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    Predefinito Legge sviluppo/energia Ratatouille

    La Ratatouille Nicoise è un piatto francese molto simile alla nostra caponata. Verdure estive stufate con basilico e aglio. Ratatouille è la ricetta usata da Remy, piccolo topolino di un famoso film animato, per conquistare i francesi.
    La nuova legge - denominata sviluppo/energia - è entrata in vigore il 15 agosto 2009, con tutta l’italia in ferie, composta da 64 articoli di cui alcuni importanti per le sorti energetiche del paese, è una Ratatouille con molti ingredienti. Siamo sicuri che i francesi ameranno questa Ratatouille, come nel film della Disney, essendoci l'ingrediente "nucleare".

    Vediamo da che cosa è composta questa Legge. Facciamo riferimento ai comunicati del Ministero allo Sviluppo Economico.
    L'articolo presentato ha anche un nostro commento.

    Nuova strategia energetica nazionale – Sono state snellite le procedure per la realizzazione delle reti e delle infrastrutture energetiche; sono stati dati forti impulsi alle fonti rinnovabili; si riapre la strada al nucleare. Diventa operativo il percorso per ridurre la nostra dipendenza dall'estero, abbassare il costo dell'energia, ridurre l'inquinamento, realizzare un mix elettrico con il 50% di fonti fossili (contro l'attuale 83%), il 25% di rinnovabili dall'attuale 18%, il 25% di nucleare».

    Commento: Già gli incredienti utilizzati sono parecchi. Spicca - come è ovvio - la decisione sul nucleare. Sul tema vedremo di ritornare al rientro dalle ferie. Invece si desidera evidenziare un fatto che crea un prospettiva diversa a quanto affermato dal Ministro Scaiola. I primi dati Terna, relativi alla produzione elettrica del 2009, mostrano che le fonti rinnovabili stanno già contribuendo con oltre il 25% alla produzione elettrica nazionale. Certo ci sono alcune circostanze atipiche, ma quelle sono le evidenze. Consigliamo quindi le commissioni parlamentari e il governo di prevedere una modifica con un congruo adeguamento di questo obiettivo. Come da tempo si sta constatando il risparmio energetico non è stato trattato con l’attenzione necessaria. Idem l’energia termica. Il sapore della Ratatouille energetica nella legge è molto spostato sull’elettrico; gli "ingredienti" andrebbero riequilibrati.

    Abbiamo selezionato alcuni articoli della Legge e ne abbiamo dato un commento.
    Articoli 25 - Delega al Governo in materia nucleare: Si prevede a carico del Governo l’emanazione di uno o più DLgs (entro 6 mesi) per l’indicazione dei siti per gli impianti di produzione di energia elettrica e di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi e inoltre, dei sistemi di stoccaggio definitivo dei rifiuti radioattivi Si prevedono misure compensative per le popolazioni interessate. I decreti saranno presentati dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero A&TTM, Ministero I&T, previo parere della Conferenza unificata. I DLgs saranno passati al vaglio delle Commissioni competenti entro 60 giorni. Si prevede a carico dei produttori di energia elettrica nucleare alla costituzione di un fondo per il smantellamento "decommissioning" degli impianti e infrastrutture contaminate dal materiale radioattivo; tale fondo sarà messo a disposizione di Procince, comune del sito e comuni limitrofi. I siti saranno considerati "di interesse strategico nazionale" e, quindi, potranno essere gestiti con speciali forme di vigilanza e tutela (militarmente ndr). Si prevede l’introduzione di adeguati standard di sicurezza per cittadini e ambiente. Si prevede che gli incentivi agli enti locali coinvolti siano a carico delle imprese interessate nel business con divieto di trasferimento agli utenti finali. Le autorizzazioni “uniche” verranno rilasciate dal ministro dello Sviluppo economico, di concerto con Ambiente e Infrastrutture e d'intesa con la Conferenza unificata. Sono previste le Valutazioni di impatto ambientale (Via) e ambientale strategica (Vas). Si prevede tramite accordi bilaterali di recuperare le autorizzazioni uniche di altri paesi (AEN-OCSE) e di renderle valide previo approvazione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. Si prevede che nel caso di ritardi si farà fronte con adeguata copertura finanziaria e assicurativa. Si prevede una informazione capillare nei comuni coinvolti. Sono previste sanzioni in caso di violazioni dei DLgs. Si prevede una campagna di informazione nazionale sulla sicurezza e economicità dell’energia nucleare.

