La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato le bozze delle norme attuative delle linee-guida. Per quanto riguarda il mini-eolico segnano la fine quasi totale delle possibilità nella regione.
Se infatti siu tiene di conto che la parte della pianura padana è con venti sotto-convenienza, rimane la parte appenninica che è stata fatta fuori da una serie di norme che proibiscono quasi dappertrutto il mini-eolico.
L'errore è concettuale e parte dal presupposto che la regione debba emanare norme (leggi divieti) per il mini-eolico, mentre le linee-guida nazionali impostavano il problema in tutt'altro modo.
Dicevano infatti, le linee guida (peraltro concordate con la Conferenza delle Regioni) che il mini-eolico sotto 60 KW è possibile ovunque. Solo che, in presenza di vincoli preesistenti, la DIA doveva essere integrata con l'atto di svincolo emesso dalla autorità preposta.
Quindi la valutazione era fatta caso per caso (trattandosi di singole pale e non di campi eolici) ed è naturale che in alcuni luoghi vincolati si poteva sperare nello svincolo (aree antropizzate, aree in cui la turbina non contrastava con il vincolo ecc.) mentre in altri luoghi, ovviamente, lo svincolo sarebbe stato negato.
Ma tutto entro il vigente quadro di tutela del territorio.
Invece la Regione Emilia Romagna introduce vincoli specifici per il mini-eolico, che sono generalizzati ed immotivati. Ci sarebbe da chiedersi se nelle parti di territorio "libere" si debba sempre presentare la DIA perchè a questo punto non averebbe più senso, essendo pre-determinato il territtorio "consentito".
Insomma una nuova complicazione, un nuovo ostacolo alle rinnovabili. Raccontando che naturalmente la Regione è favorevole allo sviluppo delle emergie pulite.
Ci vorrebbe un commento del grande capo "stikatzi" di 610.


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