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#26 |
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Novizio
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Intanto le "Lampadine" Europee non esistono, è un' altra leggenda metropolitana.
Sylavnia e Ohilips hanno aperto stabilimenti in China a gestione completamente cinese e li producono sia Lampade Fuorescenti che luminled. Il costo di una lampada fluorescente è irrisorio, ma c'è una grossa speculazione da parte delle "case" che le fanno pagare prezzi spropositati. In Cina una "lampadina" da 24 Wat costa qualche centesimo di $ ma magicamente viene sdoganata come oro. Ormai ce ne sono di tutti i tipi e le potenze. Unica cosa fare attenzione a quelle ad accensione immediata, tipo le note italiane B.....li che hanno al centro una lampadina ad incandescenza per scaldare il gas prima(un trucchetto sporco). Alcune sono pessime in quanto ci sono "affaristi" che comperano lampadine cinesi di scarto a 1/2 prezzo per rivenderle qui... fate attenzione, non sono i cinesi incapaci ma gli "importatori furbi". Il problema dello sfarfallio è inesistente in quanto a frequenza troppo elevata. Meglio averne magari di 2 "colori" differenti accese insieme, ma vale per tutte le fluorescenze. L' optimum sarebbe usare i Lumin led che ora hanno tutti i tipi di innesto o filettatura e ogni potenza e consumano ancora meno delle fuorescenti, ma la speculazione è ancora troppo alta. Comunque NON VI PREOCCUPATE ogni decisione non è fatta per far risparmiare Voi, ma far guadagnare qualche LOBBY... ..Ergo? cercate di usare il cervello e non fatevelo "lavare" |
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#27 |
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Novizio
Data registrazione: Nov 2008
Messaggi: 17
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In realtà tutto il problema sta nell'abuso. Anche il peggiore veleno può diventare un ottimo antidoto se usato in modo giusto, ma il miglior cibo può diventare veleno se viene abusato. Il "progresso" spesso significa poter "abusare" senza "conseguenze", cioè fino a che le conseguenze diventino inconfutabili!!! Per tornare al soggetto, sono anni che uso solo il fluorescente. All'inizio avevano tanti difetti cromatici e non, ma adesso non è più così. Inizio con i Led che consumano molto meno ma ora sono praticamente utilizzabili solo per l'illuminazione di sicurezza tanto sono cromaticamente insopportabili. Quanto a quello che dice Vargen sui furbi, penso che le cose stanno proprio così, ma ciò è del tutto normale, anzi, il contrario non avrebbe senso perchè avremo cercato di rovinare le cose fino al massimo della supportazione. Ciò si chiama dottamente "sfruttare".
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#28 |
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Amministratore
Data registrazione: Dec 2003
Località: Orbita geostazionaria (sufficientemente lontana...)
Messaggi: 4.603
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Come già sottolineato... è un quarto di secolo che non acquisto lampadine ad incandescenza per usi domestici/230Vac.
Per esperienza confermo quanto più o meno o visto scritto nei precedenti messaggi.. tipo:
insomma pur oggi tendo sempre a ..."provare" un nuovo modello/costruttore.. prima di.. "omologarlo". In ogni caso gli odierni costi, da mettere in quel calcolo che ho tradotto, fanno si che la convenienza ci sia sempre.. perfino se la lampada dura molto meno del corrispondente ad incandescenza (per chi sa farsi i conti...). Ma ancora una cosa voglio sottolineare: abituandosi a queste lampade.. forse dovrei scrivere disabituandosi a quelle ad incandescenza... mi trovo a disagio quando, in case altrui, sono costretto a transitare sotto un lampadario con lampade tradizionali. Sento come una pressione di calore che mi opprime dal soffitto (un po come ora accade se andate al ristorante e qualcuno si mette a fumare...). Sto dicendo che un altro fattore va considerato: l'effetto termico. Avere un lampadario acceso con 8x40=320W di "candeline" comporta praticamente tutta quell'energia in calore.. che riscalda l'ambiente. Magari in inverno potrebbe tornare utile (anche se lo stesso calore potrebbe essere prodotto con meno di 1/3 d'energia..), ma in estate non solo si consumano quei 250W circa in più per illuminare (vorrei scrivere scaldare).. ma anche una certa energia in più sull'eventuale climatizzatore/condizionatore per ripristinare il "fresco" (e relativo ulteriore inquinamento, se energia fatta con "fossile"). NON DIMENTICATELO!
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Fare si puo'!..... Volerlo dipende da te. Consultate e rispettate il regolamento! (link) Nucleare a fissione: siete a FAVORE o CONTRO? CONTRO: scegliete di utilizzare energia elettrica prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili e certificata RECS (link). Si può fare cambiando contratto e/o fornitore di energia elettrica. Volerlo dipende solo da.. Voi! A favore: potete proseguire con l'attuale contratto/fornitore e/o evitare di optare per le "rinnovabili"... Ultima modifica di gattmes; 19-09-2009 alle 10:14.. |
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#29 |
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Monumento
Data registrazione: Sep 2007
Messaggi: 2.077
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chiaro la bibbia non esiste però eseguono dei test......quantomeno da leggere e da tenere in considerazioni.....
spesso ho fatto acquisti su loro consiglio.....e mi sono trovato bene. Poi ragazzi io con le lampadine che ho mi trovo bene.