    Commento all'art. 25: Ovviamente la nostra posizione sul nucleare è diversa. Passeremo da una dipendenza dalle fonti fossili alla dipendenza delle fonti fissili. Non è serio affermare che il costo del kWh è competitivo quando non si sono ad oggi contabilizzati i costi per lo smaltimento delle scorie nucleari e dei materiali contaminati. Non si capisce se il fondo per il decommissioning includa anche lo smaltimento delle scorie nucleari. Evidenziamo a chi ci legge che questo punto è talmente importante che in USA un panel di esperti nuclearisti ha sconsigliato di investire nel nucleare oggi (2009) perché non si sono fatti progressi sufficienti per lo smaltimento delle scorie radioattive e nel frattempo sono emerse altre opzioni energetiche più “certe” e competitive (già ora l’eolico e il geotermico a alta entalpia, la bioenergia in cogenerazione, sono confrontabili o addirittura minori alla termoelettrico a gas o carbone; il solare termodinamico, il fotovoltaico a concentrazione, lo saranno nei prossimi anni).
    Sulla competitività del nucleare si legga anche la nostra news Il governo rilancia il nucleare del febbraio 2009, in cui si dimostra, dati alla mano, quanto le affermazioni, e le premesse utilizzate dal governo per decidere la ripresa del nucleare in Italia, siano non corrispondenti al vero.
    Aver previsto che gli oneri collegati agli incentivi non gravino sull’utenza finale ma sulle aziende coinvolte è fuorviante. E’ noto che le aziende inseriscono le donazioni nel conto economico e bilancio di esercizio e che da questo che nasce il costo di produzione. Di fatto le aziende scaricano tali uscite tra i costi diretti e qunti sull’utenza finale. Altro discorso sarebbe se degli utili fossero devoluti come donazione quasi fosse una cedola azionaria.

    Art. 26. - Energia nucleare: Si prevede, entro sei mesi, con una delibera del Cipe, sentiti i ministeri competenti e gli enti locali, il compito di definire le tipologie di impianti nucleari che possono essere realizzate in Italia. Si prevede la nascita dei consorzi di gestione per la costruzione e gestione tramite criteri definiti con delibera CIPE su proposta del Ministero dello Sviluppo Economico. Si modifica la Legge 311/2004 con un articolo che assicura le entrate pari a 100 milioni di euro annui attingendo dalla componente A2 della bolletta elettrica di ogni utente finale (e quindi di ogni residente in Italia).

    Commento agli articoli 26: Non sappiamo quali saranno i consulenti del CIPE per potere fissare prescrizioni in materia. In ogni caso vedremo di far conoscere il rapporto del MIT ai componenti del CIPE e alle commissioni competenti. Quest’articolo della Legge va segnalato soprattutto perché si mostra come è possibile assicurarsi delle entrate sulle spalle degli utenti finali utilizzando un servizio “obbligato”. Non ci resta che rispondere raggiungendo l’indipendenza energetica come famiglia tramite una strategia basata sul risparmio/efficienza e uso delle FER.


    Art. 29 – Agenzia per la sicurezza nucleare: Sarà la responsabile della sicurezza e la salvaguardia nucleare in Italia. Norme tecniche, regolamentazione, controllo, gestione e sistemazione dei materiali fissili sarà di sua competenza. L’Agenzia opererà a costo “zero” recuperando strutture, fondi, risorse dell’ENEA e ISPRA. Potrà comminare sanzioni ai licenziatari fino a 150 milioni di euro.

    Commento all’art. 29: Non sappiamo se le 4 persone dell’agenzia saranno realmente indipendenti. Noi possiamo osservare che se una persona ha fatto tutto il suo percorso professionale e scientifico nel settore nucleare, non è la persona più obiettiva nel prendere le decisioni al riguardo; competente sì, ma obiettiva proprio no.
    Art. 30 – Misure per l’efficienza nel settore energetico: La borsa del Gas sarà gestita dal GME con poteri normativi per assicurare la concorrenza (entro sei mesi). L’Acquirente Unico Spa avrà il compito di gestire gli utenti domestici finali fino a 200.000 m³/anno in condizioni di continuità, sicurezza ed efficienza di servizio. Il governo si è impegnato ad emanare (entro un anno + 3 mesi max di scivolamento) un provvedimento per promuovere domanda e offerta di gas (Sardegna inclusa). Si introducono alcune misure per assicurare l’efficienza del settore. Si introducono dei sostegni (entro 6 mesi) , per almeno 10 anni, al settore della cogenerazione ad alto rendimento, evitando delle distorsioni con regimi incentivanti degli altri paesi europei (ad esempio evitando la cumulabilità degli incentivi). Si prevede un Decreto ministeriale (Economia&Finaza, Sviluppo Economico) per la semplificazione nelle procedure di installazione di micro-cogeneratori ad alto rendimento, gestione fiscale, versamento accise e altri oneri triburari e fiscali. L’AEEG è chiamata (entro sei mesi) a definire le procedure di gara presso gli utenti finali disponibili all’interruzione istantanea e con preavviso; il risparmio conseguente a questa azione sarà destinato all’ammodernamento della rete. Si prevede a carico dell’AEEG una procedura per gestire la risoluzione anticipata delle convenzioni CIP6/92. Si prevede la presenza del bollino CE (con validità di 15 anni) su tutti i contatori del gas con portata massima fino a 10 m³/ora. Previsto a carico dell’AEEG un piano di sostituzione dei contatori vecchi il cui costo non dovrà gravare direttamente o indirettamente sul consumatore. E’ previsto un Decreto a carico del Ministero dello sviluppo Economico (entro 120 giorni) per fissare nuovi criteri per la definizione dei rapporti fra gestore della rete (Terna), le società di distribuzione (quelle desumibili dal sito dell’AEEG), il proprietario della rete interna (produttore locale, ad esempio un comune o una ESCo) e il consumatore finale. E’ previsto che l’ambito territoriale minimo per la interconnessione degli impianti di distribuzione del gas sia il comune. E’ previsto e regolamentato l’impiego di miscele di biodiesel-diesel fino al 7%.

