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Discussione: Costruzione impianto VMC con recupero energetico

  1. #1
    Seguace

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    Predefinito Costruzione impianto VMC con recupero energetico



    Salve a tutti,

    mi sto cimentando alla costruzione di un impianto VMC per la mia abitazione.
    Si tratta di un appartamento su due piani, dotato di mansarda ad una falda.
    Il piano superiore (mansardato) è dotato di soli lucernari (tipo Velux): questi rendono difficile il ricambio dell'aria durante l'inverno, specie quando le condizioni atmosferiche sono avverse (pioggia, neve, vento forte), con notevoli disaggi: persistenza di odori, umidità e altro. Un ricambio forzato dell'aria interna è la soluzione ideale.
    La conformazione di questa mansarda rende particolarmente agevole la costruzione di tale impianto perchè la parte bassa, adibita a magazzino, sovrasta tutte le stanze del piano sottostante, quindi si presta per la canalizzazione delle condotte per il trasporto dell'aria.
    Premetto che non sono un esperto del settore, ma mi sono documentato un'pò in giro e visto qualche macchina VMC per uso domestico. Il loro funzionamento è alquanto semplice, almeno nella teoria:
    L'aria viene prelevata dall'esterno. Una volta filtrata da polveri e altro viene fatta passare dallo scambiatore, ovvero da una serie di canalette sottili che favoriscono lo scambio di calore tra l'aria che entra in casa e quella che esce, recuperando parte di energia che andrebbe altrimenti persa. Quindi viene immessa nell'ambiente domestico attraverso le canalizzazioni nelle stanze, solitamente in soggiorno e nelle camere da letto, dove è preferibile fruire l'aria "fresca".
    Dalle cucine e dai bagni invece, dove sono presenti piu sostanze inquinanti, l'aria viene prelevata e fatta passare nuovamente attraverso lo scambiatore, per essere infine espulsa all'esterno.
    HRV-300-opisanie-500.gif
    Discorso canalizzazioni a parte, mi sto concentrando sul recuperatore. Il cuore del sistema è ovviamente lo scambiatore.
    Per le mie necessità e per la semplicità di costruzione mi sto orientando verso uno scambiatore di tipo Sensibile (non Latente), quindi senza recupero dell'umidità dell'aria. Questo anche perché abito in una zona prevalentemente umida, specie d'estate, e il clima è generalmente non rigido, non troppo freddo d'inverno e neanche troppo caldo d'estate.
    Quindi in estate la necessità è sopratutto quella di asciugare l'aria in entrata, per dare anche una mano all'impianto di climatizzazione esistente, mentre d'inverno si recupera una parte del calore espulso ma si renderà forse necessario prevedere all'umidificazione supplementare dell'aria in entrata.
    Generalmente gli scambiatori di questo tipo sono costruiti da una serie di pannelli di Polipropilene alveolare estruso posti incrociati in modo da formare una batteria a doppio flusso, appunto, incrociato:
    InsideHRV2.jpg
    Viene posto a 45° in modo da favorire il flusso della condensa, che viene poi raccolta da una vasca sottostante.

    Ecco quindi un primo schema della macchina che ho in mente di fare:
    VMC1.jpg
    Si tratta di una prima bozza che mi aiuta a raccogliere intanto il materiale, spero tutto di recupero.
    Per l'alveolare non credo ci siano particolari problemi, lo si trova ovunque e anche nuovo non costa tanto.
    Serviranno due aspiratori centrifughi da 150-200 mc/h, sono piu costosi ma in genere si trovano anche questi in giro (qualche ventilconvettore dismesso) oppure nuovi a partire da circa €70 cad.
    Pensavo infine di aggiungere un piccolo radiatore lamellare che provvederò a collegare in parallelo alla linea di riscaldamento (ho un radiatore a breve distanza su cui collegarmi). In questo modo potrò post-riscaldare l'aria immessa nelle stanze sfruttando una parte del calore prodotto dalla caldaia in inverno. In estate invece lo stesso radiatore potrebbe essere collegato alla mandata principale dell'acqua sanitaria (fredda). Dato che, come dicevo, il clima è particolarmente umido (abito nel Veneto) basterebbe poco per abbassare la T dell'aria quel poco che serve per raggiungere il punto di rugiada e deumidificarla in parte prima che raggiunga lo scambiatore. La temperatura dell'acquedotto è sicuramente più bassa di quella dell'aria, e dato che la si usa spesso e volentieri durante la giornata, se la faccio passare prima dallo scambiatore recupero una parte importante di energia altrimenti persa. Ammetto che è la parte più fantascientifica del mio progetto in quanto implica sconvolgere l'impianto idraulico esistente, ma la buona volontà e l'olio di gomito certo non mancano .

