utilizzando macchine operatrici in grado di valorizzare la biomassa che ogni azienda agricola produce.
    Il problema della densità mi sembra che è stato affrontato valutando circa 266 metri cubi di biogas a persona in italia in un anno che se ne vanno nell'atmosfera.
    Pallinof, io non sono contro alla valorizzazione dell'agricoltura, ma sono un pò scettico riguardo all'utilizzo della stessa per la produzione di biogas. Ne spiego le ragioni (sperando che qualcuno possa farmi cambiare idea).
    I 266 mc annui a testa di biogas ricavati sottraendo parte dei terreni coltivabili per beni di prima necessità non sono 266 mc di metano. Anche se la percentuale di metano è schiacciante rispetto ad altri gas, c'è da dire che il biogas contiene anche idrogeno solforato. Nelle macchine (ed anche nelle fuel cells) l'idrogeno solforato (oltre ad altri gas contenuti nel biogas) ne accorciano la vita, corrodendo le parti che le costituiscono,anche per l'uomo l'idrogeno solforato è molto dannoso, pertando il biogas deve essere "pulito" (ovviamente questa fase non avviene naturalmente). Anche il digestore deve essere "alimentato" e pertanto il relativo consumo non può essere omesso nella valutazione energetica. Il punto comunque non è questo... La tua idea sarebbe quella di valorizzare la biomassa che ogni azienda agricola produce, ciò vuol dire che ogni azienda agricola deve avere un proprio impianto di digestione. La grandezza di tale impianto è una caratteristica fondamentale, perchè più è piccolo e meno rende. Quanta biomassa occorre fornire all'impianto ogni giorno? Una azienda agricola dovrebbe seminare solo vegetali atti alla produzione di biogas, perchè se seminasse grano(o similari), per parecchi mesi(dalla semina alla raccolta) il digestore non potrebbe essere alimentato. In ultimo, quant'è il costo di un simile impianto? Forse converrebbe solo a pochi, troppo pochi per garantire 266 mc a testa! Si potrebbe pensare di fare un impianto grosso che raccolta le biomasse provenienti da diversi produttori, ma il trasporto avverrebbe con mezzi che utilizzano le fonti fossili che inquinano e che costano. Credo che questi siano aspetti da non sottovalutare.
    Buone feste a tutti!
    Impianto: parzialmente integrato da 2,94kWp
    Pannelli: 14 Sharp ND-210E1F in singola stringa.
    Azimut: . Tilt: 26°
    Inverter: Aurora PVI 3.0 out configurato a singolo ingresso

  13. #88
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    Quote Originariamente inviata da odisseo Visualizza il messaggio
    c) si sorvola sul problema della variabilità delle fonti e, sulla necessità di disporre di accumuli e tamponi, almeno, della stessa unità di grandezza della domanda da coprire
    f) si trascurano convenientemente i problemi che molte fer presentano per esempio l'impatto ambientale/paesaggistico di eolico, biomasse, biocarburanti, fotovoltaico etc etc...
    Ciao odisseo, sul punto c) non ti si può dar totalmente torto, molti prendono con molta superficialità questo tema cruciale delle FER. C'è da dire però che almeno abbiamo provato a discuterne! Quali sono le tue idee riguardo al sistema di accumulo?
    Sul punto f) sono invece in totale disaccordo. L'energia proveniente da fonti fossili, produce danni incalcolabili all'ambiente e alla salute degli esseri viventi, danni ben più gravi del semplice impatto visivo! Molti usano protestare per l'impatto ambientale causato dalle fer (in primis l'eolico) ma il bello è che non rinunciano a guardare la TV ad usare il PC, le mogli usano i ferri da stiro, la lavatrice, la lavastoviglie, hanno automobili ecc... Una persona coerente, che rispetta l'ambiente anche da un punto di vista pesaggistico, ha il diritto di protestare ma dovrebbe avere almeno il buonsenso di non usare quell'energia che provoca danni all'ambiente per i quali lui stesso protesta!
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  14. #89
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    Quote Originariamente inviata da snapdozier Visualizza il messaggio
    1) il mondo dell'Opensource sta funzionando perfettamente, informati e ti accorgerai che stanno arrivando anche i navigatori open source. E' una diversa visione della vita e dell'intelligenza umana. Il mondo della tua economia è finito, qando te ne accorgerai mi sa che sarà ormai troppo tardi.
    2) Non viene vagheggiato, in un sistema a FER tutte le risorse vanno usate.
    3) Questo significa solo che non hai frequentazione con la matematica e la statistica, soprattutto su grandi sistemi composti da piccoli sistemi interconnessi. Hai paura della scienza e preferisci i tuoi pregiudizi ormai fossilizzati.
    4) Imparare a leggere ti aiuterebbe molto.
    5) vedrai che in un ristretto lasso di tempo il concetto di economicità subirà un repentino adeguamento. Non usare linguaggi che non ti appartengono.
    6) Sull'impatto paesaggistico dell'eolico ti ricordo che paesi come l'olanda ne hanno fatto un'icona del proprio orgoglio nazionale. L'impatto delle FER è sempre una frazione di quello delle fonti tradizionali.
    7) qui ti sbagli e infatti non hai minimamente letto i vari post.
    I tuoi interventi oltre a essere ormai noti a tutti i frequentatori del fornum non aggiungono ormai nulla se non luoghi comuni desueti e inutili. Se non ha i proposte lascia perdere questa discussione, sei libero di odiare il sole e le fer, ma, per educazione, non puoi andare a vomitare le tue stupidate altrove?
    solito tentativo di confondere le acque
    mi piace il tentativo di buttarla sul "matematico statistico", dimmi snap...... statisticamente, quante volte al giorno scendono le tenebre ? e quante volte sono notti senza vento ??
    in quelle notti, la tua fantastica super rete di piccoli produttori delocalizzati, cosa fornirà ??? magari solo biomasse e biogas..... ma allora, quanto biogas e biomasse occorre mettere in campo ???
    quanto ai nuovi paradigmi economici, ne parleremo quando fungeranno anche per i beni materiali
    per gli impatti ambientali/paesaggistici..... se non sbaglio, siamo in italia e, la discussione è "FER: coprire il fabbisogno energetico nazionale ", quindi, non tirare in ballo olande varie, parlami dell'italia
    dimenticavo, spiegami come userai con il miniidro i canali delle fogne (vedi il mio esempio)

