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  1. #26
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    Se può esservi utile, andate QUI, cliccate su "Radiazione solare nei comuni Italiani e profilo climatico per località", trovate il comune più vicino a voi ed otterete, oltre ai dati relativi alla radiazione solare, anche i dati relativi ai venti, alle loro velocità e direzione e tanti altri bei dati. :D

  2. #27
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    CITAZIONE (metodico @ 19/12/2007, 13:36)
    non c'entra nulla il fotovoltaico con l'eolico. Il fotovoltaico sfrutta comunque il sole, mentre senza vento non si muovono le pale!!

    Era un discorso di mentalità, non serve avere un "grande vento" per ottenere risultati, l'Italia è una penisola, con un bel potenziale di eolico off shore, con medie di velocità di 11-12 m/s sulle fascie costiere, penso che siano più che sufficienti. Il problema è solo nella mentalità della gente, se i tedeschi si fossero fermati a causa della minore radiazione, oggi non avrebbero il 90% del mercato fotovoltaico europeo, 37 volte tanto l'Italia, il paese baciato dal sole.

    E scusate l'off topic!

  3. #28
    metodico
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    non basta la velocità istantanea ci vuole quella costante !!
    e non abbiamo venti costanti, se non in qualche parte di alcune regioni d'Italia e non oltre i 4-5 metri al secondo (costanti)

  4. #29
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    A parte che è velocità media e non istantanea, che c'entra la velocità costante. I calcoli generalmente si fanno con 2000 ore di funzionamento annuo, che permettono ad un generatore di grossa taglia di ammortizzare l'investimento in circa 3 anni producendo circa 2000 kWh/kWp, i dati reali sono questi.....dov'è il problema ancora non lo capisco, se non per una propaganda pro-nucleare.

  5. #30
    metodico
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    si grazie agli incentivi statali sul prezzo dell'energia elettrica prodotta. Ma non si può pensare di avere sempre le agevolazioni !! Un sistema deve essere veramente economico per funzionare se no gli impianti li si fanno anche dove non rendono economicamente. per questo sarebbe utile farli solo dove le condizioni climatiche lo permettono.

  6. #31
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    QUOTE (metodico @ 26/12/2007, 18:24)
    si grazie agli incentivi statali sul prezzo dell'energia elettrica prodotta. Ma non si può pensare di avere sempre le agevolazioni !! Un sistema deve essere veramente economico per funzionare se no gli impianti li si fanno anche dove non rendono economicamente. per questo sarebbe utile farli solo dove le condizioni climatiche lo permettono.

    Di QUALI incentivi statali stai parlando?!? :B):


  7. #32
    metodico
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    L’attuale normativa prevede per gli impianti eolici in funzione diverse possibilità: la vendita sul mercato dell’energia elettrica prodotta ( a prezzo superiore di quello che paghiamo noi utenti) , l’autoconsumo e il meccanismo di incentivo chiamato “certificato verde”.

    a mi sono dimenticato la detrazione del 55% un tre anni ( valida per piccoli impianti eolici visto la quota massima detraibile non così rilevante) e ulteriori agevolazioni o contributi a fondo perduto istituiti da Regioni e Provincie ( la provincia di Bolzano applica un 30% in più al 55%)

    questo vale anche per il fotovoltaico visto la "lenzuolata verde" di Bersani annessa alla Finanziaria.
    Ma senza incentivi sarebbe antieconomico costruire impianti eolici e fotovoltaici, i primi per i venti non idonei se non per alcune località italiane e i secondi per la poca resa energetica che hanno ad oggi i pannelli al silicio. Per questo dico che questa corsa all'eolico e fotovoltaico dovrebbe essere "governata". Non solo costruire perchè si hanno i benefici economici che noi tutti paghiamo.


  8. #33
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    CITAZIONE (metodico @ 28/12/2007, 21:15)
    Ma senza incentivi sarebbe antieconomico costruire impianti eolici e fotovoltaici, i primi per i venti non idonei se non per alcune località italiane e i secondi per la poca resa energetica che hanno ad oggi i pannelli al silicio.