    Questo, per ora, quanto penso di realizzare.
    Ogni vostro commento, suggerimento, idea ecc è, come al solito, utile e prezioso.

    Grazie

  2. #2
    Novizio/a

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    ciao! lo hai fatto?

  3. #3
    Seguace

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    Ciao michenji e benvenutoSono ancora in fase embrionale col progetto.Mi sono procurato il materiale per lo scambiatore e ho cominciato da poco l'assemblaggio di tre possibili versioni per vedere quale rende meglio.Devo comunque aspettare la stagione fredda per effettuare i test.Quindi resta sintonizzato che prima o poi ci saranno degli aggiornamenti ;o)

  4. #4
    Novizio/a

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    anch'io abito in veneto. tu dove? nel caso volessi venire a vederlo quando hai finito di costruirlo...

  5. #5
    Seguace

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    Bene, eccomi qui per qualche aggiornamento sul progetto.
    Ho speso gli ultimi mesi sopratutto nello studio della macchina cercando di informarmi meglio possibile.
    Non ho trovato molti altri che abbiano provato ad autocostruirsi un apparecchio del genere, tranne forse un americano che però si è fermato a uno stadio molto grossolano..
    Ok, speriamo che la fortuna aiuti gli audaci, quindi SI PARTE!
    Per prima cosa mi sono concentrato sul cuore del sistema, ovvero lo scambiatore a flusso incrociato.
    C
    e ne sono vari tipi, quelli piu comunemente usati sono fatti di lastre di PP alveolare da 3mm disposte una sopra l'altra alternando il senso di 90°: una soluzione sicuramente semplice ed economica. Quelli più costosi invece sono fatti di fogli di alluminio di spessore circa 2/10 piegati alle estremità in modo da creare alveoli alternati, piu resistenti alla corrosione.
    Io ho in mente di provare tutte e due le soluzioni, assieme ad una terza variante: una batteria di scambio costituita da lastre di PP come nel primo caso, ma invece di alternarle tra di loro le distanzierò di 3mm creando di fatto l'alveolo del secondo flusso senza interporre una seconda lastra che creerebbe ulteriore difficoltà allo scambio termico.

    Passiamo alla fase lavorativa:

    Mi sono procurato una ottantina di lastre PP tagliate 30x30cm da un rivenditore di materiale pubblicitario. Ho scoperto solo dopo comunque che si possono facilmente recuperare anche nei vari bricocenter ad un prezzo leggermente inferiore.
    Assieme mi sono fatto tagliare dall'amico fabbro altrettante lastre di alluminio da 3/10, le stesse che ho usato per il progetto del pannello ad aria presente nel forum.
    Per distanziare le lastre tra di loro ho tagliato dei listelli di PP larghi circa 10mm e lunghi 30cm che ho successivamente incollato ai lati e in centro di ogni lastra. I lati chiusi servono a creare il corridoio di flusso mentre quello centrale serve come rinforzo per far sì che le lastre non si tocchino flettendosi. Inizialmente ho usato il silicone ma dopo ho scoperto che asciugandosi si ritira piegando le lastre e curvandole leggermente. Per quelle successive ho usato del biadesivo acrilico professionale con ottimi risultati (lavoro più veloce e pulito).
    Una volta preparate le lastre le ho inserite alternandole di 90° in una sede di prova costruita con due pannelli di compensato da 10mm e degli angolari in alluminio 10x10x1mm avvitati ai pannelli stessi. Questa base ospiterà le tre soluzioni per la prova di rendimento.
    Adesso costruirò una scatola per la prova con pannelli di polistirene estruso e due ventole, una per ogni flusso.
    Restate sintonizzati per i risultati che spero di poter postare a breve.