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Kit sola ACS a Circolazione Naturale di produzione UE (Spagnola) 2 collettori piani SunSelect e Bollitore 192 lt. Caldaia a Condensazione 24,7kw Termostufa 19,6 kw resi all'acqua, termosifoni ghisa e alluminio. A breve impinato fotovoltaico in regime di scambio sul posto da 2,990 kW policristallino con sistema di monitoraggio. Località: Botticino Mattina (prov. di Brescia - Lombardia - Italia) Orient./Inclin: SUDEST (-23° dal SUD pieno)/40° |
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#30 |
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Novizio
Data registrazione: Jul 2009
Messaggi: 2
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uso da quasi dieci anni lampade risparmio dal momento che possiedo una illuminazione esterna, comandata da crepuscolare, ed uso lampade a basso wattaggio (non piu' di 11W) dal momento che ho otto punti luce. Una lampada mediamente mi dura tre anni: durata verificata perche' ogni qualvolta ne sostituisco una annoto sullla stessa mese ed anno. Ieri mi e' "morta" una lampada da 4W (ex IKEA) messa in servizio nel giugno 2006.
Le armature sono dei normali lampioncini aperti verso il basso quindi umidita' ed insetti fanno la loro parte. A me non sembra male come durata. Ho notato anche che non c'e' molta differenza nella durata tra brand e brand anzi, dopo solo un anno e' trapassata una OSRAM pagata due volte quelle commerciali. Saluti Raf ![]() ![]() |
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#31 | |||
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Monumento
Data registrazione: Sep 2007
Messaggi: 2.373
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Citazione:
E poi, trovi facilmente le conferme scientifiche che cerchi... perchè la letteratura sui raggi UV è sterminata. La scorrettezza è nel cercare uno studio che correli direttamente lampade e danni, mentre la sequenza corretta è lampade=ultravioletti=danni... Comunque, se esiste l'obbligo di schermature di protezione dai raggi UV, è evidente che c'è un motivo. Citazione:
Citazione:
Per ottenere il bianco, esistono solo due sistemi, la combinazione di almeno tre colori (e quindi, di tre led su di un unico substrato tipica dei LED RGB), oppure la conversione della luminescenza tramite fosfori. Tutti i led bianchi in commercio usano quest'ultima tecnologia, e sono led UV su fosforo bianco, o led blu-azzurri su fosforo giallo. Nel caso dei led UV su fosforo bianco, l'emissione negli UV è molto alta... tanto da obbligare all'indicazione di sicurezza sulle confezioni. Un tipico spettro di emissione puoi vederlo qui: Micropto: LED bianchi SMD |
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#32 |
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Seguace
Data registrazione: Aug 2009
Messaggi: 704
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Il seguente teso è pubblicato su wikipedia. Lo trovo "tranquillizzante":
<< Health issues See also: Light sensitivity According to the European Commission Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health Risks (SCENIHR) in 2008, the only property of compact fluorescent lamps that could pose an added health risk is the ultraviolet and blue light emitted by such devices. The worst that can happen is that this radiation could aggravate symptoms in people who already suffer rare skin conditions that make them exceptionally sensitive to light. They also stated that more research is needed to establish whether compact fluorescent lamps constitute any higher risk than incandescent lamps.[6] If individuals are exposed to the light produced by some single-envelope compact fluorescent lamps for long periods of time at distances of less than 20 cm, it could lead to ultraviolet exposures approaching the current workplace limit set to protect workers from skin and retinal damage.[6] The UV received from CFLs is too small to contribute to skin cancer and the use of double-envelope CFL lamps "largely or entirely" mitigates any other risks, they say.[6]>> Mi pare vi siano molte cose ancora da migliorare, benché già esistano in commercio lampade CFL con caratteristiche diverse che si possono meglio adattare a diverse esigenze specifiche, manca ancora un sistema di informazione sulle confezioni che aiuti l'acquirente ad effettuare una scelta informata. Se per esempio mi dessero la possibilità di sapere se la lampada contiene 1, 3 oppure 5 mg di mercurio, certamente sceglierei quella che ne contiene di meno. Manca inoltre un'informazione precisa all'utente su dove restituire le lampade a fine vita. |
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#33 | |
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Monumento
Data registrazione: Sep 2007
Messaggi: 2.373
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Mah... da una parte dice che "se gli individui sono esposti per lunghi periodi ed a distanze ridotte, si dovranno usare sistemi per proteggerli dai danni alla pelle ed alla retina", e poi le si ritiene non pericolose a causa della scarsa potenza, a patto che si usino quelle col doppio vetro di protezione... è evidente che dipenderà dal numero delle lampade installate e dalla loro potenza totale, nonchè dalla presenza dei filtri anti UV.
