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  1. #1
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    Predefinito accumulo a vaso aperto per caldaia istantanea

    Vorrei un vostro parere su una soluzione che ho pensato per collegare un serbatoio di accumulo a pressione atmosferica con una caldaietta o scaldabagno a combustibile.

    La serpentina, unica, farebbe da scambiatore sia nella fase di accumulo del calore, sia nella fase di prelievo dell'ACS.
    La pompa verrebbe quindi attivata, manualmente o tramite termostato, per il raggiungimento e il mantenimento della temperatura desiderata nell'accumulo.
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  2. #2
    Pietra Miliare
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    Motivo dell'accumulo?
    Se non è ben coibentato rischi di disperdere solo calore!

  3. #3
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    Si effettivamente visto cosi' non si capisce tanto bene a cosa serva accumulare invece di usare la produzione istantanea direttamente.

    Ma immagino eribird intenda un sistema di integrazione ad uno solare.

    Sul doppio uso della serpentina avrei seri dubbi, il liquido per il "caricamento del calore" dovrebbe essere separato dalla ACS.

    ciao

  4. #4
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    L'accumulo serve per evitare frequenti accensioni e spegnimenti del bruciatore, che per quanto sia a fiamma modulata genera minimo circa 8 KW di potenza termica quando a me servono al massimo 1-2 KW.
    Non tanto per quando prelevo ACS, ovviamente, la funzione principale dell'accumulo sarebbe un'altra.
    In realtà mi servirebbe per il riscaldamento residuo di due locali non serviti da pompe di calore (tramite altra serpentina e circolatore + vaso di espansione), oltre quello stesso in cui andrebbe posto l'accumulo, e anche per avere un "microaccumulo" (che in questo caso sarebbe un macroaccumulo) per l'ACS, dato che intendo installare uno scaldabagno istantaneo a gas di piccola potenza. Certo, anche in previsione di un uso futuro in abbinamento al solare.

    toninon, spiegami la tua ultima affermazione, perché il liquido del "caricamento di calore" dovrebbe essere separato dall'ACS ?

  5. #5
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    Credo che usare acqua 'nuova' da far circolare per lo scambio termico possa accrescere il deposito di calcaree.

    Poi non hai ancora detto come faresti a sfruttare una sola serpentina.

    ciao

  6. #6
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    Una sola serpentina per accumulo e acs, ovviamente per i termosifoni ce ne vuole un'altra.
    In ogni caso non vado a usare continuamente acqua nuova, finché non apro un rubinetto la pompa mi ricircolerebbe sempre la stessa acqua (solo aprendo un rubinetto di acqua calda si apre il circuito che altrimenti è un ramo chiuso, anche se da una parte c'è l'acquedotto).
    In ogni caso dovrei calcolare le perdite di carico o inserire un limitatore di flusso nel tratto tra pompa e caldaia per fare in modo che quando prelevo ACS e la pompa è ferma non mi parta il bruciatore e l'acqua passi tutta (o quasi) nella serpentina.
    Lo so, sarebbero meglio due serpentine distinte, ma per due serpentine di buona potenza ci vogliono anche il doppio dei "picciuli".

  7. #7
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    Ah ho capito.
    Il ricambio d'acqua nel liquido termovettore naturalmente c'e'..., probabilmente pensandoci meglio saltano fuori parecchie altre controindicazioni.
    Quote Originariamente inviata da eribird Visualizza il messaggio
    Lo so, sarebbero meglio due serpentine distinte, ma per due serpentine di buona potenza ci vogliono anche il doppio dei "picciuli".
    Non e' proprio cosi', la serpentina davvero potente deve essere solo quella ACS, deve scaldare l'acqua in un solo passaggio ed il delta T non si puo' scegliere.
    La serpentina cosiddetta "di carico" puo' essere molto meno potente, soprattutto se la temperatura del puffer e' limitata, quindi si puo' avere un delta T relativamente alto.
    Nel Rotex Sanicube la potenza della serpentina ACS e' 2470 W/K, quella di carico e' 1040 W/K, secondo me entrambe sovradimensionate.

    ciao

  8. #8
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    Quote Originariamente inviata da toninon Visualizza il messaggio
    Ah ho capito.
    Il ricambio d'acqua nel liquido termovettore naturalmente c'e'..., probabilmente pensandoci meglio saltano fuori parecchie altre controindicazioni.

    Non e' proprio cosi', la serpentina davvero potente deve essere solo quella ACS, deve scaldare l'acqua in un solo passaggio ed il delta T non si puo' scegliere.
    La serpentina cosiddetta "di carico" puo' essere molto meno potente, soprattutto se la temperatura del puffer e' limitata, quindi si puo' avere un delta T relativamente alto.
    Purtroppo la minima potenza degli scaldabagni a gas è circa 8 KW, e la massima temperatura intorno ai 65°, non mi posso permettere delta T troppo alti, perché poi i delta T si sommano.
    Mi sa che riempio direttamente il tank dal rubinetto dell'acqua calda, il calore disperso resta dentro casa, comunque ed eventualmente con l'acqua tiepida residua ci alimento la lavatrice.
    Una sola serpentina di rame e circolatore per il riscaldamento dei due termosifoni e via, soluzione brutta ma semplice e molto economica, anche perché l'utilizzo previsto è sporadico nei periodi di forte freddo, che qui da noi in sud Sicilia sono sempre più rari (eh, già, riscaldamento globale...).