    Segue fotoromanzo di costruzione

    foto 6.JPGfoto 9.JPGfoto 7.JPGfoto 8.JPGfoto 1.JPG

    ..altre foto (scambiatore in PP assemblato e in ALU)

    foto 2.JPGfoto 3.JPGfoto 4.JPGfoto 5.JPG

    A presto

    [04/10/2012]
    Anche se accuso i sintomi della solitudine in questo thread continuo con gli aggiornamenti.
    Oggi primo giorno di prova, fatta un'pò alla buona ma gia promette molto molto bene!!
    Come detto prima ho costruito un contenitore in PS estruso con camere separate per i due flussi e quattro fori da 120mm.
    Ho messo due ventole da 12V (Artic Cooling da 74 CFM (126mc/h).
    prova recuperatore 1 018.jpgprova recuperatore 1 006.jpg

    Ho chiuso il tutto con il coperchio e messo un piccolo peso per garantire una certa ermeticità.
    Come scambiatore ho usato la versione in lamiera di alluminio.

    Per fare questa prima prova ho usato un phon alla minima temperatura e velocità posto nel foro del flusso in entrata. Misurato in funzione mi dava circa 56° costanti.
    Nell'altro flusso ho lasciato scorrere l'aria a T ambiente (24°).
    Ho posto il termometro all'uscita (ventola) dell'aria ambiente che attraversa, prima di uscire, lo scambiatore e acceso le ventole.
    La T in uscita dopo neanche 10 sec ha cominciato a salire in maniera costante!
    Con la mano riuscivo a sentire l'aria scambiata all'interno scaldarsi man mano che passavano i minuti.
    In circa 5 min la T in uscita si è stabilizzata a 42,8°!!!

    Poi ho misurato anche la T dell'aria immessa dal phon e uscita dallo scambiatore: circa 38°. Non sono pochi forse, ma sempre meno dell'aria riscaldata con il recuperatore, quindi un certo rendimento c'è!
    prova recuperatore 1 004.jpgprova recuperatore 1 013.jpgprova recuperatore 1 015.jpg

    Sono sbalordito da questi primi risultati, tenendo conto della poca tenuta stagna della scatola, l'isolamento molto precario, la velocità delle ventole che deve ovviamente essere ancora verificata / ottimizzata e il fatto che assieme all'aria calda del phon entrava (per effetto della ventola posta dall'altra parte) anche aria fredda
    in quantità non calcolata.
    Nelle prossime puntate effettuerò la stessa prova con le altre versioni del pacco scambiatore (in PP) e con aria fredda in entrata.

    A presto.

    Ultima modifica di Elisabetta Meli; 31-03-2016 a 10:21 Motivo: Unione messaggi consecutivi

  6. #6
    Novizio/a

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    no no ti seguo non sei solo... molto bene... io... così.... nel mio immaginario pensavo di unire un pannello solare ad aria a uno scambiatore come il tuo. il tutto sarebbe cioè in grado di ricambiare l'aria viziata ambientale scaldando l'aria fesca che entra... è solo una cosa che visualizzo in testa(immaginazione) però non è altro che un pannello solare ad aria calda collegato in serie dopo uno scambiatore come il tuo.

    ti uso dichiaratamente come cavia.... però se i tuoi risultati saranno buoni e ti andrà di condividerli sarò ben felice di approfittarne per costruirne uno e perchè no associato come dicevo al pannello ad aria calda.

    non esattamente in questo periodo che ho un casino per casa che già sto facendo altri lavori. ma fra un paio di mesi potrei mettermi a lavoro. teniamoci aggiornati

    aaa...dimenticavo una domanda... il processo di scambio non crea una condensa? se si come la convogli e espelli dallo scambiatore?

    ciao e buon lavoro
    Ultima modifica di Elisabetta Meli; 31-03-2016 a 10:23 Motivo: Unione messaggio consecutivi