Se si deve interamente sostituire il parco lampade con quelle fluorescenti, la quantità di ultravioletti aumenta a parità di lumen, su questo non ci piove... quindi? Dovrebbero essere messe al bando le LFC senza doppio vetro. Citazione:
"Royal Philips Electronics ha annunciato la riduzione a valori minimi del contenuto di mercurio presente in molte delle sue lampade fluorescenti. Le ottime performance di queste lampade in termini di emissione luminosa, durata di vita e rendimento energetico non sono compromesse da questo cambiamento. L'impatto ambientale derivante dal minor consumo di quintali di mercurio sarà significativo e offrirà al mercato un'evidente alternativa "verde" alle lampade fluorescenti esistenti. I nuovi prodotti sono riconoscibili grazie al logo Extreme Low Mercury riportato sulla confezione e sul prodotto stesso. Per le lampade MASTER TL5, il contenuto di mercurio è stato ridotto a 1,4 mg per lampada laddove il valore di riferimento è compreso tra 2,5 e 5 mg; per la maggior parte dei prodotti MASTER TL-D Super 80, il contenuto di mercurio è stato ridotto a 2 mg per lampada rispetto a un valore di riferimento compreso tra 4 e 8 mg. Anche per quanto concerne le lampade CFL, le riduzioni sono alquanto significative. Il contenuto di mercurio per la gamma MASTER PL-L è stato ridotto a 2 mg per lampada laddove il valore di riferimento è compreso tra 4 e 5 mg. Il contenuto di mercurio per le gamme MASTER PL-C e MASTER PL-T è di 1,4 mg rispetto a un valore di riferimento compreso tra 1,5 e 4 mg. I progressi compiuti su questi prodotti anticipano la nuova direttiva europea RoHS, che è entrata in vigore a luglio del 2006 con l'obiettivo di contenere l'utilizzo di sostanze pericolose. Nel caso del mercurio, il contenuto consentito sarà limitato a 5 mg.(Ndr: la direttiva RoHS è quella che non permette quantitativi di Hg superiori a 5 mg) Philips riduce a valori minimi il livello di mercurio presente nelle lampade fluorescenti - Voltimum Italia Comunque, rimane il fatto che mettere al bando i termometri clinici al mercurio (non sono molti, quelli che li hanno... di solito sono ad alcool) non ha molto senso. Un termometro clinico contiene da 150 a 200 mg di mercurio (quelli d'epoca, anche 400), e non sono molte le persone che ne hanno uno in casa, e tantomeno quelli che lo rompono ogni due anni... Le LFC, invece, potranno essere almeno quindici in TUTTE le case, e dovranno essere smaltite a fine vita. un termometro al mercurio in una famiglia su due x 150-200 mg = 75-100 mg di Hg da smaltire pro-capite, a scadenza casuale (quando si rompe il termometro, se si rompe...magari dura tutta la vita: io ne ho ancora uno di mia nonna) quindici LFC per famiglia x 5 mg per lampada = 75 mg di Hg da smaltire ogni due-tre anni in media In questo modo, mi sembra che la quantità di mercurio totale circolante AUMENTI, e senza uno smaltimento rigoroso aumentano anche i pericoli di inquinamento. Inoltre, ci sono casi attuali di inquinamento da mercurio dovuto proprio alle LFC: Cina, avvelenati dal mercurio gli operai delle lampadine "verdi" Ultima modifica di livingreen; 20-09-2009 alle 15:29.. |
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#34 |
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Novizio
Data registrazione: Feb 2009
Località: Palermo
Messaggi: 9
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La mia esperienza è comune ad altri e la durata di lampadine a risparmio energetico è inferiore a quelle ad incandescenza.
Quando non si troveranno quelle ad incandescenza, sarà stupido utilizzare una a risparmio per il camerino, per il locale caldaia, per un "cantiere edile" alla buona per una piccola ristrutturazione, ma così è stato deciso... Che il risparmio energetico esista è un dato di fatto, che siano il massimo dell'ecologia è tutto da dimostrare!!! Se i produttori fossero più onesti spingerebbero all'uso delle L ( io conosco solo le DULUX ) dove la parte elettronica è separata rispetto ai tubi, che sono quelli che si consumano con più rapidità. Alla fine una riflessione nostalgica: immaginatevi i mercati storici, dove le grosse lampade ad incandescenza fanno lustro alla merce, nel prossimo futuro saranno sostituite dalle splendide lampadine Made in Cina ![]() |
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#35 | |
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Amministratore
Data registrazione: Dec 2003
Località: Orbita geostazionaria (sufficientemente lontana...)
