La sonoluminescenza, da quel che ho capito, è causata da una violenta compressione delle bolle di gas. Ora, poichè un vortice genera forti variazioni di pressione, è possibile in effetti che questi crei fenomeni di sonoluminescenza. In questo caso pero' non si tratterebbe di sonoluminescenza vera e propria.
Allora, per avere un suono è necessaria una variazione di pressione trasmessa in un mezzo, o una vibrazione. Un vortice in effetti è in grado di generare tali ondate di pressione, ma bisogna capire se è cosi' che vogliamo creare la luminescenza oppure con variazioni di pressione dovute direttamente al vortice. Quindi possiamo, per convenzione, parlare di effetti diretti se la luminescenza è causata direttamente, in questo caso, dal vortice, o effetti indiretti se la luminescenza è causata dalle 'bordate di pressione' provenienti dal vortice. In questo ultimo caso è importnte che l'onda comprima la bolla. Per far cio' o l'onda deve essere costretta entro un qualcosa che non ne consenta la 'fuga' o deve essere colpita da onde provenienti da diversi lati. Vediamo la figura che chiarisce questo mio pensiero...

Quindi il punto fondamentale è far collassare la bolla quanto piu' rapidamente possibile. Il collassamento provoca un aumento di temperatura notevolissimo, ed inoltre avvicina le molecole che costituiscono la bolla.
Invece provocare direttamente grazie a dei vortici il collassamento della bolla è piu' complicato a mio avviso. Infatti bisogna causare un'aumento di pressione della bolla quanto piu' rapido ed omogeneo possibile. Il vortice tenderebbe a far muovere la bolla, deformandola, e creerebbe su di questa delle variazioni di pressione forse troppo disomogenee, a meno che si sfrutti ad esempio lo strato esterno o interno del vortice, che, per superfici piccole, puo' essere considerato a pressione costante. Ora, un simile reattore, in grado di generare una sonoluminescenza su una bolla di forma toroidale, è stato disegnato da me 6 giorni fa, mentre ero...ehm...in bagno (si, li ho le migliori idee

).
La geometria permetterebbe in teoria di comprimere una bolla e farla implodere. I moti impressi alla bolla causerebbero un continuo rimescolamento della stessa, con variazioni notevoli di pressione sulla sua superficie. La bolla, di forma toroidale, è creata in modo tale che possa essere misurata la temperatura che questa raggiunge.
Ovviamente, questo 'reattore' è frutto di un'idea, e nessun calcolo di base è stato fatto, e non credo che in un prossimo futuro lo farò...ho troppe cose da fare ora
Ciau ragà...