    Commento all’art. 30: Il Gas in Italia non serve solo per produrre elettricità ma, come abbiamo evidenziato nella news, e anche il bilancio energetico italiano e lì a mostrarlo, anche prevalentemente per gli usi termici (processi industriali, riscaldamento, cottura, igienico sanitario). Più che GME - dove "E" sta per elettrico - noi vedremmo meglio la "E" come Energia (che include sia l’elettrico sia il termico). Se il consumo domestico (cottura + riscaldamento) è di circa 1.000 m³/anno avere fissato un tetto di 200.000 m³/anno significa che sono solo 200 gli utenti domestici interessati. Ci deve essere una svista al riguardo oppure sono necessari dei chiarimenti. Un DLgs per regolamentare il mercato del Gas allo scopo di assicurare trasparenza e concorrenza è quanto mai opportuno. Se si vuole, in questo modo, introdurre elementi di federalismo energetico, allora chiediamo perché non estendere questa pratica anche ad altre fonti energetiche (rinnovabili incluse) e alle altre produzioni energetiche (fossili e rinnovabili). Ben venga un DLgs riguardante la microcogenerazione. Consigliamo di accompagnare il DLgs da norme tecniche adeguate.
    Sul CIP6/92 nasce una domanda. Quali sono i produttori di energia elettrica che vorrebbero interrompere la convenzione CIP6/92 visto che è proprio questa che assicura entrate tali da rendere economicamente vantaggioso essere sul mercato?
    Sui contatori del gas ci sono molte "nebbie" che andranno dissolte. La marcatura CE va bene. Meno bene sono i tempi di validita del misuratore di portata 15 anni. Nella pratica industriale quando uno strumento è utilizzato quotidianamente si prevede una sua verifica e taratura ogni 6 mesi (o meno). Ci fa strano che si sia stato fissato un tempo così lungo. Consigliamo di farsi consigliare da un metrologo indipendente. Consigliamo inoltre di introdurre - al più presto - i sensori e le tecniche di smart-metering.
    Speriamo che il Ministero S.E. emani il DLgs che consentirebbe ad ogni produttore di energia elettrica (pensate agli impianti FV, micro cogenerazione, mini-idro, mini-eolico, ecc. > 20 kWp) di vendere l’energia prodotta direttamente all’utente finale.
    Art. 37 - Istituzione dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – ENEA: Si costituisce l’Agenzia Nazionale per le nuove Tecnologie, l’Energia e sviluppo economico Sostenibile, con particolare al settore nucleare. E’ previsto a carico del Ministero dello Sviluppo Economico (di concerto con altri Ministeri competenti: E&F, PA&I, I&U&R, A&TTM, commissioni competenti) la definzione degi obiettivi funzionali, efficienza ed economicità, l’organizzazione e amministrazione e controllo, sede, procedure di gestione delle risorse umane, incluse le razionalizzazioni. E’ previsto un transitorio gestito da un commissario e due subcommissari senza oneri aggiuntivi.

    Commento all.art.37: Siamo ritornati indietro di oltre 30 anni per quanto riguarda l’energia nucleare. L’Agenzia - notiamo - ha allargato i sui ambiti.
    Sì, sembra proprio che l’ENEA sia prossimo ad essere riformata e riconfigurata. Credo siano parecchi decenni che il personale dell’ENEA attenda questo momento. Ci preoccupa il fatto che si sia voluto ribadire che l’ambito delle attività "in particolare" sia il nucleare. Questa puntualizzazione credo abbia lo scopo di rassicurare chi nel passato è stato ostracizzato sul tema. In questa maniera però si creano una ostracizzazione opposta riguardante chi opera nel settore delle rinnovabili. Tutti sanno che la ricerca nucleare è "capital intensive" e quindi è legittimo aspettarsi che ci sia uno spostamento di risorse finanziarie in quella direzione. Ricordiamo a chi si appresta a definire organizzazioni e allocazioni delle risorse che già oggi le rinnovabili sopperiscono non il 18% ma oltre il 25% dell’energia elettrica prodotta. E che 25% è l’obiettivo che dovrebbe essere raggiunto dal nucleare oltre il 2020.
    L’Agenzia Nazionale – si evidenzia – ha un ruolo che non è limitato al settore energetico visto che si vuole fare della sostenibilità un indirizzo vincolante. Qualcuno deve spiegare come si fa praticare la sostenibilità e il nucleare quando l’EROEI dell’intera filiera energetica si sta avvicinando – e in qualche caso è sotto – all’unità. Questo fenomeno si manifesta anche per altre fonti fossili mentre le FER non hanno questo problema anzi con una opportuna azione di R&S l’EROEI dei sistemi e filiere FER tenderanno sempre di più ad essere maggiori di 1.
    Consigliamo coerenza e l’uso dell’EROEI per valutare - e decidere - se una tecnologia o un sistema è o meno sostenibile.