Messaggi: 4.603
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Le lampade a fluorescenza (che ritengo ormai avviarsi verso il declino/fine vita [le "incandescenza" le piazzo nel... mesozoico..]) saranno presto sostituite dai LED.
In tal caso il problmema EMI sarà nullo o fortemente ridotto, quello mercurio/Hg nullo o quasi. Rimane il discorso UV come sottolineato da livingreen... (e al cui messaggio rimando: http://www.energeticambiente.it/casa...#post118984608) Con livingreen non posso che condividere il discorso che Citazione:
Tuttavia quando ciò non sia attuabile, occorre sempre considerare che le emissioni EMI sono prerogativa di praticamente tutti gli elettrodomestici e/o apparecchiature elettroniche (cellulari, ecc. come descritto in un mio precedente messaggio e a cui rimando). Conseguentemente, visto gli ordini di grandezza (un singolo ordine = per o diviso "10"...) che li contraddistinguono, va considerato che "nulla" si crea dal nulla... Quindi una lampada che ha una certa potenza (esempio 11W) e della quale si sa che una parte va in luce.. una in calore.. ecc. non potrà emettere certo 11W "radio" (e poi bisogna vedere che "radio" .. principalmente frequenza, ecc.), neanche 5W, neanche 2W, ecc. Così un cellulare, magari utilizzato in una zona con "poco campo" (poche tacche sul simbolo "antenna") sparerà certamente più potenza (1W?), a una frequenza molto più dannosa.. e non ad un metro (lampadario) o a 50-70cm (famosa lampada sulla scrivania citata dall'articolo iniziale.. magari del "bambino" per unificarmi) ma a pochi centimetri (se non addirittura millimetri) dal cervello!!! Allora chi mettiamo sul patibolo?.... ![]() Per non parlare poi non del nostro cellulare (che possiamo anche scegliere, liberamente, di eliminarlo) ma dell'antenna del "ponte" montato nelle vicinanze..(visto che sono piccole "cellule", da cui il nome.. non è certo sul monte a 15km, ma a ridottissima distanza) non parlo di quella che molti hanno sulla loro testa, montata sul loro stabile (in basso l'emissione è molto più trascurabile).. ma che si ritrovano di fronte.. sul palazzo vicino.. o sul muretto o sulla collina... o sulla ferrovia.. ecc, ecc.: quella si che spara.. ed abbastanza direttivamente (e li non sono 1-2W saltuari.. ma decine continuative)... È giusto preoccuparsi dell'EMI ..non di una lampada.. ma di qualsiasi oggetto.., ma prima uno sguardo con un misuratore di campo in zona sarebbe opportuno.. perchè una gocciolina può certo comportare umidità.. ma il vicino lago/mare sicuramente ed enormemente di più....
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#36 |
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Pietra Miliare
Data registrazione: Jan 2007
Località: Milano
Messaggi: 1.578
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Saranno anni ormai che volevo fare delle prove con le lampade incandescenza e quelli fluorescenza, il motivi è che ho avuto diverse esperienze negative e volevo capire fino a che punto potevo imputarlo alla usura dell'interruttore d'accensione.
Ho tenuto due interruttori “guasti” che saranno cavie interessante per le prove, la prima innesca un chiara scintillamento continua vistoso e visibile dalla oscillazione della luminosità della lampada, il secondo ha un scintillamento a frequenza modo elevata, quindi si riesce a capirlo solo dal udito più che vedere le conseguenze sull'illuminazione. Le lampade subiscono in pieno tutte le schifezze che gli arriva, oscillazioni (micro interruzioni), variazione di tensione, picchi di tensione, buca di tensione ecc. Sappiamo che gli interruttori hanno una serie di piccolo rimbalzi in circa 5 a 10 ms prima di chiudere il contatto definitivamente, Il problema delle micro interruzioni potrebbe essere risolto montando interruttori elettronici che provvedono alla commutazione del carico solo al passaggio dello zero della tensione rete alternata, in più non hanno contatti meccanici. Io consiglierei comunque di sostituire tutte gli interruttori almeno una volta ogni 5-10 anni nelle zona dove la frequenza d'uso è più alta ignorando questa soluzione che sarà sicuramente non conveniente economicamente. Non è escluso che la durata degli interruttori saranno più elevata perché il carico si riduce di almeno 8 volte con le lampade a fluorescenza, per avere la certezza dovrei verificare se le lampade hanno un valore di “inrush current” durante l'accensione minore di quello delle lampade ad incandescenza. Per quanto riguarda i problemi di tensione, la soluzione più semplice potrebbe essere un gruppo di continuità, ma probabilmente non vale la pena economicamente. Ultima modifica di pinetree; 21-09-2009 alle 16:10.. Motivo: correzione |
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#37 |
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Seguace
Data registrazione: Feb 2007
Località: Imola
Messaggi: 828
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Per chi sente nostalgia delle lampade ad incandescenza: tranquilli, non spariranno del tutto, saranno ancora prodotte le lampade ALOGENE, che rispetto alle normali ad incandescenza hanno una durata doppia e consumano un po meno; in realtà hanno una riduzione di flusso luminuso dovuto all'invecchiamento molto minore rispetto alle incandescenti classiche, dovuto alle caratteristiche del gas contenuto (alogenuri) che impedisce al metallo del filamento di consumarsi e formare la patina nera all'interno del vetro.