  7. #7
    Super_Mod

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    Ciao satsok, ti seguo anche io per lo stesso motivo di michenji, quindi non sei solo.
    La condensa sicuramente la crea, ma posto in verticale, per gravità stessa, verrà espulsa nella parte inferiore come negli schemi sopra riportati.
    Facevo due calcoli, aria da espellere 56° uscita esausta a 38°. Aria di ricambio in ingresso 24° utile dopo scambio 42.8.
    Quindi dei 32° di differenza termica ne recuperi 18° dallo scambio perdendone 14, resa 56% che non è per nulla male.
    Mi chiedevo se, con il policarbonato, usi anche gli alveoli come scambio ? penso di si.
    I fattori che incidono sono:
    Capacità termica di scambio del materiale, superficie totale di scambio, velocità del flusso di aria.
    Ho visto che ottimi recuperatori raggiungono una efficienza del 95/98 % ma con costi spropositati, tanto vale montarne due in serie.
    Altra domanda, vorresti anche tu connetterlo al pannello solare aria chiaramente, hai già un progetto su come integrarli ?
    Aggiungo, con il policarbonato, usando gli alveoli come scambio, ed intrecciandoli, non avresti necessità di distanziarli, la resa sicuramente sarebbe minore ma occuperebbero 1/2 dello spazio quindi se ne potrebbero mettere il doppio, il tutto senza nessuna complicazione di montaggio.
    Ultima modifica di Elisabetta Meli; 05-10-2012 a 08:21

  8. #8
    Seguace

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    Ciao ragazzi,

    l'idea di collegare in serie il pannello ad aria è sicuramente ottima, anche se bisogna progettare attentamente i collegamenti (d'estate deve essere chiaramente scollegato, almenochè non lo si voglia usare per il rinfrescamento notturno, cosa ancora piu complicata da gestire cmq)
    Io per problemi di distanza non posso collegare il mio, che si trova da tutta un'altra parte rispetto al recuperatore.
    Per la condensa, come dice Elisabetta, ho gia previsto una vasca inferiore di scarico. Dato che d'estate l'aria esterna è calda e umida ne raccoglierò un bel'pò.. D'inverno il problema è esattamente il contrario, l'aria immessa sarà troppo secca e bisognerà umidificarla. Ci sto lavorando...
    Per la resa, in effetti corrisponde a quella media dichiarata dai modelli in commercio. Quelli a flusso incrociato, come il mio, arrivano generalmente al 60% (da provare), mentre quelli di cui parli tu Elisabetta sono entalpici a flusso controcorrente, non usano lamine ma una speciale pergamena che recupera anche l'umidità (e quindi anche l'energia in essa contenuta), sicuramente di piu difficile realizzazione.
    Ma hai colto subito l'idea, infatti la scatola di prova è dimensionata per due batterie di scambio poste in serie: in questo modo raddoppierò la superficie in poco spazio.
    Per quanto riguarda i materiali: stando ai documenti studiati anche in precedenza per il pannello, non dovrebbero incidere molto sulla resa finale, anche se il mio istinto dice il contrario. Comunque i pannelli in PP alveolari usano certamente anche gli alveoli ai fini dello scambio, ma di contro fanno perdere carico al flusso d'aria. Ad ogni modo, come spiegato prima, proverò sia la versione alveolare piena che distanziata.
    Nell'ultimo caso dividerò la batteria in due parti girate a 90° per compensare lo scompenso di carico in entrambi i flussi.
    Ultima chicca, e spero di non espormi troppo, sto già predisponendo la gestione del sistema tramite Arduino.
    Ma dato che non mi sono mai cimentato in questo ho un amico collaboratore che ci sta lavorando intanto che io vado avanti nella parte "hardware".

    [16/10/2012]
    Ho finito la prima serie di prove, vi mostro i risultati:

    Le varie misurazioni di temperature sono state fatte all'interno di ogni camera interna tramite sonda e non ai fori di uscita come prima.

    Prova prima, recuperatore con uno scambiatore nelle tre configurazioni:
    Lamelle di alluminio distanziate (ALU in tabella), fogli di polipropilene alveolare (PP PIENO), e fogli di polipropilene alveolare distanziati (PP DIST).

    foto 1.JPGRENDIMENTO monocore.jpg

    Come si vede dalle misurazioni il mio istinto si sbagliava palesemente!
    La soluzione migliore è quella in PP compatto, ovvero senza distanziare i fogli tra di loro ma semplicemente alternando il senso degli alveoli. Il rendimento è di circa 61%, non male per nulla!
    L'alluminio arriva ad un circa 39%, meno della volta scorsa ma credo più a questa prova, più accurata nelle misurazioni e con una costruzione generale migliore.
    Il PP distanziato fa pietà!!


