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Discussione: Perche green economy!

  1. #51
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    Salve,avevo inviati un altra risposta ( venerdi o sabato) ma si dev essere persa,comunque...diceva che finalmente ho capito cosa intendi dire nella tua argomentazione "contro" il 55%.Pero ora sto leggendo(in attesa che mi arrivi il libro che mi hai consigliato) il "seguito" del rapporto Stern nel quale si dice che quei soldi sono comunque "spesi" bene,.Pero in Italia sembra che i nostri politici la pensino come te-NON VOGLIO ASSOLUTAMENTE OFFENDERTI BrigthingEyes-, ma e solo una constatazione dovuta alla legge che e in discussione riguardo al taglio degli incentivi(effettivamente un po alti)sul fotovoltaico.Scusami ma se neppure tu che mi sembri MOLTO preparato in materia ,figuriamoci quelli .TENIAMO PER MANO IL BIMBO FINO A CHE IMPARA A CAMMINARE .
    diezedi

  2. #52
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    Ho finito il libro di Giannuli.
    Devo ammettere che fa un pò "cadere le braccia". Non perchè sia scritto male, tutt'altro. E nemmeno perchè dica cose sbagliate eh!
    Però... considerando che è scritto da un docente di area nettamente progressista, rappresentante della tipica intellighentia di sinistra, è davvero avvilente!
    Se dovessi riassumerlo con una battuta ne cambierei il titolo in "compagni... la vedo grigia!"
    Manca qualsiasi tentativo di proporre un futuro, un'ipotesi di lavoro politico, una ricetta per salvare il mondo... tutto si limita ad analisi molto articolate, informate e complete delle probabili linee di evoluzione futura dei giganti mondiali.
    Per ciò che riguarda la piccola Italietta, oltre alla scontata critica alla dirigenza attuale, c'è solo un anatema contro le ipotesi secessionistiche che si estendono al semplice federalismo, bocciato su tutta la linea. Ma con cadute di stile tipicamente italiote e provinciali come la "perla" di umorismo involontario quando cita fra i gravi problemi prodotti da un federalismo spinto la perdita per Roma dell'afflusso di persone ai ministeri centralizzati e quindi la perdita di entrate per i commercianti romani (perbacco! Immagino lo sconforto dilagante!!)
    Il libro è utilissimo, ma solo per avere un quadro reale della situazione quale essa è e per capire gli enormi rischi a cui stiamo andando incontro TUTTI! Non c'è alcun programma futuro, consiglio, ipotesi di lavoro.
    Sembra una resa alla tempesta imminente che si preoccupi solo di puntualizzare le responsabilità dei "nemici". Reagan, Tatcher e Bush in primis. E con molta ragione sia chiaro.
    Singolare però (a mio parere personale eh!) che si scordi di altre responsabilità passate a noi più vicine, in quanto non mi risulta che una pressione fiscale al 51% reale al Nord (vera spnta al secessionismo, altro che le bandierine e i carri armati giocattolo!) o un debito pubblico superiore da anni al 100% (con tutto ciò che questo ora comporta come rischi e che l'autore dipinge in maniera terrificantemente precisa) siano da addebitare a Bush & combriccola eh!.
    L'unico accenno a qualcosa di "progressista" è nelle considerazioni sulle azioni di Obama. Non tanto sulla riforma sanitaria quanto sul vero "asso" per l'economia di Obama. E cioè il piano per la famosa "green economy". Duramente osteggiato non solo da destra, ma pure dal suo partito pare! Nel nome delle lobbies operaiste! Evabbè, non è che da noi sia poi così diversa la situazione, temo.

