Salve a tutti, intervengo da profano interessato per ora solo in via teorica, visto che per un pezzo non farò grossi cambi dentro casa. Inizialmente ero incuriosito dall'idea folle (che probabilmente non realizzerò mai) pompa di calore geotermica + pannelli solari; questa soluzione è logicamente per i pochi che se lo possono permettere, non parliamo di un'idea per le masse; comunque si abbina bene alla cottura ad induzione per la prospettiva allettante di abolire la fornitura di metano.
Penso che un giorno i nostri nipoti stupiranno: "Ma come, accendevano DEI FUOCHI in casa?!?? Come erano ancora primitivi!"
L'intervento di luca24532 devo dire che con tutto il suo atteggiamento negativo mi ha fatto venire una voglia matta di piano ad induzione. 
In particolare secondo me mescola in maniera scorretta le valutazioni se convenga per il singolo utente e quelle sull'utilizzo su larga scala.
Anche il solare sono d'accordo che non è una strada realmente percorribile per coprire il fabbisogno di intere nazioni, ma fatti i miei conti potrebbe convenire a me, singolo.
Piccole differenze di prezzo tra metano ed induzione non annullerebbero secondo me i vantaggi come quelli elencati da SiPuòFare, come la facilità di pulizia (odio pulire le griglie dei fornelli!), la praticità, la sicurezza etc. E, mi spiace Luca, in tanti paesi non si vendono più piani a gas non per il solito complotto delle multinazionali, ma perchè evidentemente chi li usa non vuole più tornare indietro e la cosa si propaga.
Come già lui ha indicato, hai scordato di tener conto, oltretutto, dei maggiori costi del metano per via del buco nel muro in cucina, che tanti oggi hanno, oltre al maggior uso della cappa di aspirazione.
CITAZIONE (SiPuòFare @ 13/1/2008, 19:25)
2) - Oggi esistono piani a induzione senza correnti di stand-by
Non è dunque corretto dire che i piani ad induzione costano di più anche per questo (sarebbero stati diciamo a spanne una 15€ annui).
CITAZIONE (luca24532 @ 10/10/2007, 19:13)
a) la cottura a gas ha una efficienza minima del 52% secondo norma EN30.1.1, ho letto nel forum di efficienze della cottura a gas del 34% o simili, non sono corrette. I bruciatori migliori offrono efficienze del 65% (esempio cucine LOFRA). Cioè non si può vendere in Europa (non solo in Italia) un piano cottura a gas dove ogni singolo bruciatore abbia una efficienza inferiore al 52%. Detto per inciso, nella cottura elettrica tale minimo di efficienza non c'è, per cui è ancora possibile legalmente vendere piani cottura con le vecchie piastre in ghisa della nonna o i piani con la resistenza sottovetro che diventa rossa, con efficienze inferiori al 40%, se va bene. Se la pentola ha una bugna, l'efficienza scende ancora, mentre con la cottura a gas la sensibilità dell'efficienza alla perfezione del fondo pentola è assai inferiore.
Questa della bugna scusa è una barzelletta, non so quanti abbiano una pentola ammaccata in uso
e dovrebbe comunque avere un'influenza minima sui consumi totali...
Sarei curioso di sapere questa fantomatica efficienza intrinseca del gas come si ricava. Da profano direi che essenzialmente l'efficienza dipenda dalla pentola, non dal bruciatore, che bene o male manda calore verso l'alto e la combustione dovrebbe essere quasi perfetta.
Infatti ho trovato chi la pensa come me:
CITAZIONE (SiPuòFare @ 13/1/2008, 19:25)
6) - il rendimento di un fornello a gas è teorico perchè dipende dalla pentola che vi si mette, quanto cibo contiene, se ci sono correnti d'aria, se è centrata bene (quasi mai). Il rendimento dell'induzione può variare solo in funzione del diametro della pentola e limitatamente perchè va in blocco se la pentola non è centrata o di dimensioni inopportune.
Di fatto come rendimento teorico, che come tutte le cose prestabilite in laboratorio si discosta molto dalla pratica, vedo citate in giro situazioni che confrontano una cifra intorno all'85% con una intorno al 45%, oppure un 90-94% con un 50 e più. Convenientemente hai scelto il caso migliore per il gas, e il peggiore per l'induzione. Diciamo che sono estremamente scettico sul fatto che un fornello possa migliorare l'efficienza nella pratica rispetto ad uno della concorrenza (Il mercato è pieno in tutti i settori di soluzioni costosissime che danno migliori prestazioni solo nei benchmark, vedi ad es. la velocità nella pratica dei RAID0 o delle RAM performanti). Concediamoci dunque, e sto già largo, un 55% per il gas ed un 90% per l'induzione.