    Art. 42 - Impianti eolici per la produzione di energia elettrica ubicati in mare e altre disposizioni in materia di fonti per la produzione di energia elettrica: Si modificano e si integrano alcuni punti del DLgs n.152/2006, Codice Ambiente, relativamente a l’eolico off-shore e su terra ferma, applicazione della VIA; modifiche al L. 244/2007, Conto Energia, relativamente a: coefficienti da applicare all’eolico off-shore e ai rifiuti biodegrabili e biomasse; abrogazioni nel Conto Energia di alcuni punti della tabella 3 allegata al Conto Energia riguardante biogas, biomasse, biogas da discarica, depurazione ecc.. Si introduce una eccezione nella cumulablità degli incentivi per gli impianti di proprietà di aziende agricole o gestiti in connessione con aziende agricole, agroalimentari, di allevamento e forestali, alimentati da FER: sarà possibile usufruire della tariffa onnicomprensiva cumulata con altri incentivi pubblici nazionali, regionali e locali o comunitari in conto capitale o in conto interessi non eccedenti il 40% del costo dell’investimento.

    Commento all'art.42: Questo articolo avrà un impatto positivo su chi sta investendo sulle FER. Interessante la cumulabilità degli incentivi per gi impianti alimentati a bioenergia.
    Art. 45 – Istituzione del Fondo per la riduzione del prezzo alla pompa dei carburanti nelle
    regioni interessate dalla estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi: Si vuole ridurre il costo della benzina alla pompa nelle regioni con impianti di estrazione. Dal 1 gennaio 2009, è prevista la costituzione di un fondo presso il Ministero dello sviluppo in cui produttori di idrocarburi liquidi e gassosi (ottenuti da giacimenti in terraferma e da impianti di rigassificazione anche off-shore) verseranno il 3% più altre erogazioni liberali, che verrà utilizzato per ridurre il costo alla pompa delle regioni interessate (Basilicata, Veneto, ecc.). E’ previsto a carico del Ministero dello S.E: (entro 90 giorni) l’emanazione di un decreto per definire le procedure di utilizzo di tale fondo e ai meccanismi di reintegro. Un ulteriore decreto a carico del Ministero dell’E&F e S.E è previsto per distribuire tale fondo alle regioni in funzione della produzione regionale.

    Commento all’art. 45: Si vuole, in questo modo, introdurre elementi di federalismo energetico. Se così fosse ci chiediamo perché non estendere questa pratica anche ad altre fonti energetiche (rinnovabili incluse) e alle altre produzioni energetiche (fossili e rinnovabili). E perché solo ai combustibili e non anche all’energia elettrica e termica.


    Ci sarebbero parecchie altri articoli da evidenziare e commentare.
    Lasciamo ai lettori e al forum questo onere-

    Gianfranco Padovan, Presidente EnergoClub

    Fonti: EnergoClub Onlus, per la riconversione del sistema energetico

    Ministero Sviluppo Economico

  2. #2
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    Commento all’art. 30: il consumo domestico (cottura + riscaldamento) è di circa 1.000 m³/anno avere fissato un tetto di 200.000 m³/anno significa che sono solo 200 gli utenti domestici interessati. Ci deve essere una svista al riguardo oppure sono necessari dei chiarimenti.
    In riferimento a questo commento volevo precisare che la norma intende un'altra cosa. Vale a dire l'Acquirente Unico si occuperà (come fa per alcuni clienti del settore elettrico) di tutti gli utenti con consumi sotto i 200.000 metri cubi/anno. Praticamente domestici, commercio e piccola industria. Questa soglia di 200.000 nasce da provvedimenti Autorità Energia (delibera 64/09 ad esempio) quindi non è un limite all'operatività dell'AU ma un parametro per identificare i "bisognosi di tutela".....

  3. #3
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    OK.
    prendo atto delle leggi varate dal governo, dei commenti a tali leggi..........
    ma esiste anche un pur piccolo spiraglio che il nucleare venga messo da parte o bisogna vivere sperando che la "centrale nucleare di nuova generazione" venga costruita vicino casa di un altro, in un altro paese, in un'altra regione ....

