Ciao Nabucodor,
CITAZIONE
(...) prediamo un tubo di gradezza pari alla lunquezza d'onda del suono in acqua ad un capo del tubo collechiamo un autoparlante o una sorgente di ultrasuoni.... questi comincerà ad emettere del suono che all'interno del tubo di acqua comincerà a risuonare ed aumentare prpio perche risuona un po come il principio del laser a pomaggio ottico (...)
Innanzitutto, dovresti irradiare il tubo con onde acustiche di lunghezza d'onda non semplicemente pari a quella del suono in acqua, bensì con frequenza opportunamente centrata attorno a quella di risonanza del contenitore, dettata dalla sua geometria e da parametri materiali tra cui anche la densità e la rigidtà del mezzo acusticamente conduttore (vedi anche l'altra discussione in questa stessa sezione). Questo è esattamente un ingrediente dell'esperimento descritto dal gruppo di Taleyarkan (vedi ad esempio l'articolo apparso di recente su progettomeg.it), in cui l'eccitazione delle onde stazionarie in un cilindro di plexiglass è ottenuta con un attuatore piezoelettrico.
Tuttavia l'induzione di onde acustiche stazionarie - pure in grado di immagazzinare alte quantità di energia potenziale ciclicamente convertita in onde d'urto relazione ai moti delle bolle di gas intrappolate nel fluido - da sola non porta a fenomeni rigenerativi autosostenibili, come quelli che si verificano nei laser ottici, a causa delle dissipazioni di energia, in forma termica e meccanica, che in questo caso non sono bilanciate da altri fenomeni generativi. In sostanza manca un analogo acustico dell'emissione stimolata di fotoni, che al contrario è meravigliosamente innescata dall'inversione di popolazione elettronica nei laser ottici.
Quello che le due situazioni hanno in comune è dunque forse soltanto il ricorso ad una cavità risonante utilizzata come filtro spettrale, acustico nel tuo caso, ottico in quello fotonico.
Cari saluti,
Massimo