CITAZIONE
b) l'induzione è, in un paese come l'Italia che brucia combustibili fossili per produrre energia elettrica, un "massacro energetico" (vedere sopra). Si brucia gas, o olio combustibile, con rendimenti medi del 38%, nelle centrali, per convertire di nuovo l'energia elettrica prodotta in energia termica per scaldare la pentola. L'efficienza TOTALE di un piano cottura elettrico quindi è:
a) nella MIGLIORE delle ipotesi, ovvero bruciando gas in una centrale a ciclo combinato (efficienza 50%) e un piano ad induzione (efficienza 85%), e tenendo conto di un 10% circa di perdite durante il trasporto dell'energia elettrica (ovvero la trasformazione in calore che avviene lungo i tralicci dell'alta tensione, le perdite nelle cabine di trasformazione da alta in media e poi da media in bassa tensione, fino alla presa di casa), si arriva a circa un 32/33% di efficienza.
b) facendo una ipotesi MEDIA, ovvero piano ad induzione e efficienza media centrali (38%) e perdite di trasporto, si scende al (85% x (38%-10%))= 24% circa
c) con i piani in vetroceramica "classici", ovvero non a induzione, ovvero con le resistenze sottovetro, siamo a un 60% di efficienza, moltiplicato 38% media centrali meno perdite di trasporto = 16,8%
d) l'ipotesi MINIMA è 60% efficienza vetroceramica standard (resistenze sottovetro) e centrale a oli combustibili (30% circa) che porta a una efficienza totale pari a circa 12%
Il "massacro energetico" c'è solo se nei fatti l'efficienza è nettamente inferiore! Se è confrontabile, la presenza di molti altri vantaggi la fa preferire al gas.
Questo esempio è prima di tutto scorretto in quanto mette nello stesso calderone i vari sistemi di cottura elettrici. Ora tu sarai pure lanciato in una personale crociata verso cucine "non a gas" prese tutte assieme, ma una persona sensata (che è interessata all'induzione per casa sua) non è che debba venir dissuasa dall'inefficacia di altri sistemi che non c'entrano nulla, solo perchè tu li hai inseriti nello stesso discorso!
Quindi scartiamo l'ipotesi minima.
Poi non è detto che per quel che ci interessa questa elettricità debba venire prodotta bruciando combustibili. Potrebbe essere da altre fonti! Parliamo di un futuro, non è che dopodomani l'Italia è improvvisamente preda della cottura ad induzione.
Prendiamo comunque la tua ipotesi media: efficenza media delle centrali termoelettriche: mi fido del 38%.
Veniamo ora al punto cruciale:
Qui: Produzione_di_energia_elettrica_in_Italia
risulta che le perdite di rete ammontano al 5,5% del totale, indicando il 10% hai quasi raddoppiato il valore! Ciò non è corretto. Ti concedo un 6% che tiene grossolanamente conto già di un maggiore ricorso a stazioni idroelettriche di pompaggio. (Quindi efficienza: 94%)
Cosa ancor più grave, e questo consentimelo è un errore marchiano, specialmente da uno che si presenta come l'esperto del settore che sciorina dati con sicurezza, hai considerato il 10% come applicato all'intera energia iniziale, mentre ovviamente le perdite di rete sono in percentuale dell'energia elettrica!
Il calcolo corretto è dunque: 0.38*0.94*0.9=0.32 (con tutti e tre i fattori potenzialmente un poco sottostimati), il che ci porta a circa un terzo dell'energia iniziale. Cioè, nell'ipotesi pessimistica che l'Italia decida scelleratamente di coprire i maggiori consumi a venire incrementando il termoelettrico, ed inoltre non incrementi l'efficienza della produzione, comunque 1/3 dell'energia iniziale va in calore di cottura dei cibi con questo sistema.