    Sulla mia "vicinanza" alle scelte del governo dissento. Le norme di legge possono avere obiettivi nobilissimi e ampiamente condivisibili (come il 55% o gli incentivi al FV o anche la riforma della giustizia se ci limitiamo alle proposizioni generali!) ma poi conta il COME si fanno.
    A mio parere il 55% andava modulato meglio e magari associato a norme "coercitive" e non solo "incentivanti". Carota e bastone insomma. Non solo la carota così dolce da attirare tutti i mosconi della penisola in massa e che obbliga a frequenti "rifornimenti" a spese di tutti! Perchè così ti esponi, inevitabilmente, alle critiche. Specie a quelle strumentali.
    Stessa cosa per gli incentivi sul FV.
    Finchè parli dei 3 pannelli sul tetto della villetta sei in un'ottica di eco-naif che fa tendenza, entusiasma i soliti illusi e non preoccupa nessuno.
    Se parli di impianti a terra parli di un settore realmente industriale e presumibilmente strategico in futuro! E' quindi DOVEROSO studiare bene la situazione prima di creare squilibri e ingiustizie.
    Io sono sempre stato favorevole agli impianti a terra, vera spinta al settore, ma da sempre dico che era necessario fissare forti paletti, premiando ESCLUSIVAMENTE la nascita del FV agricolo. L'agrienergia alla tedesca. Insomma o sei un agricoltore con terreno (rigorosamente incolto!!) disponibile o NON PUOI gettare i soldi dei consumatori per far fare utile a una multinazionale che affitta 3 ettari e li copre di pannelli dando un pò di affitto al proprietario terreno di turno!!!
    Invece si è lasciata anche qui mano libera alle banche e agli investitori finanziari. Ricordo discussioni dove l'unico argomento era "ma rende più l'impianto o il BTP".
    Io lo dicevo che rendeva di più l'impianto e che occorreva semmai legare molto più rigidamente l'incentivo al costo REALE di installazione, ed ero sbeffeggiato allora dai soliti "piedi per terra" che mi davano del superottimista illuso al grido si "si, vabbè... vedremo!". Ecco, ora hanno "visto" e inneggiano a Romani e alle sue alzate di ingegno tardive!
    Magra consolazione lo so!

    Io il bimbo lo terrei pure per mano, ma se anche quelli che si fregiano dell'appellativo di "progressista" alla fine si riducono a girare col cartello "pentitevi, la fine si avvicina" e a consigliare tuttalpiù di stare attenti a come investire la liquidazione (manco pù l'oro è sicuro secondo Giannuli! ) e a pregare che Obama abbia l'intuizione... stiamo freschi eh!

  3. #53
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    Ma se obama ha appena garantito 35miliardi di dollari per le nuove centrali nucleari dov'è il progressista ?

  4. #54
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    Salve,sig.B.E. sono stato un po impegnato pero mi e arrivato(lo stava gia leggendo un altro) La grande crisi ed ho cominciato a leggerlo, l autore mi pare sia un ricercatore di storia contemporanea percio non credo voglia proporre soluzioni ma renderci piu chiari i fatti accaduti(sono alla spiegazione dei motivi della crisi)+/- quelli che spiega il libro da me citato al inizio di questa discussione. E anche lui (mi sembra)sia giunto alla conclusione che chi l ha provocata e sempre "in attivita" e ci dice quali saranno i prossimi "movimenti".Comunque sono alle prime pagine e mi sembra molto interessante.Invece sono rimasto piacevolmente sorpreso nel leggere l attivita di Nicholas Stern -l economista- e anche di un bel rilievo(Banca mondiale)perche non pensavo ci fossero delle "brave" persone-a quei livelli- non fino a quel punto-.Certo non voglio offendere nessuno ma non credevo(veramente) che a quei livelli ci potesse essere qualcuno veramente interessato alle sorti di me povero umano e dei poveri del mondo.Lui le soluzioni le ha proposte (il titolo???UN PIANO PER SALVARE IL MONDO)ma per esempio a Copenaghen mi sembra che pochi lo abbiano ascoltato.E qua torno a battere il tasto.Se la "grande" finanza non decidera di investire nel Green non andremo avanti se non troppo piano.Ma forse e un bene cosi quando(se) vinceremo sara(spero ) troppo tardi per loro metterci le grinfie
    diezedi

  5. #55
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    Grazie del 'sig.", ma tra nickname ci si può dare del tu!
    Dall'ultima discussione si è inserita nel discorso prepotentemente una variabile imprevista di nome Fukushima.
    Io resto non ostile a una tecnologia nucleare, ma non certo a questa attuale (se ne discute nell'appostia sezione) e sicuramente, vada come vada il disastro della centrale giapponese , credo che l'opinione pubblica giapponese giocherà in futuro un ruolo pesantissimo.
    Il Giappone, ricordo, è stato il primo a mettere in atto un programma di incentivazione al FV, quando la cosa pareva fantascientifica. Ed ha ottenuto in pochi anni una drammatica caduta del costo dei pannelli.
    Fra parentesi ha pure ottenuto di far diventare le proprie aziende leader nel settore per anni, perlomeno finchè i tedeschi non li han copiati.