    NO COMMENT.
    Gli incentivi si fanno per una serie di motivi, non certo per rendere economico un'investimento che non lo sarebbe. Senza parlare dei benefici su salute e ambiente che non avrebbero prezzo.

    I costi di produzione medi del Kwh eolico ( SENZA considerare i certificati verdi) si aggirano dai 4 cent ai 9 cent.....con tendenza al ribasso, non vedo dove siano antieconomici.

    (55% per l'eolico? da quando???????)

    Edited by sssuper - 29/12/2007, 11:47

  9. #34
    metodico
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    sulla detrazione avevo letto che per piccoli impianti era possibile presentare domanda di deduzione spese per il 55% ma forse è limitato ad alcune regioni. Ma non trovo dove lo letto quindi teniamo buono la loro esclusione.
    Io non sono contrario allo sviluppo di impianti di energie alternative. Dico solo che in questo ultimo anno sono stati presentati centinaia di progetti di realizzazione. E soprattutto per gli impianti eolici sarebbe opportuno "verificare" la loro effettiva "resa energetica". Perchè molte grandi società, e ci sono quelle tedesche in grande spolvero, che vogliono approfittare dei vantaggiosi "conto energia" e contributi regionali e provinciali creati per incentivare la loro realizzazione. Ma siamo sicuri che tutti questi progetti siano effettivamente validi e idonei ?

  10. #35
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    Hai ragione al 100% sul fotovoltaico.
    Io la ritengo la più grossa truffa del secolo. Ma evidentemente samsung, Kyocera e sharp foraggiano abbondantemente sottobancoo qualsiasi ministro poggi le sue nobili chiappe sulla poltrona dell'ambiente, quindi c'è poco da fare.

    Ma l'eolico è a un passo dall'essere conveniente senza incentivi. L'ingresso dei cinesi sul mercato al contrario del FV ha fatto scendere di parecchio i prezzi.

    Ora, io intendo approfittare certamente dei nuovi incentivi e non farlo sarebbe da fessi, ma secondo me alle fonti rinnovabili andrebbe data solo la priprità in connessione (cioè l'obbligo di ritiro da parte del gse) e lo scambio a distanza, cioè il net metering anche con una utenza non sullo stesso sito, in modo che io possa piazzare la turbina idrica o eolica dove è più consono e consumare i KWh (pagando semmai il solo trasporto che vale 0,35c€/KWh) nello stabilimento indurstriale in un raggio di 10-20 Km.
    Sarebbe davvero una ****ta.

    Tutto il resto, come qualsiasi altra forma di incentivi, è un danno all'economia nazionale sulla lunga distanza. Di fatto è un prestito che ci stanno facendo i nostri figli. Ma in Italia il vizio di prendere prestiti (fare debito) e lasciarlo in eredità alle gen future non passerà mai.

    E tra 20 anni, con le discariche intasate di pannelli da smaltire, ci sarà da ridere.

  11. #36
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    CITAZIONE (Rudolph @ 29/12/2007, 12:42)
    Tutto il resto, come qualsiasi altra forma di incentivi, è un danno all'economia nazionale sulla lunga distanza. Di fatto è un prestito che ci stanno facendo i nostri figli. Ma in Italia il vizio di prendere prestiti (fare debito) e lasciarlo in eredità alle gen future non passerà mai.

    Gli incentivi vengono prelevati dalla quota A3 delle bollette, e la paghiamo dal 1991, solo che adesso questi soldi vanno alle rinnovabili e non ale fonti "assimilabili". Quindi nessun danno all'economia, se non ci siamo lamentati quando questi fondi andavano agli inceneritori non vedo perchè dobbiamo farlo adesso.

    Magari qualche controllo in più per garantire che l'impianto non sia così antieconomico ci può stare, anche se raramente è il caso dell'eolico, che ha ammortamenti molto brevi. Ma questi incentivi sono fatti prevalentemente per sviluppare questo settore, e i soldi investiti ora ritorneranno a breve tramite avanzamenti tecnologici e minori costi.