Detto questo, la mia esperienza con le lampadine compatte ricalca quella della maggioranza degli interventi; le uniche lampadine ad incandescenza che ho in casa sono quelle del frigo, del microonde e delle plafoniere delle terrazze e del garage. Ho notato anche io che le prime (oltre 10 anni fa) avevano una qualità nettamente superiore alle attuali, ma costavano anche 7 volte di più. Oggi nelle fiere dell'elettronica le trovo anche a 1€!! Peccato però che mi sia durata solo 4 mesi.. Quelle montate 9 anni fa in casa in luoghi dove non ho frequenti accensioni, non le ho ancora sostituite. Dove le accensioni sono più frequenti mi durano circa 2-3 ani, mentre in bagno, dove le accensioni sono molto frequenti, non durano in genere più di un anno (ma anche qui ci sono le eccezzioni). Infine, tutte le lampade o si rompe il tubo o si rompe l'elettronica, quindi uno dei miei sport preferiti è prendere due lampade non funzionanti e da queste farne una funzionante... il problema, è che non tutte si aprono facilmente, e non sempre sono uguali come dimensione, però i casi citati da gattmes sono capitati anche a me: fili che non facevano contatto (stagnature fredde), zoccoli fatti male, e in vari casi il condensatore che collega due dei fili uscenti dalle due estremità del vetro non funzionante, ed è bastato sostituirlo con uno preso da un'altra lampada. Solo una volta mi è capitato di tagliarmi con il vetro di una lampadina rotta: ma sono stato imprudente io, ero all'isola ecologica e volevo far vedere che le lampadine avevano dentro dell'elettronica, ma quella lampada era incollata bene... il taglio, dopo essere stato disinfettato ci ha messo più del normale a smettere di sanguinare. saluti carest |
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#38 | ||
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Amministratore
Data registrazione: Dec 2003
Località: Orbita geostazionaria (sufficientemente lontana...)
Messaggi: 4.603
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Citazione:
Citazione:
Se posso fare un'aggiunta all'ottimo elenco poi postato da carest circa i casi di rottura.. e collegandomi anche a pinetree: molto spesso c'è un fusibile interno.. e "giocando" con la carica scarica del condensatore ..."puffff"!!!! PS: nelle lampade, più che ai Watt.. abituatevi a ragionare (e fare attenzione) sui Lumen, quasi sempre riportati da qualche parte (scatola e/o lampada). [anche se qui si apre un altro capitolo.. sul metodo di misura, ecc.] Sono quelli che definiscono il quantitativo di luce!
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#39 |
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Novizio
Data registrazione: Dec 2008
Messaggi: 13
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Qualcuno ha provato le lampade a ioduri metallici? Quelle delle vetrine dei negozi, per intenderci.
--- Ioduri metallici fonte:Lampada a scarica - Wikipedia L'introduzione nelle lampade a sodio alta pressione di ioduri metallici (sodio, tallio, indio, disprosio, olmio, cesio, tulio) migliora la resa dei colori delle lampade al sodio, e dà loro una temperatura di colore molto elevata (4000-5600 K). La loro resa cromatica le rendeva particolarmente adatte all’illuminazione di impianti sportivi, ove la necessità di avere una luce perfettamente bianca supera lo svantaggio di una bassa efficienza luminosa (40-80 Lumen/Watt) e di una bassa durata (6000 ore). Allo stato attuale i rendimenti sono aumentati intorno ai 90 Lumen/Watt e in alcuni casi oltre e aumentando la durata (12000 ore). Ormai vengono utilizzate molto nelle aree urbane dove si vuole migliorare il confort visivo visto l'alto indice di resa cromatica (IRC 80-90). A livello di inquinamento luminoso sono peggiorative rispetto alle sodio alta pressione. Lampade ai vapori di sodio e a ioduri metallici necessitano, per essere accese, di appositi accenditori che producano impulsi di tensione di innesco compresi tra 0,75 e 5kV. Secondo il modello di lampada possono essere necessari dai 2 ai 10 minuti per il raggiungimento del pieno flusso luminoso, e, in caso di spegnimento accidentale, è necessario attendere il raffreddamento della lampada (2-15 minuti) per la riaccensione, a causa della elevata tensione di innesco che sarebbe necessaria per la riaccensione a caldo (25-60kV). La corrente di spunto della lampada può arrivare ad essere superiore del 90% rispetto al valore di regime. Inoltre per queste lampade è necessario il rifasamento, a causa del fattore di potenza piuttosto basso (da 0,3 a 0,7 a secondo il modello). --- In questa tipologia di sorgenti a scarica, l'emissione luminosa è prodotta dalla radiazione elettromagnetica di composti gassosi a cui sono aggiunti ioduri metallici o, in alcune varianti, vapori di altri elementi, come il sodio o il mercurio. Nelle lampade agli