    Se vogliamo trovare un motivo di ottimismo nella sciagura giapponese è in questi fattori:
    1) Un paese avanzatissimo ricco di know-how che DEVE recuperare produttività.
    2) Un paese povero di fonti energetiche che si troverà a dover bilanciare la necessità di garantire l'energia con la prevedibilissima mega-spinta popolare a "superare" l'attuale generazione di nucleare.
    La prospettiva potrebbe essere da un lato una corsa tecnologica a un nucleare finalmente intrinsecamente sicuro... e fin lì ci può fregare anche poco, ma sopratutto una poderosa spinta a sperimentare SUL SERIO tutte le varie soluzioni alternative possibili. E per il Giappone si parla essenzialmente di FV.
    Speriamo che lo spirito dei samurai sia ancora vivo in quel piccolo, grande popolo!

  6. #56
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    Salve,a rieccomi.Per B.E. ho finito da tempo il libro di Giannuli e confermo la mia prima impressione(leggi: storia contemporanea)ma mi ha interessato percio ho letto un altro paio di libri, quello che sto leggendo adesso e di Joshep E.Stiglitz(premio Nobel per l economia nel 2001)-Bancarotta:l economia globale in caduta libera- a quanto mi pare di capire uno dei pochi che diceva che le cose non "andavano"bene quando apparentemente andavano bene(per qualcuno cio e sicuramente vero ma per la maggior parte non proprio). E purtoppo all elenco di Giannuli mancano le scadenze delle cartolizzazzioni dei tristemente famosi mutui USA(mi sembra).E di risposte ne da e molto semplici.Come ad esempio il moltiplicatore che potrebbe essere la GREEN.Non citata esplicitamente - almeno fino al punto del libro a cui sono arrivato- ma sottintesa.E non risparmia le critiche a nessuno neanche ad Obama e ai suoi "consiglieri".A proposito verso dove si sta "muovendo"il Giappone.Paese che a me piace molto. PERO MI STO CONVINCENDO CHE QUESTA GENTE("ALTA"FINANZA)AL CONTRARIO di CIO CHE PENSAVO quando ho cominciato questo tred e molto meglio se stanno lontani dalla GREEN.
    diezedi

  7. #57
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    Siamo sul orlo,la speranza non mi basta piu.Dovro fare di +,ma non so bene cosa.
    diezedi

  8. #58
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    Io ho una mia teoria, ammetto molto "contadinesca", ma che mi pare in realtà funzionante.

    NON esiste altra ricchezza che l'energia! Un essere umano è "ricco" quando può mangiare quando e quanto vuole (sempre di energia si tratta eh!) e può permettersi servizi (letto caldo, bibita ghiacciata di fronte alla TV, gita fuori porta) che alla fine necessitano solo di energia. Energia sotto forma di lavoro (manuale o intellettivo) da parte di altri o energia sotto forma di consumi (benzina, gas, elettricità).

    Tutto il resto è una sovrastruttura di straordinaria complessità che serve solo a far perdere il senso della realtà.
    Se acquisto un titolo io spendo una quota dell'energia che ho accumulato (sotto forma di denaro) col mio lavoro.
    Se quel titolo "acquista valore" NON lo fa per una misteriosa legge naturale scoperta dalla finanza, ma solo ed esclusivamente perchè qualcun altro ha speso una parte dell'energia da lui prodotta per finanziare questo aumento di valore!
    A questo aggiungiamo il fatto che tutta la trafila del trading finanziario dà reddito (quindi energia!) a tutta una galassia di persone che su quello vivono.
    E' un gigantesco motore che lavora in perdita! Con mille rivoli di "attriti parassitari" che succhiano l'energia iniziale!
    La genialità del sistema NON stà nel "creare reddito", ma semplicemente nel posticipare o scaricare su qualcun altro il problema del "fine carburante"!