Certo, pare un controsenso usare energia nobile come quella elettrica per produrre calore, ma questa è una valutazione fatta a priori, senza tener conto dei vantaggi, che ci sono. In particolare un vantaggio che hai trascurato è quello dell'efficienza nella cottura dovuta al fatto che rispetto ad una fiamma libera è un'energia più furba, alla quale si può applicare l'elettronica dando maggiore riproducibilità ai risultati, sicurezza, controllo... e questo come vedremo influisce pesantemente sui consumi.
http://www.provincia.re.it/allegato.asp?ID=280940 indica che per il metano le perdite dovute a produzione e trasporto sono dell'ordine dell'11%.
Cioè: per l'elettricità hai sovrastimato formalmente le perdite dal 5,5 reale al 10%, poi nei calcoli lo hai fatto diventare il 26%... invece per il gas hai ridotto le perdite dall'11% reale a zero...
Convertendo il metano in calore, dunque, avremmo un rendimento intorno all'89%, che poi scende intorno al 45% nel caso di utilizzo per cottura.
45-50% contro 33% del sistema ad induzione. Le due cifre già ora non sono poi così distanti.
CITAZIONE
Inoltre:
b) consumo medio effettivo rilevato statisticamente in paesi dove l'induzioneè un po' più diffusa che da noi: circa 500 kWh /anno (compresi consumi per stand-by). Il consumo medio di una famiglia italiana è di 2500kWh, e un frigo in classe A++ consuma (per dire) 250 kWh /anno. Quindi stiamo parlando di consumi circa DOPPI rispetto a un frigorifero. Inutile star lì a comprare un frigo A++ per risparmiare qualche kWh sentendosi ecologisti se poi si buttano via 500kWh per cucinare con l'induzione, quando c'è una alternativa (gas) molto più efficiente.
Sul fatto che ci si senta tutti più buoni ed ecologisti con risparmi risibili hai ragione, sfondi una porta aperta. Infatti per casa propria uno fa bene a valutare altri fattori. Non sono quei 10 € di risparmi che fanno, se puoi avere vantaggi di sicurezza e praticità.
Comunque paragonare il risparmio dei frigoriferi non c'entra niente. Mi pare che su questo forum sia saltato fuori che un frigo A+ in realtà, nonostante l'etichetta ottimista, ne consumi 350-400 di KWh. Invece quei 500 sembrano francamente campati in aria. SiPuòFare ha valutato in 300 il consumo del piano ad induzione per una famiglia normale.
CITAZIONE
Ah, a proposito, 500kWh in soldoni fanno circa 75 euro (a 0,15€/kWh). Per cucinare con il gas secondo lo stesso "schema d'uso" ne bastano (a 0,60€/m3) circa 16 (due utilizzi/giorno, consumo 37 litri /ciclo, = 37*2*365= 26mila litri = 26m3 = 15,6€. Cioè cucinare con un piano a induzione costa circa 5 volte tanto. Non so come si possa anche solo ipotizzare che costi addirittura MENO.
SiPuòFare ne spenderebbe 50 e non 75. Permettimi di dubitare di questo tuo dato sulla risparmiosità del gas, visto che quelli sulle dispersioni di rete erano sballati.
Dunque, consideriamo 9.5 KWh/m3 come rendimento del metano. 0.6 € a m3 fa 6.3 eurocent a KWh di calore prodotto col gas. Dimezzandone l'efficienza per via dell'uso di cottura cibi, arriviamo a più di 12 centesimi per KWh. Considerando che usando l'induzione avremmo un costo di 16 cent o più, parrebbe più economico usare il gas, anche se non in maniera drammatica come dici tu. Viste però le cifre -alla portata di tutti- in ballo, considerazioni di comodità etc. potrebbero comunque far preferire la seconda soluzione.
Ma fino ad ora non abbiamo considerato un importantissimo fattore di efficienza, diciamo così, "nel tempo" (della cottura).
CITAZIONE
Riscrivendo il costo di un ciclo cottura con induzione e metano in base a quanto sopra, e prendendo per buono quanto dihiarato ad esempio da ASMEA Brescia (
http://www.asm.brescia.it/salastampa/voienoi/n68/CUCINEC.HTM ), per portare da 20 C° a 95 C° due litri d'acqua in pentola standard secondo test per certificazione CE apparecchio (EN30.1.1), servono 0,3575kWh. A 0,15€/kWh fanno 0,053625€. Con il metano, stesso test, servono 33 litri di metano (con bruciatori 65% efficienza, cioè i migliori, così come si prende l'induzione come migliore cottura elettrica), cioè 0,033m3. Che moltiplicato 0,60€/m3 fanno 0,0198€. Moltiplicato tutto per 700 cicli/anno (due al giorno) fanno:
METANO = 13,86€
INDUZIONE= 37,5375
cioè circa tre volte tanto.