ioduri metallici la temperatura di colore è piuttosto elevata, attorno ai 4.000 - 5.000 ° K, e la resa cromatica è ottima. Per la loro luce bianchissima, le dimensioni compatte e la capacità di generare flussi fortemente concentrati senza richiedere eccessive potenze, questi apparecchi sono particolarmente adatti all'illuminazione di ampi spazi, interni ed esterni. Oltre che nei contesti abitativi, queste sorgenti sono impiegate in negozi o in altri spazi commerciali dove è importante avere una luce nitida, intensa, in grado di garantire un'eccellente valorizzazione dei colori e dove è fondamentale che gli apparecchi abbiano dimensioni contenute e siano perfettamente inseribili nell'arredamento. Lampade agli ioduri metallici vengono comunemente impiegate inoltre nell'illuminazione di ambienti industriali, saloni, showroom e, nei sistemi per esterno, nell'illuminazione con proiettori di aree pubbliche e impianti sportivi. I recenti miglioramenti tecnologici hanno permesso considerevoli progressi sia in termini di efficienza che di durata media, valutabile attorno alle 5.000 ore. I principali svantaggi sono riconducibili al complesso principio di funzionamento, per il quale la luce è prodotta dalle radiazione di miscele a loro volte sollecitate dai gas accessori. Questo comporta processi di accensione graduali, un tempo di riaccensione a caldo piuttosto lungo e sofisticati dispositivi di alimentazione e innesco. Fonte: Lampade agli ioduri metallici: come funzionano, vantaggi, vita media, consumo energetico |
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#40 |
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Amministratore
Data registrazione: Dec 2003
Località: Orbita geostazionaria (sufficientemente lontana...)
Messaggi: 4.603
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Se ne può discutere, ma in altra.. discussione!
Questa è dedicata a capire pro e contro delle fluorescenti compatte (e non.. leggi "neon")
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#41 | |
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Amministratore
Data registrazione: Dec 2003
Località: Orbita geostazionaria (sufficientemente lontana...)
Messaggi: 4.603
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Bene.. è ora che dalle "impressioni" passiamo alle misure vere e proprie.
Inizio io con questo documento: Effective Tests and Measurements Mechanisms for EMI Level Identification in Fluorescent Lamp Operation di V.Sekar, T.G.Palanivelu e B.Revathi. collegamento/link: http://www.eurojournals.com/ejsr_34_4_05.pdf Tipo e misure: Citazione:
collegamento/link: http://gaia.lbl.gov/btech/papers/17998.pdf
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#42 |
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Monumento
Data registrazione: Sep 2007
Messaggi: 2.373
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OT
Di lampade a joduri ne uso e ne ho usate molte, con potenze da 70 a 1000 W. Alcuni tipi hanno anche una resa cromatica notevole (possono essere usate anche per prove colorimetriche), anche se la maggior parte sono per uso generico industriale (ma costano meno di quelle speciali). I loro problemi? A parte l'ingombro dovuto al reattore ed all'accenditore, hanno bisogno di un certo tempo per arrivare a regime, ed in caso di spegnimento NON si riaccendono subito, ma necessitano di un paio di minuti. Inoltre, non esistono per potenze "domestiche", e quindi non possono sostituire lampade ad incandescenza da 25-40-60-75-100-150 watt. La più piccola lampada a joduri, quella da 35W, fornisce la stessa quantità di luce di un'alogena lineare da 300 W. fine OT |
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#43 |
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Amministratore
Data registrazione: Dec 2003
Località: Orbita geostazionaria (sufficientemente lontana...)
Messaggi: 4.603
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Sempre riguardo alle EMI le norme di riferimento dovrebbero essere le:
EN 55015 (CISPR 15) [CEI 110 2]
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Fare si puo'!..... Volerlo dipende da te. Consultate e rispettate il regolamento! (link) Nucleare a fissione: siete a FAVORE o CONTRO? CONTRO: scegliete di utilizzare energia elettrica prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili e certificata RECS (link). Si può fare cambiando contratto e/o fornitore di energia elettrica. Volerlo dipende solo da.. Voi! A favore: potete proseguire con l'attuale contratto/fornitore e/o evitare di optare per le "rinnovabili"... Ultima modifica di gattmes; 22-09-2009 alle 09:59.. |
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#44 |
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Amministratore
Data registrazione: Dec 2003
Località: Orbita geostazionaria (sufficientemente lontana...)