  12. #37
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    QUOTE (metodico @ 28/12/2007, 21:15)
    L’attuale normativa prevede per gli impianti eolici in funzione diverse possibilità: la vendita sul mercato dell’energia elettrica prodotta ( a prezzo superiore di quello che paghiamo noi utenti) , l’autoconsumo e il meccanismo di incentivo chiamato “certificato verde”.

    a mi sono dimenticato la detrazione del 55% un tre anni ( valida per piccoli impianti eolici visto la quota massima detraibile non così rilevante) e ulteriori agevolazioni o contributi a fondo perduto istituiti da Regioni e Provincie ( la provincia di Bolzano applica un 30% in più al 55%)

    QUOTE (metodico @ 29/12/2007, 12:31)
    sulla detrazione avevo letto che per piccoli impianti era possibile presentare domanda di deduzione spese per il 55% ma forse è limitato ad alcune regioni. Ma non trovo dove lo letto quindi teniamo buono la loro esclusione.

    Eri partito in quinta con la storia degli incentivi che coprono ogni spesa dell'eolico e il massimo che sei riuscito a racimolare è un mi pareva di aver letto da qualcheparte ma poi non sono così sicuro che... riferito peraltro alle deduzioni per la riqualificazione energetica degli edifici, che c'entra circa come i cavoli a merenda, e forse meno.

    I certificativerdi invece sono un meccanismo che esiste anche fuori dall'italia e riguarda comunque tutte le energie alternative. Anzi, esclude completamente le realtà piccole e mediopiccole. Comunque non coprono nemmeno la metà della metà delle spese, anche ammesso che fossero soldi regalati, e considerando i costi ambientali risparmiati sono invece soldi guadagnati anche da parte di chi ce li mette.


    Per l'eolico nessuno obbliga nessun'altro a comprare al doppio del costo dell'energia, altrimenti stai sicuro che anche tu ora staresti in piedi sul tetto di casa tua con delle girelle in mano... :D

  13. #38
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    Io un'idea sul fotovoltaico me la sono fatta: è un investimento che rende circa il 10% all'anno per 20 anni. Quindi se i soldi per realizzare l'impanto (scambio max 3Kwp) te li fai prestare davvero non vale la candela a meno che l'idea di produrre energia dal sole non superi le difficoltà. Invece se i soldi ce li metti tu, rendi il progetto interessante anche dal punto di vista finanziario.
    Sull'eolico invece nutrivo speranze di fare qualcosa in centro Italia ma mio malgrado mi sono arenato sulla burocrazia fangosa di decine di ufficetti che hanno ormai da anni annusato l'affare. Persino i contadini ora ragionano solo in percentuale sull'energia prodotta dalle pale istallate sui loro terreni!

    CITAZIONE
    I certificativerdi invece sono un meccanismo che esiste anche fuori dall'italia e riguarda comunque tutte le energie alternative. Anzi, esclude completamente le realtà piccole e mediopiccole. Comunque non coprono nemmeno la metà della metà delle spese, anche ammesso che fossero soldi regalati, e considerando i costi ambientali risparmiati sono invece soldi guadagnati anche da parte di chi ce li mette

    Non è esatto, i certificati verdi sono una pioggia di milioni di euro che rendono il settore delle alternative (soprattutto l'eolico)un grosso business e comunque se ben istallata anche con una paletta da 25 KW il tuo certificato verde all'anno te lo porti a casa.

  14. #39
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    QUOTE (mu65dele @ 30/12/2007, 10:02)
    Non è esatto, i certificati verdi sono una pioggia di milioni di euro che rendono il settore delle alternative (soprattutto l'eolico)un grosso business e comunque se ben istallata anche con una paletta da 25 KW il tuo certificato verde all'anno te lo porti a casa.

    una "paletta" da 25kw è un vero e proprio investimento, non è l'impiantino di casa che ti fai per abbattere la bolletta sul lungo periodo.