    Tutto ciò ha funzionato bene (più o meno) finchè l'energia prodotta dal mondo era prima in forte esubero e quindi a costi bassissimi (prima era del petrolio).
    Ma col tempo si è assistito a una graduale salita del costo di approvvigionamento energetico e contemporaneamente a una graduale crescita dei convitati al banchetto.

    Ora il mondo è entrato in "riserva". E il sistema finanziario sta cominciando a capire che il motore rallenta.
    Quindi, inevitabilmente, il sistema inizia a "tagliare" alcuni dei rami parassitari, ed ovviamente i primi ad essere tagliati sono i rami più deboli.

    Con un paragone molto rozzo si potrebbe immaginare una famiglia con un campo ricchissimo di patate che si è inventata un complicatissimo sistema di titoli di crediti per usufruire dei servizi di mezzo paese con una girandola di "titoli" che garantiscono una fetta di patata a tutti.
    Peccato che le patate diventano sempre più rare nel campo e difficili da scavare, mentre gli aspiranti partecipanti alla giostra aumentano sempre di più.
    Prima o poi qualcuno rimarrà con un titolo "vale 5 fette di patata" di fronte a un sacco vuoto.
    E lì saran dolori!

    L'esempio serve anche come proposta di soluzione.
    Passata la grande rissa che si scatenerà (per me ormai inevitabile) con morti e feriti forse qualcuno potrebbe pensare che tutto sommato sia meglio COLTIVARE le patate (cioè renderne la produzione ETERNAMENTE RINNOVABILE!!!) invece che inventarsi complicati sistemi per scaricare sul nipote del cugino il peso di dovere andare a scavare le patate che si sono consumate "sulla fiducia"!!!
    E magari porre anche un qualche limite alla partecipazione al banchetto, semmai.

  9. #59
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    Oppure le leggi della termodinamica(niente si crea ne si distrugge).Il fatto e che ho paura che i morti e i feriti siano sempre gli stessi che ora vivacchiano perche i piu "furbi" non hanno intenzione di smettere di vendere le patate e sperano che il mattino(passata la nottata) qualcuno ne abbia portato un carico(da dove????).Vedi la finanza che non vuole nessuna regola(nel mondo)o meglio solo regole a loro vantaggio,e nel nostro paese cambiano le regole perche hanno PAURA (leggi referendum)oppure dicono alle sentinelle di sparare prima del : ferma o sparo(leggi gse).E a differenza dei passati passaggi di tipo d energia(braccia,legna,mulini,ecc.) che muoveva il sistema ora non si puo sbagliare(cambiamento climatico).E se si pensa che ora siamo molto piu intelligenti pensiamo al isola di Pasqua dove un pugno di uomini con solo arnesi di pietra hanno tagliato TUTTI gli alberi per spostare quegli ENORMI sassi mentre noi con i mezzi che abbiamo cosa stiamo facendo alla nostra ISOLA.Scusate lo sfogo ma stanotte non ho dormito molto -sti governanti me le hanno proprio fatte girare-.Mi sa proprio,come ha detto qualcuno in questo forum,che siamo in guerra.
    diezedi

  10. #60
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    Salve,vedo una cosa +:abbiamo VINTO.E una cosa -:stanno raschiando il fondo delle casse di patate.Purtroppo quando anche "loro" si accorgeranno che il futuro è: (-per forza-) green vorranno fare le cose nel loro modo disastroso.Spero che la gente capisca, come(a mio parere) ha fatto in Italia in questa occasione(12/06/2011)il modo in cui vogliono fregarci il futuro(libero).
    diezedi