Scusa ma al 65% teorico semplicemente non credo. Per quel che ne so io, il problema è che il gas scalda aria che tende a salire velocemente verso l'alto, cedendo solo una parte del calore alla pentola. Che un fornello possa migliorare significativamente questa efficienza non mi quadra; l'induzione è intrinsecamente più efficiente. L'idea che mi fa sorridere: metti nell'esempio il rendimento teorico del 65% di cucine immagino top di gamma (non ha riscontro con la realtà dei fuochi a gas che troverai nelle case), ma
fai passare che prendi i migliori per par condicio, visto che per la cottura elettrica hai preso l'induzione...
Ma guarda che questa non è una sfida di ipotetici tifosi dell'elettricità contro tifosi del metano, per me l'induzione non è il caso favorevole più ottimistico, è l'unico caso in esame, mentre quel 65% del gas sì che è ottimistico.
Dunque alla fine la tua stima è migliore di circa un terzo sul consumo di metano rispetto a quella che considererei io; il resto del divario da te indicato è in parte dovuto al minor costo del KWh di metano, in parte per me non chiaro perchè questi dati non so come verificarli. Si tratterebbe comunque di una differenza irrisoria, con una 20ina di euri l'anno hai fornelli molto migliori da tanti punti di vista... sembra una pubblicità per l'induzione... 
Ora, qui non è considerati il calore disperso per un maggior uso necessario della cappa.
Ma la cosa che dovrebbe saltare all'occhio di tutti, che non quadra in questo esempio, è: a quanti interessa, per cucinare, semplicemente portare l'acqua ad ebollizione???
E' qui che viene quella differenza fondamentale, che si produce durante il tempo della cottura, e forse spiega perchè in test "a tesi" sembra più efficiente il gas, e poi nella pratica anche qui abbiamo un paio di esempi di persone che ci raccontano che coll'induzione risparmiano.
Una volta arrivati alla temperatura desiderata, con l'induzione da quel momento in poi consumi pochissimo perchè cuoci usando il minimo calore necessario o poco più. Invece con il gas, per quanto uno tenda ad abbassare un po' il fuoco, erogherà sempre molta potenza in più!
L'acqua bollirà in maniera più esuberante, la padella schizzerà allegramente molto più olio (coll'inconveniente di cercare di abbassare, abbassarlo troppo, accorgersene, rialzarlo -troppo- e così via, con più disagio da calore, minori risultati, tempi più lunghi se abbassato troppo, cibo spesso un po' più bruciacchiato e quindi pure cancerogeno), il risultato è un netto aumento dei consumi. Personalmente con il gas ho rinunciato da anni a lasciare i coperchi sulle pentole.
Alla lunga questa differenza di efficienza si paga eccome. Se per 3 minuti vado di boost e poi sto sui 100W, nell'uso reale e non teorico batto a mani basse qualunque fornello a gas, con il suo margine risicato iniziale di economicità.
E' difficile poter quantificare questo maggior risparmio, che dipende più o meno anche dalle cattive abitudini
del cuoco...
Certo che se ci vuole più o meno 1/3 di KWh effettivo in entrambi i casi per arrivare all'ebollizione come dai dati che dai, possiamo aspettarci che la nostra pentola prosegua la cottura con un consumo ulteriore: per il gas possiamo a spanne dire che sarà altrettanto (altri 8 minuti a fuoco alto, o meglio una quindicina a fuoco basso, è già una stima prudente), mentre per l'induzione il consumo cosa sarà, un decimo che per il gas?
Quindi in totale possiamo indicare prudenzialmente e a spanne: 0.6KWh equivalenti per il gas, e 0.4Kwh equiv. per l'induzione. Se il costo al KWh equiv. fosse 12 cent per il gas come ho calcolato prima, e 16 per l'elettricità, si avrebbe una pastasciutta che costa di cottura 7.2 centesimi col gas, e 6.4 con l'induzione. Per cotture più lunghe il vantaggio crescerebbe ulteriormente.