  4. #4
    Pietra Miliare
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    Predefinito agosto e le leggine

    allora non so su due piedi cosa è giusto ho sbagliato, comunque al primo impatto vi il nucleare ma già sapevamo, per il gas rimango perplesso sul cp6, il resto qualche miglioria si intravede, ma ora devo leggere di più e informarmi di più saluti a tutti e buona

  5. #5
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    Certo, non mi fa sorridere il ritorno al nucleare ma, a questo punto, essendo completamente circondati da centrali nucleari che certamente non ci fanno dormire sonni tranquilli, tanto vale la pena produrcela per conto nostro l'energia che ci serve. Ad ogni modo, non riesco a capire perchè si insiste sempre sui fossili e sul nucleare e non si approfondiscono e si sviluppano le tante conoscenze sulle fonti energetiche rinnovabili. Tanto per fare un esempio banale, abbiamo tanti corsi d'acqua perenni, dobbiamo per forza costruirci megacentrali? Con delle semplici ruote a pale e un qualsiasi generatore non avremmo corrente elettrica? Certo che la potenza sarebbe di qualche decina di Kw ma pensate a quanti se ne possono mettere in un centinaio di mentri di un qualsiasi corso d'acqua e quanta elettricità possiamo ottenere. E' vero che bisogna tener conto della variazioni del livello e del flusso dell'acqua, ma se questi generatori (ruote a pale comprese) venissero realizzati su galleggianti ancorati, in modo da utilizzare sempre lo stesso livello d'acqua, e per le variazioni di flusso venissero adottati dei regolatori che dessero alle pale un'inclinazione variabile per avere sempre gli stessi giri e la stessa coppia? E' banale, lo so, ma a me sembra una buona idea economica, pratica e che non consumerebbe niente all'infuori delle parti meccaniche.

  6. #6
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    Si è vero siamo circondati dalle centrali degli altri paesi, ma il problema è che ad oggi non riusciamo a gestire le centrali dismesse in Italia (vedi TRINO), non abbiamo ancora individuato luoghi di stoccaggio sicuri per le poche scorie prodotte dalla breve vita delle nostre centrali.
    Per quanto riguarda l'idroelettrico, in Piemonte abbiamo piccole centrali dismesse, gestite una volta dalla SIP (società idroelettrica piemontese). Alcuni paesi hanno comprato la centrale' l'hanno ripristinata e si producono la corrente, indipendenti totalmente dall'ENEL. Quindi le risorse naturali ci sono, chi l'acqua, chi il sole, chi il vento.....alcune erano già utilizzate in passato, non sarebbe più semplice ripristinarle.

  7. #7
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    Al referendum sul nucleare degli anni '80 io fui tra i pochi...... che votarono a favore. Ora però non è più tempo per il nucleare.... è un treno che abbiamo già perso!!!
    Ora dovrebbero destinare il "prelievo coatto" che effettueranno sulle nostre bollette per costruire impianti fotovoltaici STATALI.
    Non Centrali Nucleari per riempire le tasche dei solita Amici....


    Quote Originariamente inviata da eroyka Visualizza il messaggio
    sarà possibile usufruire della tariffa onnicomprensiva cumulata con altri incentivi pubblici nazionali, regionali e locali o comunitari in conto capitale o in conto interessi non eccedenti il 40% del costo dell’investimento.
    Qualcuno mi spiega in parole povere che significa?
    Se ho un'azienda agricola posso avere incentivazioni fino al 40% di ciò che ho speso?...... Come?

    Ciao e grazie

  8. #8
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    Ciao, Lucagr e Alpharico. E' la prima volta che c'incrociamo su questo forum e ne sono onorato. Purtroppo ho il sospetto che per qualche motivo noto bisogna investire in tecnologia avanzata anche se il ritorno economico non è dei migliori (almeno per l'utente finale) e, quindi, ciò che è semplice ed economico non conviene. Vogliamo ancora credere alla favola del "caro energia"? Questa è la favola per tenersi sempre agganciati al petrolio e dimostrare così che senza petrolio non si vive. Sono un abientalista vero, di quelli che mettono l'uomo davanti a tutto e detesto quegli ambientalisti di cartello che trepidano per un qualche animale o insetto che si estingue per una naturalissima legge naturale, mentre non vedono il bambino che muore di fame. Ciò premesso, quanto guadagna lo Stato Italiano, tra tasse, imposte e balzelli vari, col petrolio? Valmax, se mi leggi, per favore, fammelo dire! Il 70% del costo finale dei carburanti fossili è una enorme entrata fiscale e, quindi, conviene tenersi agganciati sempre a questo parametro per giustificare anche il nucleare. Le cose semplici non rendono. D'altra parte capisco, ma non giustifico, anche che il consumo del petrolio sia indispensabile per la sopravvivenza dell'economia mondiale, basata più che mai sul petrolio. Cosa succederebbe se domani non ne avremmo più bisogno? Cadrebbero i governi, fallirebbero grosse società, intere popolazioni non avrebbero più un posto di lavoro, ci sarebbe il caos. E' questa paura che ci rende schiavi e giustifica tutto, ma non riesco proprio a capire perchè, dal momento che possiamo, non vogliamo proprio uscire da questa dipendenza in modo graduale tale da non rendere il passaggio traumatico. Stando però le cose così come sono, ben venga anche il nucleare, se questo è un primo passo per allontanarci dalla dipendenza del petrolio che sta infliggendo all'intero pianeta danni che, fra non molto, saranno irreversibili.

