Ho ripreso in mano il progetto dell'alternatore a magneti permanenti partendo dall'alternatore automobilistico. L'alternatore è stato smontato, pulito (a breve la carcassa verrà verciniata) e il rotore è stato rimpiazzato (rigraziando i ragazzi dell'officina meccanica) con un cilindrone su cui verranno praticati dei tagli per ospitare i magneti (12 magneti 40x20x5 N42). Lo statore per ora è quello originale, 9 spire a onda per ogni fase, 67mOhm di resistenza attualmente). La simulazione con FEMM riporta una tensione di uscita piuttosto bassa (Trifase) intorno a 1.5-1.7 VAC RMS per 100 giri, quindi intorno a 15V per 1000 giri. Sto quindi pensando di riavvolgere l'alternatore con 40 giri (per avere un cut-in intorno a 200 giri) di filo da 0.7-0.8 mm di diametro (devo fare i conti per vedere se riesco a farli "fittare" nelle espansioni polari.
Descrivete le vostre esperienze con gli alternatori automobilistici PMA-ti ovvero con i magneti nel rotore.


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Rispondi quotando
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, come faccio ad annientare la resina (araldite) che tiene insieme le spire?