Messaggi: 4.603
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Quella che segue è una guida di riferimento canadese sulle lampade e illuminazione:
Lighting Reference Guide
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Fare si puo'!..... Volerlo dipende da te. Consultate e rispettate il regolamento! (link) Nucleare a fissione: siete a FAVORE o CONTRO? CONTRO: scegliete di utilizzare energia elettrica prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili e certificata RECS (link). Si può fare cambiando contratto e/o fornitore di energia elettrica. Volerlo dipende solo da.. Voi! A favore: potete proseguire con l'attuale contratto/fornitore e/o evitare di optare per le "rinnovabili"... |
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#45 | |
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Amministratore
Data registrazione: Dec 2003
Località: Orbita geostazionaria (sufficientemente lontana...)
Messaggi: 4.603
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Vediamo di indagare sul discorso dello spettro d'emissione e dei possibili problemi UV.
Intanto partiamo da chi ha puntato l'indice, ovvero l'organismo UK: HPA - Emissions from compact fluorescent lights Quel che non mi torna è che si raccomanda di non utilizzare le CFL "aperte" (con i tubi/spirali senza protezione) a distanze sotto i 30cm per più di 1 ora al giorno.... ma si cita che il problema non sussiste, oltre che per il modello "chiuso" (ovvero quelle che hanno una copertura che le fa assomigliare alle lampade ad incandescenza: a boccia/sfera, a pera, ecc.), neanche nelle fluorescenti lineari (quelle chiamate "neon")... che sono però equivalenti al tipo aperto! (?)... A livello europeo possiamo vedere il seguente documento dello SCENIHR (Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health Risks) sulla sensibilità alla luce: http://ec.europa.eu/health/ph_risk/c...nihr_o_019.pdf ..del quale riporto lo "abstract": Citazione:
Nel contesto di promozione di un'ampia diffusione delle lampade a risparmio energetico, quali le lampade fluorescenti compatte (CFL), e la possibile alienazione delle lampade ad incandescenza, ci si è chiesto se i sintomi di alcune malattie potessero essere aggravati dalla presenza di lampade a risparmio energetico (principalmente CFL). SCENIHR non ha trovato sufficienti dati scientifici diretti di relazione tra lampade a risparmio energetico e i sintomi in pazienti con varie malattie (xeroderma, pigmentosum, lupus, migraine, epilessia, myalgic encephalomyelitis, sindrome Irlen-Meares, fibromyalgia, elettrosensitività, AIDS/HIV, dyspraxia e autismo). Conseguentemente SCENIHR ha esaminato se tre caratteristiche della lampadina (sfarfallamento, campi elettromagnetici ed emissione di luce UV/blue) potessero agire stimolando malattie. A causa di mancanza di dati sulle CFL i dati attuali sui tubi fluorescenti tradizionali sono strati extrapolati ai casi d'impiego delle lampade fluorescenti compatte. Sebbene in alcune circostanze anche gli sfarfallamenti e/o la luce UV/blu possono aggravare i sintomi, non vi è prova certa che l'uso dei tubi fluorescenti dia un significativo contributo. Di tutte le peculiarità delle lampade fluorescenti, solamente la radiazione UV/blu è stata identificata come potenziale fattore di rischio di aggravamento delle patologie lumino-sensitive in alcuni pazienti con simili malattie quali la dermatite attinica cronica o l'orticaria solare. Il comitato desidera attirare l'attenzione della Commissione sul fatto che alcune CFL a singolo involucro (ndr- lampade “aperte”) emettono radiazioni UVB e tracce di UVC. In condizioni estreme (cioè esposizioni prolungate a distanze <20 cm) queste CFL possono condurre ad esposizioni UV che si avvicinano al limite di protezione fissato per i lavoratori nelle postazioni di lavoro per i danni alla pelle e alla retina. A causa di mancanza di dati relativi, il numero di tutti i pazienti sensibili alla luce in Unione Europea, che potrebbe essere a rischio a causa degli aumentati livelli di radiazione a luce UV/blu generata da CFL è difficile da valutare. Tuttavia, una valutazione approssimativa preliminare dello scenario peggiore porta a un numero intorno ai 250.000 individui (0.05% della popolazione) nell'UE. Il comitato fa notare che l'impiego di lampadine a risparmio energetico a doppia copertura o tecnologia similare attenua ampiamente o completamente il rischio di avvicinamento ai limiti sulle emissioni UV in condizioni estreme e il rischio di aggravanti su individui sensibili alla luce.
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#46 |
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Monumento
Data registrazione: Sep 2007
Messaggi: 2.077
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e quali sono quelle a doppia copertura?
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Kit sola ACS a Circolazione Naturale di produzione UE (Spagnola) 2 collettori piani SunSelect e Bollitore 192 lt. Caldaia a Condensazione 24,7kw Termostufa 19,6 kw resi all'acqua, termosifoni ghisa e alluminio. A breve impinato fotovoltaico in regime di scambio sul posto da 2,990 kW policristallino con sistema di monitoraggio. Località: Botticino Mattina (prov. di Brescia - Lombardia - Italia) Orient./Inclin: SUDEST (-23° dal SUD pieno)/40° |
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#47 |
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Amministratore
Data registrazione: Dec 2003
Località: Orbita geostazionaria (sufficientemente lontana...)