  9. #9
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    Riformulando l'idea ho anche eliminato la pompa, andrò a "sfruttare" la pressione dell'autoclave condominiale...

    E il calcare si può accumulare quanto vuole dentro il serbatoio.
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  10. #10
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    Se continui a semplificare non ci rimane piu' nulla, soluzione economica e indistruttibile.

    Ma spieghi cosa vuoi ottenere ? Se ne fai un uso saltuario un accumulo disperde e basta.

    ciao

  11. #11
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    Saltuario nel senso che andrebbe usato per il riscaldamento del bagni ed eventualmente un piccolo corridoio e del locale stesso dove starebbe l'accumulo, dove non ho pompe di calore, e soltanto nei giorni invernali più freddi. La dispersione del calore dell'accumulo dentro il locale in cui si troverebbe è un effetto collaterale desiderato, dato che è un doppio servizio che usiamo molto più spesso del bagno. Il calore residuo dell'accumulo verrebbe in parte recuperato al prelievo dell'ACS e lo scarico dell'acqua quotidiano lo farei attraverso la lavatrice.
    Certo, qualcosa si butta sempre, la lavatrice usa 45 litri, magari 25 litri di acqua appena tiepida del fondo li butto via, e 50 litri più caldi di "cima" che nel frattempo saranno scesi al fondo, li mantengo tra un ciclo e l'altro, ricaricando di volta in volta 70 litri di acqua calda sulla parte alta dell'accumulo.
    Forse avrei dovuto riformulare il titolo della discussione: "Come usare uno scaldabagno a gas o ad altra fonte, fossile e non, per integrazione del riscaldamento a pompa di calore dopo sostituzione dell'impianto di riscaldamento tradizionale a metano con le suddette pompe e detrazione fiscale del 55%"

    Se trovo quel cerebroleso dell'Agenzia delle Entrate che ha interpretato a modo suo la legge sulle detrazioni del 55% gli faccio un danno.

    Forse non tutti lo sanno, ma le caldaie a condensazione godono della detrazione del 55%, anche se vanno solo ad integrare un impianto di riscaldamento, mentre le pompe di calore devono sostituire INTEGRALMENTE l'impianto preesistente per poter godere delle detrazioni. Questo perché le pompe di calore sono state aggiunte con un decreto successivo e nel testo non hanno ripetuto la parola "PARZIALE", per cui l'Agenzia delle Entrate si è pronunciata a favore della sostituzione integrale e non parziale. questo vuol dire che se viene un controllo a campione e mi trovano la caldaia attaccata all'impianto possono negarmi il finanziamento sulle pompe di calore.
    Questa situazione è davvero assurda e inconcepibile (chi tiene due caldaie in casa ?!?) ma siccome viviamo nella Repubblica delle banane, ancora nessuno è riuscito a far notare all'AdE che il legislatore intendeva equiparare pompe di calore e caldaie a condensazione quando ha scritto il decreto (mia personalissima interpretazione basata sulla logica).

  12. #12
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    Predefinito Accumulo solare nel circuito dei termosifoni della caldaia

    Eccovi un altro dei miei progetti strampalati. L'accumulo è a vaso aperto, riscaldato da una serpentina inserita nel circuito del "riscaldamento" di una normale caldaia, e che praticamente prenderebbe il posto di un termosifone o fancoil, stessa cosa dicasi per il collettore solare, anch'esso collegato idraulicamente ai tubi collettori di mandata e ritorno del riscaldamento.
    La cosa che può tornare utile è che la caldaia ha già una pompa di circolazione, un vaso di espansione, scambiatore per ACS, valvola a tre vie, è termostatata, è controllabile tramite un termostato esterno (che in questo caso andrebbe sostituito con un termostato sul collettore solare a logica "invertita", cioè fai partire la pompa quando si supera la temperatura, non viceversa).

    Non è che per caso qualcuno ha già sfruttato quest'idea ?
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  13. #13
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    Predefinito accumulo solare in pressione

    Forse sarebbe più economico e redditizio eliminare la serpentina e fare l'accumulo a vaso chiuso (in figura è rappresentato schematicamente come accumulo uno scaldabagno elettrico ) al solo scopo di aumentare la potenza termica per poter sfruttare lo scambiatore a piastre dell'ACS nella caldaia. La valvola a 3 vie dovrebbe inoltre essere del tipo modulante, in modo da mantenere in circolo il fluido del circuito accumulo-collettori anche nello scambiatore a piastre dell'ACS. Nel caso quella montata nella caldaia fosse on/off andrebbe modificata o sostituita.
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