  9. #9
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    Quote Originariamente inviata da curioso42 Visualizza il messaggio
    Stando però le cose così come sono, ben venga anche il nucleare, se questo è un primo passo per allontanarci dalla dipendenza del petrolio che sta infliggendo all'intero pianeta danni che, fra non molto, saranno irreversibili.
    Ciao curioso42, piacere mio.
    Non sono molto daccordo sul fatto che il nucleare sia meno dannoso (o pericoloso) per l'uomo e per l'ambiente.
    Le scorie nucleari hanno un periodo di decadimento così lungo che non sono al sicuro ne in cielo ne in terra ne sotto terra.
    Pensa a quante cose possono succedere in 1000 anni. Chi ci dice che non vengano casualmente aperti vasi di Pandora di cui non si aveva conoscienza? O che l'uomo, volente o nolente aveva dimenticato negli anni?
    Dal punto di vista economico il nucleare aveva una sua giustificazione 30 anni fa. Dal punto di vista ambientale non ha mai avuto giustificazioni, nemmeno rispetto al petrolio.......
    Diverso sarebbe se smaltissimo nello spazio le scorie radioattive.... ma è antieconomico.
    Capisco che qualcuno possa inorridire alla proposta ma teniamo conto che nello spazio avvengono di continuo reazioni nucleari con conseguente rilascio di radioattività.

    Ciao e scusate se sono stato un pò prolisso.

  10. #10
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    Ciao, Alpharico. Non ho detto che il nucleare sia meno dannoso, un valido esempio è la centrale sul Garigliano a circa 50 Km da casa mia. Però la speranza è che venga trovato presto un sistema economico per sparare nello spazio tutte le scorie che produciamo. Il ragionamento è: se dobbiamo importare energia, questa energia produce scorie anche per noi che siamo circondati da centrali termonuclaeri; allora perchè pagare quest'energia quando con gli stessi o minori rischi possiamo produrcela noi ad un costo inferiore? Sono d'accordo che sarebbe meglio eliminare nuclaere e petrolio, e lo si potrebbe fare senza tante implicazioni tecnologiche, ma, stando le cose in questo modo, cosa possiamo fare senza rischiare un tracollo economico di proporzioni bibliche? Il tragico è che ancora non si fa nulla per un graduale annullamento di questi consumi estremamente pericolosi.

  11. #11
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    è una nuova discussione sul nucleare ?

    Odisseo
    (E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione. (cit. Arancia meccanica) - Ma se quella non arriva, il cervelluto stà inguaiato assai (Odisseo - Gigantosaurus Carinii Patagoniae)

  12. #12
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    "Cosa succederebbe se domani non ne avremmo più bisogno?"
    Chiedo scusa, solo ora mi sono accorto del madornale errore.

  13. #13
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    Il riferimento di legge è la L.99/2009 ?

  14. #14
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    Ciao Curioso42, ciao Alpharico.
    Purtroppo l'Italia è un paese povero per quanto riguarda risorse primarie come il petrolio, il carbone, il gas....... ed è quindi dipendente da altri.
    Passare al nucleare vorrebbe dire aggiungere altre dipendenze: l'uranio e lo smaltimento delle scorie in quanto il nostro territorio, morfologicamente non è adatto allo stoccaggio a lungo termine (vedi frane, alluvioni, terremoti, falde acquifere, ecc)
    Quindi l'indipendenza energetica per il momento non possiamo averla, una soluzione sarebbe quella di sfruttare il più possibile le risorse "pulite" a nostra disposizione, ridurre i consumi con introduzione di nuovi elettrodomestici e tecnologie, im modo da diminiuire in quantità sensibile l'approvvigionamento di energia dagli altri paesi.

  15. #15
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    Ciao a tutti. Non è una nuova discussione sul nucleare, è solo una constatazione basata su una propria opinione e, a questo punto, penso che la cosa migliore sia quella di esporre idee alternative. Sono d'accordo con te, Lucagr, l'indipendenza energetica, allo stato attuale, è una chimera, ma solo perchè non si vuol guardare a ciò che possiamo sfruttare in modo semplice, economico ed ecologico. Ci siamo abituati a vedere molto al di là del nostro naso senza vederne la punta. Come comunemente si dice: l'erba del vicino.... Sarebbe interessante, invece, postare idee, anche banali come la mia, confrontarle e proporle.

  16. #16
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    Ciao a tutti,
    la dipendenza dal petrolio non viene da una necessità statale di entrata economica, bensì da interessi economici privati.
    L'unico cambiamento utile è quello culturale : il sorpasso del peso dell'interesse etico a quello dell'interesse economico.
    L'elemento determinante dovrebbe essere il risparmio... che per il momento non sembra essere tale, ma ci arriveremo !
    L'impatto che la vita dell'uomo ha sul pianeta deve cambiare attraverso un cambiamento del modo di consumare l'energia disponibile...
    Per il resto la scelta delle fonti conta poco, soprattutto se basata sul tornaconto di pochi, ed espressa tramite percentuali difficilmente verificabili (almeno per me ! ).

    PS: Neanch'io vorrei una centrale nucleare vicino a casa, credo che averla a trecento metri o trecento chilometri non sia la stessa cosa.