    E comunque anche per rimediare un cv con un impianto da 25kw devi fartelo benedire da Padre Pio... ^_^


    E anche dove non ci sono i cv come mai aziende private investono così massicciamente nell'eolico?
    Mentre nel fotovoltaico vengono realizzati solo piccoli impiantini o robetta da qualche mw ordinata da qualche amministrazione comunale, sull'eolico e sull'idroelettrico si investe pesantemente. Il 7% del fabbisogno tedesco, il 9% dello spagnolo, il 20% del danese NON sono numeretti figli di incentivini e kakatine simili...

  15. #40
    metodico
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    si sempre che il mio pensiero non sia condiviso: i venti di cui dispongono i tedeschi e i paesi del Nord Europa non sono quelli "debolucci" che abbiamo noi. E lo dicono tutti non soltanto io.
    Ripeto abbiamo alcune zone dove si possono mettere campi eolici ma sono limitate. Invece come ha detto mu65dele ci sono "molti" che vogliono fare soldi facili con i certificati verdi. Ma questo non serve per dimuire la nostra dipendenza energetica dall'estero !

  16. #41
    Seguace
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    CITAZIONE
    Gli incentivi vengono prelevati dalla quota A3 delle bollette, e la paghiamo dal 1991, solo che adesso questi soldi vanno alle rinnovabili e non ale fonti "assimilabili". Quindi nessun danno all'economia, se non ci siamo lamentati quando questi fondi andavano agli inceneritori non vedo perchè dobbiamo farlo adesso.

    Guarda non voglio sembrare pignolo, ma qualche conoscenza di macroeconomia ce l'ho e ti dico che secondo me sbagli.

    Prelevare una quota dalle bollette significa alzare il prelievo fiscale complessivo. E' niente meno che una tassa. "Tassa etica" è il nome che si dà di solito a queste iniziative.
    E la componente A3 è aumentata parecchio nell'ultimo periodo, soprattutto nel periodo in cui i giornali amici degli amici (Repubblica in primis) titolavano a caratteri cubitali "GIU' IL PREZZO DELL'ENERGIA" (Dicembre 2006 e Marzo 2007).

    Il tutto impoverisce il sistema italia, perchè i pannelli sono costruiti all'estero. Il risultato che ottieni è prelevare forzosamente dei soldi dalle tasche dei cittadini e trasferirli in Giappone/Corea.

    A questo punto dovrei tenere una pseudo lezione sul perchè aumentare le importazioni significa contrarre un debito DEL PEGGIOR TIPO, ovvero un debito con paesi esteri, ben diverso dal debito pubblico così come lo conosciamo (che è un debito che lo stato ha contratto con gli italiani stessi).
    E' una mossa che praticamente (scusate la finezza) mette i testicoli del paese sotto una pressa e consegna l'interuttore ad altri.

    E' il motivo per cui l'Iraq è stato spianato e l'Iran rischia.

    Morale: una iniziativa governativa che ha come risultato l'aumento delle importazioni è una clamorosa pedata nei maroni di noi tutti. E non faccio distinguo su questo. Il primo pecorone fu Matteoli.

    Il top l'ha lanciato Pecoraro qualche giorno fa dicendo che "L'obiettivo è l'obbligo del fotovoltaico sulle nuove costruzioni come in Giappone".
    Qualcuno gli spieghi che incentivare il fotovoltaico per le industrie giapponesi ha lo stesso effetto che incentivare la rottamazione ha sulla FIAT.

    Immaginate che domani i giapponesi incentivino il grana padano. Rende l'idea di che deficienti ci governino.