Quindi direi che alla fine dei conti il piano ad induzione conviene ad una famiglia anche economicamente.
Quanto alle valutazioni sui bilanci energetici dell'Italia, anche lì il vantaggio del gas (45% contro 33%) nell'erogare calore, viene annullato dal fatto che nel prosieguo della cottura si spreca meno calore!
E questo senza tener conto del fatto che il futuro del nostro paese non può dipendere dall'estensione dell'utilizzo del termoelettrico. Bisogna battere altre strade, il che aumenta l'efficienza delle centrali e quindi migliora il nostro conto a favore dell'induzione.
Inoltre bisogna evitare di dipendere da un combustibile fossile non rinnovabile come il metano, che ci pone in dipendenza da stati esteri non sempre affidabili, come si è visto.
Provando a prevedere il futuro, poi, è probabile che l'energia vada a costare sempre di più, ma i combustibili che non si rinnovano dovrebbero salire più dell'elettricità, che sarà prodotta anche da altre fonti. Pure questo contribuirà a diminuire l'utilità del metano.
CITAZIONE
c) la cottura ad induzione cucina più velocemente del gas, dicono. Sì, ma solo una pentola per volta. Se si ha il contratto da 3kW, il software interno all'apparecchio "distribuirà" la potenza sulle due o tre unità ad induzione attivate, prolungando all'infinito i tempi di cottura. Con il gas, ovviamente, non ci sono limitazioni: con un piano a 5 fuochi, si hanno a disposizione, contemporaneamente e senza limitazioni di sorta, 1 kw sul bruciatore piccolo, 1,75kW su ciascuno dei due medi, 3kW sul grande e 3,8kW sul tripla corona. Totale = 11,3 kW.
Qui mi sa che vendi cucine a gas. E' semplicemente ridicolo disegnare un best case scenario in cui sommi la potenza di tutti i fuochi di una cucina tra le più grandi esistenti (la mia è sovradimensionata ed immagino che il mio quinto fuoco, che pochissimi hanno, sia un misero "doppia corona", se interpreto correttamente). Quasi 12KW? Ebbene, 12KW eventualmente sprecati. Metà va via per la cappa, dei restanti 6 solo una parte sta portando in temperatura una pentola, il resto è fuoco eccessivo che va sprecato pure quello.
Nella realtà non vedo molti che si cimentino a cucinare già 4 fuochi a tempo (personalmente arrivo rarissimamente ad accendere anche il terzo).
E, nel caso, visto che uno nel cucinare prepara, taglia, sceglie, scongela, trita eccetera, è ben difficile che abbia bisogno di potenza di spunto contemporaneamente per più contenitori. Mentre la pasta è in attesa di bollire sto tagliando le cipolle per il soffritto, per dire, oppure stanno imbiondendo e devo aggiungere altro in fretta prima che brucino, quindi non voglio assolutamente che il secondo fuoco faccia troppo presto.
Per cui, in uno scenario tipico, al massimo un fuoco sarà in posizione di boost in un determinato momento, mentre gli altri 1-2 staranno consumando come un televisore; invece col gas avrei consumi alti per fuochi tutti eccessivamente alti.
CITAZIONE
d) Anche volendo ammettere che un piano ad induzione funzioni con il contatore da 3kW, vuole comunque dire che non si può far da mangiare se c'è la lavatrice, il ferro da stiro, il phon, la lavapiatti, un condizionatore accesi. Non insieme, anche solo uno di questi apparecchi accesi porta via kw e quindi il piano ad induzione o farà saltare l'impianto, oppure si accontenterà della potenza che trova e si allungheranno i tempi di cottura.
Andiamo, la lavapiatti chi l'accende prima di pranzo? O chi stira tra schizzi di sugo? Mettiamo pure che ci siano 2 fuochi accesi per 300W, la lavatrice ed il microonde per altri 1800, un computer, due schermi e varie luci per altri 500W, rimangono ancora 700W fissi da utilizzare per il terzo fornello ad induzione prima che salti il contatore, inoltre per 2 ore, quindi un tempo molto più alto di quello che serve, ne puoi usare 1400. Se poi fai un boost di meno di 2 minuti, puoi sforare anche i 4KW fatidici. Cioè: in uno scenario realistico abbastanza pessimista, non puoi usare che un boost molto breve, il che significa abbassare i tempi di cottura a livelli simili a quelli del gas...
