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  1. #26
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    Alfonsine (RA)
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    Un cordiale saluto
    Leggo attentamente tutte le vostre eperienze sempre molto interessanti.
    Per rispondere a te Claudio, si e stato un po impegnativo mettere su il vetro, quello sopra e venuto il vetraio con la gur per poterli istallare , per quanto riguarda la circolazione dell'aria circola solo nella parte retro essendo la lamiera chiusa con silicone tutto attorno, per evitare che a lungo andare la polvere si depositi e faccia diventare bianco la parte esposta al sole,(esperieza gia fatta )
    Ho usato il vetro perche a lungo andare rimane inalterato a differenza dei policarbonati, questi pannelli anno una vita molto lunga nel tempo non avendo parti di usura ho preferito il vetro.
    Per la cassa (chiamiamola cosi' ) ho usato quei pannelli isolati per pareti da 1 x 7 mt spessore 2,5 cm il tutto assemblato con angolari di alluminio e rivettati.
    Poi ho rivestito tutta la parte esterna con vetroresina per proteggeli dalle intemperie.
    Ho visto le foto dei tuoi pannelli molto belli, io non ho tutta la tua esperienza in materia ma il mio risultato per il mio uso e soddifacente

  2. #27
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    Ciao Alvio,
    io traffico con i miei collettori da circa 12 anni ed ho fatto molta "segatura" prima di arrivare ai risultati odierni.
    Un fenomeno strano che succede nei miei collettori, non accumulano polvere, anche in sistemi dove passa un notevole volume d'aria a ad oltre 7 m/sec, al massimo si forma una leggera patina, ma nulla di più.

  3. #28
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    Vorrei sottoporvi, soprattutto a te, claudio, che hai una certa esperienza, una mia idea per un sistema ad aria calda adatto per un soggiorno di 25 mq esposto a sud.
    Premetto che non ho molto spazio a disposizione, perché tolta la superficie vetrata mi restano solo 1,75 metri di muro su cui appoggiare il "coso", la superficie utile sarà quindi di 1,75x2, cioè 3,5 mq.
    Data l'esigua superficie a disposizione il mio intento è di massimizzare per quanto possibile il rendimento cercando però al contempo di mantenere bassi i costi di realizzazione.
    L'isolamento termico del muro è il tipico "cappotto" esterno in polistirolo espanso da 3 cm e la muratura è a cassa vuota (2 file di mattoni forati da 8 e intercapedine d'aria da 15 cm).
    Per non ridurre la parete interna a colabrodo avevo pensato di non trapassare l'intera parete ma far circolare l'aria tra il pannello e l'intercapedine del muro, utilizzando quindi la "mezza parete" interna come parete radiante.
    Dato che con 3,5 mq si spera di poter raccogliere al massimo circa 2,5 KW (efficienza permettendo), per limitarsi a un delta T di 10° tra ingresso e uscita del pannello, il flusso d'aria dovrà essere dell'ordine dei 250 litri/secondo o detto in altro modo, 1000 m^3 / h.
    Per ridurre il percorso dell'aria sulla superficie captante ho quindi pensato di mettere due serie di ventole ai due lati del pannello e far circolare l'aria in orizzontale in 10 condotti, uno per ciascuna ventola, riunendo i flussi a due a due al centro per entrare nell'intercapedine del muro con 5 fori.da 125 mm.
    ai lati ci saranno quindi altri 10 fori di 125 mm, su cui andranno poste le ventole.
    Per la chiusura anteriore avevo pensato a un foglio di PVC trasparente, mentre la superficie captante ancora non l'ho ben definita, ma possibimente dovrebbe essere un foglio di alluminio di qualche decimo di spessore verniciato sulla faccia esterna con vernice selettiva a bassa emissività e su quella interna viceversa con vernice comune ad alta emissività per trasferire anche al muro (o a un'eventuale chiusura posteriore) parte del calore.
    Allego un disegno per chiarezza, i commenti e le critiche sono graditi.
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  4. #29
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    Caro Eribird,
    mi vengono alcune considerazioni spontanee, perchè mai mettere le canalizzazioni orizzontali?
    Con quella mole di buchi che intendi fare potresti mettere le canalizzazioni verticali e sfruttare la convezione naturale.
    Se hai intenzione di utilizzare la parete interna come sistema radiante, devi ridurre di molto la portata dell'aria, per massimizzare la temperatura.
    L'aggiunta delle ventole come dici, crea un sacco di turbolenze e mette in moto una gran quantità di polvere.
    Il PVC? E perchè mai? Vuoi che ingiallisca in un paio di anni?
    Policarbonato, decisamente.