  17. #42
    metodico
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    come ho detto oltre al conto energia esistono anche contributi regionali e provinciali (in parte a fondo perduto in parte a tasso agevolato) per costruire impianti fotovoltaici e eolici.
    I moduli possono essere anche costruiti all'estero ma molte ditte che li vendono (come concessionarie) sono italiane e danno lavoro a molti italiani. Io come ripeto sono per lo sviluppo delle fonti rinnovabili ed alternative ( questo permetterà di aver prezzi più bassi degli impianti se diffusi capillarmente e anche soldi per migliore le prestazioni dei pannelli con materiali alternativi al silicio). Ma mi sembra che dal nulla di pochi anni fa, ci sia ora come una corsa all'oro, dove tutti, esperti del settore o no, partecipano. E chi deve vigilare sulla bontà dei progetti come al solito, chiuda un occhio se non due !!

  18. #43
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    Sull'eolico i soldi li devi cacciare da solo. O prenderli in banca.
    Avere un qualsiasi contributo pubblico ti esclude dai nuovi incentivi.

  19. #44
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    Non penso che pagare per questa tassa meno di 2 euro al mese a testa sia così tragico, visti i benefici ambientali e quindi sociali che ne potremo trarre.
    Per il resto, il paragone con il grana padano e il linguaggio grottesco, c'è poco da commentare.

  20. #45
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    Sono oltre 3 miliardi di euro all'anno con i consumi 2006.
    Abbastanza da riportare se abolita il prezzo dell'energia ai livelli del 2004, quando il petrolio stava a 40 dollari.

    In un momento in cui ci sarebbe bisogno di una bella iniezione di liquidi e l'industria italiana arranca, QUESTO sarebbe un provvedimento saggio.

    P.S. il linguaggio lo usa come paravento per non rispondere nel merito chi non ha più argomenti. Ne prendo atto.

  21. #46
    metodico
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    se sono aumentate a dismisura le richieste per campi eolici (quindi non il minieolico di casa) non credo che sia per fare un favore all'ambiente, visto che come ripeto le zone idonee a ospitare tali "campi" sono limitate in Italia

  22. #47
    metodico
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    ESEMPIO

    In arrivo 50 milioni di euro per 31 imprese regionali
    Num Proponente Tipologia impianto

    1 Antares Energy Srl (Na) Cogenerazione da Biomasse
    2 Antares Energy Srl (Na) Cogenerazione da Biomasse
    3 Antares Energy Srl (Na) Cogenerazione da Biomasse
    4 Antares Energy Srl (Na) Cogenerazione da Biomasse
    5 Antares Energy Srl (Na) Cogenerazione da Biomasse
    6 Antares Energy Srl (Na) Cogenerazione da Biomasse
    7 Co.Ma.Sa. Sas (Na) Produzione da Biomasse Legnose
    8 Energethic Srl (Na) Produzione da Biomasse Legnose
    9 Natural Energy Srl (Sa) Produzione da Biomasse Legnose
    10 Cea Consorzio energie
    alternative Scarl (Av) Produzione da Biogas da biomassa
    11 Bionola Energia Soc
    Consortile a rl (Sa) Cogenerazione da Biogas da reflui
    12 Faber Srl (Na) Cogenerazione da Biogas da reflui
    13 Faber Srl (Na) Cogenerazione da Biogas da reflui
    14 I.Gi. Srl (Av) Produzione da Altre biomasse:
    Oli vegetali
    15 Co.Gen.Bio. Società
    Consortile a rl (Bn) Cogenarazione da Biogas da reflui
    16 Montecorvino
    Biogas Srl (Sa) Cogenarazione da Biogas da reflui
    17 World Wind Energy
    Holding Srl (Na) Produzione Eolica
    18 Idrocalabra Srl (Sa) Produzione Idroelettrica
    19 La Marchesa
    Bio Energy Srl (Av) Cogenerazioneda Biogas da reflui
    20 Biopower Srl (Na) Produzione da Biomasse Legnose
    21 Proteg Spa (Na) Cogenerazione da Grassi Animali - Oli vegetali
    22 Casa di Cura Padre Cogenerazione da Altre biomasse:
    Annibale di Francia (Na) Oli vegetali
    23 Ecobioenergy Srl (Av) Cogenerazioneda Biogas da reflui
    24 Daunia Wind Srl (Ce) Produzione Eolica
    25 Oil Electric Spa (Ce) Produzione da Altre biomasse:
    Grassi Animali
    26 Rummo Spa Molino
    e Pastificio (Bn) Cogenerazione da Metano
    27 Accornero Spa (Ce) Produzione Eolica
    28 Exls Srl (Ce) Cogenerazione da Altre biomasse: Oli vegetali
    29 Immobiliare Vacanze Produzione Idroelettrica
    30 Snie Spa Produzione Idroelettrica
    31 Macro Energy Cogenerazione da Altre biomasse:
    Power Srl Oli vegetali