  11. #61
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    Penso di aver trovato la "soluzione" per far crescere esponenzialmente la POWER della green economy,perche io penso sia il connubbio ideale.Si chiama Business sociale ideato e creato da Muhammad Yunus(premio Nobel per la pace,credo nel 2006).Mi piacerebbe un commento di Mannadillo,lo chiedo perche critica sempre tutto(spero pero che non sia una di quelle persone-che sul web hanno una definizione ma al momento mi sfugge-/dopo una notte al lavoro ho la mente un po offuscata)ma ha scritto un paio di cose che mi sono piaciute parecchio.Salve B.E.
    diezedi

  12. #62
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    A mio parere il "business sociale" dovrebbe essere anzitutto l'architettura portante di TUTTA la struttura di un'amministrazione pubblica. Sia statale che periferica.
    In fondo si tratta di applicare i concetti della buona gestione di impresa ad attività che, per loro natura o per scelta comune, NON DEVONO portare utili finanziari, ma risultati comunque al top.
    Il più grande nemico del "business sociale" quindi non è nemmeno tanto la classica impresa a fini di lucro (che continuerà ad esistere e proseguirà per le proprie strade), ma paradossalmente almeno in apparenza una certa mentalità "filo-parassitaria" che vede nelle attività a controllo pubblico una specie di mangiatoia a cui far partecipare più persone possibili, completamente slegata da qualsiasi considerazione di efficienza, produttività (di servizi eh! Non di palanche!), corretta gestione.
    Il dramma che il mondo occidentale sta vivendo e vivrà (la Grecia mi sa che è solo un preambolo) deriva proprio dal comportamento delle amministrazioni che han deciso di comportarsi come la volpe nel pollaio per anni, contando sul costante anzi crescente afflusso di galline (prodotto dall'impresa lucrativa) e che ora si trovano in gravissima difficoltà per la fuga delle galline.

    Tornando alla G.E. sono convinto anch'io che i parametri del Social Business siano quelli che meglio si prestano a una parte (almeno) del discorso della Green Economy.
    Il discorso della produzione diffusa tramite miriadi di microproduttori a livello familiare ne sarebbe il nocciolo, ad esempio. Sarebbe una forma di produzione che potrebbe facilmente premiare come obiettivi primari due aspetti SOCIALI:

    1) Diffusione del reddito prodotto in quote piccole e diffuse. Quindi contrasto alla conosciutissima (e per nulla combattuta dal sistema fiscale attuale) sindrome del "ricchi sempre più ricchi e percentualmente sempre più concentrati" e contemporaneamente creazione di occupazione VERA, cioè produttiva di beni o servizi davvero necessari!

    2) Garanzia di produzione del bene primario assoluto (energia) in forma democratica (niente monopoli, niente cartelli), pulita, accessibile e garantita.


    Ovviamente quello che impedisce ora il realizzarsi di questa visione è ESCLUSIVAMENTE il monopolio della produzione energetica da parte delle imprese lucrative. Monopolio che le stesse mantengono anche sulla base del ricatto "tariffario". Vuoi pagare meno? Toh! Il resto ti costerà solo di più!
    E per togliere questo monopolio DEVI staccare parte di questa produzione dal mercato libero. Quindi (cosa dicevo sopra) devi trovare la forma di finanziamento sociale. Che, ovviamente, può essere solo fiscale!
    Il che non vuol dire, come paventano molti dei liberal più radicali, far "pagare" alle aziende il costo di questo social business, ma DEVIARE, REINDIRIZZARE, parte del prelievo su questi obiettivi.
    Il come si può discutere. Un utente aveva proposto un sistema piuttosto complesso sulle quote emissive, io pensavo a una tariffazione volontaria bilanciata da sgravi fiscali...