    Quote Originariamente inviata da atomax Visualizza il messaggio
    ..........
    Quali sono le tue idee riguardo al sistema di accumulo?
    Sul punto f) sono invece in totale disaccordo. L'energia proveniente da fonti fossili, produce danni incalcolabili all'ambiente e alla salute degli esseri viventi, danni ben più gravi del semplice impatto visivo! Molti usano protestare per l'impatto ambientale causato dalle fer (in primis l'eolico) ma il bello è che non rinunciano ........................
    sistema di accumulo ??? nei termini della discussione: mission impossible, anche perchè voglio vedere un eco-verde convincere la popolazione della bellezza di una diga sopra il suo paesino o, la poesia di tanti serbatoi di gas

    f - ti risulta che abbia detto qualcosa di differente sulle fonti fossili ? quanto alle eco-contraddizioni, ovvio, è facile fare gli ecologici con i kw/h degli altri

    Odisseo

  15. #90
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    Vedo con piacere che durante la mia assenza si parla ancora e giustamente di variabilità delle FER.
    Ho ritrovato l'articolo che volevo linkare sull'utilizzo delle biomasse come accumulo. A dire il vero l'articolo mostra ben più di questo, ovvero è un esempio concreto di smart-grid che fa uso di quattro fonti di energia: eolico, solare, biogas e idroelettrico: The Combined Power Plant: the first stage in providing 100 % power from renewable energy

    Guardatevi bene le figure delle due fasi fondamentali di una mart-grid: la previsione di tutte le variabili (FER e utenze) e poi la produzione con l'aggiustamento tramite la turbina e l'accumulo.
    Naturalmente questo non rappresenta niente di nuovo, visto che anche adesso la rete di distribuzione funziona con lo stesso principio, con l'unica differenza che non si fanno previsioni sulle fonti ma solo sulle utenze (generalmente in base all'orario e alle previsioni meteo)

    Stjopa70

  16. #91
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    Quote Originariamente inviata da odisseo Visualizza il messaggio
    ...in quelle notti, la tua fantastica super rete di piccoli produttori delocalizzati, cosa fornirà ??? magari solo biomasse e biogas..... ma allora, quanto biogas e biomasse occorre mettere in campo ???
    Questa affermazione è basata su poco però. Pare più uno sfogo preconcetto che altro, mi spiace dirlo.
    Basta leggere attentamente il link postato da Stjopa70 e si capisce che a credere in "qualcosa" di basato su una rete delocalizzata non sono solo i pasdaran rossoverdi. Dire che di notte senza vento eolico e FV non producono è un pelino limitativo e quasi insultante per coloro che si occupano seriamente di questi problemi.
    La verità è che quasi tutte le obiezioni portate da Odisseo son reali e ben conosciute. Infatti nessuno di serio pensa a nazionalizzare brevetti o a sfruttare le fogne, ma dato che il problema dell'accumulo e della rete è il vero problema è sul progettare sistemi energetici delocalizzati ma integrati che ci si concentra.
    Inoltre abbiamo detto da subito che anche se la copertura al 100% da FER è teoricamente possibile non c'è in realtà alcun motivo per aspirarvi prima di qualche decennio.