  5. #30
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    Non credo che per convezione naturale potrebbe mai funzionare in un sistema chiuso, perché immagino che si creerebbe una bolla calda in cima all'intercapedine del muro, e chi la convince poi l'aria calda a scendere ? Per questo e per limitare le dispersioni di calore del pannello verso l'esterno alle alte temperatura, avevo pensato a una circolazione forzata piuttosto energica e per le canalizzazioni le ho previste in orizzontale solo per accorciare il percorso dell'aria e ridurre le perdite di carico sulle ventole.

    Però hai ragione tu, claudio, sul fatto che la parete radiante, considerato anche lo spessore di mattoni di 8 cm, dovrebbe essere abbastanza calda, sicuramente i 35° che avevo previsto sono insufficienti.

    Siamo nella classica situazione della coperta troppo corta, se tiro da una parte scopro i piedi, se tiro dall'altra scopro il petto.

    Mumble, mumble...

    forse ho trovato una soluzione meno "invasiva" nei confronti della facciata esterna.

    Le ventole le metterei "di taglio" in orizzontale, nello spessore dell'intercapedine, tanto ho 15 cm di spazio, in modo da spingere l'aria calda verso il basso.
    Quindi invece di buchi circolari da 125 mm, farei nel muro in alto e in basso, delle fessure da 40 mm x 120, e poi la convezione naturale aiuterebbe la circolazione.

    a quel punto 5 ventole da 150-200 mc/h dovrebbero bastare.

    Ah, per il pvc, avevo pensato di usare un telo sottile a basso costo, in modo da sostituirlo periodicamente con uno nuovo quando comincia a degradarsi. Il policarbonato alveolare non mi convince molto per 2 motivi. Non è comunque eterno, ed anche lui è soggetto a degradazione per irraggiamento UV. Le molte superfici interne riducono la luce per riflessione.
    Ultima modifica di eribird; 07-11-2010 a 14:19

  6. #31
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    Una stratificazione di calore è proprio quello che ti serve, scaldi bene la parete e la massa di mattoni introduce un notevole volano termico.
    Il PVC, presto ti accorgerai che diventa una notevole "rottura" stare a "cambiare", quando lasci una qualsiasi struttura alle imtemperie per oltre un anno, quando vai a toccarla non credere di cambiare solo la parte trasparente senza altri intoppi.
    Il policarbonato è la soluzione migliore, credimi, ci ho giocato per anni, con queste cose.

  7. #32
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    Ho calcolato la capacità termica della parete la cui superficie utile è circa 6 mq. Siamo intorno a 3 KWh con un delta T di 20°. Non è tantissimo, ma potrei drasticamente aumentarla inserendo nell'intercapedine un volano termico ben maggiore costituito da tubi o sacche piene d'acqua. La semiparete esterna (a parte i 3,5 mq del pannello) andrebbe comunque isolata un po' meglio rispetto all'ambiente esterno. L'ideale sarebbe un foglio flessibile isolante accoppiato a foglio di alluminio, fermo restando gli equilibrismi necessari per inserirlo nell'intercapedine senza buttare giù la parete. Aumentare lo spessore del cappotto esterno è un gioco che non vale la candela.
    Con l'acqua nell'intercapedine avremmo il primo esempio di accumulo solare ibrido trifase aria-acqua-mattoni. Però sono perplesso, come mai si parla di usare cariche di paraffina negli intonaci a questo fine, e nessuno ha mai pensato di inserire acqua in contenitori posti nelle intercapedini ? Possibili effetti collaterali disastrosi ?


 
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