    Comunque sia se vuoi passare dalle belle dichiarazioni di principio (come in fondo se non applicato concretamente anche il Social Business è!) alle fasi concrete DEVI mettere dei paletti fondamentali:
    1) Il sistema va finanziato. E si può fare solo con una tariffazione di base e con le tasse. Che NON possono più aumentare. Quindi devi tirar via da qualcosa, poco da sbattere! Non si può sempre lanciare proclami pretendendo che con il solito "basterebbe poco..." poi si trovino i soldi senza che nessuno ci rimetta!
    2) Il sistema deve produrre EFFICIENTEMENTE. Nel caso della produzione diffusa è automatico. E' tutto interesse del produttore tenere il proprio apparato di sopravvivenza alla massima efficienza. Più arduo vedo il compito in altri ambiti. Ad esempio la scuola italiana del decennio scorso coi suoi plurimaestri, microclassi, distribuzione a pioggia di posti precari per aggirare le norme sul blocco assunzioni permettimi a me non pare assolutamente un esempio di Social Business. Anche se molte delle persone che sul web hanno le definizioni che al momento ti sfuggono credo la pensino diversamente!
    "Business" significa creare un'impresa. L'impresa NON crea "posti di lavoro". Questi sono solo un effetto collaterale positivo del lavoro che l'impresa svolge. L'impresa crea beni e servizi. Punto!
    Il termine "Sociale" aggiunto al business NON cambia questa linea di base. Semplicemente elimina la componente di LUCRO per pochi. Ma non trasforma un'attività in un pascolo di parassiti che pensano di accattarsi la Panda col "reddito" sottratto alle imprese lucrative! Che tanto son ricche, tanto evadono, tanto imbrogliano, tanto cascano sempre in piedi... e poi ci accorgiamo che tanto se ne vanno in Romania!!!
    Questa basilare verità DOVRA' diventare chiara a tutti gli Italiani in futuro. Perchè se esiste spazio per il Social Business è certo che non esisterà più spazio per il Clientelar Business!

  13. #63
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    Salve B.E.e bello il web.Sono d accordo con cio che hai scritto,i punti principali sono :ELIMINARE il fine di lucro( sognare non costa però),eliminare il parassittismo(che e cosa diversa dal assistere chi ha bisogno),rendere efficenti le imprese REAL GREEN sopratutto per il rispetto del ambiente(gaia),rendere disponibili le energie rinnovabili per TUTTI sul pianeta(micro produttori).Sono d accordo anche che tassare l aria(carbon tax)non sia-a mio avviso- la strada giusta.Con buona pace di tutte quelli che si fregiano dell appellativo green,equo solidale,eco compatibile,eco sostenibile,ecc,ecc,...Altrimenti non decrescita ma caduta.Per quanto riguarda il passare dalle belle dichiarazioni di principio alle fasi concrete avrei una mia piccolissima idea ma purtoppo i lacci che ci tengono legati sono resistenti ed e difficile liberarsi.
    diezedi

  14. #64
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    Caro diezedi, a me spiace fare il pessimista... ma secondo me l'involuzione del sistema economico occidentale spezzerà molto presto molti dei lacci di cui tu parli. Purtroppo insieme a tante maglie della rete che finora ha protetto il "bozzolo" sociale che le politiche degli ultimi 50 anni hanno creato e in cui molti pensano di essere al "sicuro". Me e te compresi temo!
    Ora parlano tutti di "ripresa" e "crescita" ". Ma un sistema che ha smesso di produrre energia e la importa per il 90% sta solo TRASFERENDO ricchezza ad altri! E nel farlo consuma ulteriore ricchezza nel ciclopico circo della "ricchezza di carta" della finanza, ormai in corsa solo per passare il cerino del debito a qualcun altro! E in fondo alla catena ci sono solo le amministrazioni statali...
    Hai citato la decrescita. Ora che la stiamo provando, come era prevedibile, suscita molto meno entusiasmo. Ma in realtà proprio la Green Economy è l'unica forma di "decrescita" compatibile con il benessere attuale.
    Finchè lo scopo della "crescita" sarà quello di produrre più beni da scambiare con energia assisteremo SEMPRE pù alla corsa al prodotto meno costoso, più facile da costruire, di scarsa durata,. Ogni tentativo di "moralizzare" il settore è destinato a scontrarsi con il dio Occupazione, cioè alla fine con ciò che permette alla gente di mangiare e vivere. E la gente vota!
    Solo se impegni tanta gente nella produzione energetica e nel servizio (fondamentale ma per ora poco "sentito") del mantenimento dell'ambiente puoi compensare. Se tutto o in parte non so ancora!
    Ultima modifica di BrightingEyes; 08-08-2011 a 13:37

