x claudiomenegatti
CITAZIONE
Per esempio, lo sapevi che il sole emette una portante a radiofrequenza fissa a 400 mhz? Che sarebbe poi la frequenza di emissione dell'elio.
Si ma credo che quel segnale debba essere debole altrimenti disturberebbe le comunicazioni su quella frequenza appartenenti ad un band plan con assegnazioni ad enti ed utenti specifici che non si sono mai lamentati per questo tipo di influenza.
Tutte le energie di cui parli , anche le piu' dimenticate , derivano tutte ,con piu' o meno efficienza , dall'energia solare che alimenta il nostro sistema planetario.
x ag_smith
CITAZIONE
a proposto di elettrodi conficcati nel terreno...
tempo fa un certo bernaccone ha parlato di "pila geografica" dicendoc he avendo piantato un palo di rame in un pun to e a 500mt piantandone un altro di zinco aveva ottenuto 45v di differenza di potenziale con cui riusciva alimentare un inverter che a sua volta alimentava una lampadina da 25w gli ho fatto parechcie domande ma dopo il primo post non ha piu' risposto che quello che ha deto fosse vero??
Non credo si trattasse dell'energia catturata da "pannelli vegetali" ma della naturale generazione di energia dovutamente agli elementi che costituiscono il terreno.
CITAZIONE
io ho provato con un palo d'aluminio e uno di ferro a 30m ma niente non si accendeva nemmeno un led a bassa potenza di quelli rossi...
Penso che il terreno in cui lo fai dovrebbe essere altamente omogeneo altrimenti , se ci sono ad esempio pareti sotterrate di cemento , aumenti l'isolamento nel terreno.
Ritornando al sistema vegetale utilizzato come pannello solare , facciamo un po' di ragionamenti :
1) la luce solare incide sulla foglia della pianta ;
2) l'energia elettromagnetica mette in moto determinate reazioni chimiche a causa della fotosensibilita' dei costituenti ;
3) le suddette reazioni chimiche costruiscono nuovi legami energetici tra detti costituenti ricavati dal terreno (acqua , sali minerali) e dall'atmosfera (anidride carbonica) . Tali nuovi legami , serbatoio di energia captata ,rimangono fissati nella struttura della pianta consentendole di crescere secondo il proprio codice genetico.
Il recupero, quindi , dell'energia immagazzinata potrebbe risiedere nel trovare una tecnica per demolire i suddetti legami ma nel fare questo la pianta potrebbe tornare e riemettere l'anidride carbonica assorbita e a riassorbire l'ossigeno emesso ,che succede quando solitamente facciamo combustione ma noi vogliamo realizzare un metodo meno distruttivo.
Maury
Edited by maurjzjo - 17/4/2005, 06:24