    Seconda prova, recuperatore con due scambiatori posti in serie (chiamiamolo Dual Core) nella sola configurazione di PP pieno:


    foto 2.JPGRENDIMENTO dual core.jpg

    Qui il risultato sorprendentemente peggiora, siamo al 50%.
    Questo credo sia dovuto al calo della portata dell'aria tra i due flussi, dato non quantificabile con i miei modesti mezzi ma che sicuramente influenza il rendimento.
    Sta di fatto che la misurazione è durata circa un'ora, ma per piu della metà del tempo la T4 (in uscita) era ferma a 25° mentre la T2 era gia al massimo (56 e rotti).
    Se metto ventole piu potenti ottimizzo forse?
    Suggerimenti, idee?

    Cmq una cosa è certa: funzia alla grande!!
    Ultima modifica di Elisabetta Meli; 31-03-2016 a 17:07 Motivo: Unione messaggi consecutivi

  9. #9
    Super_Mod

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    Quote Originariamente inviata da Elisabetta Meli Visualizza il messaggio
    Ciao satsok... Aggiungo, con il policarbonato, usando gli alveoli come scambio, ed intrecciandoli, non avresti necessità di distanziarli, la resa sicuramente sarebbe minore ma occuperebbero 1/2 dello spazio quindi se ne potrebbero mettere il doppio, il tutto senza nessuna complicazione di montaggio.
    Quindi la mia idea funziona

    Complimenti satsok.

    Interponi delle ulteriori ventole nel ' dual core ' per compensare le perdite di carico.

    Anche se, secondo me, lo scambio già è avvenuto, per cui non credo che otterrai di più, forse solo incrementando la superficie di scambio si potrebbe ulteriormente migliorare, ma non in senso verticale ( ovvero incrementando il numero di moduli del pannello ) ma con pannelli leggermente più grandi al posto di un sistema dual core.

  10. #10
    Seguace

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    Certo, sicuramente sono gli alveoli ad aumentare la resa rispetto alle altre soluzioni.
    L'ideale sarebbe avere degli estrusi alveolari in alluminio, ma accontentiamoci di quello che si può facilmente trovare pronto.
    Si potrebbe eventualmente aggiungere una paratia tra i due core con una ventola di supporto ciascuna, ma come la si dimensiona per non creare scompensi?
    Perche dici che solo incrementando la superficie di scambio si potrebbe ulteriormente migliorare? Anche incrementando il numero dei pannelli aumento la superficie di scambio, giusto?
    A onor del vero potrei usare tutto il materiale a mia disposizione, creando di fatto un core di PP e uno di alluminio alti circa 40cm cad per uno scambiatore totale di 30x30x80cm. Come superficie di scambio sarebbe il doppio dell'attuale versione. Ma forse dovrei utilizzare dei veri blower questa volta..
    A questo proposito pensavo di fare una visitina a IKEA per questo:
    LAGAN BF275 Cappa da fissare alla parete - IKEAl motore dichiarato è di 275mc/h, e a quel prezzo non trovo neanche le flange di un motore centrifugo in negozio.
    Magari lo vendono anche come ricambio separatamente ad un prezzo ancora piu basso

  11. #11
    Super_Mod

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    Satsok, ricontrolla i dati immessi delle tabelle, credo ci sia qualcosa che non và.
    Ho la sensazione che ci sia una inversione di valori.

  12. #12
    Seguace

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    Dove? Su quale prova?

    Mm, credo di aver invertito la T3 con la T4...Ma il calcolo dovrebbe essere corretto.Dopo controllo anche la formula del foglio
    Ultima modifica di Elisabetta Meli; 31-03-2016 a 10:24 Motivo: Unione messaggio consecutivi

  13. #13
    Super_Mod

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    Si ti confermo, ma non capisco quale delle due hai invertito, così ad occhio mi sembra quella del ' dual core '.

    Anche sulla formula ho qualche perplessità, normalmente si calcola P.E.
    Resa = (38/57.5) *100 = 66.09
    Decremento in percentuale = ((38/57.5)*100)-100 = 33.91.
    Incremento in percentuale = ((57.5/38)-1)*100= 51.31
    Ultima modifica di Elisabetta Meli; 17-10-2012 a 06:07

  14. #14
    Seguace

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    Buongiorno Elisabetta (e complimenti per la lucidità, io alle 6 del mattino a malapena capisco dove sono!!)