  17. #92
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    Quote Originariamente inviata da BrightingEyes Visualizza il messaggio
    [...]Inoltre abbiamo detto da subito che anche se la copertura al 100% da FER è teoricamente possibile non c'è in realtà alcun motivo per aspirarvi prima di qualche decennio.
    Non può essere altrimenti... Se anche Dio ha avuto bisogno di 6 giorni per fare l'universo, figuriamoci noi che siamo comuni mortali!
    L'importante è pianificare la lenta ed inesorabile sostituzione delle fonti fossili con le FER, lasciando il meno possibile al caso o alle spinte conservatrici delle lobby che oggigiorno detengono la quasi totalità del mercato energetico.
    (non voglio fare politica... esprimo un dato di fatto: chi ha come core-business vendere metri cubi di metano o barili di petrolio e negli anni ha investito per farlo, cerca in ogni modo di mantenere il mercato)

  18. #93
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    Quote Originariamente inviata da PALLINOF Visualizza il messaggio
    [...]Il problema viene dopo cioè nella trasformazione del biogas in energia elettrica con un rendimento del 20-30% [...]
    Attenti a dare i dati numerici. Questi non sono un opinione. Prima di postare, controllare almeno che siano conformi a Wikipedia se non si hanno fonti più autorevoli.
    Bene, in questo caso il dato è che una centrale turbo gas a ciclo combinato (CCGT) ha un rendimento attuale del 55-56%.

  19. #94
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    Quote Originariamente inviata da BrightingEyes Visualizza il messaggio
    Questa affermazione è basata su poco però. Pare più uno sfogo preconcetto che altro, mi spiace dirlo.
    .......................
    Dire che di notte senza vento eolico e FV non producono è un pelino limitativo e quasi insultante per coloro che si occupano seriamente di questi problemi.
    ......
    mica tanto, in pratica, a meno che qualcuno non possa sostenere che abbiamo o, potremo avere dighe sufficienti a tamponare le richieste del sistema, quando eolico e/o fotovoltaico sono fuori gioco, cosa resta ??
    geotermico, onde e termoelettrico

    I primi due sono semplicemente marginali, il termoelettrico, se si escludono le fonti fossili e, il nucleare, si limita a biomasse/biogas/biocarburanti

    Odisseo

  20. #95
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    Quote Originariamente inviata da odisseo Visualizza il messaggio
    mica tanto, in pratica, a meno che qualcuno non possa sostenere che abbiamo o, potremo avere dighe sufficienti a tamponare le richieste del sistema, quando eolico e/o fotovoltaico sono fuori gioco, cosa resta ??
    Si ok, Odi, io capisco il tuo punto di vista da "attuale, solido e concreto". E' evidente a tutti che non possiamo seguire le idee di Hammuraby e fare bacini idrici nel campetto dietro la chiesa del paesetto della bassa emiliana!
    Nell'esperienza linkata da Stjopa si parla in effetti di accumulo tramite bacino di pompaggio, ma non dobbiamo fossilizzarci su quell'unica soluzione. In realtà l'esperienza segnalata mira sopratutto a trovare una sinergia fra le varie fonti e a dimostrare come possano, parzialmente certo, integrarsi e sostenersi per andare incontro alla domanda. E' un problema pure questo e mi pare solo che normale che molti ci si stiano applicando. In questo caso la soluzione più semplice disponibile era l'accumulo tramite bacino. Hanno usato quello! Ok, ma lo scopo principale dell'esperienza era diverso.
    Però questo non vuol dire che se non abbiamo il bacino pronto... ciccia!
    Altre soluzioni esistono, devono essere testate, sviluppate, sperimentate, adottate. E si sta facendo.
    Del resto non si può sostenere che nel caso della produzione di cibo, estrazione di risorse, scoperta di nuove fonti il miglioramento della tecnologia e l'ingegnosità umana risolveranno tutto (e sono convinto che sarà così, anche se parzialmente, sia chiaro!) e nel campo dello sviluppo dei sistemi di accumulo sostenere che dobbiamo rimanere per sempre legati ad avere la diga e la montagna a cui appoggiarla o niente!