    Purtroppo il sospetto che il risparmio perseguito deriverà dalla spremuta degli investimenti sulla sicurezza non mi abbandona.

    Dopo una primo assaggio questa più che una ratatouille mi sembra la solita minestra, ed anche poco digesta ! Devo comunque studiarne meglio i contenuti...

    Ma quanta energia potremmo effettivamente imparare a non sprecare da qui al 2020 ?

    Saluti
    Ezio.

  17. #17
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    ..........
    bensì da interessi economici privati.
    primo tra tutti quello delle singole persone che preferiscono avere l'acqua, il gas, la corrente in casa, invece di andarsi a prendere l'acqua alla fonte (a piedi), fare legna nel bosco, usare le candele e speziare i cibi per non sentire il sapore di marcio

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    ..........Per il resto la scelta delle fonti conta poco
    conta molto, se si vuole qualche cosa di affidabile, per esempio, non ho ancora sentito parlare di altiforni per acciaierie eolici (se un altoforno si spegne, poi occorre demolirlo) o di reparti ospedalieri fotovoltaici

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    ..........Ma quanta energia potremmo effettivamente imparare a non sprecare da qui al 2020 ?
    sarà sempre benvenuta, ma non ci farei conto

    Odisseo
    (E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione. (cit. Arancia meccanica) - Ma se quella non arriva, il cervelluto stà inguaiato assai (Odisseo - Gigantosaurus Carinii Patagoniae)

  18. #18
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    primo tra tutti quello delle singole persone che preferiscono avere l'acqua, il gas, la corrente in casa, invece di andarsi a prendere l'acqua alla fonte (a piedi), fare legna nel bosco, usare le candele e speziare i cibi per non sentire il sapore di marcio
    Non concordo, non primo tra tutti.
    Se nessuno si arricchisse nelle catene di trasformazione e distribuzione di questi elementi, ma se venissero ripartiti secondo reale necessità e con l'ausilio delle tecnologie già note (ma spesso non impiegate), se fossero considerati non fonti di lucro, ma patrimonio energetico della nostra civiltà, e se fossero impiegati con parsimonia e non venduti nella maggiore quantità possibile per creare profitti, io credo miglioreremmo...

    Concordo sul fatto che un radicale cambiamento delle abitudini sia imprescindibile... e che sarà necessario fare un bel pò di fatica in più.

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    conta molto, se si vuole qualche cosa di affidabile, per esempio, non ho ancora sentito parlare di altiforni per acciaierie eolici (se un altoforno si spegne, poi occorre demolirlo) o di reparti ospedalieri fotovoltaici
    Infatti non ho mai sostenuto che tali tecnologie esistano o che si possa fare tutto con vento e sole. Intendevo che qualsiasi fonte venga inclusa nel mix, mi piacerebbe venisse trattata ed impiegata coscientemente, e che spesso la logica del profitto (soprattutto della riduzione dei costi) costituisce un ostacolo in questo senso...
    Mi riferivo poi al nucleare in seguito alla testimonianza di alcuni operai del settore (in Francia) che si lamentano di una progressiva riduzione degli standard di sicurezza e dei requisiti richiesti agli operatori (oggi spesso interinali ed in minor numero rispetto al varo delle centrali).
    Stando alle poche informazioni che ho raccolto lungo il cammino io non vorrei una centrale fuori casa. Poi se mi sbaglio tanto meglio per tutti quelli che la centrale fuori casa ce l'hanno o, a questo punto forse, ce l'avranno... Mi tengo il sospetto.

    Ha poi senso parlare di indipendenza energetica dell'Italia, quando i gruppi del settore sembrano sempre meno nazionali ?

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    sarà sempre benvenuta, ma non ci farei conto
    Odisseo
    Mi sa che non abbiamo alternative.
    Mi guardo attorno e mi chiedo (e vi chiedevo) quanto di quello che produciamo sia veramente necessario, quanto proprio non serva a nulla... !? Per produrre qualsiasi cosa servono energie... Oggi le sprechiamo... Finalmente ce ne rendiamo conto...
    E' chiaro che si prospetta un cambiamento grandissimo, molto più grande della ratatouille, per ritornare in topic...
    Ezio.

  19. #19
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    Non concordo, non primo tra tutti.
    Se nessuno si arricchisse nelle catene di trasformazione e distribuzione di questi elementi, ma se venissero ripartiti secondo reale necessità e con l'ausilio delle tecnologie già note (ma spesso non impiegate), se fossero considerati non fonti di lucro, ma patrimonio energetico della nostra civiltà, e se fossero impiegati con parsimonia e non venduti nella maggiore quantità possibile per creare profitti, io credo miglioreremmo...
    sintetizziamo con: quanti "se", per arrivare ad un "forse"

    secondo me, la realtà è molto più semplice, basta fare a meno dell'energia a basso costo per una settimana (inclusa quella che occorre per portare le merci nei supermercati o l'acqua nelle nostre case) per rendersene conto

    Odisseo
    (E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione. (cit. Arancia meccanica) - Ma se quella non arriva, il cervelluto stà inguaiato assai (Odisseo - Gigantosaurus Carinii Patagoniae)

  20. #20
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    [MODERAZIONE: Non è consentita la citazione di un intero messaggio. nll]

    Ciao,
    perchè scrivi "energia a basso costo" ?