    Le 31 aziende finanziate in base alla misura 1.12 del Por Campania, azioni a e c, ottengono contributi complessivi per 50 milioni di euro. Tra le aziende agevolate, il gruppo Antares Energy Srl, ottiene fondi per sei progetti di cogenerazioni da biomasse legnose, per impianti da aprire in provincia di Napoli

    19-01-2007

  23. #48
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    CITAZIONE (metodico @ 4/1/2008, 14:16)
    ESEMPIO

    In arrivo 50 milioni di euro per 31 imprese regionali
    Num Proponente Tipologia impianto
    ................................
    Le 31 aziende finanziate in base alla misura 1.12 del Por Campania, azioni a e c, ottengono contributi complessivi per 50 milioni di euro. Tra le aziende agevolate, il gruppo Antares Energy Srl, ottiene fondi per sei progetti di cogenerazioni da biomasse legnose, per impianti da aprire in provincia di Napoli

    19-01-2007

    Se fossimo alla "settimana enigmistica" il titolo sarebbe : "senza parole"


    CITAZIONE (metodico @ 4/1/2008, 14:00)
    se sono aumentate a dismisura le richieste per campi eolici (quindi non il minieolico di casa) non credo che sia per fare un favore all'ambiente, visto che come ripeto le zone idonee a ospitare tali "campi" sono limitate in Italia

    Personalmete, pur essendo favorevole all'eolico, ritengo i grossi campi eolici estremamente brutti ed antiestetici mentre piu' idonee al nostro Paese sono piccole centrali di 3 o 4 aerogeneratori (con torri di media taglia).
    Ci sono molti siti di questo tipo che possono essere adeguatamente sfruttati senza deturpare troppo.
    car.boni

  24. #49
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    esiste un "atlante eolico dell'Italia" allora in base alle potenzialità dei venti si dovrebbe optare per una o per l'altra soluzione. Basta non creare impianti che non servono e non rendono economicamente parlando.
    Ma la mia preoccupazione è che si creeranno invece delle "cattedrali nel deserto" inutilizzate come è successo e succede per Ospedali, carceri, industrie ..miliardi per costruirli e poi abbandonarli !!

  25. #50
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    CITAZIONE (metodico @ 6/1/2008, 13:51)
    esiste un "atlante eolico dell'Italia" allora in base alle potenzialità dei venti si dovrebbe optare per una o per l'altra soluzione. Basta non creare impianti che non servono e non rendono economicamente parlando.
    Ma la mia preoccupazione è che si creeranno invece delle "cattedrali nel deserto" inutilizzate come è successo e succede per Ospedali, carceri, industrie ..miliardi per costruirli e poi abbandonarli !!

    l' "atlante eolico" da una indicazione di massima (molto di massima) e nn puntuale.
    Il vento va misurato con campagne di almeno un anno e quando una societa' seria decide d'investire in questo settore, dopo le elaborazione e certificazione dei dati raccolti, ci pensa nn una ma cento volte prima di partire con il progetto finale.
    Questo per dire che le "cattedrali nel deserto" si realizzano quando nn ci sono le condizioni di cui sopra.
    Per cio' che concerne il minieolico nn ho esperienza sufficiente ma lo considero una valida alternativa per la risoluzione di problemi specifici e particolari (baita in montagna ecc) e nn per farne dei campi.
    Altro aspetto negativo per il minieolico e' il rapporto costi/benefici che e' improponibile almeno per quelle che conosco io.
    car,boni


 

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