Con un po' di pratica direi che si può vivere anche con 3KW nominali.
In altri termini: se il tuo boost è a 2400W, lo puoi tenere acceso quanto vuoi nelle 2 ore, potendo contare su 1600W per il resto della casa; se lo usi per meno di 2 minuti (che basta a trasformare un pentolino di sugo freddo in lava incandescente), puoi sforare ulteriormente.
CITAZIONE
f) infine, da un punto di vista di nuovo "ecologista", l'utilizzo diffuso di piani cottura ad induzione comporterebbe un carico aggiuntivo di energia CONCENTRATO IN PICCHI, dato che la gente mangia alle stesse ore (il problema è inferiore per gli altri utilizzi domestici, più distribuiti). In particolare, già oggi in Italia il picco è intorno a mezzogiorno, sopratutto d'estate.
CITAZIONE
se 10 milioni di famiglie italiane dovessero accendere anzichè piani cottura a gas, piani cottura ad induzione, servirebbero istantaneamente 1x10^7 x 3kW (zona cottura grande per scaldare pentola per acqua) = 30.000.000kW = 30.000MW. tenendo conto che una centrale nucleare grande ha una potenza di circa 1500MW, fanno circa 20 centrali nucleari da accendere a mezzogiorno e spegnere all'una quando il pranzo è pronto. Ovviamente da pazzi. In Svizzera, dove hanno tutta cottura elettrica, il picco intorno all'ora dei pasti viene garantito dalle centrali idroelettriche, mentre le nucleari danno la "baseline". Ma qui stiamo messi in modo molto diverso e non possiamo certo permetterci di tenere centrali idroelettriche spente per usarle solo a mezzogiorno (che è comunque uno spreco di risorse bestiale).
Questo per una volta è un problema reale; tuttavia questa è una discussione puramente accademica. Poche migliaia di smart consumer che frequentano forum come questo non spostano minimamente le cose. Dovremmo forse preoccuparci di svegliarci domani scoprendo che 10 milioni di famiglie italiane hanno comprato un piano ad induzione nella notte ed ora si apprestano ad usarlo mettendo in ginocchio la rete? Andiamo.
Un'Italia futura con tanto installato ad induzione sarebbe diversa anche per altri fattori, compresa la produzione elettrica.
Ci sarebbero molti pannelli solari, in grado di ridurre un po' il problema del picco di mezzogiorno.
E soprattutto il nucleare è la risorsa del futuro. Con un numero adeguato di centrali non c'è un problema di penuria, quindi si possono anche convertire per comodità un numero maggiore di idroelettriche come stazioni di pompaggio, per fare "da batteria tampone". E' un lusso? Forse. Perchè, nella tua vita non ci sono tante cose che sarebbero sembrate un lusso eccessivo cent'anni fa?
Inoltre col nucleare si potrebbe produrre idrogeno anche per altri usi (ad es. di notte); una parte dell'idrogeno potrebbe fungere da scorta, bruciabile in momenti di maggior carico della rete.
Comunque anche il calcolo delle 10 milioni di famiglie lo hai sbagliato per partito preso. Molti non mangiano a casa a pranzo, quindi dovresti aver venduto magari 15 milioni di cucine ad induzione, il che non è poco. Mettiamo che la cottura pasti avvenga con un "momento di inizio cottura" compreso tra le 12 e le 13.
CITAZIONE (SiPuòFare @ 13/1/2008, 19:25)
Tuttavia la velocità di riscaldamento è tale che in 3 minuti bolle il pentolone per gli spaghetti, dopodichè si può già impostare il commutatore dalla posizione 20 (2400W) alla posizione 3 (75W) per mantenere l'ebollizione: sono solo punte.
Dunque il maggior consumo non trascurabile si avrebbe in circa un ventesimo del tempo: 3 minuti su di un'ora. In realtà invece molti non cucinano la classica pasta, magari vanno di microonde, piatti freddi, o poco riscaldati, o fettina in padella che non va scaldata così tanto... Pessimisticamente diciamo che in media una famiglia su 20 stia prendendo il picco. Diciamo che il momento sfortunato può vedere un picco doppio?
Allora hai sopravvalutato il picco di un fattore 10!
Moderazione: eliminata frase OT
Edited by gymania - 5/2/2008, 16:18