    Sono d'accordo, sarebbe una grande prova, anche se purtroppo sempre un "se", per ora almeno, rimane...
    Comunque non credo sia necessario togliere acqua e alimenti di base... Non so a quante cose potremmo rinunciare, e quanta energia risparmiare, prima di arrivare fin li...
    Ultima modifica di nll; 25-08-2009 a 09:03 Motivo: Eliminata la citazione di un intero messaggio

  21. #21
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    Credo che stiate andando un pò tutti fuori binario. Il problema è esporre idee per produrre energia a basso costo e in modo ecologico e non come eliminarne il consumo. L'energia fa muovere l'universo e ce n'è tanta che se riuscissimo a catturarne un'infinitesima parte, solo di quella disponibile sulla terra, non parleremmo mai più di risparmio energetico ma solo come impiegarla. Non voglio tornare su quello che conviene produrre per il profitto di pochi, è una materia fritta e rifritta e non possiamo farci niente se non proponiamo idee alternative. Ci sarebbe anche un altro modo: la rivoluzione, ma non quella ideologica. Il problema, anzi i problemi sono: chi la farebbe senza un interesse privato? C'è pronta una valida alternativa all'attuale sistema? Non dimentichiamoci, poi, di un reale rischio o sicurezza di regressione economica e sociale dove prevarrà sempre il più forte e intere popolazioni soffrirebbero. In conclusione saremmo punto e accapo. Vogliamo questo? Certamente no e, allora, diamoci sotto, esponiamo e portiamo avanti idee alternative in modo da farla la rivoluzione, ma quella delle idee e del superamento dell'ignoranza e della diffidenza. Ci sono tanti cervelli brillanti in questo forum che, volendo, si possono trovare soluzioni a tutti i problemi energetici. Un'ultima cosa: la curiosità dell'uomo e quella che lo rende unico e superiore. Il nostro cervello è sempre stimolato dalla curiosità e questa verrebbe castrata se si dicesse: non accendere il televisore, non accendere il computer, rinuncia all'acqua in casa, rinuncia all'auto, rinuncia insomma a tutto quello che consuma energia. La sfida, invece, e quella poterne avere pulita, economica, a disposizione di tutti e tanta da poterne disporre fin che se ne voglia.

  22. #22
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    Però la speranza è che venga trovato presto un sistema economico per sparare nello spazio tutte le scorie che produciamo
    Spedire le scorie nello spazio sarebbe antieconomico anche se lo si facesse gratis, non sarebbe molto diverso dallo spedire petrolio nello spazio.
    Il principale problema è recuperarle.

  23. #23
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    Credo che stiate andando un pò tutti fuori binario. Il problema è esporre idee per produrre energia a basso costo e in modo ecologico e non come eliminarne il consumo. L'energia fa muovere l'universo e ce n'è tanta che se riuscissimo a catturarne un'infinitesima parte, solo di quella disponibile sulla terra, non parleremmo mai più di risparmio energetico ma solo come impiegarla.
    Ok, però, dopo aver speso il più possibile senza direzione, a me pare che sia buona cosa fermarci e chiederci se spendendo meno energie e razionalizzandone gli usi potremmo perseguire un equilibrio diverso... E questo è ciò che vorrei vedere come punto principale del piano di sviluppo.

    Poi se sarà (o è già !?) regressione economica allora forse ne approfitteremo per smontare e rifare quello che non va... Non si torna mai allo stesso punto.
    D'altra parte non possiamo non crederci, soprattutto se le difficoltà aumenteranno.

    Secondo me il problema non è se mettere nella ratatouille il nucleare affinchè l'Italia raggiunga l'indipendenza energetica... che comunque non raggiungerà con il nucleare (e mai con i consumi attuali), e che comunque a me non sembra un obiettivo così importante...

    La sfida, invece, e quella poterne avere pulita, economica, a disposizione di tutti e tanta da poterne disporre fin che se ne voglia.
    Per me la sfida è di averne in proporzione a quanto l'ambiente ci possa donare senza comprometterlo drasticamente e razionalizzarne l'uso affinchè siano soddisfatte le necessità del maggior numero di persone possibile, e quindi senza sprechi.

    Poi usiamo pure tutte le fonti, con i dovuti accorgimenti, ma non lasciamo che logiche di profitto rallentino lo sviluppo o costringano ad un rischio eccessivo...


  24. #24
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    Ciao,
    perchè scrivi "energia a basso costo" ?
    perchè ha un prezzo accessibile alla maggior parte di noi

    Odisseo
    (E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione. (cit. Arancia meccanica) - Ma se quella non arriva, il cervelluto stà inguaiato assai (Odisseo - Gigantosaurus Carinii Patagoniae)

  25. #25
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    Oggi noi paghiamo quanto possiamo pagare...

    ...il più possibile senza arrabbiarci troppo !


 

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