  21. #96
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    In questo 3D si è parlato dell'accumulo attraverso l'idrogeno, attraverso le biomasse, attraverso i bacini idroelettrici, ecc... Mi chiedevo come mai nessuno ha tirato in ballo il solare termodinamico, visto che è un sistema fattibile (già sperimentato e realizzato), che permette anche l'accumulo dell'energia...
    Ciao e auguri a tutti!
    Impianto: parzialmente integrato da 2,94kWp
    Pannelli: 14 Sharp ND-210E1F in singola stringa.
    Azimut: . Tilt: 26°
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  22. #97
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    Però questo non vuol dire che se non abbiamo il bacino pronto... ciccia!
    Altre soluzioni esistono, devono essere testate, sviluppate, sperimentate, adottate. E si sta facendo.
    Del resto non si può sostenere che nel caso della produzione di cibo, estrazione di risorse, scoperta di nuove fonti il miglioramento della tecnologia e l'ingegnosità umana risolveranno tutto (e sono convinto che sarà così, anche se parzialmente, sia chiaro!) e nel campo dello sviluppo dei sistemi di accumulo sostenere che dobbiamo rimanere per sempre legati ad avere la diga e la montagna a cui appoggiarla o niente!
    è fondamentalmente una questione di convenienza e fattibilità, se possibili, i bacini ad alta quota, sono, secondo mè, la soluzione migliore e durevole
    Però, ovvio, per sopperire alle variazioni di domanda, occorre prevedere un certo numero di centrali termoelettriche che entrino a regime in tempi brevi

    Per le fonti di biomassa e biocarburanti, personalmente, vedo molto bene l'ingegnerizzazione di specie vegetali a rapida crescita e, con forte produzione di olii e grassi
    In una parola (che farà ululare i vari ecologi di passaggio) OGM
    Altrimenti, lo sfruttamento di aree marginali o inadatte all'agricoltura "normale" ce lo scordiamo e, bisogna scegliere tra riempire lo stomaco o riempire il serbatoio

    Odisseo

  23. #98
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    Gli OGM in campo agricolo-alimentare pongono ancora qualche dubbio, e mi pare giusto che si trattino con prudenza. Se si riveleranno innocui e vantaggiosi non credo comunque che si riusciranno a fermare facilmente.
    Nel campo delle produzioni a scopo energetico non credo però ci sia poi sta gran opposizione. E comunque, se la cosa si rivelasse vantaggiosa, ritengo anche più ardua la "censura" ecoispirata.
    Sul fatto delle centrali termo in supporto concordo, ma è proprio quello che si vorrebbe ridurre no?

    Auguri a tutti comunque, credenti e scettici!

  24. #99
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    Nel campo delle produzioni a scopo energetico non credo però ci sia poi sta gran opposizione. E comunque, se la cosa si rivelasse vantaggiosa, ritengo anche più ardua la "censura" ecoispirata.
    Sul fatto delle centrali termo in supporto concordo, ma è proprio quello che si vorrebbe ridurre no?
    sarebbe ben divertente, visto che per la produzione di bevande alcooliche, vengono usati da un pò, anche varietà di grano e riso ogm ( per non parlare di altre piante ogm)

    Anche per le centrali termoelettriche, si tratta sempre di una questione di convenienza e operatività, se poi, producono poche o niente ceneri, meglio

    Odisseo

  25. #100
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    Gli OGM in campo agricolo-alimentare pongono ancora qualche dubbio, e mi pare giusto che si trattino con prudenza. Se si riveleranno innocui e vantaggiosi non credo comunque che si riusciranno a fermare facilmente.
    Nel campo delle produzioni a scopo energetico non credo però ci sia poi sta gran opposizione. E comunque, se la cosa si rivelasse vantaggiosa, ritengo anche più ardua la "censura" ecoispirata.
    Sul fatto delle centrali termo in supporto concordo, ma è proprio quello che si vorrebbe ridurre no?

    Auguri a tutti comunque, credenti e scettici!
    Quali sarebbero i dubbi ?
    Chi li testerà per vedere se sono "innocui" ?
    Certo che non riusciranno a fermare non sono delle piante sono dei virus .
    Perchè produrre ogm per scopo energetico , quando le normali piante hanno rese più alte e senza uso di diserbanti altamente tossici e specifici (monopolio) ?
    Gli ogm servono solo ha costruire dei monopoli .

    odisseo sarebbe ben divertente, visto che per la produzione di bevande alcooliche, vengono usati da un pò, anche varietà di grano e riso ogm ( per non parlare di altre piante ogm)

    Anche per le centrali termoelettriche, si tratta sempre di una questione di convenienza e operatività, se poi, producono poche o niente ceneri, meglio

    Odisseo
    Indica qualli ditte usano degli ogm in Italia per la produzione di bevande alcooliche .


 

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