Ho visto l'esibizione di Ippolito e ho ancora dei dubbi.
Intanto ha deliberatamente evitato spiegazioni tecniche. La sola spiegazione che questi aquiloni sono dei profili alari capaci di far girare in tondo la piattaforma a cui sono ancorati mi lascia molto dubbioso.
Qualunque aquilone può muoversi secondo il vento ma, per quanto sofisticato, non può risalirlo. Se fosse possibile, si potrebbe anche costruire un modellino dimostrativo che, invece che appeso ai cavi a centinaia di metri di altezza, funzioni a 1-2 metri dal suolo sotto l'azione di un vento artificiale (naturalmente con ridotta produzione di potenza). Ma questo non è stato fatto. Come possa poi un aquilone appeso a un camion generare potenza girando in tondo mi riesce oscuro; come viene convertito il moto dell'aquilone in potenza ?
La forza di questo progetto è secondo me non di avere costruito un modellino (comunque hanno fatto sofisticate simulazioni al computer), ma di avere fatto un prototipo che lavora in condizioni reali, cioè con cavi di 800 metri. Bene, il prototipo che hai visto funziona così: l'aquilone è comandato da due funi (esattamente come quelli che usano al mare per fare kite surf) che a terra si avvolgono su una coppia di verricelli collegati ad alternatori che funzionano sia come generatori che come motori: vi sono due fasi, una nella quale si genera energia, cioè quando l'aquilone prende vento srotolando le funi dal verricello imprimendo il moto rotatorio al generatore,e una di recupero dell'aquilone, nella quale il motore recupera l'aquilone con consumo di energia. Il rapporto di produzione è di 70, cioè consumo 1 e produco 70. In pratica l'aquilone srotola i cavi fino a quando c'è trazione, che viene ottimizzata da dei microsensori presenti sull'aquilone, poi quando termina la spinta entrano in funzione i motori che recuperano l'aquilone per iniziare un nuovo ciclo. per guidare il movimento dell'aquilone basta modificare la velocità relativa dei due cavi. La parte più sofisticata è la sensoristica che è la stessa che serve per controllare la stabilità ad esempio dei caccia di nuova generazione, strutturalmente molto instabili.
Nelle macchine più grosse ai verricelli è sostituita una specie di giostra cui sono collegati treni di aquiloni (un poco come il somaro ad una macina). questa giostra ha lunghi bracci cavi da cui con una minima brezza si liberano gli aquiloni che arrivano in quota ed iniziano dei percorsi coordinati da computer informati in ogni istante dai suddetti rilevatori della posizione relativa e delle condizioni di trazione di ogni aquilone (sarebbe meglio chiamarli profili semi rigidi). In pratica le leggi cui rispondono sono le stesse della navigazione a vela, chi la pratica sa che il vento è sfruttabile da quasi ogni direzione. L'altro elemento innovativo sono i cavi supertecnologici, resistenza 5 volte quella dell'acciaio e peso di 100 kg ogni chilometro.
In caso di qualunque problema i profili vengono ritirati in pochi secondi all'interno delle braccia, i progettisti hanno anche pensato per aumentare la sicurezza alla possibilità di dotarli di sistema GPS.Il problema maggiore che hanno adesso sembra essere quello di trovare siti adatti: è necessario uno spazio verticale interdetto al volo di 1200 metri, come del resto avviene per le centrali nucleari. Per il resto praticamente ogni territorio è adatto, tipo grandi spazi industriali dismessi o poligoni di tiro o caserme dismesse.
Il prossimo passo prevede la costruzione in 36 mesi di 20 prototipi da 500KW
Secondo, mi chiedo come si riesca a manovrare questi aquiloni in modo che restino sempre distanti fra loro senza che i cavi si aggroviglino. C'è qualche forma di comando dell'orientamento degli aquiloni ? Probabilmente sì, ogni aquilone ha dei sensori che ne monitorano la posizione e permettono di agire sui cavi in modo da farli spostare in modo controllato. Geniale, ma non basta.
Come tu ben supponi, i progettisti hanno la fortuna di produrre dei micro sensori di posizione su tre dimensioni che vengono utilizzati già per scopi molto più comlessi che guidare degli aquiloni: ad esempio l'ultima generazione di caccia non è guidabile solo da pilota, in quanto intrinsecamente instabili, e quindi vengono in aiuto queste macchinette che riescono a comunicare informazioni ai computer ad una rapidità sufficente per permettere correzioni di assetto a velocità di centinaia di km orari.
Infine, quelle cifre sulla produzione di potenza mi sembrano esagerate. Si dice in un sito visitato (
http://www.criticamente.it/Article3391.html ):
"A circa 800 m di altezza dal suolo, come testimoniato da serie pluridecennali di misurazioni, i venti soffiano portando mediamente 4 volte più energia di quella a disposizione a 80 m, quota rappresentativa delle attuali torri eoliche. " Con quella cifra mi sembra improbabile arrivare a dei GW.
Il punto cruciale è l'area intercettata: nelle torri eoliche l'80% della potenza viene generato dal 20% di superfice corrispondente all'estremità delle pale. Nel caso dei kites, data una giostra a terra di suff diametro (si parla di circa di due Km), la quantità di vento intercettabile è centinaia di volte superiore a quella dei mulini, che tra il resto devono stare distanziati uno dall'altro per non portarsi via il vento: se quindi unisci i vari fattori, cioè superfice di intercettamento, maggiore velocità e soprattutto costanza di vento si spiega l'enorme potenzialità. Comunque, questi non sono dei raccogliticci, hanno alle spalle un gruppo del politecnico di torino che ha teorizzato il tutto, per chi ha voglia vi è sul sito una corposa pubblicazione finita su una rivista americana soggetta a peer-reviewper dove tramite complesse equazioni viene tutto calcolato per benino. Per finire questi qui hanno vinto nel 2006 (prima adirittura di varare il prototipo) il primo premio al congresso WREC (WORLD RENOVABLE ENERGIES CONGRESS). Io dico, potrà anche rivelarsi una faloppa, ma le premesse buone ci sono tutte, i passi necessari fino ad ora sono stati fatti nella giusta direzione, il progetto è italiano, non vi è nulla di più avanzato che io sappia per ciò che riguarda lo sfruttamento eolico (anche se si parla da tempo di turbine cinesi a levitazione magnetica di cui si dicon grandi cose.
Insomma il progetto è suggestivo, i dettagli tecnici sembrano approfonditi, ma non vengono dati. Quindi mi riservo il giudizio.
PS: Lo stesso testo esatto citato sopra lo trovo in un altro sito:
http://www.nuovoecosistema.it/il-successo-...dalta-quota.phpA questo punto mi viene il dubbio che sia stato ripreso pari pari un testo preparato dall'ing. Ippolito...
PPS: la stessa idea di sfruttare i venti ad alta quota è venuta a un ingegnere australiano, che invece pensa di mandare in quota (4.5 km !) delle specie di autogiri le cui eliche oltre a sostenerli in quota produrrebbero energia !
http://www.skywindpower.com/ww/index.htm