    Dunque, confermo di aver invertito la dicitura delle T3 e T4.
    Ecco lo schema corretto:
    Acquisizione a schermo intero 17102012 8.30.22.bmp.jpg

    La formula utilizzata è quella di Carnot: Efficienza: (T4-T1)/(T3-T1). Ho sbagliato?

    Altrimenti si potrebbe calcolare anche cosi, ma non ho tutti questi dati a disposizione:

    Il rendimento di uno scambiatore di calore, secondo la norma ASHRAE Standard '84 è definito
    come rapporto tra l'energia o l'umidità effettivamente trasmesse ed i valori massimi
    trasmissibili
    η = Wi(Xiu-Xii) / Wmin(Xei-Xii) = We(Xei-Xeu) / Wmin(Xei-Xii)
    dove:
    η = efficienza (su calore sensibile, latente o totale)
    Xii = temperatura o umidità o entalpia ingresso immissione
    Xiu = temperatura o umidità o entalpia uscita immissione
    Xei = temperatura o umidità o entalpia ingresso espulsione
    Xeu = temperatura o umidità o entalpia ingresso espulsione
    Wi = portata di immissione in peso
    We = portata di espulsione in peso
    Wmin = la minore tra Wi e We
    In caso di efficienza di temperatura le portate andranno moltiplicate per il calore specifico.


    Mi spieghi meglio l'incremento e la diminuzione in percentuale? Non ho ben capito..

  15. #15
    Super_Mod

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    Satsok, c'è ancora qualcosa che non mi confinfera !
    Tu immetti aria calda da T1 ( phon ) la prelevi da T3 ( ambiente esausta ). poi la immetti in T4 ( ambiente salubre ) espellendola da T2 ( esterno ).
    Ci sono ancora discrepanze tra prima prova con i tre elementi diversi e seconda prova con ' dual core ' in relazione alle rese da te riportate, nonostante la correzzione ultima.
    Appena ho tempo ti spiego le formule ' Not Carnot '

  16. #16
    Seguace

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    Elisabetta, ecco le configurazioni di flusso interno nelle due prove:

    T1 immissione aria calda (phon) - T4 uscita aria calda
    T3 immissione aria ambiente - T2 uscita aria ambiente
    Ovviamente T1>T4 e T2>T3
    Efficienza: (T4-T1)/(T3-T1) oppure (T3-T2)/(T3-T1)

    naturalmente nel caso del dual core le uscite T3 e T4 sono fisicamente scambiate a causa dell'inversione di flusso data dal secondo core..

    [30/10/2012]
    Stasera ho effettuato la prima prova in condizioni reali, senza phon e simili.Dato che avevo pronta la versione Dual Core ho usato quello.Purtroppo una delle due ventole è passata a miglior vita e ho dovuto sostituirla con un'altra, sempre da 120mm ma di maggior portata (sconosciuta). Per compensare, almeno empiricamente, ho ostruito parzialmente il corrispettivo foro di entrata. Speriamo che questo inconveniente non abbia deviato troppo le mie misurazioni.Ho collegato con un piccolo spezzone di tubo da 100mm una delle due entrate al foro a muro in modo da prelevare aria dall'esterno.Stasera fa freschino, si prelevavano 8,9 C.Dall'altro foro di entrata (quello parzialmente ostruito) ho pescato l'aria a T ambiente, ovvero 21,6 C.Dopo circa 20 min di funzionamento l'aria immessa nell'ambiente era di 21,3 C, mentre l'aria espulsa (attraverso pa ventola maggiorata) misurava 13,4 C.Dubbi sulla formula di calcolo a parte (Elisabetta help me!) mi sembra un buon risultato, che dite?
    Ultima modifica di Elisabetta Meli; 31-03-2016 a 10:24 Motivo: Unione messaggio consecutivi

  17. #17
    Super_Mod

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    Ottimo, un risultato notevole senza dubbio, lo tengo in debita considerazione.
    Per il calcolo non credo che lo si possa fare però se non hai la certezza della portata delle ventole, metti che una aspiri più dell'altra, cambiano le temperature di conseguenza a vantaggio o svantaggio.
    In ogni caso, è un risultato eccellente.
    Hai detto misure 30X30X80, per un ricambio aria ( anche se non lo hai detto prima ) in cucina ( ma lo immaginavo ), 126mc/h.
    Ipotizzando una cucina 4X4X3 = 48mc, ottieni un ricambio aria di quasi 3 volte l'ora senza quasi dispersione di calore e con bassissimi consumi.
    Collegato con un rilevatore di presenza per l'accenzione e con un ritardo di X tempo per lo spegnimento, si potrebbe estendere anche ad altri ambienti. Si trovano a 7€ ma sono a 220V.