  15. #65
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    Quote Originariamente inviata da BrightingEyes Visualizza il messaggio

    Hai citato la decrescita. Ora che la stiamo provando, come era prevedibile, suscita molto meno entusiasmo. Ma in realtà proprio la Green Economy è l'unica forma di "decrescita" compatibile con il benessere attuale.
    Finchè lo scopo della "crescita" sarà quello di produrre più beni da scambiare con energia assisteremo SEMPRE pù alla corsa al prodotto meno costoso, più facile da costruire, di scarsa durata,. Ogni tentativo di "moralizzare" il settore è destinato a scontrarsi con il dio Occupazione, cioè alla fine con ciò che permette alla gente di mangiare e vivere. E la gente vota!
    Solo se impegni tanta gente nella produzione energetica e nel servizio (fondamentale ma per ora poco "sentito") del mantenimento dell'ambiente puoi compensare. Se tutto o in parte non so ancora!
    Sai meglio di me che questa non e decrescita ma solo spostamento della ricchezza(economia:scienza dell accumulazione della ricchezza con la ricchezza).E NECESSARIO trovare altre strade,spero solo non sia il "tingere" di Green l attuale economia.Ciao
    diezedi

  16. #66
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    Ciao,purtroppo la strada intrapresa dal "sistema"per uscire da questa crisi (secondo me l ultima possibilita che ci e stata concessa!!)non e quella giusta.Con cio voglio dire usando le parole di quel tale(secondo me un Saggio:C.C.1922/1997):--non bisogna mai perdere di vista il fatto che una simile "accettazzione"a parole è uno dei mezzi migliori per far perdere a quelle idee la loro forza eversiva......La societa contemporanea dà prova di un virtuosismo senza pari nell arte del recupero o dello snaturamento delle idee.------- Per me invece (con le mie attuali conoscenze)grenn economy dovrebbe voler dire:democrazia ecologica.E mi congedo da questa discussione perche come mi ha giustamente fatto notare uno dei lumi del forum non posso stare ad aspettare " che qualcuno passi di qua per caso e ti risponda".Anche se devo dire che fino ad oggi il detto :siedi sulla sponda e aspetta che il cadavere del tuo nemico ti passi davanti trasportato dalla corrente--ha sempre funzionato, e tempo che mi muova.Ciao e grazie.
    Ultima modifica di diezedi; 29-08-2011 a 08:56
    diezedi

  17. #67
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    Quote Originariamente inviata da diezedi Visualizza il messaggio
    Sai meglio di me che questa non e decrescita ma solo spostamento della ricchezza
    Se ti riferisci alla definizione della Green Economy come "decrescita" l'ho messo tra virgolette proprio per evidenziare che NON è una decrescita, ma un trasferimento della produzione di ricchezza più in linea con le esigenze di sostenibilità e democrazia che credo (spero!) siano in realtà ala base dell'entusiasmo ngenuo con cui molti hanno accolto la storiella della decrescita felice.
    Invece quella a cui stiamo assistendo nel caso dei PIL negativi (tipo il -9% della povera Grecia) è ESATTAMENTE la famosa decrescita, che tanti ideologi da salotto pretendevano a gran voce con esilaranti esempi di come si potesse essere felici anche rinunciando all'auto e scambiandosi dolcetti e yogurt fatto in casa.
    Come era ampiamente prevedibile e previsto però chi davvero la decrescita la sperimenta o la vede anche solo balenare dietro l'uscio passa immediatamente alla seconda fase... ok alla decrescita, ma prima loro che io c'ho già i miei problemi!
    Per il resto concordo. Credo che stiamo perdendo l'ultimo treno e appena Francia e Germania riusciranno a imporre il supergoverno europeo dell'economia azzerando di fatto ogni investimento sull'altare del blancio ci troveremo a rimpiangere quando di green economy perlomeno se ne poteva ancora parlare e sognare.


 
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    Da tamerlano nel forum Collegamenti/Links, Libri/Books, Riviste/Magazines, ecc./etc.
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  5. green fuels
    Da bibbomac nel forum BioDiesel Fai Da Te
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