CITAZIONE (thom @ 6/11/2007, 16:58)
salve, avrei tanto bisogno di un consiglio,non riesco a risolvere un problema in un impianto civile l'impianto è stato tutto controllato risulta in ottime condizioni tutto va bene ma quando ci sono temporali l'interruttore differenziare impazzisce, scatta.lo si va a riarmare e tutto va bene quando ascolta un tuono scatta. vorrei tanto chiedervi come posso risolvere tale problema avrei pensato a un riarmo automatico ma non mi sembra la condizione migliore aiutatemi altrimenti impazzisco anch'io.
Secondo me il problema potrebbe dipendere da dispersioni verso terra che hai sull'impianto che da sole non sono sufficienti a far saltare il differenziale, ma sommate al fulmine....
Una cosa che potresti fare (o farti fare) è un test con uno strumento che verifica se con 15 mA di dispersione (se il differenziale è da 30 mA), il differenziale scatta (si utilizza per fare i collaudi, la ditta di impianti elettrici lo dovrebbe avere). Se poi hai davvero la dispersione, occorre trovarla ed eliminarla.
In alternativa può essere che il differenziale che hai (specialmente se è vecchio) è sensibile ai disturbi introdotti dal fulmine. Non rimane che sostituirlo (quello che ho da tredici anni in casa, un normalissimo differenziale da 30 mA è saltato solo una volta per un fulmine) con uno nuovo. Ti sconsiglio quelli a riarmo automatico; è roba costosa e adatta a applicazioni particolari dove lo scatto intempestivo provoca disagi notevoli (ad esempio li ho visti utilizzare negli impianti di pubblica illuminazione).
CITAZIONE (teslacoil @ 7/11/2007, 13:08)
Ma perche' nelle case vecchie sono ammessi ancora impianti ACDC (Alla C... Di Cane) tanto basta che c'e' il salvavita, la terra NON serve??????
Non basta solo il salvavita, ci sono altre prescrizioni da rispettare.
Il perché è semplice; quando è stata fatta la legge, si è cercato un compromesso tra la fattibilità e la sicurezza per l'esistente. Mica potevi costringere il pensionato che campa con la pensione sociale a sbuzzare tutta casa per fare l'impianto di terra.
CITAZIONE (teslacoil @ 7/11/2007, 13:08)
E poi, ma perche' nei nuovi impianti si continua a permettere impianti ACDC con un differenziale generale, un magnetotermico da 16 per gli apparecchi, uno da 10 per le luci con decine di inutili prese da 10A e garage e cantina cablati con fili da 1,5mmQ per 10 s****tissimi A????????
Il risultato e', come al solito, che quando salta la corrente si resta al buio..... e magari si finisce pure per farsi male mentre si cerca a tentoni il modo di riarmare l' impianto!
Fatti due conti: 16 A x 230 V = 3.680 W. Salta prima il magnetotermico da 16 A, o l'interruttore dell'ENEL con il contratto da 3 kW (che poi è quello che hanno la maggior parte delle persone)?
Io che a casa ho un contratto da 4,5 kW, ho un magnetotermico da 25 A e non ho problemi.
CITAZIONE (teslacoil @ 7/11/2007, 13:08)
Poi, ancora piu' ridicoli sono i cambi di contatore senza modificare l' impianto a valle, in sostanza il cambio di contatore NON serve a niente perche' sara' l' impianto a limitarvi ai soliti inutili e stupidissimi 3kW originali
Serve, serve. A farlo scattare prima, visto che i nuovi contatori elettronici dell'ENEL sono meno "tolleranti" di quelli magnetotermici che c'erano prima.
CITAZIONE (teslacoil @ 7/11/2007, 13:08)
Mia personale idea di impianto elettrico (io me lo sono fatto cosi!), di differenziali in casa ce ne vanno tre, uno per le luci, uno per la potenza ed uno per "i servizi" (frigorifero, antifurto, eventuali impianti speciali e l' immancabile presa di servizio) e le loro uscite vanno poi suddivise in tanti piccoli magnetotermici in base alle esigienze specifiche (tipicamente un magnetotermico su ciascuna linea per ogni stanza, dove si prevedono grossi utilizzatori, tipo gli elettrodomestici in cucina o la lavatice in bagno, qualche magnetotermico aggiuntivo solo per loro)
L' uso delle prese sull' impianto luce sarebbe da bandire, con eccezione eventualmente delle prese sopra ai comodini e in ogni caso sarebbero da bandire i locali cablati esclusivamente con fili da 1,5mmQ (tutti i locali, sgabuzzino, garage, cantina & soffitta compresi, hanno diritto ai loro miseri 16A anche perche' prima o poi succede di averne bisogno e di ingegnarsi con orrende prolunghe in cascata per poterli usare!)
Sarebbe bene predisporre una di queste tre linee no-break con UPS, ma in mancanza di meglio anche una piccola lampada d' emergenza per ciascun locale e' OK...... con un impianto di questa stazza e' difficile rimanere al buio in caso di guasto o sovraccarico, certo, c'e' sempre l' incognita blackout generalizzato e pure l' assurdo limite di potenza nel contatore di casa.
Mi piace, ne voglio uno così anch'io, quando trovo qualcuno che me lo regala.
Scherzi a parte, la tua è una soluzione ideale, ma i costi sono altissimi. Nell'ordinario si cerca di trovare un giusto compromesso tra la funzionalità e l'economicità.
CITAZIONE (teslacoil @ 7/11/2007, 15:44)
Cio' che dici sulle curve di scatto e' vero, basta cmq scegliere il classico C per i magnetotermici piccolini ed un D per quelli principali
Su questo dissento totalmente. Primo perché il D non assicura la selettività rispetto al C (vedere le curve di intervento), secondo perché il D è stato pensato per i carichi con forti correnti di spunto. Non si possono fare gli impianti a capocchia, ci sono delle regole da rispettare. Se vuoi la selettività cronometrica, utilizza degli interruttori con ritardo dell'intervento.
CITAZIONE (pinetree @ 9/11/2007, 00:36)
Anni fa avevo la necessità di certificare l'impianto elettrico in ufficio, l'elettrico mi ha dovuto sostituire i fili 2,5mm² nelle prese da 16A, per fare passare quelli da 4mm² altrimenti non mi lo avrebbe certificato.
La cosa mi suona giusto perchè nelle costruzioni dei quadri elettrici, prevediamo 1mm² di spessore ogni 4A (non so se per norma o per regola d'arte)
In realtà il ragionamento non mi torna tanto. Il concetto è che la linea deve essere protetta dall'interruttore. Se ho un magnetotermico da 16 A, la vedo dura dire che i fili da 2,5 mmq non sono protetti. E' vero che poi c'è il discorso della caduta massima del 4%, della contemporanetà dei carichi e bla bla bla, ma queste mi sembrano questioni secondarie rispetto alla sicurezza.
CITAZIONE (teslacoil @ 9/11/2007, 00:57)
CMQ, la minima sezione dei cavi da usare per fare i lavori come da normative NON dipende solo dalla corrente massima che deve scorrerci dentro ma pure dalla loro lunghezza
Aggiungici anche l'integrale di Joule.
Saluti.
Federico