  18. #18
    Seguace

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    Sì, sono anch'io stupefatto.
    Per fare prove più serie dovrò mettere le ventole serie, adesso mi fido di più di rischiarne l'acquisto.
    Il 30x30x80 era riferito alla configurazione futura, quella che comprenderà tutto il materiale costruito (scambiatore misto PP+ALU), per ora sto ancora usando quello in solo PP con due core da 30x30x20 cad.
    Sulla portata delle ventole da te calcolata ho i miei dubbi, quel 126mc/h è un valore nominale, ammesso che sia reale cambia molto quando l'aria passa attraverso i core. Infatti la velocità delle pale cambia parecchio con coperto della scatola aperto, quindi aria libera, e chiuso, che va subito in depressione e cala.
    Prossimo passo: costruzione dello chassis definitivo, correttamente dimensionato, isolamento da 4 cm termo-riflettente internamente, tenuta stagna e ventole 220v.

    Calcolatore_temperature_vmc.xlsCalcolatore_temperature_vmc.xlsIn base a questo strumento .xls della HovalCalcolatore_temperature_vmc.xls che allego, ho tirato fuori la formula del rendimento come segue:

    R=(T4-T1)/(T3-T1)X100

    Sostituendo le T con i rispettivi valori si ha:

    R= (21,3-8,9)/(21,6-8,9)X100 = 97,6%!!!!!!

    Un dato a dir poco incredibile! Temo comunque sia merito della bassa portata delle ventole, se metto quelle da 300mc/h chi sa a cosa arrivo...
    Ultima modifica di Elisabetta Meli; 31-03-2016 a 10:25 Motivo: Unione messaggio consecutivi

  19. #19
    Super_Mod

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    Ottimo il foglio, ma metti due ventole uguali e poi ripeti il calcolo dei rendimenti.
    Ad occhio, io ruoterei di 180° il recuperatore per il montaggio.
    Osserva esterno, con la attuale configurazione espello aria tipicamente più calda rispetto all'esterno, essa tenderà a salire con il rischio di risucchiarla nuovamente verso l'interno, ma ovviamente aspiro la stessa aria esausta e non più pulita. Invertendo questo rischio si può parzialmente eliminare.
    In interno, con la attuale configurazione, aspiro dalla parte alta del soffitto che tipicamente è più calda per espellere in basso. Invertendo metto in movimento l'aria calda di sopra poichè spinta dall'ingresso creando un moto convettivo.
    Ovviamente se il tutto è posto in verticale come da immagine, se in orizzontale, quindi è una vista dall'alto, non ha senso quello che ho scritto.

  20. #20
    Seguace

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    Predefinito

    Osservazioni corrette!
    Visti i risultati incoraggianti ho deciso di tenere in prova l'apparecchio tutto l'inverno appena fuori dal locale cucina (stessa loggia del pannello ad aria). In tal modo potro effettuare tutte le prove/modifiche/sperimentazioni prima di costruire il modello definitivo e -sopratutto- prima di spaccare muri e passare condotti vari
    Quindi ripesco la tua domanda iniziale, se integrare anche il pannello ad aria calda collegandolo in serie: si puo fare seguendo lo schema riportato:


    assieme.jpg



    In tal modo quando il pannello riceve sole un termostato apre il circuito delle sue ventole e l'aria calda entra direttamente in casa dall'alto. Allo stesso momento un gruppo di due (elettro)valvole a farfalla esclude il circuito della VMC che, altrimenti, disperderebbe il calore prodotto dal pannello. Ovviamente le ventole della VMC si spengono dallo stesso ciscuito.
    Inversamente, quando il pannello è off (notte, nuvolo ecc) il gruppo elettrovalvole esclude il pannello e accende la VMC.
    I flussi in entrata e uscita seguono il ragionamento di Elisabetta mentre l'espulsione dell'aria viziata all'esterno viene portata tramite condotto lontano dall'ingresso di quella fresca.

    E ora.. al lavoro!!

  21. RAD
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