Messaggi: 4.603
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diegodi fai una domanda a cui ho già risposto in anticipo!
Come al solito.. e per l'ennesima volta: non scrivo mai cose a caso (non ho tempo da perdere..). Rileggi con più attenzione il mio precedente messaggio.. e collegamenti/link relativi.... Ti bastano le foto.. o ti serve anche una dettagliata descrizione scritta?....Dettagliata.. perchè, sempre nel precedente messaggio, oltre a quanto appena citato.. avrei fornito pure (cioè oltre a ciò) una breve nota descrittiva!!... PS ( e per tutti/in generale...) stiamo parlando del messaggio immediatamente precedente il tuo.. non di 10 messaggi fa.. o postati in altra sezione.. o altro forum! -LEGGETE BENE- ![]()
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#48 |
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Pietra Miliare
Data registrazione: Jan 2007
Località: Milano
Messaggi: 1.578
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Mi chiedo se nelle isole ecologiche le lampade a fluoriscenza sono raccolte intere, oppure li distruggono, nel secondo caso, c'è qualche tentativo di evitare la fughe dei prodotti chimici nel aria.
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#49 |
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Monumento
Data registrazione: Sep 2007
Messaggi: 2.373
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Comunque, anche le normali lampade lineari emettono UV-B ed UV-C, solo che nella maggior parte dei casi abbisognano di protezione meccanica e quindi si sfrutta una copertura trasparente in poliacrilato che ne assorbe la maggior parte. Nei cataloghi sono comunque presenti lampade lineari già dotate di filtro antiUV e lampade speciali con bassissima emissione nel campo ultravioletto (adottate nei musei, nelle biblioteche, nelle gallerie d'arte), concepite proprio per evitare l'ingiallimento della carta e lo sbiadimento dei colori.
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#50 |
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Novizio
Data registrazione: Dec 2008
Messaggi: 13
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Vi posto un articolo interessante di Ugo Bardi sulla 'scontata' convenienza del passaggio all'illuminazione a fluorescenza:
------------ Lampadine a basso consumo: sono una buona idea? settembre 30th, 2009 Di Ugo Bardi ![]() Una delle prime lampade a filamento incandescente di Edison. Questa è del 1878. Dopo quasi un secolo e mezzo di onorato servizio, nel 2009 queste lampade sono state messe fuori legge dalla commissione europea in quanto giudicate troppo energivore. Questa potrebbe essere stata una decisione un po’ affrettata. Nel suo romanzo “Le ceneri di Angela” Frank McCourt ci racconta di quando era bambino in Irlanda, negli anni 1930 e 1940. Uno dei suoi ricordi è di quando viveva in casa da suo zio, il quale si portava con se al lavoro, ogni mattina, i fusibili dell’impianto elettrico di casa. Era per risparmiare sulla bolletta evitando che suo nipote accendesse la luce per leggere nella nebbiosa Limerick.Lo zio di Frank McCourt non era di certo un ecologista. Era semplicemente uno che cercava di risparmiare in un’epoca in cui il costo dell’elettricita era ben superiore a quello attuale, in termini relativi. Le cose sono ben diverse, oggi, e credo che tutti possiamo raccontare di familiari e conoscenti che lasciano accesa la luce tutta la notte; “tanto costa poco”. continua a leggere dalla fonte>> ------------- Lampadine a basso consumo: il paradosso di Jevons ottobre 16th, 2009 ![]() In un mio post precedente, avevo espresso qualche dubbio sulla bontà del provvedimento che vieta la vendita in Europa delle tradizionali lampadine a filamento di tungsteno. L’argomento ha dato origine a svariate reazioni, alcune favorevoli, altre meno. Mi sembra il caso di approfondire e in questo secondo post aggiungo qualche considerazione sulla questione del paradosso di Jevons. Le mie considerazioni piuttosto critiche sulle lampadine a basso consumo mi sono valse parecchi commenti favorevoli ma anche qualche messaggio piuttosto fuori dalle righe. Qualcuno che – evidentemente – non ha neanche letto il mio articolo mi ha accusato di aver detto che le lampadine a basso consumo sono meno efficienti di quelle tradizionali. Altri si sono risentiti per il fatto che ho detto che la maggior parte delle nuove lampadine finirà in discarica piuttosto che smaltita correttamente fra i rifiuti elettronici. Insomma, sono andato a toccare qualche nervo scoperto quando ho espresso dubbi su una delle vacche sacre dell’ambientalismo; quella dell’efficienza e del risparmio energetico.continua a leggere dalla fonte>> Ultima modifica di repazzo; 22-10-2009 alle 10:18.. |
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